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Le Corbusier. Architettura, design, urbanistica.

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Francesca santeusanio

on 10 May 2016

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Transcript of Le Corbusier. Architettura, design, urbanistica.

Charles-Edouard Jeanneret detto Le Corbusier, nome d'arte che si era dato a ricordo di un suo zio materno (Lecorbésier), nasce a La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, il 6 ottobre 1887. Il padre, Georges Edouard Jeanneret, era un orologiaio, mentre la madre Marie Charlotte Amélie Jeanneret-Perret era una musicista.

IL MESTIERE 1900 - 1910
Nel 1900 inizia a studiare alla scuola d'arte a la Chaux-de-Fonds dove insegna Charles L'Esplattenier, personaggio chiave nella formazione del giovane Charles-Edouard, che lo indirizzerà verso l'architettura
Nel mese di giugno del 1907 Le Corbusier intraprende il suo primo viaggio alla scoperta dell'architettura, dopo Milano, Firenze, Siena, Bologna, Padova, Venezia, si reca a Vienna dove vi rimarrà per circa 4 mesi.
Tra il 1908 e il 1909 incontra Josef Hoffmann, Gustav Klimt, Tony Garnier, Auguste e Gustave Perret e dai Perret rimarrà a lavorare per un certo periodo come disegnatore a metà tempo. Nel 1909 rientra a la Chaux-de-Fonds per costruire le ville Stotzer e Jacquemet.
Nel 1910 è a Berlino e lavora per cinque mesi nello studio di Peter Beherens dove conosce Walter Gropius e Mies Van der Rohe. Le Corbusier inizia ad immaginare una sua architettura e il rigore formale che trova nello studio di Beherens gli sta andando relativamente stretto.

LE PRIME RICERCHE 1911 - 1922
Tra il 1911 e il 1922 Le Corbusier intraprende diverse attività. Nel maggio del 1911 parte per "le voyage d'Orient" e visita Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest, Istanbul, Atene, ecc. e appunta abilmente le "immagini" nei carnets.
Costruisce alcune ville a la Chaux-de-Fonds e partecipa attivamente agli eventi culturali che puntualmente si verificavano in quegli anni. Conosce gli artisti Braque, Gris, Picasso, Lipchitz, Ozenfant, e con quest'ultimo fonda nel 1919 "L'Esprit Nouveau" (organo di diffusione della corrente pittorica del purismo).
Nel 1922 inizia la collaborazione con suo cugino Pierre Jeanneret, tiene la sua prima conferenza a la Sorbona e conosce Yvonne Gallis che sposerà nel 1930.

DA "VERS UNE ARCHITECTURE" al CIAM 1922 - 1930
Nel 1922 progetta una città di tre milioni di abitanti. Nel 1923 pubblica "Vers une Architecture" dove enuncia i fondamenti di una teoria architettonica di grande ambizione; secondo Le Corbusier il rinnovo dell'architettura contribuirà a migliorare la società. Nel libro sono anche indicati tre dei suoi cinque principi - 1. I pilotis (Les pilotis) 2. La pianta libera (Le plan libre) 3. Il tetto giardino (Le toit-jardin) 4. La facciata libera (La façade libre) 5. La finestra a banda (La fenêtre en bandeau, La fenêtre en longeur).
Nel 1924, con il cugino Jeanneret si installa al numero 35 di rue de Sèvres. Nel 1925 progetta il "Plan Voisin" per Parigi. Nello stesso anno costruisce, sempre a Parigi, il padiglione de l'Esprit Nouveau (ricostruito a Bologna nel 1977).
Nel 1928 su iniziativa di Le Corbusier viene organizzato a La Sarraz il primo Congresso Internazionale di Architettura Moderna (CIAM). Vi partecipano i più importanti architetti di quel periodo (Meyer, Aalto, Rietveld, Berlage, ecc) con lo scopo di studiare e propagandare i fondamenti dell'Architettura Moderna.

DA LA "VILLE RADIEUSE" AL "MODULOR" 1930 - 1948
Nel 1935 pubblica "La Ville Radieuse" progetto per la città del futuro: "La città di domani dove sarà ristabilito il rapporto uomo-natura". Questa città del domani sarà organizzata, secondo Le Corbusier, in zone distinte dove la gente vive in torri immerse nel verde e lavora in zone separate le une dalle altre. Questo concetto é completamente in antitesi alla città a sviluppo orizzontale immaginato da Wright.
Nel 1941 pubblica la "Carta di Atene" trattato urbanistico dove viene enunciato il concetto della "zonizzazione" che influenzerà la pianificazione di mezza Europa. Durante la seconda guerra mondiale elabora il "Modulor" che pubblicherà nel 1948.

DA CHANDIGARH A CAP MARTIN 1951 - 1965
Nel 1950 viene designato Consigliere del Governo di Punjab e nel 1951 effettua il suo primo viaggio in India. Tra mostre, esposizioni, conferenze, Dottorati Honoris Causa, medaglie, ecc. riafferma e consolida la sua fama internazionale.
Il 27 agosto del 1965 Le Corbusier muore all'età di 78 anni a Cap Martin, sulla Costa Azzurra, mentre fa il bagno. (D.G. 2004)

Nel 1920 un progetto di fondamentale importanza; che in pochi segni anticipa e sintetizza l’essenza dell’architettura moderna, porterà una svolta nell’architettura ispirando il mondo per secoli a venire. Anche se questa innovazione si applica all’architettura e all’urbanistica, il principio che sta alla base può essere utilizzato per quasi tutti i settori delle arti. Il Dom-ino (Domos-innovazione) è essenzialmente una singola unità modulare che può essere organizzata in svariati modi e che può essere ripetuta per creare insiemi più complessi per molteplici fini.L’interesse di Le Corbusier per la pratica costruttiva in cemento armato confluisce nella formulazione del progetto per la Maison Dom-Ino. È un sistema strutturale caratterizzato da un’ossatura in cemento armato che consente di articolare le piante e i prospetti dell’edificio in maniera indipendente dalla struttura. Il suo sistema progettuale è improntato dunque su l’uso di sistemi razionali, con moduli e forme molto semplici, secondo i principi del “Funzionalismo”. Con questo nuovo sistema si elabora una nuova estetica conosciuta con il nome di “Purismo”. L’uso di forme geometriche semplici, la ricerca dell’essenzialità simile a quella dei prodotti industriali, l’ossessione per il rigore geometrico classico, sono le regole da applicare sia in architettura quanto in pittura e in scultura.

"L'Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce."

L'architettura è un fatto d'arte,
un fenomeno che suscita emozione,
al di fuori dei problemi di costruzione,
al di là di essi.
La Costruzione è per tener su:
l'Architettura è per commuovere.

Maison Dom.ino
Stoccarda, Weissenhof
Il quartiere Weissenhof (in tedesco Weißenhofsiedlung) è un quartiere costruito a Stoccarda nel 1927, in occasione dell'esposizione organizzata dal Deutscher Werkbund. È stato una sorta di "vetrina" internazionale, per mostrare le innovazioni (architettoniche e sociali) proposte dal Movimento moderno. Il comprensorio includeva ventun edifici, per un totale di sessanta abitazioni, progettate da sedici architetti europei, la maggior parte dei quali tedeschi. Mies van der Rohe era stato incaricato della gestione del progetto, in qualità di direttore architettonico del Werkbund, e fu lui a scegliere gli architetti, a distribuire i lotti e i fondi, e a supervisionare l'intero progetto.

Le Corbusier ottenne due lotti diretti verso la città e il budget più ampio. Gli edifici non variano molto nella forma, presentando una grande coerenza progettuale; si tratta di case a schiera, villette e blocchi di appartamenti. Le caratteristiche comuni agli edifici sono le facciate essenziali, i tetti piani, adibiti a terrazza, le finestre a nastro, la cosiddetta "pianta libera" e l'elevato livello di prefabbricazione, che permise l'edificazione del complesso in soli cinque mesi.

L'esposizione aprì al pubblico il 23 luglio 1927, con una notevole partecipazione di pubblico.

Dei ventun edifici originari, attualmente ne sopravvivono undici.


Ville Savoye,
Poissy, Francia
L’opera rappresenta i 5 principi dell’architettura moderna ovvero i canoni dell’International Style:

Il plan libre o pianta libera
che si individua dalla totale mancanza di setti murari portanti e dalla grande elasticità nella progettazione delle chiusure verticali, portate agevolmente dallo scheletro di calcestruzzo armato.
I pilotis o pilastri
che reggono il volume principale e lo rendono sospeso e libero di elevarsi funzionalmente alle necessità della “famiglia moderna Savoye”. I pilastri infatti creano un comodo percorso di accesso all'abitazione svuotando il piano terra dai setti murari portanti e garantendo il posizionamento di un garage al centro del piano.
La facade libre o facciata indipendente
dalla struttura, che come per le pareti perimetrali del primo piano si spoglia della sua funzione strutturale tipica per incarnare una realtà architettonica moderna e razionale, fatta di elementi verticali atti a ospitare vuoti o pieni a piacimento del progettista.
La fenetre en longueur o finestra in lunghezza
, che in Villa Savoye percorre quasi tutti i quattro prospetti e divide con un taglio netto le pareti perimetrali del primo piano, permettendo uno straordinario incremento dell’illuminazione naturale degli ambienti, oltreché un'ampia visuale verso l’esterno.
Il toit terrasse o terrazzo giardino
, che grazie ai solai in calcestruzzo armato non pesa sulla struttura sottostante, ma anzi funge da coibente e garantisce agli ambienti del primo piano, una maggiore frescura d’estate e un buon isolamento d’inverno. Il terrazzo ospita oltre ad un giardino coltivabile anche un solarium protetto da una parete tagliavento che riprende la forma delle curve al piano terra.
"Le Corbusier dimostrò sempre molta attenzione alle proporzioni. In realtà fu un grande musicista. Ma la sua musica, invece di svilupparsi nel tempo, si sviluppa nello spazio a tre dimensioni. E, come il musicista, egli si esprime attraverso rapporti......... Si può dire che il Modulor è una scala, paragonabile approssimativamente alle scale musicali anche se, invece di essere una scala di suoni, è una scala di grandezze spaziali" (André Wogenscky).

Il termine Modulor deriva dalle parole francesi module (modulo) e or (section d'or). Si tratta di una "griglia proporzionale" basata su due scelte fondamentali, una di tipo matematico, una di tipo antropomorfo. Quest'ultima porta Le Corbusier ad associare alcune delle misure della griglia a misure del corpo umano, e ad assumere come valore di riferimento 1.83 m., altezza di un uomo ideale.

La scelta di tipo matematico consiste nel considerare lunghezze tali che il rapporto tra due consecutive sia il numero d'oro: indicando con a, b, c, d,....... grandezze successive si ha: a/b=b/c=c/d=.....= t, e anche c=a+b, d=b+c,........ . Sappiamo che queste seconde uguaglianze non sono esatte, ma operativamente, nella pratica della costruzione architettonica, possono essere accettate come vere. La successione dei numeri è quindi considerata da Le Corbusier anche una successione che segue la legge dei numeri di Fibonacci.

Le Corbusier considera due scale di questo tipo, una ottenuta partendo da un quadrato di lato 113 (...27, 43,70, 113, 183, ...) che chiama serie rossa, una partendo da un rettangolo 113x226 (....53, 86, 140, 226, 366, .....) che chiama serie blu. Il numero 226 (113x2), è preso come misura dell'uomo in piedi con il braccio alzato. In questo modo viene associata alla determinazione aritmetica dei successivi termini, la costruzione geometrica effettuata partendo rispettivamente dal quadrato e dal rettangolo; ciò risulta anche dai disegni con cui Le Corbusier spiegava agli allievi il suo modulor.

Comparando attraverso le proporzioni l'architettura al corpo umano, Le Corbusier evidenzia la sua discendenza dalla Grecia classica e dagli artisti del Rinascimento.


Il Modulor
L'Unitè d'habitation
una macchina per abitare
L'Unité d'Habitation de Marseille, conosciuta anche come Cité Radieuse, è un edificio civile di Marsiglia, progettato dall'architetto svizzero Le Corbusier. L'edificio è il primo dei cinque analoghi realizzati in Europa e rappresenta una delle realizzazioni pratiche delle teorie ideate dal celebre architetto circa il nuovo concetto di costruire la città, nonché uno dei punti di arrivo fondamentali del Movimento Moderno nel concepire l'architettura e l'urbanistica.
Nel 1946, in uno scenario di devastazione e macerie, le varie nazioni europee avviarono ognuna dei grandi progetti di ricostruzione.
In Francia il ministro dell’Urbanistica e della Ricostruzione Raoul Dautry interpellò, tra gli altri, il celebre architetto avanguardista Le Corbusier. Egli collaborò e mise in pratica i suoi innovativi studi sui princìpi funzionali volti ad un nuovo modo di concepire lo spazio abitativo collettivo.
Pur suscitando accesi dibattiti o violente stroncature, i suoi progetti si rivelarono apprezzabili e con intuizioni all'avanguardia per i tempi, anticipando molte delle più diffuse concezioni architettoniche contemporanee.
Nel 1947 Le Corbusier fondò la società da lui presieduta nominata AtBat, costituita da un gruppo di collaboratori tra architetti e ingegneri che, coordinati dall'ingegnere Vladimir Bodiansky, si occupò della progettazione e della realizzazione delle quattro successive Unitées d'Habitation costruite in seguito al primo modello di Marsiglia. Nel 1955 venne completata quella di Rezé, nel 1961 quella di Briey, nel 1967 fu inaugurata quella di Firminy; nel 1957 ne fu costruita una anche Berlino Ovest.
L'Unité d'Habitation è correntemente utilizzata e abitata dal 1952 ed è diventata ambita residenza di esponenti del ceto borghese medio-alto, professionisti e intellettuali del capoluogo francese.
Il 12 ottobre del 1995 l'edificio è stato nominato
monument historique
ed è luogo di visita di numerosi turisti e scolaresche ogni anno.
Il 9 febbraio 2012 l'edificio ha subito un grave incendio che ha danneggiato parte della struttura.
Nel giugno 2013 sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione e il locale sul tetto che ospitava la palestra è stato ristrutturato e e trasformato in luogo espositivo dell'artista francese.

Secondo il pensiero di Le Corbusier non esisteva una sostanziale distinzione tra l’urbanistica e l’architettura. La sua attenzione era principalmente rivolta a studiare un sistema di relazioni che, partendo dalla singola unità abitativa intesa come cellula di un insieme, si estendeva all'edificio, al quartiere e all'intero ambiente costruito.
L'Unité d'Habitation è la sintesi di questa teoria e racchiude in sé tutti i princìpi architettonici da lui ideati, divenendo la somma delle funzioni prettamente domestiche coniugate a quelle urbanistiche. Essa venne quindi concepita come una vera e propria "città verticale" caratterizzata da spazi individuali inseriti in un ampio contesto di aree comuni; questo equilibrio fu supportato dall'impiego delle più moderne tecniche progettuali e costruttive già scoperte in precedenza dal Razionalismo e dall'esperienza del Bauhaus.

L'edificio rappresenta quindi una sorta di contenitore che racchiude in esso uno spazio urbano, trascendendo la funzione meramente abitativa di un semplice condominio e concependo l'edificio come una sorta di "macchina per abitare" per un elevato numero di persone. Secondo i princìpi di Le Corbusier, l'attuazione di questa teoria porterebbe al salto dimensionale tra il singolo edificio e la città, cosicché il primo divenga un sottomultiplo della seconda.
Notre-Dame, Ronchamp
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