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"Espiazione" di Ian McEwan

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Michael Matullo

on 27 June 2014

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Transcript of "Espiazione" di Ian McEwan

Introduzione: trasposizione letteraria
Ho deciso di articolare il mio percorso in tre macroaree principali, distinte ma tra loro collegate
Ognuna di queste prende le mosse da uno o più elementi desunti dal romanzo, ricondotti e confrontati con gli argomenti oggetto di studio che ho preso in considerazione
Ho reputato più interessante non raccontare la trama del libro, ma di delinarne in modo progressivo i nuclei fondamentali, attraverso il confonto diretto
Perché questo libro?
Ho deciso di incentrare il mio percorso sul libro
"Espiazione"
di Ian McEwan per:
il
tema
principale, analizzato in modo originale
i
rimandi
letterari che ho colto durante la lettura
la
tecnica
di scrittura del narratore, anch'essa particolare, ma non nuova
Percorso metaletterario
"Espiazione" di Ian McEwan
Analizzare un libro come punto di partenza per un percorso multidisciplinare è una scelta pretenziosa perchè significa toglierlo dal suo
ambiente di nascita
e trasporlo in contesti diversi, delegittimando le intenzioni di chi lo ha composto
Tuttavia, la scuola forgia una mente critica e aperta al confronto
L'analisi di un libro e la trasposizione in un contesto diverso da quello originario permette di vederlo da un
punto di vista più critico
e consapevole
Macroarea 1
Un narratore <<inattendibile>>
Macroarea 2
La cornice storica del romanzo
Macroarea 3
Espiazione e liberazione: la spettatrice del male e la "fenomenologia" della colpa
"Espiazione"
di Ian McEwan
Macroarea 1
Un narratore <<inattendibile>>
Briony Tallis: la protagonista

Briony, la protagonista del romanzo
è una bambina dalla fervida fantasia.
Sente di essere un’ artista e percepisce il mondo in un modo più complesso di tutti quelli che le stanno intorno: è molto riflessiva ed ha un’enorme sensibilità nel modo di sentire ciò che la circonda e anche se stessa. Ossessionata dalla perfezione, riesce a dare una forma al caos del reale mediante la scrittura.

Briony e Zeno: l'impianto narrativo


La protagonista è anche e soprattutto la narratrice, non dissimile da Zeno, protagonista della
Coscienza di Zeno
di Italo Svevo.
La
Coscienza di Zeno
ed
Espiazione
sono romanzi autodiegetici e il tempo, in entrambi è <<misto>>
Zeno è l'unica fonte del narrare
Accanto alla prospettiva di Briony, invece, si affianca quella degli altri personaggi del romanzo, ma questa riconduce però sempre al "filtro" straniante della protagonista
L'opera di McEwan, infatti, nel finale risulta essere un metaromanzo, un romanzo nel romanzo, scritto dalla stessa Briony.


E' il 1935: Briony vive con la sua famiglia; per il ritorno del fratello, la piccola ha scritto un dramma teatrale,
Le disavventure di Arabella
ed ha coinvolto i suoi cugini nelle prove per la rappresentazione che avrebbe avuto luogo quella sera stessa.
A prove inoltrate però,quando la cugina Lola si è già accaparrata il ruolo da protagonista, Briony ha un’illuminazione, una sorta di Epifania (come vedremo più avanti) e si rende conto che la sua vocazione è quella di scrittrice di romanzi.
Il contenuto del romanzo
Nel corso della stessa unica giornata Cecilia, la sorella maggiore di Briony, sente che qualcosa in lei è cambiato, si accorge di provare dei sentimenti per il figlio della domestica: Robbie Turner.
I due scoprono di amarsi e dopo un litigio in giardino, a cui Briony assiste da una finestra, la sera della festa consumano la loro passione nella biblioteca della villa.
Inizia qui la tragedia del romanzo: Robbie vuole porgere le sue scuse a Cecilia per il litigio avuto con lei e le fa portare un biglietto da Briony.
La bambina legge il contenuto volgare del messaggio e subito pensa che Robbie sia un malintenzionato; a causa della sua sfrenata immaginazione, Briony si convince che Robbie abbia tentato di aggredire la sorella in biblioteca.
Quella stessa sera la cugina Lola viene violentata nel parco della villa
Così quando Briony vede un’ombra familiare allontanarsi dalla cugina ha già deciso chi sia il colpevole, non ha bisogno di prove; lei sa che Robbie è l’aggressore e commette così l’errore più grande della sua vita, accusando un innocente di un crimine terribile.
Robbie viene subito arrestato dalla polizia e portato via, ma non prima che Cecilia lo possa salutare e fargli sapere che crede alla sua innocenza.
La scena riprende cinque anni dopo l’arresto, nel 1940; dopo tre anni e mezzo di prigione, per ridurre la condanna, Robbie si è arruolato nell’esercito e combatte durante la seconda guerra mondiale

La cornice
storica del romanzo
La seconda guerra mondiale: Dunkerque
La parte centrale del romanzo è incentrata sul racconto delle vicende di Robbie, che si arruola nell'esercito inglese durante la Seconda Guerra Mondiale.
Attraverso gli occhi di Robbie seguiamo la ritirata dell’esercito inglese verso Dunkerque dopo lo sfondamento della linea Maginot: egli si è perso durante un bombardamento, in cui è rimasto ferito, e sta cercando di riunirsi al grosso delle truppe per raggiungere il mare.
Ciò che spinge Robbie ad affrontare gli orrori della guerra è l’amore per Cecilia, che ha rivisto soltanto una volta prima della partenza per l’addestramento; la loro storia continua tramite un rapporto epistolare,
Hitler, dopo la distruzione della Polonia e l'offensiva al Nord, scatena l’offensiva in occidente contro la Francia.
Il 10 maggio i tedeschi invadono Olanda, Belgio e Lussemburgo, e da qui lanciano l’offensiva contro la Francia.
L’operazione – specie il passaggio attraverso le Ardenne - coglie di sorpresa le forze francesi schierate a difesa.
La linea Maginot viene neutralizzata mentre i mezzi corazzati tedeschi, dopo aver sfondato il fronte presso Sedan e Namur, puntano sulla Manica chiudendo in una sacca, presso la costa di Dunkerque, l’intero corpo di spedizione britannico.
Gli inglesi, abbandonate le armi e il materiale bellico sulla spiaggia, attraversano la Manica ricorrendo anche a centinaia di piccole imbarcazioni, sotto i continui bombardamenti e mitragliamenti dell’aviazione nemica



Espiazione e liberazione: la spettatrice del male e la "fenomenologia" della colpa

L'immaginazione di Briony

La protagonista del romanzo, Briony, compie un percorso di conoscenza della propria colpa.
La sua immaginazione è un'arma a doppio taglio: da una parte le ha permesso la rivelazione di essere scrittrice in una sorta di epifania, dall'altro questa ha rappresentato la sua condanna
Briony's epiphany
B
riony becomes aware of her future through a sort of epiphany
Epiphany is, according to Joyce, a process of self-awarness. It consist in "the sudden spiritual manifestation" caused by a trivial gesture, an insignificant situation by itself, which shows the deeper aspects of life.
From a banal situation, filtered from her imagination, Briony understands she has to be a novelist, not a dramatist.
La colpa
L’ immaginazione determina anche la colpa di cui la bambina si macchia: la convinzione, in realtà frutto della fantasia, che Robbie sia l’autore dell’orribile stupro della cugina, porterà Briony a macchiarsi di una colpa indelebile, che per tutta la vita sarà costretta ad espiare.
La bambina è perciò spettatrice del male, ma anche fonte dello stesso, per le distorsioni inconsapevoli che ella provoca
"Fenomenologia" della colpa: il percorso di conoscenza del male
Il percorso di conoscenza del male non è lineare e progressivo come, ad esempio quello dell’Edipo re di Sofocle; sappiamo dell'assunzione di cosapevolezza della colpa in forma regressa, da parte di una Briony ormai diciotenne che guarda al suo passato
Nella terza parte del romanzo, infatti, Briony ha realizzato la gravità della sua colpa e ha capito di aver accusato un innocente; così ha così rinunciato al suo posto al college per diventare un’infermiera tirocinante e rendersi utile in un momento così drammatico.
La scelta di Briony è anche una sorta di punizione che lei si è autoinflitta cercando di reprimere la sua immaginazione, dietro una routine quotidiana snervante.
Tuttavia Briony per soddisfare le sue ambizioni letterarie tiene un diario e fantastica su un’eventuale vita parallela al college.
Briony sperimenta sulla pelle la durezza e il disagio della guerra e non può far a meno di chiedersi se Robbie sia ancora vivo; trova infine il coraggio di far visita alla sorella per accordarsi sul cambiamento della sua testimonianza e a casa di Cecilia trova anche Robbie. I tre si accordano su come procedere alla modifica dell’accusa e la scena termina con Briony che torna in ospedale e i due amanti che camminano insieme verso casa.
Briony e Edipo Re: due ossimori viventi
Il percorso di conoscenza del dolore dell’Edipo Re di Sofocle è, invece, progressivo: colui che ha saputo risolvere il terribile enigma della Sfinge, si trova a dover fare i conti con la propria identità.
Grazie all’intercessione dell’indovino Tiresia, egli apprende di aver ucciso suo padre, il re Laio, e di aver generato figli con sua madre, Giocasta.
La donna, inorridita, si uccide, mentre Edipo si acceca, per non vedere l’orrore che egli stesso ha creato, e non si uccide, per espiare la propria colpa in vita e non mediante un gesto liberatorio quale è il suicidio.
Edipo è colui che indaga con furia selvaggia e sete di vendetta su questo delitto, ma che scoprirà di essere anche l’assassino, conoscendo la propria vera identità.
Edipo però ha commesso i suoi atroci delitti in modo totalmente inconsapevole, è un colpevole-innocente, un ossimoro vivente.
Anche la piccola Briony è una colpevole-innocente, una figura ossimorica: la sua colpa è anche il suo più grande dono, è un'immaginazione perversa e straniante.

Il senso di colpa: Briony e Nietsche

Il senso di colpa di Briony viene elaborato dalla stessa in modo originale: la vita della bambina continua influenzata da un perpetuo senso di inadeguatezza e da un rimorso, che la condurrà a plasmare la sua esistenza diversamente da come l’aveva creduta.
Il senso di colpa è dunque quello stimolo che svuota dall’interno la vita di Briony, che la determina: insomma è quel sentimento che determina le sue azioni e le forgia.
È dunque possibile paragonare questa forza esistenziale di Briony a quella particolare concezione del senso di colpa che il filosofo Nietzsche traccia.
Questi nella
Genealogia della morale
riconduce l'origine dei valori morali al conflitto tra due classi, i guerrieri e gli schiavi, ma anche tra due mentalità, il mondo classico e quello cristiano.
Tra i valori morali Nietzsche afferma che il senso di colpa è il più raffinato strumento di controllo sociale, attraverso il quale il meccanismo della società domina l’uomo e previene le azioni che potrebbero metterla in discussione.
In particolare affronta il problema della colpa nel rapporto creditore-debitore e, con la morale cristiana, nel rapporto Dio-uomo, che porta all'interiorizzazione e alla vergogna
Allo stesso modo, le azioni di Briony sono tutte spinte da un senso di colpa continuo, che la domina e ne determina l’esistenza.

L'espiazione
L'espiazione di Briony è un lungo cammino, fatto di rinuncia e sacrificio per tentare di lavare la macchia di una colpa, quella di aver distutto l'amore di Robbie e Cecilia
La vera espiazione di Briony si compie nell’ultima parte del romanzo, quando a settantasette anni ha terminato la stesura del romanzo che narra la sua storia e quella di Robbie e Cecilia, un romanzo la cui prima stesura risale al 1940 e l’ultima al 1999. I due amanti ormai non ci sono più, il destino ineluttabile ha portato via il loro amore e presto porterà via anche l’ultima testimone della loro tragica storia; Briony, che ha però deciso di regalare loro l’eternità creando per loro, nel suo romanzo, una fine felice insieme, quel lieto fine di cui proprio lei li aveva privati
Il metaromanzo
"Espiazione", nel finale, diviene perciò un metaromanzo
Tutto ciò che il lettore ha osservato, la storia di Briony e dei due amanti infelici, il cui amore è spezzato dalla colpa della bambina per poi essere ricongiunto dall'espiazione della stessa, è in realtà una finzione letteraria
Briony ha preferito l’invenzione alla triste realtà e ha donato ai due amanti l’eternità creando un finale positivo per loro: il loro amore vivrà per sempre tra le pagine del suo romanzo fintanto che ne esisterà una copia.
Espiazione o liberazione?
L'espiazione che, dunque, la protagonista ha scelto per la sua colpa è ricordare, tra le pagine di un romanzo, di non averla mai espiata
L'espiazione non è perciò una liberazione, come la intendeva ad esempio Schopenhauer.
Per quest'ultimo era possibile liberarsi di una volontà oppressiva vedendola rappresentata nelle forme dell'arte, della compassione, dell'ascesi e la contemplazione del nulla.
In un certo senso, anche qui Briony rappresenta in una forma d'arte (la scrittura), una colpa pressante e indelebile, ma ciò non porta a liberazione, ma solo ad un inganno
Ritorna perciò l'analogia con Zeno, del romanzo sveviano: entrambi si costruiscono autoinganni
Sia la Coscienza di Zeno che Espiazione sono due immensi tentativi di autogiustificazione dei rispettivi protagonisti, angosciati da sensi di colpa: due inetti, la cui inettitudine tuttavia permette loro di guardare il mondo da una prospettiva straniata.
Entrambi ingannano il lettore, sono inattendibili: la realtà non è oggettiva, perchè entrambi possono essere <<menzogna, bugia o entrambe>>

L'epifania di Briony
La consapevolezza di dover dedicare la propria vita alla scrittura viene a Briony attraverso una sorta di “epiphany” joyciana, una manifestazione che rivela tutta la sua forza a partire da un elemento banale o insignificante.
Da una banale scena, filtrata dalla sua immaginazione Briony <<ebbe la vaga premonizione che per lei non ci sarebbero stati più castelli da favola né principesse, ma solo l’imperscrutabilità del presente, di quanto passava tra due individui >>
<<[...] Zeno può essere verità, bugia o
tutt'e due le cose insieme, e non vi
è più alcun punto di riferimento>>
(G.Baldi)
Macroarea 2
<<Erano i momenti di lucidità a
tormentarlo. Non la ferita [..] e
nemmeno i bombardieri che
sorvolavano la spiaggia.Ma
la sua testa>>(I.McEwan)
Bibliografia e sitografia

I. McEwan,
Espiazione
, traduzione di Susanna Basso, Torino, Einaudi Editore, 2003
N.Abbagnano, G.Fornero,
Il nuovo protagonisti e testi della filosofia volume 3A
, Varese, Paravia editore, 2007
M.Spiazzi, M.Tavella,
Lit&Lab Volume Three
, Bologna, Zanichelli Editore, 2004
G.Baldi, S.Giusso, M.Razetti, G.Zaccaria,
La letteratura volume 6
, Varese, Paravia Editore, 2007
F.Nietzsche,
Genealogia della morale
, 1887, in http://www.nilalienum.it/Sezioni/Bibliografia/Filosofia/Nietzsche_Genealogia_della_morale.html
"La guerra lampo di Hitler in Europa", in http://www.storiaxxisecolo.it/secondaguerra/sgm2.htm
"L'orribile conquista del vero", in Sofocle,
Edipo Re
, vv. 1121-1185
<<Aimè, aimè! tutte le cose diventano chiare. O luce, possa ora io vederti per l'ultima volta>>
Macroarea 3
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