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Illuminismo

Lavoro di gruppo
by

sara librio

on 1 September 2013

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Transcript of Illuminismo

di:
Sara Librio
Silvia Varesi
Maria Drusiani
Andrea Avramo
Denis Ghimp
Paolo Guerra
Niccolò Sghinolfi
Kristina Milenkovic
Valentin Potyrlyu

L'illuminismo
Un nuovo modo di pensare
Un'enciclopedia è un'opera letteraria che raccoglie e ordina la sintesi della conoscenza umana. Le enciclopedie sono divise in voci,chiamate anche lemmi, che spesso sono inserite in ordine alfabetico. Le voci dell'enciclopedia sono più dettagliate di quelle del dizionario; infatti a differenza delle voci dei dizionari, che si concentrano sulle informazioni linguistiche sui termini, i lemmi di un'enciclopedia si concentrano in genere su concetti per illustrare il soggetto che dà il nome alla voce.
L'enciclopedia
Tutti gli esseri umani hanno diritto di usare la propria ragione per essere felici
Lottare per il benessere generale della popolazione
sapere a conoscenza di tutti
cosmopolitismo
divulgazione del sapere
la mente prevale sul resto (pregiudizi religiosi e etnici)
laicismo (non obbedire ai dogmi e al fanatismo di una chiesa credendo però in Dio)
non uccidere in nome di Dio
tolleranza religiosa (convivenza della fede)
uguaglianza
felicità
libertà
I principi dell'illuminismo
Chi sono gli illuministi
In questo periodo nasce un nuovo modo di pensare, ossia l'illuminismo
I sovrani illuminati
Il diffondersi delle idee illuministe
Montesquieu
Montesquieu fondò la teoria politica della separazione dei poteri e scrisse le lettere persiane
Separazione dei poteri
La separazione dei poteri consiste nel individuare le tre funzioni principali dello Stato: potere legislativo, potere giudiziario, potere esecutivo ed associarle a tre diversi poteri dello stato.
la funzione legislativa è attribuita al parlamento, nonché eventualmente ai parlamenti degli stati federati o agli analoghi organi di altri enti territoriali dotati di autonomia legislativa, che costituiscono il potere legislativo;
la funzione amministrativa è attribuita agli organi che compongono il governo e, alle dipendenze di questo, la pubblica amministrazione, i quali costituiscono il potere esecutivo;
la funzione giurisdizionale è attribuita ai giudici, che costituiscono il potere giudiziario.
Bibliografia
Charles-Louis de Secondat (Montesquieu) nacque in un'illustre famiglia di giuristi, appartenente alla nobiltà di toga. Figlio di Jacques de Secondat, barone di Montesquieu e di Marie- Françoise de Pesnel, baronessa di la Brède, nacque a Bordeaux.
Studiò giurisprudenza e nel 1714 era già consigliere del parlamento di Bordeaux. Si sposò con Jeanne de Lartigue, che aveva una ricca dote.
Venne accolto all'Accademia delle Scienze di Bordeaux, dove presentò e discusse su argomenti scientifici e filosofici. Scrisse memorie di anatomia, botanica, fisica, etc..
La sua fama, ancora ristretta all'ambito provinciale, si accrebbe enormemente con la pubblicazione delle Lettres persanes (Lettere persiane). Pubblicate in modo anonimo anche se il nome dell'autore divenne noto. Le Lettere persiane offrono il pretesto all'autore, nel descrivere l'immaginario viaggio in Europa di due persiani, di fare un'acuta critica dei costumi e della società del tempo.
Pubblicò altri numerosi documenti, che lo fecero circondare da un vero e proprio culto. Egli continuò i suoi viaggi in Ungheria, in Austria ed in Italia dove soggiornò un anno e nel Regno Unito dove si fermò per un anno e mezzo. Afflitto dalla quasi totale perdita della vista, riuscì a partecipare comunque all'Enciclopedia. Morì a causa di una forte infiammazione.
Lettere Persiane
Romanzo epistolare dello scrittore francese Charles-Louis de Secondat de Montesquieu (1689-1755), pubblicato nel 1721 sotto la falsa indicazione di Pierre Marteau a Colonia, in realtà ad Amsterdam presso Jacques Desbordes. È un'ironia violenta dei costumi francesi, analizzati dal punto di vista di due viaggiatori persiani. I sarcasmi delle lettere non risparmiano né le istituzioni, né gli uomini del tempo. I personaggi, essendo stranieri, vedono la Francia in modo distaccato, criticando vita e costumi di una società cattolica e assolutistica.
Voltaire
Rousseau
Cesare Beccaria
Nacque a Ginevra il 28 giugno 1712
Visse e studiò a Torino.
Dopo un po di anni si trasferì a Parigi dove collaborò con degli encinclopedisti.
Scrisse delle opere filosofiche con idee illuministe. Quest iscritti però vennero condannati e contribuirono a isolare Rousseau rispetto all'ambiente culturale del suo tempo. Le sue relazioni con tutti gli intellettuali illuministi suoi contemporanei, oltre che con le istituzioni della Repubblica di Ginevra, finirono per deteriorarsi a causa di incomprensioni, sospetti e litigi, e Rousseau morì in isolamento quasi completo nel 1778.
Bibliografia
Bibliografia
Cesare Bonesana,marchese di Beccaria, è stato giurista, filosofo, economista e scrittore italiano. Nacque a Milano nel 1738. Studiò a Parma e poi a Pavia dove si laureò. Nel 1760 si sposò con Teresa Blasco Dalla quale ebbe quattro figli.Il suo avvicinamento all'illuminismo fu dopo aver letto l'opera Lettere Persiane.Il punto di vista illuministico del Beccaria si concentra in frasi come la seguente: "Non vi è libertà ogni qual volta le leggi permettono che in alcuni eventi l'uomo cessi di essere persona e diventi cosa".
Si mise contro: alla pena di morte perché secondo lui il bene della vita è indisponibile, quindi sottratto alla volontà del singolo e dello Stato, alla tortura.
Morì a Milano nel 1794
Bibliografia
Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet, è stato un illuminista francese. Il suo nome è legato al movimento culturale dell'illuminismo, di cui fu uno degli animatori e degli esponenti principali nell’ambito dell’Encyclopédie.
Le idee e le opere di Voltaire, così come quelle degli altri illuministi, hanno ispirato e influenzato molti intellettuali della Rivoluzione Americana, come Benjamin Franklin e Thomas Jefferson, e di quella francese, come Robespierre.
Voltaire nacque a Parigi nel 1694. Frequentò salotti parigini dove venne contagiato dal clima illuminista. Uno sgarbo ad un cavaliere gli causò una breve incarcerazione e un lungo esilio, durante il quale egli dimorò in Inghilterra, rimanendo fortemente affascinato dalla cultura e dallo stile inglese . Durante la sua lunga vita non gli mancarono onori e incarichi prestigiosi, fu infatti nominato storiografo e poeta della corte di Versailles. Contemporaneamente entrò in stretti rapporti epistolari con il futuro re di Prussia Federico II il Grande e quando i suoi rapporti con la corte francese si guastarono del tutto si trasferì a Berlino presso il suo nuovo protettore, ormai divenuto re. Caduto in disgrazia anche presso la corte berlinese, dopo essersi reso conto che Federico II non seguiva più i principi illuministi, Voltaire si ritirò dapprima in Svizzera e poi nel castello di Ferney, dove continuò l' infaticabile attività di scrittore. Ritornò a Parigi nel 1778, poco prima di morire, dove si rese conto che l' illuminismo cominciava a celebrare se stesso e ad avviarsi sulla strada del tramonto.
Lettere inglesi
Serie di saggi scritti da Voltaire basati sulla propria esperienza di vita in Inghilterra tra il 1726 e il 1728. Pubblicato per la prima volta nel 1734. Nel 1778, Voltaire riscrisse e pubblicò l'opera in inglese.
Sul modello delle Lettere persiane di Montesquieu, Voltaire interpreta la parte di uno spettatore ingenuo che rende conto delle sue osservazioni su diversi campi: religione, filosofia, politica, arte, scienze ed economia. In questo modo, viene a crearsi un'opera di propaganda e di critica, in cui lo stile di scrittura è un'arma di persuasione. Vantando i meriti dell'Inghilterra, Voltaire si impegna a demolire il sistema francese, attaccando soprattutto la figura del re.
Candido o l'ottimismo
Candido, o l'ottimismo è un racconto filosofico di Voltaire che mira a contraddire le dottrine ottimistiche quale quella leibniziana. Lo scrittore francese fu stimolato sicuramente dal terremoto di Lisbona del 1755 che distrusse la città, mietendo molte vittime. Voltaire scrisse prima un poema sul cataclisma (1756) e successivamente redasse il Candido (1759).
Trama
Candido è un giovane innamorato di Cunegonda, una fanciulla nobile per la quale egli affronterà innumerevoli avventure con indomito coraggio, seguendo l’insegnamento del suo maestro in merito all’ottimismo. L’allontanamento dal castello dove ha trascorso l’infanzia dà inizio alle sue peripezie. Egli entra nelle schiere dei Bulgari, subendovi nuovi maltrattamenti, riesce a fuggire ed incontra Pangloss che è impiccato dopo un terremoto. Fustigato, Candido è salvato da una vecchia che lo porta da Cunegonda, che gli racconta la sua esperienza. Dopo l’uccisione di un uomo da parte di Candido, i due ragazzi fuggono, accompagnati dalla vecchia, che narra a sua volta la propria triste storia. I tre riescono ad imbarcarsi su una nave, ma poi Candido è costretto a lasciare le compagne di viaggio, trovando, però, un nuovo amico, Cacambò. I due approdano in Paraguay, dove sono accolti dai Gesuiti presso i quali si nasconde il fratello di Cunegonda che si credeva morto. Una brutale discussione che degenera in rissa costringe Candido e Cacambò ad una nuova fuga. Arrivano al ricco paese di Eldorado, dove il protagonista si arricchisce. Candido e Cacambò raggiungono poi Surinam, dove si devono separare. Un nuovo compagno di viaggio, il saggio Martino, accompagna Candido sulla nave, dove egli perde molte delle sue ricchezze. Egli approda quindi in Francia, in Inghilterra ed a Venezia, dove incontra la sua cara amica Pasquetta. S’imbarca alla volta di Costantinopoli dove ritrova Pangloss, sopravvissuto all’impiccagione, Cacambò, la vecchia e Cunegonda, che nel frattempo si è imbruttita. Il giovane si sente però costretto a sposarla ed a scegliere una vita di lavoro, insieme alla moglie ed agli amici.
Dizionario filosofico
Il Dizionario filosofico (Dictionnaire philosophique nell'originale) è un'opera letteraria di Francois-Marie Arouet, meglio noto con lo pseudonimo di Voltaire, che la pubblicò in forma anonima in francese nel giugno 1764. L'opera è stata successivamente edita in altre versioni dallo stesso autore con l'aggiunta di alcune parti. Solo nelle successive edizioni questi ha abbandonato l'anonimato.

La struttura dell'opera è ispirata da un'altra opera letteraria contemporanea, all'epoca in corso di compilazione. Si tratta dell'Encyclopédie, progetto letterario opera di numerosi autori, che, nelle intenzioni dei suoi promotori Diderot e d’Alembert, avrebbe dovuto racchiudere in sé tutto il sapere umano, epurato illuministicamente da ogni componente di irrazionalità e pregiudizio e arricchito dalle, per quei tempi, recenti scoperte della scienza
Alcune voci dal dizionario filosofico
AMICIZIA
È un tacito contratto fra due persone sensibili e virtuose. Dico «sensibili», perché un monaco, un solitario,possono non essere affatto insensibili, e tuttavia vivere senza conoscere l'amicizia. Dico «virtuose», perché i malvagi non possono avere che dei complici; i dissoluti, dei compagni di bagordi; le persone interessate, dei soci; i politici si circondano di partigiani faziosi; la massa degli sfaccendati ha delle conoscenze; i principi hanno attorno a loro dei cortigiani: solo gli uomini virtuosi hanno amici. Cetego era il complice di Catilina; e Mecenate, il cortigiano di Ottaviano; ma Cicerone era amico di Attico. Cosa comporta questo contratto fra due anime sensibili e virtuose? Gli obblighi sono più o meno forti o deboli, a seconda del grado di sensibilità dei contraenti e il numero dei servizi resi ecc. La passione dell'amicizia è stata più forte presso i greci e gli arabi che non da noi. I racconti che questi popoli hanno immaginato sull'amicizia sono ammirevoli; noi non ne abbiamo di simili, noi siamo un po' aridi in tutto. L'amicizia, presso i greci, era oggetto di religione e di legislazione. I tebani avevano la legione degli amanti: magnifica legione! Certuni l'hanno scambiata per una legione di sodomiti; s'ingannano: hanno scambiato l'accidente per la sostanza. L'amicizia, presso i greci, era prescritta dalla legge e dalla religione; la pederastia era purtroppo tollerata dal costume; ma non dobbiamo imputare alla legge abusi vergognosi. Ne parleremo ancora.
PRETE
I preti sono, in uno Stato, pressappoco quel che sono i precettori nelle case dei cittadini; obbligati a insegnare, pregare, dare l'esempio; non possono avere nessuna autorità sui padroni di casa, a meno che non si provi che colui che paga un salario deve obbedire a chi lo riceve. Fra tutte le religioni, quella che esclude nel modo più assoluto i preti da ogni autorità civile, è senza dubbio quella di Gesù: «Date a Cesare quel che è di Cesare.» «Non ci sarà, tra voi, né primo né ultimo.» «Il mio regno non è di questo mondo.» Le contese fra l'impero e il clero, che insanguinarono l'Europa per più di sei secoli, non furono quindi, da parte dei preti, che ribellioni contro Dio e gli uomini e un peccato continuo contro lo Spirito Santo. Da Calcante, che assassinò la figlia di Agamennone, fino a Gregorio XIII e a Sisto V, due vescovi di Roma che vollero privare il grande Enrico IV del regno di Francia, la potenza sacerdotale fu fatale nel mondo
Un link dove è possibile leggere altre voci del dizionario:
http://www.riflessioni.it/dizionario_filosofico/
Rousseau era un filosofo scrittore e musicista svizzero di lingua francese. Conobbe e collaborò con gli enciclopedisti. E' considerato un illuminista, tuttavia in radicale controtendenza rispetto alla corrente di pensiero dominante nel suo secolo. Rousseau ebbe influenze importanti nel determinare certi aspetti dell'ideologia egualitaria e anti-assolutistica che fu alla base della Rivoluzione francese del 1789.
Discorso sulla scienza e le arti
Il Discorso sulle scienze e le arti fu una delle prime opere del filosofo Jean-Jacques Rousseau. Fu composto nel 1750 in risposta al bando del concorso indetto dall'Accademia di Digione sul seguente tema: Se il rinascimento delle scienze e delle arti abbia contribuito a migliorare i costumi. L'opera diede a Rousseau una fama immediata, ma provocò un raffreddamento nei suoi rapporti con il gruppo dei philosophes raccolti intorno al progetto editoriale dell'Encyclopédie, che sul tema del progresso condividevano un orientamento molto diverso. Rousseau irruppe nel contesto dell'Illuminismo francese affermando che le arti e le scienze corrompono i costumi e sono uno strumento con cui i tiranni esercitano il potere. Egli metteva a confronto le figure idealizzate di Plutarco e Socrate con la dissolutezza della Roma imperiale e della Parigi contemporanea, senza risparmiare, nella sua critica, coloro che in vario modo avevano partecipato idealmente lo spirito dei lumi, da Cartesio a Hobbes, da Leibniz allo stesso Voltaire. Quest'ultimo replicò alle accuse di Rousseau con sottili ma non meno feroci sarcasmi.
Discorso sull'origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini
Scritto di Jean-Jacques Rousseau, pubblicato in Francia nel 1755. È anche citato col titolo più breve di Discorso sull'ineguaglianza.
Contratto sociale
Pubblicato nel 1762, è tra le maggiori opere del filosofo svizzero illuminista Jean-Jacques Rousseau (1712-1778).
L'opera, a tema politico-sociale, delinea, con sorprendente anticipo sui tempi, l'idea di Stato democratico, e perciò verrà ripresa, una trentina d'anni dopo, come riferimento durante la Rivoluzione francese.

Il Contratto Sociale è suddiviso in 4 libri, contenenti 48 capitoli in totale, preceduti da una "Avvertenza" ed una breve introduzione.
Cesare Beccaria fu una figura di scpicco dell'illuminismo. legato agli ambienti intellettuali Milanesi
Dei delitti e delle pene
Breve saggio scritto dall'illuminista italiano Cesare Beccaria pubblicato nel 1764.

È senz'altro il testo più noto dell'Illuminismo italiano se si considera la sua fortuna in Italia e in Europa e la sua influenza sui pensatori cronologicamente successivi.

In questo breve trattato Beccaria si pone con spirito illuminista delle domande circa i delitti e le pene allora in uso.
Enciclopedie nel passato
Il primo grande libro nel quale sistemato il sapere fu scritto da Aristotele, che scrisse una classificazione delle scienze: teoretiche (filosofia, fisica e matematica), pratiche (etica e politica), poietiche (arti).
In seguito ci fu la Naturalis historia di Plinio il Vecchio composta da 37 volumi.
Ne furono scritte varie anche nel medioevo ma la più completa di questa epoca fu lo Speculum maius o Bibliotheca mundi del teologo Vincenzo di Beauvais intorno al 13o sec.
F. Bacone scrisse intorno al 1623 De dignitate et augmentis scientiarum, in cui veniva illustrata una tripartizione del sapere (albero delle scienze) centrata sulle tre categorie della conoscenza umana (memoria, immaginazione, ragione)
Enciclopedia:
Enciclopedia Francese
L'Encyclopédie è un'enciclopedia, scritta in francese, pubblicata nel XVIII secolo da un gruppo di intellettuali sotto la direzione di Denis Diderot e Jean-Baptiste D'Alembert.
In essa erano stato elencato un compendio universale del sapere.
Essa è il primo esempio di moderna enciclopedia di larga diffusione e successo, cui guarderanno e si ispireranno nella struttura quelle successive.
Voci dall'encyclopédie
La ragione è nei confronti del filosofo ciò che la grazia è nei confronti del cristiano... gli altri uomini procedono nelle tenebre; invece il filosofo, anche nelle sue passioni, non agisce che con la riflessione, procede nella notte, ma è preceduto da una fiaccola. Il filosofo forma i suoi principi su un'infinità d'osservazioni particolari. Non confonde il vero con il verosimile, considera vero ciò che è vero, falso ciò che è falso, dubbio ciò che è dubbio e per verosimile ciò che è verosimile. Lo spirito filosofico è dunque uno spirito di osservazione e di correttezza (voce Philosophe - Filosofo, Dusmarais)
È dolce dominare i propri simili; i preti seppero profittare dell'alta opinione che avevano generato nello spirito dei loro concittadini. Pretesero che gli dei si manifestassero a loro, annunziarono le loro leggi, insegnarono dei dogmi, prescrissero ciò che doveva essere creduto e ciò che doveva essere respinto, fissarono ciò che piaceva o dispiaceva alla divinità, organizzarono gli oracoli, predissero l'avvenire a l'uomo inquieto e curioso, lo fecero tremare per la paura delle pene che gli dei irati minacciavano per i temerari che avessero osato dubitare della loro missione o discutere la loro dottrina (voce Prêtres - Preti, Barone d'Holbach)
Maria Teresa d'Asburgo nacque a Vienna il 13 maggio 1717.
Nel 1736 sposò Francesco III Stefano che era il duca di Lorena. Da questo matrimonio nacquero sedici figli dei quali però sei morirono prematuramente quasi tutti di vaiolo.
Nel 1740, alla morte del padre, ereditò la corona austriaca.
Durante il suo regno scoppiò la guerra di successione austriaca che durò dal 1740 al 1748 e si concluse con il Trattato di Aquisgrana .
Maria Teresa d'Austria fu una sovrana illuminata.
Morì a Vienna il 29 novembre 1780.
Il potere passò a suo figlio Giuseppe II.
Maria Teresa d'Austria
Maria Teresa fu una sovrana illuminata perché modernizzò il governo.
Tra le cose che fece ci fu:
Dividere i poteri, tenendo i poteri legislativo e quello esecutivo mentre rese indipendente quello giuridico.
Ridusse i privilegi fiscali del clero, abolì l'inquisizione e sciolse la compagnia di Gesù(Gesuiti).
I beni che confiscò ai Gesuiti servirono a finanziare l'istruzione pubblica.
Rese obbligatoria l'istruzione primaria.
Ospitò e finanziò grandi musicisti come Mozart.
Abolì la censura.
Introdusse un nuovo codice penale nel quale: inseriva pene uguali per tutti i sudditi, aboliva la tortura e riduceva la pena di morte.
Fece dei decreti molto importanti come per esempio l'emancipazione degli ebrei, la tolleranza religiosa e l'abolizione della servitùn della gleba,
Caterina II di Russia
Leopoldo II d'Asburgo
Leopoldo II d'Asburgo nacque a Vienna il 5 maggio 1747. Era figlio di Maria Teresa d'Austria e Francesco I imperatore del Sacro Romano Impero tedesco. Il 18 agosto 1765 divenne granduca di Toscana e si stabilì a Firenze.
Leopoldo II fu un sovrano illuminato.
Si sposò con Maria Luisa di Borbone-Spagna e dalla loro unione nacquero 16 figli.
Durante la rivoluzione francese si preoccupò moltissimo per sua sorella Maria Antonietta tanto che fu lui stesso il vero artefice della fuga di Varennes di cui furono protagonisti Luigi XVI e Maria Antonietta.
Pietro Leopoldo morì il Vienna, 1 marzo 1792 probabilmente per avvelenamento.
Caterina II di Russia nacque a Stettino nel
1729. È conosciuta come Caterina la Grande. Figlia di un generale russo e di una principessa tedesca, la quale la trascurava, venne educata bene, sebbene la sua famiglia non fosse molto ricca. A sedici anni venne data in sposa al figlio dell'imperatore russo. In seguito, detronizzò il marito con un colpo di stato.
Caterina II di Russia fu un'importante sovrana illuminata
.
Tra cose più importanti che fece:
liberò i nobili dai servizi obbligatori e dalle tasse, rese ereditaria la nobiltà e concesse ai nobili il pieno controllo sui servi che vivevano sulle loro terre
Federico II di Prussia era un re che governava una nazione che stava crescendo in Germania. La sua idea era quella di conciliare l'utilità dello Stato con la pubblica felicità. Infatti il suo governo divenne forte, autoritario e militarista, ma tutto ciò andava a favore dell'artigianato e dell'agricoltura ed era volto a migliorare la condizione dei contadini. Eliminò la censura, rese obbligatoria l'istruzione elementare, tolse la pena di morte e abolì le discriminazioni. La sua nazione era protestante.
Federico II di Prussia
È detto anche FEDERICO IL GRANDE. Nato nel 1712 a Berlino e morto nel 1786 a Potsdam. Fu il re di Prussia dal 1740 ed era il figlio del re Federico Guglielmo I e di Sofia Dorotea di Hannover. Lui governava basandosi sulla politica e sulle iniziative militari e il padre, Federico Guglielmo I, lo voleva educare in maniera rigida, mentre lui era concentrato sulla letteratura e sulla musica. Federico II, grazie alle indicazioni e ai suggerimenti dati dal padre per gli attacchi militari, conquistò la Slesia. Dopo la morte, il suo stato divenne una delle principali potenze economiche europee più importanti.
Pietro Leopoldo fu un classico sovrano illuminato.
Fece un nuovo codice penale.
Abolì la tortura.
Abolì la pena di morte.
Nonostante avesse voluto fare di più non ci riuscì per l'opposizione dell'aristocrazia.
Classe 2 C - a.s. 2012-13
Scuola Il Guercino - BO

Illuminismo
Il termine illuminismo è spesso usato per indicare un movimento culturale e filosofico sviluppatosi fra le guerre di religione (XVII secolo), la rivoluzione inglese (1688) e la rivoluzione francese (1789). Il movimento illuministico nacque e si sviluppò soprattutto in Francia, ma fu condiviso anche dalle persone colte d'Europa. Illuminismo vuol dire che i “Lumi” della ragione scacciano il pregiudizio, l'errore, la superstizione e la violenza. Il motto dell'illuminismo è "SAPERE AUDE" cioè "ABBI IL CORAGGIO DI CONOSCERE". In senso più ampio, invece, la parola "Illuminismo" indica una qualsiasi forma di pensiero che debba “illuminare” la mente degli uomini, servendosi non della superstizione e dell'ignoranza, ma della ragione, della critica e dell'uso della scienza
Illuminista
L'illuminista è un seguace dell'illuminismo ed è colui che ha contribuito a diffonderlo. Gli illuministi erano alla ricerca della verità con l'aiuto della ragione. Per la determinazione ad arrivare alla verità gli illuministi furono il primo movimento interamente laico della storia. Essere laici non significava non credere in Dio ma non aderire ad una Chiesa che imponeva dogmi e che si imponeva ai fedeli come centro di potere, perciò li portava al fanatismo. A fare del laicismo il punto centrale del movimento illuminista contribuì la lunga riflessione sulle stragi causate dalle Guerre di Religione, che avevano insanguinato l'Europa. Secondo loro l'uomo non doveva mai più uccidere in nome di Dio. Gli illuministi predicavano anche la tolleranza religiosa.
Giuseppe II
Nacque a Vienna il 13 marzo 1741 ed era il primo figlio di Maria Teresa d'Asburgo e di Francesco Stefano di Lorena, l'imperatore del Sacro Romano Impero. Viene incoronato il 3 aprile 1764 e nel 1765 prende il trono del Sacro Romano Impero. Giuseppe II morì il 20 febbraio 1790.
Dai documenti d'epoca è emerso che in moltissime occasioni Giuseppe aveva idee completamente opposte a quelle della madre, soprattutto in politica interna, la quale del resto contribuì ad iniziare la sua educazione verso gli ideali dell'illuminismo che poi fonderanno la base della politica di Giuseppe II.
Come si diffusero le idee illuministe?
salotti
libri
giornali e riviste
Encyclopèdie
Attraverso:
Nasce
L'opinione pubblica
http://commons.wikimedia.org/wiki/Encyclop%C3%A9die,_ou_Dictionnaire_raisonn%C3%A9_des_sciences,_des_arts_et_des_m%C3%A9tiers?uselang=fr
Il primo giornale
I primi giornali in Francia nacquero intorno alla 1650d.C .
Tra i primi giornali francesi pubblicati si trova la Gazette de Paris. Essa nacque il 1 maggio 1631 per volere del cardinale Richelieu e redatto da Thèophraste Renaudot.
Con lo sviluppo delle pubblicazioni giornalistiche nacquero le censure da parte delle forze governative.
La Gazette de Paris
La Gazette de Paris fu fondato a Parigi da
T. Renaudot nel 1631.
Era un organo semiufficiale della monarchia.
Nel 1762, per volontà di Luigi XV venne pubblicato bisettimalmente e venne rinominato Gazette de France.
Gazette de France fu per tutto il XIXsec. la voce principale del partito realista.
Nel 1914 cessò di essere pubblicato.
più in particolare
I giornali si facevano a stampo e così usci la “Gazette de Paris” ovvero il primo giornale che usci nella storia della Francia, nata nel 1° maggio 1631. Tra il 1789 e 1792 nascono 200 nuove testate in Francia, cioè una pubblicazione giornalistica periodica, e scriveva in carattere monarchico, reazionario e antirivoluzionario. Charles Philipon fu editore de La Caricature e de Le Charivari.
Gli stati assoluti permisero di diffondere le informazioni attraverso i giornali, grazie all’abolizione della censura, in cui il nome deriva da “giorno” e indica la stampa quotidiana, e attraverso le riviste, cioè la stampa periodica. I giornali e riviste nacquero entrambi in Inghilterra, subito dopo la guerra civile, e uscendo così la “Gazzetta di Inghilterra”, un giornale che era costituito da solo un foglio e poi diffuso in migliaia di copie e conteneva informazioni politiche. Nei primi anni del Settecento e anche oggi ci sono le caratteristiche di base:
Pluralità, cioè che parlano di politica e cultura o luoghi.
Varietà, cioè con dei contenuti di molti tipi diversi.
Imprenditorialità, cioè che nascono delle aziende dotate di redazione, tipografie e distributori.
Tutti i giornali dovevano arrivare nelle case al mattino dalla stessa “Gazzetta di Inghilterra”, che fu la madre delle nostre riviste di gossip e faceva sapere tutto sulle nozze di Lord e i principi della casa reale. Poi mettevano delle caricature, ovvero le immagini che stano sui giornali, che prendevano dai “paparazzi”. I giornali si diffusero in Europa e in America cosi diventando delle grandi rivoluzioni. Si formò cosi l’opinione pubblica, un fenomeno nuovo. Giudicavano anche la base sui fatti che scrivevano.
Come erano strutturati i giornali
Giudizio e modo di pensare collettivo della maggioranza dei cittadini. Il concetto di opinione pubblica, intesa anche come sistema di opinioni dei cittadini.
Nasce con l'idea moderna di democrazia rappresentativa, definita da J. Locke come governo dell'opinione.
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