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Tesina su emigrazione ed immigrazione in Italia

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Elena Storto

on 30 May 2015

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Transcript of Tesina su emigrazione ed immigrazione in Italia

ITALIA:
TERRA DI MIGRAZIONI

EMIGRAZIONE
IMMIGRAZIONE
I flussi migratori nascono:
dallo squilibrio fra popolazione e risorse;
da motivazioni di tipo socio-politico;
da cause di tipo ideologico e religioso;
con il progresso tecnologico.
Vi sono due tipi di emigrazione:
quella coatta (forzata, fattori di espulsione),
quella volontaria (libera scelta, fattori di attrazione).
LE PRINCIPALI ONDATE MIGRATORIE VERSO L'ESTERO:
prima del 1876 si era avviato questo fenomeno in Europa;
I fase: dal 1876 al 1915 verso Nord America, Brasile e Argentina;
II fase: dal 1916 al 1942 migrazioni interne ad all'interno dei paesi dell'alleanza nazifascista;
III fase: dal 1964 al 1979, il dopoguerra porta pace ma non benessere; si migra verso America Latina, Australia, Venezuela, Francia, Svizzera, Germania e in parte verso il Belgio per il "drammatico accordo".
LE PRINCIPALI ONDATE MIGRATORIE VERSO L'ITALIA:
durante gli anni ’60 del ‘900, dalle regioni dell’Europa dell’Est, dal Terzo Mondo e dalle regioni islamiche;
negli anni ’90, dall'Albania, dall’Europa dell’Est e dalla Cina, anche se si mantiene costante una prevalenza maghrebina tra gli immigrati;
a partire dal 2000, dell’Europa dell’Est e dai paesi Nord Africani .
I PROBLEMI RELATIVI AI FLUSSI MIGRATORI:
conseguenze
PAESI D'ORIGINE
PAESI D'ARRIVO
I problemi e le conseguenze del fenomeno:
la regolamentazione ed il controllo dei fenomeni migratori in ingresso;
la permanenza degli immigrati;
il mercato del lavoro e la spesa sociale vengono alleviati;
il reddito delle famiglie rimaste aumenta (grazie alle rimesse);
i frutti degli investimenti dei paesi d'origine vanno anche a vantaggio dei paesi di arrivo;
la popolazione subisce uno squilibrio (rimangono anziani, donne e bambini);
carenze di manodopera.
I PROBLEMI E LE CONSEGUENZE DEL FENOMENO:
l'affluenza di lavoratori stranieri abbassa il costo del lavoro per un primo periodo;
il mantenimento di sistemi di sicurezza e di salute dei lavoratori obsoleti ed illegali;
l'assenza di investimenti in tecnologie che razionalizzino il ciclo produttivo;
i costi elevati per l'erogazione di servizi socio assistenziali;
la disoccupazione, che genera emarginazione, razzismo oppure reclutamento nelle organizzazioni criminali;
lo scambio culturale per quanto riguarda i costumi, i comportamenti, i valori e le istituzioni.
Giovanni Pascoli :
poeta attento al tema dell'emigrazione
ITALY
(1904)
LA GRANDE PROLETARIA
SI E' MOSSA
(1911)
“Ioe, bona cianza!...” “Ghita, state bene!...”
“Good bye”. “L’avete presa la tichetta?”.
“Oh yes.” “Che barco?” “Il Prinzessin Irene.”

L’un dopo l’altro dava a Ioe la stretta
lunga di mano. “Salutate il tale”.
“Yes, servirò”. “Come partite in fretta!”

Scendean le donne in zoccoli le scale
per veder Ghita. Sopra il suo cappello
c’era una fifa con aperte l’ale.

“Se vedete il mi’ babbo… il mi’ fratello…
il mi’ cognato… ” “Oh yes”. “Un bel passaggio
vi tocca, o Ghita. Il tempo è fermo al bello”.

“Oh yes”. Facea pur bello! Ogni villaggio
ridea nel sole sopra le colline.
Sfiorian le rose da’ rosai di maggio.

Sweet sweet … era un sussurro senza fine
nel cielo azzurro. Rosea, bionda, e mesta,
Molly era in mezzo ai bimbi e alle bambine.

Il nonno, solo in là volgea la testa
bianca. Sonava intorno mezzodì.
Chiedevano i bimbi con vocìo di festa:

“Tornerai, Molly?” Rispondeva: -Sì!-


posizioni nazionalistiche e socialismo umanitario;
sofferenze ed umiliazioni vissute dagli emigrati italiani;
esaltazione della famiglia di tutti gli italiani e della nazione stessa;
invito alla cooperazione tra tutti gli strati sociali per combattere ipaesi più ricchi e potenti;
richiamo del passato glorioso e delle grandi imprese della storia italiana (Impero Romano,Dante, Colombo, Garibaldi ...);
giustificazione dell’intervento militare: Libia come seconda patria per gli italiani;
espressioni e parole tratte da tradizioni diverse (dal toscano, dal greco...);
uso di figure retoriche di diverso tipo ( tricolon, anafora, isocolon, asindeto, chiasmo ...);
sintassi della frase prevalentemente popolare.
Da “Italy” (capitolo finale vv. 10-32)
METRICA:
endecasillabi disposti in terzine di tipo dantesco, con rime incatenate secondo lo schema ABA BCB CDC…
ANALISI :
battute di dialogo contrassegnate solo dalle virgolette (realismo, immediatezza );
registro del discorso basso, con uso di parole nuove, costrutti del registro regionale, ...;
uso di due diverse lingue parlate (la lingua degli emigrati ed il dialetto toscano-lucchese);
ai v.16 e vv.20-21 è espressa l ’ impossibilità di mantenere con i propri parenti un rapporto che vada al di là della memoria;
al v. 25 l ’immagine delle rose sfiorite è una nota malinconica, un presagio di morte e malattia;
"Sì! " pronunciato da Molly: scoperta della propria identità nazionale e del legame indissolubile con la propria terra d ’origine;
lacerazione del nido familiare.
ANALISI:
IL BISOGNO ECONOMICO:
Adam Smith:
lo scambio di beni favorisce l 'aumento del benessere e l 'ampliamento della gamma dei bisogni;
IL LINGOTTO
di Giacomo Mattè Trucco, 1915
L'EDIFICIO:
inizio lavori: 1915, fine lavori: 1930;
il primo edificio industriale in conglomerato cementizio armato realizzato in Italia dalla Fiat;
due corpi longitudinali (507x24 metri), uniti da 5 corpi trasversali multipiano;
tra il 1923 ed il 1926 Trucco costruisce due rampe elicoidali alle estremità;
l ' autodromo sul tetto si ispira agli esempi innovativi proposti da Le Corbusier nel suo saggio “Vers une architecture";
struttura che si sviluppa su cinque piani, ispirata ai principi del taylorismo;
nel 1982 Renzo Piano vince il concorso internazionale per il recupero del Lingotto.
Piano mantiene le grandi finestre ed i pilastri all ' esterno, ma all ' interno modifica profondamente gli ambienti;
Piano inserisce all ’interno della costruzione degli “ospiti inaspettati”.
LA “BOLLA”
L' AUDITORIUM
IL GIARDINO PROTETTO
LA PINACOTECA INTITOLATA A GIOVANNI E MARELLA AGNELLI


L 'ELIPORTO
Non possiamo dimenticare il nostro passato...
Dobbiamo imparare a conoscerci e a conoscere lo straniero per riconoscerci.


BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA:
“Storia dell ' emigrazione italiana” a cura di Piero Bevilacqua, Andreina De Clementi, Emilio Franzina;
Enciclopedia Treccani ed Enciclopedia Treccani.it;
La scrittura e l ’ interpretazione edizione rossa 3 tomo I° a cura di Romano Luperini, Pietro Cataldi, Lidia Marchiani e Franco Marchese;
“architectureevrywhere” (viaggidiarchitettura.it) .
Carl Marx:
la divisione del lavoro e della produttività creano la ricchezza e la molteplicità dei bisogni;
nel capitalismo, la struttura dei bisogni si riduce al bisogno di avere, che subordina a sé l ' intero sistema.
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