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tesina su gaudì 2016

esame di stato VC CAT
by

mattia creati

on 21 July 2016

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LE FORME DELLA NATURA IN GAUDI’
Nato nel 1852, fu un grande architetto catalano che utilizzò molto le forme plastiche e ondulate modificando lo stile gotico e barocco. Fu il massimo esponente del Modernismo catalano che ha caratterizzato tutta la città di Barcellona.
Il suo fu detto anche “Stile naturale” per l’utilizzo di elementi decorativi vegetali e zoomorfi delle sue costruzioni. Morì nel 1926.
Tra i suoi progetti più importanti nella città ci sono:

Antoni Gaudì
il Parc Guell, realizzato dal 1900 al 1914, ricco di ceramiche decorative, il cui mecenate fu il nobile Eusebi Guell
Parc Guell
Casa Batllò
la Casa Batllò, costruita nel 1877 e considerata una delle opere più originali del celebre architetto: l'edificio è stato dichiarato, nel 2005, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO
la Casa Milà, edificata tra il1905 e il 1910, detta la Pedrera, con molte superfici ondulate e forme richiamanti animali
Casa Milà
la Sagrada Familia
La sagrada Familia è il suo indiscusso capolavoro. Il luogo dove visse negli ultimi anni in una stanzetta ricavata nella cripta e dove fu sepolto dopo essere stato investito da un tram, il primo installato a Barcellona.
Quadrato magico
In generale un quadrato magico si costruisce disponendo tutti i numeri interi da 1 ad un numero prestabilito dall'ideatore in una griglia di varie case in modo tale che la somma dei numeri di ogni riga, di ogni colonna e di ogni diagonale sia sempre la stessa. Il numero di rie e di colonne si chiama Ordine del quadrato, mentre la somma di una riga (o colonna o diagonale) si chiama Costante magica.
Josep Maria Subirachs i Sitjar, (Barcellona,1927 - 2014), è stato un scultore e pittore espressionista, il cui lavoro più noto è la facciata della Passione della basilica della Sagrada Familia di Barcellona.

Nel 2008 il Vaticano ha autorizzato la Congregazione per le cause dei Santi a iniziare un processo di canonizzazione di Antoni Gaudí, su richiesta dell'arcivescovo di Barcellona, il cardinale Ricardo M. Carles Gordó. Qualcuno ha obiettato che la presunta appartenenza dell'artista alla massoneria escluderebbe un risultato positivo. Ma sono emerse testimonianze che lo descrivono come profondamente cattolico, assiduo presente alle processioni del Venerdì Santo e del Corpus Domini. Pare anche che andasse a messa e si comunicasse ogni giorno. Come andrà a finire? Il presidente dell associazione che sta promovendo questa causa, Josè Manuel Almu Zara, ha dichiarato che Gaudí è un "santo materiale". Se sarà davvero proclamato tale, sarà il primo architetto tra i santi cattolici.

Antoni Gaudì
Antoni Gaudí ( 25 June 1852- 10 June 1926) was Catalan architect.
His work was influenced by his passions in life: architecture, nature, and religion. Gaudí introduced new techniques in the treatment of materials, such as trencadís which used waste ceramic pieces.
he was influenced by the neo-Gothic art and Oriental techniques, Gaudì was part of the Modernista movement. His masterpiece, the still incomplete Sagrada Família, is the most visited monument in Spain. Seven of his works were declared World Heritage Sites by UNESCO. religious images appear in many of his works, so he is called "God's This earned him the nickname God s Architect. and led to calls for his beatification.

Giorgio Caproni
Giorgio Caproni, nato a Livorno nel 1912 e vissuto a lungo a Genova, muore a Roma nel 1990.
Ha combattuto sul fronte delle Alpi Marittime e poi in Veneto, è stato partigiano nella Val di Trebbia durante la Seconda guerra mondiale.
Fu un autore molto prolifico e svolse anche l'attività di traduttore dal francese: la sua più importante traduzione fu La ricerca del tempo perduto di Marcel Proust. Appartenne alla corrente del neorealismo e fu molto amico di Pasolini.
Nella sua poesia canta soprattutto temi ricorrenti quali Genova e Livorno, la madre e il viaggio come metafora della vita e si interroga spesso sull'assenza di Dio.
Nel corso della sua produzione Caproni utilizza di una forma metrica spezzata, che si allinea con il suo animo di poeta alle prese con una realtà sfuggente. Questo stile è evidente nell'impiego della forma classica del sonetto senza divisioni strofiche. Il tutto alleggerito da un forte senso ironico molto importante in un uomo legato alle idee illuministe della supremazia della Ragione.
Il bisogno di - Dio - dirà non è mio , è dell'umanità, è soprattutto il bisogno di un po' di giustizia, di luce, di anima in tanta massa condizionata dai mezzi di diffusione, dove le parole sono "stracci" o "frecce di sole", dove per risolvere la questione della vita basta "il sesso e la partita./ Resta (miseria d'una sorte) da/ risolver la morte".
"All'origine dei miei versi c'è la giovinezza e il gusto quasi fisico della vita, ombreggiato da un vivo senso della labilità delle cose, della loro fuggevolezza... La mia poesia è un'allegoria della vita con tutto quanto ha di sgomentante la vita stessa, la guerra ingiusta, la guerra fascista, che ha gravato su tutta la giovinezza, fino alla maturità, della mia generazione..".
Caproni è disperato per la iniqua inutilità della storia ("fa freddo nella storia") ed è disperato per il sentimento dell'assenza di Dio, un Dio "esiliato" il che significa esilio dell'uomo da Dio. La sua è una lotta con Dio perchè egli vuole capire Dio con tutte le sue forze.

Ah, mio dio, Mio Dio,
perché non esisti?
Dio onnipotente, cerca (sfórzati) a furia di insistere - almeno di esistere.

Un'idea mi frulla,
scema come una rosa.
Dopo di noi non c'è nulla.
Nemmeno il nulla,
che già sarebbe qualcosa.

Un semplice dato:
Dio non s'è nascosto.
Dio si è suicidato.

La Guerra civile Spagnola

La guerra civile, scoppiata in spagna nel 1936 e conclusasi nel 1939, costò quasi un milione di morti. A scatenarla fu l'insubordinazione degli ufficiali del generale Francisco Franco che si ribellarono al governo del Fronte Popolare, uscito vincitore dalle elezioni politiche del 1936. Le radici di questo terribile evento affondavano nelle condizioni di grave arretratezza economica e sociale del paese dal momento che la politica conservatrice del generale Primo de Rivera, in carica dal 1923, aveva precluso ogni tentativo di riforma che neanche la svolta repubblicana del 1931, con la sconfitta della monarchia ed il conseguente allontanamento del re Alfonso XIII, era riuscita a promuovere.

Le forze di sinistra, dai radicali ai socialisti ed ai comunisti, unite nel Fronte Popolare, vinsero le elezioni politiche del 1936 ed avviarono un programma che prevedeva ampie riforme sociali, ma le forze della reazione non accettarono il risultato elettorale e risposero organizzando un colpo di Stato militare. Pretesto del "golpe" fu il rapimento e la successiva uccisione, da parte di un gruppo estremista di sinistra, di Calvo Sotelo, un esponente monarchico.

Il 17 luglio, dalle truppe stanziate nel Marocco spagnolo, partì la rivolta militare coordinata con la Falange, un,organizzazione politico-militare di stampo fascista. A capo dell'insurrezione erano i generali Emilio Mola e Francisco Franco. L'obiettivo era di estendere quanto più possibile l'offensiva, conquistando il consenso popolare e la maggior parte delle città. Ed infatti la rivolta si diffuse in gran parte del Paese, incontrando una forte resistenza popolare solo a Madrid, la capitale, e a Barcellona, la città economicamente più importante della Spagna. A Burgos, il "generalissimo" Francisco Franco, che i vicari ribelli avevano proclamato capo -"caudillo de España"- pose la sede del suo governo. La guerra civile fu lunga e sanguinosa, con le fazioni di destra appoggiate dalla Germania hitleriana e dall'Italia mussoliniana e quelle di sinistra sostenute dall'Internazionale comunista, dal governo francese di Fronte Popolare del socialista Léon Blum e dai democratici e dagli antifascisti di tutto il mondo. Un fenomeno di solidarietà militare democratica fu la formazione delle cosiddette Brigate Internazionali, in cui confluirono volontari antifascisti di provenienza diversa. L'unione sovietica di Stalin, che in un primo momento era stata neutrale, intervenne con forniture di viveri e materiale bellico a favore del legittimo governo della repubblica spagnola, guidato dal socialista Largo Caballero.

La dittatura franchista in Spagna fu affetto del progressivo consolidamento delle forze autoritarie in tutta l'Europa, che aveva portato al regime fascista in Italia e a quello nazista in Germania. La Guerra di Spagna rappresentò anche l'occasione per il rafforzamento dell'alleanza tra il nazismo tedesco e il fascismo italiano sancita dall'Asse Roma-Berlino. A decidere le sorti della guerra di Spagna fu il massiccio intervento della Germania nazista e dell'Italia fascista: i due regimi ebbero anche l'opportunità di sperimentare nuove armi e nuove tecniche militari (ricordiamo il terribile bombardamento di Guernica, immortalato da Pablo Picasso) nonché di rinsaldare la loro alleanza in previsione dell'imminente assalto allEuropa libera che avrebbe scatenato la seconda guerra mondiale.

Nel marzo del 1939, con la caduta di Madrid, finiva la guerra civile. La Spagna cadde sotto la dittatura franchista, di impronta fascista e Franco rimase in carica come capo di stato fino alla morte, avvenuta nel 1975, dopo aver preparato il rientro sul trono spagnolo dei Borbone, richiamando in Spagna Juan Carlos di Borbone e nominandolo suo successore nel 1969 che, alla sua morte, fu incoronato re.

Sagrada Familia
In Europa le leggi sulla sicurezza sono migliorate e in Italia in particolare con l'entrata in vigore del DLgs.81/08.
Direttive rivolte alle prescrizioni relative ai luoghi di lavoro, attrezzature, dispositivi di protezione individuale: Art. 74 D.lgs. 81/08 per dispositivo di protezione individuale (DPI) si intende qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi presenti nell'attività lavorativa.
Art. 75 D.lgs 81/08 i DPI devono essere prescritti solo quando non sia possibile attuare misure di prevenzione dei rischi (riduzione dei rischi alla fonte), adottare mezzi di protezione collettiva, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.
I DPI , per legge, riportano il marchio CE il quale indica la conformità ai requisiti essenziali di salute e sicurezza. Inoltre il dispositivo di sicurezza deve contenere un manuale di istruzioni per l'uso, conservazione, pulizia, manutenzione, data di scadenza, categoria e limiti d'uso possibilmente scritto nelle lingue ufficiali. Le conformità Art 4 D.lgs. 475/92
I DPI in funzione del tipo di rischio sono divisi in tre categorie :
I categoria: dispositivi di facile progettazione e destinati a salvaguardare gli utilizzatori da danni lievi
II categoria: tutti quelli non rientranti nelle altre due categorie - rischio significativo come ad esempio occhi, mani, braccia, viso
III categoria: dispositivi di progettazione complessa e destinati a proteggere gli utenti da rischi di morte o di lesioni gravi -comprende tutti i DPI per le vie respiratorie e protezione dagli agenti chimici
I DPI devono:
-Essere adeguati alle condizioni presenti sul luogo di lavoro
-Essere adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare un rischio maggiore per il lavoratore
-Tener conto delle esigenze ergonomiche e della salute del lavoratore
I DPI si possono classificare in base a 2 criteri:
-in funzione del tipo di rischio
-in funzione della tipologia di protezione
-In funzione alla tipologia di protezione si dividono in:
-Protezione degli arti superiori
-Protezione delle vie respiratorie

-Protezione degli occhi e viso: Occhiali protettivi ( a stanghetta o a maschera), visiere, protezioni dalle radiazioni luminose, maschere per saldatura.
-Protezione dell'udito: Inserti ( o tappi auricolari), caschi con apparato auricolare, cuffie.
-Protezione del capo: Caschi ed elmetti di protezione (soprattutto in prossimità di impalcature o carichi sospesi).
-Protezione piedi: Scarpe antinfortunistiche, con suola imperforabile.
-Protezione da caduta dall'alto: Dispositivi di discesa e ancoraggio (imbragature, connettori, sistema di arresto e di trattenuta).
-Protezione mani e braccia: Guanti da lavoro, protezione specifica (soprattutto per rischi: microrganici, meccanici, chimici o termici).

fine
La servitù prediale è un peso che grava su un fondo per agevolare l'accesso su un altro fondo appartenente a un proprietario diverso. I fondi vengono definiti dominante e servente, dominante è il fondo che ha il diritto di passare sull'altro e servente è il fondo che da la possibilità all'altro di passare. Anche l'usufrutto è una servitù prediale, l'usufrutto è a favore di una persona fisica mentre la servitù è a favore di un fondo. Le servitù prediali coattive sono l'elettrodotto e scarico coattivo. Le servitù volontarie si stipulano mediante un contratto tra due privati dove l'uno dà la possibilità all'altro di usufruire del suo fondo. Le servitù sono apparenti se vi sono opere visibili, diversamente sono non apparenti. Le servitù sono reciproche quando sono serventi e dominanti entrambi. La costituzione di una servitù prediale può avvenire:-Coattivamente con la forza della legge;
-Volontariamente con un contratto fra le parti mediante testamento;
-con atto dell'autorità amministrativa.
Le servitù apparenti o sono quelle acquisite per usucapione oppure per destinazione per padre di famiglia, cioè quando il fondo precedentemente era di un unico proprietario .
Per quanto riguarda la durata della servitù si considerano:
-Temporanee durata inferiore a nove anni;
-Permanenti durata superiore a nove anni.
L'estinzione di una servitù avviene:
-Per prescrizione quando la servitù non viene esercitata per 20 anni;
-Per confusione quando riunisce la proprietà del fondo dominante e del fondo servente;
-Per abbandono del fondo servente avviene quando il proprietario per evitare di pagare le spese per la servitù se ne può liberare rinunciandoci a favore del fondo dominante.

servitù prediali
L'acqua è un bene primario quindi il proprietario di un fondo dominante può fare richiesta per averla a disposizione, utilizzandola nella vita quotidiana sia agricola che industriale. Ovviamente tutte le spese necessarie sono a carico del proprietario del fondo dominante anche le infrastrutture da realizzare in caso si ostacola laccesso al fondo servente. Il diritto alla servitù di acquedotto coattivo si pone anche semplicemente nel caso di utilità dellacqua: vale a dire quando, pur avendola già a disposizione, si desidera averne a una quantità maggiore al fine di ottimizzare le attività. Occorre poi che l utilità non sia soltanto temporanea, bensì permanente, come accade quando la disponibilità dellacqua sia continua o comunque non sia destinata ad interrompersi definitivamente.
Il proprietario del fondo servente può opporsi alla costruzione dellacquedotto dando la possibilità di sfruttare quelli già esistenti sul suo fondo. In questo caso al proprietario dellacquedotto è dovuta unindennità da determinarsi avendo riguardo all acqua che si introduce, al valore dell'acquedotto, alle opere che si rendono necessarie per il nuovo passaggio e alle maggiori spese di manutenzione.

SERVITU' DI ACQUEDOTTO E SCARICO COATTIVO
SERVITU' PER INFRASTRUTTURE LINEARI ENERGETICHE
Per infrastrutture lineari energetiche si intendono i gasdotti, gli elettrodotti, gli oleodotti e le reti di trasporto di fluidi termici o di altri idrocarburi. In questo caso il fondo dominante è la collettività degli utenti. Le servitù per le infrastrutture lineari energetiche sono realizzate in seguito al rilascio dell'autorizzazione unica da parte del Ministero delle attività produttive. Per il rilascio dell'autorizzazione partecipano le amministrazioni statili e locali interessate. La valutazione di impatto ambientale (VIA) è molto importante per il rilascio dell'autorizzazione. Il procedimento autoritario deve concludersi entro sei mesi. Secondo art. 121 del rd 1775/1993 il proprietario del fondo servente deve dare la possibilità al personale addetto alla manutenzione degli impianti di accedere sul fondo servente per fare le necessari controlli. Ad esempio tagliare dei rami in prossimità delle linee aeree che possano creare cortocircuiti; Riparare eventuali danneggiamenti agli elettrodotti interrati. Con il decreto ministeriale del 1988 n 449 suddivide le linee elettriche in quattro classi:
- zero (linee telefoniche, telegrafiche ecc..);
-Primo (linee bassa tensione);
-Seconda (media tensione) ;
-Terza (alta tensione).
Su questo tipo di infrastruttura la normativa per la quale, a causa dell'inquinamento elettromagnetico, bisogna rispettare delle distanze per la realizzazione dei fabbricati.
Il decreto ministeriale del 29 maggio 2008 contiene il metodo di calcolo per le distanze da rispettare in base al tipo impianto che è stato realizzato. Ci sono due linee di comunicazione: Senza appoggio le quali possono passare, anche senza io consenso del proprietario, fili o cavi sia al di sopra delle proprietà pubbliche o private. Per questo tipo di servitù non è dovuta alcuna indennità; Con appoggio le quali sono le servitù di fili, cavi e impianti connessi, sul suolo, nel sottosuolo o sull'area soprastante. Al proprietario del fondo servente viene riconosciuta un indennità a seguito dell'esproprio.

SERVITU' DI PASSAGGIO
Il proprietario di un fondo intercluso (cioè che non ha l'accesso diretto da una strada pubblica) può chiedere di passare sul fondo altrui. La servitù di passaggio può essere chiesta anche se il fondo non è intercluso ma il passaggio esistente non è sufficientemente ampio per l'accesso con mezzi agricoli o industriali. Quando si ottiene la servitù di passaggio si cerca di effettuare la via più corta anche se alcune volte si preferisce una percorso più lungo per evitare di danneggiare le colture. In caso di interclusione per frazionamenti dovuti a compravendite o divisioni ereditarie la servitù di passaggio viene data senza alcuna indennità. In caso cessa la necessità del passaggio può essere soppresso su richiesta del proprietario del fondo dominante o del fondo servente.
PROGETTO STRADALE
La strada è uno spazio a uso pubblico destinato alla circolazione di pedoni, di veicoli e di animali. La progettazione di quest'opera deve definire questi elementi:
1)Individuazione del percorso;
2)Dimensionamento geometrico;
3)Stima dei costi.
Nelle antiche civiltà si realizzavano utilizzando piste che sono percorsi privi di ogni strutture e che si sviluppano strettamente a livello del terreno e dunque riproducevano perfettamente l'andamento del terreno. Con il tempo si viene a realizzare la sovrastruttura che trasforma la pista che permette di: utilizzare la strada tutto l'anno, aumentando di velocità di percorrenza, aumento della portanza e della durata. In corrispondenza del fiorire de commerci nel 700 ci fu la ripresa in vigore di fornire ai popoli un'adeguata rete stradale. Per contenere i costi che la sovrastruttura richiedeva, ci fu la tecnica di Thomas Telford predisponendo una base di pietrame tagliato e lavorato con successivo utilizzo di pietrisco che doveva saturare gli spazi vuoti lasciati da strati inferiori, oppure quella di Loudon Macadam che prevedeva una sovrastruttura priva di fondazione cioè utilizzando miscela di ghiaietto e pietrisco con calibri di diverse dimensioni, le cui polveri fungevano da legante che sotto lazione degli agenti atmosferici auto cementava l'intera massicciata. Con l'avvento dei pneumatici poi compare la pavimentazione che caratterizza le strada moderne.

Progettazione

Per la progettazione di una strada occorre:
1)Valutare l'importanza della futura strada quindi anche del futuro traffico
2)Classificare la nuova strada secondo le categorie previste dalla normativa in modo che restino definitive le velocità di progetto e le altre caratteristiche geometriche
3)Conoscere con la dovuta la natura dei terreni
4)Occorre valutare la consistenza dei centri abitati presenti nella zona. Esistono tre fasi in cui un progetto si sviluppa e sono:-
Progetto preliminare; ha lo scopo di verificare la possibilità di realizzazione dell'opera.
-Progetto definitivo; ha lo scopo di sviluppare e precisare le scelte contenute del preliminare con la definizione del tracciato in tutti i suoi aspetti tecnici e dei costi connessi.
-Progetto esecutivo; Ha lo scopo di materializzare sul terreno lasse stradale al fine di verificare sul posto le scelte progettuali.

ANDAMENTO ALTIMETRICO
Per studiare l'andamento altimetrico usando il profilo longitudinale del terreno e le sezioni trasversali dei picchetti. Esistono due tipi di profilo longitudinale, entrambi realizzati in corrispondenza della stessa linea che è lasse stradale, dunque disegnati in uno stesso elaborato. In particolare essi sono riferiti ai picchetti dasse a suo tempo individuati durante la stesura della planimetria:

1° Profilo del terreno (nero). Sviluppo dell'intersezione tra il terreno e la superficie generata da una retta verticale che segue l'asse stradale.

2° Profilo di progetto (rosso). Sviluppo dell'asse stradale su un piano verticale. Composta da tratti di asse a pendenza costante, Detti livellette, raccordati con archi di parabola.

Per costruire i due profili è necessario reperire le distanze tra ciascun picchetto d'asse (comuni entrambi i profili) e le quote degli stessi picchetti (del terreno per il profilo nero, della piattaforma stradale per quello rosso). L'andamento altimetrico dell'asse stradale è costituito da una sequenza continua di livellette. Le livellette sono individuate dalle scelte progettuali, Nelle quali devono essere valutati i seguenti criteri:
1)Discostarsi il meno possibile dal terreno;
2)Creare aree di sterro equivalenti a quello di riporto;
3)Alternarsi nei punti di tangenza delle curve;
4)non dovrebbero alternarsi nei rettifili;
5)Internamente alle curve dovrebbero avere pendenza ridotta;
6)Livellette consecutive non in contropendenza.

ANDAMENTO PLANIMETRICO
Una volta fissate le dimensioni generiche per una strada si può passare alla realizzazione del percorso. Quindi bisogna studiare l'andamento altimetrico e planimetrico della strada della planimetria del luogo e del profilo longitudinale. Si passa ora allo studio del tracciamento che è la prima attività progettuale che consiste nel disegnare una spezzata che congiunge i due estremi del percorso senza mai discostarsi dal livello di campagna e con una assegnata pendenza uniforme, questo prende il nome di tracciolino e deve essere il più corto possibile, dovrà seguire l'andamento del terreno, le opere di ingegneria devono essere del minor numero possibile occorrerà evitare terreni non adatti alla costruzione. Dopo aver tracciato un numero vario di tracciolini orientativi si tratterà soltanto di scegliere quale sia il più favorevole secondo i criteri detti prima.
La fase successiva sarà quella di rettificare il tracciolino scelto che consente di ridurre la lunghezza del percorso a discapito della pendenza. Lelemento di partenza è la sequenza di rettifili; solo successivamente andremo ad aggiungere le curve calcolando i dati necessari attraverso il raggio minimo.

CASE PASSIVE
La casa passiva, Passivhaus nell'originale denominazione tedesca, è attualmente il modello di abitazione che consente il maggior risparmio energetico. È un'invenzione tutta europea e rappresenta uno dei più preziosi contributi che la ricerca universitaria ha offerto allo sviluppo di unedilizia sostenibile.
La casa passiva è un concetto che nasce più di venti anni fa. Correva l'anno 1988 e due università nordeuropee decisero di collaborare per concepire una nuova generazione di abitazioni, che sfruttando la qualità dei materiali costruttivi e l'esposizione solare riducessero al minimo il fabbisogno energetico per il riscaldamento interno dell'edificio. I protagonisti di questa collaborazione erano il fisico tedesco Wolfgang Feist eBo Adamson, ricercatore presso la facoltà di Ingegneria dell'Università di Lund in Svezia.
Il risultato della collaborazione fu sorprendente: si scoprì che combinando insieme in maniera coordinata vari dispositivi e accorgimenti per l'isolamento termico e l'efficienza energetica, si potevano creare edifici che quasi non avevano bisogno di essere riscaldati, anche in inverno e anche nei freddi climi del nord.

I dispositivi utilizzati non erano nuovi: coibentazione delle pareti, infissi termici, posizionamento dell'edificio studiato per la migliore esposizione solare, impianto di ventilazione per recuperare calore durante la necessaria circolazione dell'aria tra interno ed esterno. Ma coordinando questi dispositivi in maniera ragionata e portando al massimo il livello qualitativo dei materiali di costruzione, si ottenevano edifici la cui efficienza energetica era di gran lunga superiore non solo rispetto agli edifici tradizionali, ma anche rispetto a quelli progettati secondo le più recenti normative termiche. Da allora le case passive si sono diffuse dapprima nei paesi dell'Europa settentrionale e centrale, Germania, Svezia, Austria, Olanda, Svizzera, Francia. Ed edifici basati sul concetto della casa passiva sono stati recentemente realizzati anche negli Stati Uniti. Per quanto riguarda l'Italia, da qualche anno sul territorio nazionale sorgono varie case passive ma si sta ancora lavorando a un corretto adeguamento del progetto originale dal clima continentale a quello temperato della regione mediterranea.


Dal punto di vista tecnico, la casa passiva deve la sua efficienza alla combinazione di una serie di accorgimenti essenziali: isolamento termico, calore interno, finestre termiche, forma ed esposizione e ventilazione.

Isolamento termico. E ottenuto non solo grazie all'aumento dello spessore del materiale isolante (circa 30 centimetri contro gli 8-10 centimetri delle case tradizionali) ma anche e soprattutto collocando l'isolante nello strato più esterno della parete, anziché nel lato interno come normalmente avviene. L'isolante è disposto su tutte le pareti esterne dell'edificio nella loro interezza, senza tralasciare la corretta coibentazione del tetto.

Calore interno. Grazie al perfetto isolamento termico, l'edificio riesce a riscaldarsi grazie a fonti di calore che si trovano i tutte le case ma che di solito passano inosservate: gli elettrodomestici attivi, l'illuminazione, il sole che entra dalle finestre, la cucina, l'acqua calda che scorre nel bagno, gli stessi esseri umani che vi abitano. Benché minima, la quantità di calore prodotta da queste fonti risulta niente affatto trascurabile quando viene adeguatamente preservata.

Un punto debole nell'isolamento degli edifici è generalmente costituito dalle finestre. In una casa passiva il vetro delle finestre è triplo anziché doppio. La superficie vetrata diventa in questo modo più isolante della cornice stessa dellinfisso, motivo per cui si tende a progettare poche grandi finestre invece che tante finestre piccole: le finestre grandi aumentano la luminosità e il calore prodotto dai raggi del sole, mentre diminuisco le perdite di calore attraverso la struttura dell'infisso.

L'isolamento termico è ottenuto anche grazie allo studio della forma dell'edificio: edifici di volume compatto mantengono meglio il calore rispetto a edifici dal volume spezzettato o distribuito. E inoltre importante prevedere una corretta esposizione dell'edificio rispetto al sole, in modo che le pareti più soleggiate siano capaci di assorbire il calore, per esempio attraverso superfici vetrate, mentre le pareti più fredde e meno soleggiate siano perfettamente coibentate. Nei climi temperati occorre prevedere, al tempo stesso, una sufficiente ombreggiatura delle pareti rivolte verso il sole, in modo da mantenere la casa fresca nei mesi estivi.

La circolazione dell'aria tra interno ed esterno è necessaria in tutti gli edifici ma in genere provoca forti perdite di calore. Nella casa passiva il problema è aggirato grazie a una ventilazione controllata, che attraverso un motore ad alta efficienza energetica e un apposito dispositivo per lo scambio di calore, permette all'aria in entrata di assorbire fino all80-90% del calore dell'aria in uscita, prima di circolare all'interno.

La ventilazione controllata serve anche a uniformare la temperatura delle diverse stanze dell'edificio, recuperando il calore dalle stanze dove se ne produce di più (come il bagno, la cucina, e gli ambiente più affollati ) per cederlo alle stanze più fredde come le camere da letto e il soggiorno, e al contempo ricambiare l'aria viziata.

Sulla base di questi punti essenziali, i diversi progetti possono prevedere soluzioni specifiche e dettagli aggiuntivi, sia estetici che funzionali. Alcune case sfruttano ad esempio la geotermia, il calore naturale del terreno, attraverso tubature interrate nel giardino o nel cortile che si diramano nell'edificio. In alcuni casi lo studio dell'esposizione solare è abbinato alluso di moderne tecnologie fotovoltaiche, mentre l'ombreggiatura può essere fatta sia con elementi architettonici, sia grazie alla piantumazione di specie vegetali adeguate come le piante cedue, che perdono cioè il fogliame in inverno, lasciando passare i raggi del sole quando sono più necessari. Per i materiali poi le possibilità sono ampie: una casa passiva può essere fatta di legno, di mattoni, di cemento.

I notevoli vantaggi di una casa passiva, l'abbiamo visto, sono evidenti: prima di tutto un impatto ecologico enormemente ridotto, grazie all'eliminazione o al ridottissimo uso dell'impianto di riscaldamento, e poi il comfort, grazie ad un'illuminazione ottimale ed una temperatura uniforme nei diversi ambienti interni.

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