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L'aurora Boreale

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by

Milena Fiscato

on 23 June 2014

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Transcript of L'aurora Boreale

Evoluzione del
pensiero
Giovanni Pascoli
L’aurora boreale
Le luci del Nord sono poesia,
salto quantico, fisica delle particelle,
superstizioni, mitologia e fiaba,
ispirazione e meraviglia.

Franck Pettersen

"Ed ecco un vento tempestoso avanzarsi dal Settentrione, una grande nube che splendeva tutt'intorno, un fuoco in cui guizzavano bagliori, e nel centro come lo splendore dell'elettro in mezzo al fuoco"[…] Una visione di fuoco, con uno splendore tutto attorno, simile allo splendore dell'arcobaleno, che appare nelle nubi in un giorno di pioggia"

[ Ezechiele]
Lucio Anneo Seneca
«Inter haec licet ponas et quod frequenter in historiis legimus caelum ardere visum, cuius nunnunquam tam similis ardor est ut inter sidera ipsa videatur, nunnunquam tam humilis ut speciem longiniqui incendii praebeat. Sub Tiberio Cesare cohortes in auxilium Ostiensis coloniae cucurrerung tamquam conaflagrantis, cum caeli ardor fuisset per magnam partem noctis parum lucidus crassi fumidique ignis. De his nemo dubitat quin habeant flammam quam ostendunt; certa illis substantia est.»
“Fra questi fenomeni [comete, meteore] dovresti porre anche ciò che frequentemente leggiamo nelle storie: cioè che
il cielo è apparso infuocato
, e la sua vampa è talora così alta da sembrare proprio frammezzo agli astri, talora così vicina al suolo da offrire
l’aspetto di un incendio
lontano. Quand’era imperatore Tiberio, le coorti dei vigili corsero in aiuto della colonia di Ostia come se fosse in preda a un furioso incendio, mentre
si era trattato di una vampa celeste
, durata gran parte della notte e poco sfavillante, <come> di un fuoco grasso e fumoso. Di queste meteore nessuno dubita che posseggano effettivamente la fiamma che manifestano: esse sono costituite da una sostanza ben determinata”.
[Seneca, Naturales quaestiones, Liber I, 15, 5-6]
Plinio il Vecchio
«…fit et sanguinea species et, quo nihil terribilius mortalium timori est, incendium ad terras cadens inde, sicut Olympiadis CVII anno tertio, cum rex Philippus Graeciam quteret, atque ego heac statis temporibus naturae vi, ut cetera, arbitror existere, non, ut plerique, variis de causis, quas ingeniorum acumen excogitat, quippe ingentium malorum fuere praenutia; sed ea accidisse non quia haec facta sunt arbitror, verum haec ideo facta quia incasura erant illa, raritate autem occultam eorum esse rationem ideoque non, sicut exortus supra dictos defectusque et multa alia, nosci…»
“vi è qualcosa che pare sangue, e il più terribile fenomeno fra quelli che spaventano i mortali: un incendio che dal cielo cade sulla Terra, come avvenne al terzo anno della 107ª Olimpiade (349 a.C.) […]. Ora io penso che tutti questi eventi sorgano in tempi prefissati per forza naturale, come del resto ogni cosa […]. Comunque la loro rarità ne oscura la comprensione, ed è per questo che le meteore non si conoscono nella misura in cui sono noti il sorgere delle stelle e le eclissi... e varie altre cose... ».

[Plinio il Vecchio Historiae naturalis, Liber II, 27]
L’AURORA BOREALE

Ai miei primi anni… infermo ero e lontano
da tombe amate… udivo dei compagni
il suon del sonno, uguale e piano,
sommosso da improvvisi lagni;

e, solo, e come chi non sa se giunga
mai, traversava con il mio martirio
io tutta l’oscurità, lunga,
con, sopra, il fisso occhio di Sirio.
E nella notte giovinetto insonne
vidi
la luce postuma, lo spettro
dell’alba: tremole colonne
d’opale, ondanti archi d’elettro.

E sotto
i flessili archi
e tra le frante
colonne vidi rampollare il flutto
d’un’ampia chiarità, cangiante
al palpitar del gran Tutto.

Ti vidi, o giorno che dalla grande Orsa
inopinato esci nel cielo, e trovi
le costellazioni in corsa
dirette a firmamenti nuovi!

Ti vidi, o giorno che su l’infinita
via delle nebulose ultime e sole
appari. M’apparisti, o vita
che splendi quando è morto il sole.

Un alito era, solo, per il miro
gurge, di luce; un alito disperso
da un solo tacito respiro
e che velava l’universo:

come se fosse, là, per un istante,
immobile sul sonno e su l’oblio
di tutti, nella sua raggiante
incomprensibilità, Dio!


L' origine
campo magnetico
teoria della dinamo ad autoeccitazione
FORMAZIONE:
vento solare
flusso di particelle che viene emesso dal Sole e si diffonde nello spazio interplanetario
picco dell' attivià solare: 11 anni
Edward Sabine: correlazione tra attività solare e formazione delle aurore
Dinamica
generatore aurorale (vento solare + magneto sfera) : trasforma energia cinetica in elettrica
forza di Lorentz
Bottiglie magnetiche
aurore: emissioni di fotoni
Effetti
radiazioni magnetiche responsabili di:
1. danni cellulari

2. disturbi della rete elettrica black out
-dal mito alla scienza-
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