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Social Media e Musei - Caos - Terni

Social Media Strategy per una struttura museale: lo stato di salute dei musei italiani in relazione all'utilizzo dei media sociali, Palazzo Madama di Torino come caso di successo, obiettivi di una strategia e implementazione sui social network
by

Sara Durantini

on 17 November 2014

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Transcript of Social Media e Musei - Caos - Terni

Corso di Formazione per operatore museale, della cultura e del turismo 3.0 - @SaraDurantini
Information & Communication Technology
migliorare l'accessibilità, la comunicazione e la comprensione
fortificare e rilanciare la brand awareness del museo
convertire il museo in luogo di condivisione, partecipazione, approfondimento e didattica interattiva
Rete di Servizi + filo diretto tra struttura museale ed esposizioni
Linkiesta (novembre 2013): Dati Istat 2011

50,7% dei musei ha un sito web
42,3% dei musei pubblica online iniziative
22,6% dei musei utilizza newsletter
16,3% accesso online ai beni selezionati
13,3 % catalogo digitale
16% attivo nelle community digitali
3,4% app per smartphone e tablet

The Art Newspaper n.234 (Aprile 2012)
Tra i musei più visitati non compare un museo italiano


Social Media: Facebook, Twitter, Google+
Twitter:
Crea un account per il tuo museo
Coinvolgi il tuo pubblico
Coeranza con l'immagine del museo
Crea una comunicazione basata su due livelli: poni domande agli utenti e rispondi ai loro quesiti
Visual Storytelling anche nei tweet (come nella timeline su FB)
RT agli utenti è d'obbligo
Anche le risposte alle critiche
Usa gli hashtag
Facebook:
Cover & Profile (Visual Storytelling con particolare attenzione alle persone e al contenuto culturale della struttura)
Ottimizza in ottica SEO la Fan Page
Metti in evidenza i tuoi punti di forza
Timeline Visual Content
Crea valore aggiunto con le APP
Reportistica

Google+
social layer lanciato da Google nel 2011.
Il sistema dei contatti è organizzato e suddiviso in "cerchie" che consentono agli utenti di organizzare le persone in gruppi per la condivisione di tutti i vari prodotti/servizi. Una volta creata una cerchia, infatti, un utente di Google+ può condividere contenuti specifici con quella cerchia, attuando un meccanismo di controllo della privacy molto dettagliato e basato sulla selezione dei contatti.
Il social network di Google è integrato completamente con tutti i prodotti messi a disposizione dall’azienda, tra i quali ricordiamo: Youtube (acquisita da Google nel 2006), Google Documents (Word, Excel), Google Drive (analogo a Dropbox), GMail, Blogger, Shopping, Libri, Calendar, Foto, Maps (infrastruttura cloud condivisa).
Se Facebook presenta un target potenziale più ampio di Google Plus e offre maggiori possibilità di ampliare la community, Google Plus realizza una categorizzazione capillare degli interessi dei propri utenti, offrendo impareggiabili strumenti di catalizzazione dell’informazione verso segmenti di mercato specifici.
Pinterest & Instagram: visual social network
Pinterest: la raccolta e la collezione applicati al digitale
racconto visivo in continuo divenire
esposizione foto mostre ed eventi
offrire punti di vista differenti di una stessa mostre/evento
singole immagini commentabili e condivisibili
bookshop museale anche su pinterest
creare board condivise
presentare il catalogo digitale
inserire tasto Pin su ogni foto nel sito web
Instagram: il racconto oltre l'immagine
ideale per flash di vita quotidiana dietro le quinte di una mostra
coinvolgere l'utente con iniziative quali #selfie
raccogliere le immagini degli utenti durante una mostra
Le cause del ritardo:

mancanza di comprensione delle potenzialità dei social network,
timore di perdita del proprio ruolo istituzionale.

Cosa si può fare grazie ai social media:
raccontare il nostro Paese (primo per numero di turisti) in modo ancora più emozionante comunicando TUTTI i nostri musei, grandi e piccoli,
doppia interazione e partecipazione dell'utente con il museo e con gli altri utenti è caratteristica dei social

Caso di successo: Palazzo Madama

Mission legata alla territorialità e al contesto cui si rivolge.
Definizione della strategia: analisi sul pubblico due volte l'anno.
Web come spazio in cui operare e attraverso il quale raggiungere gli utenti; i tagli di budget hanno poi influenzato l’incremento dell’attività web.
Web anche come rafforzamento della brand awareness del museo.

2009 Blogspot e Flickr;
2012 Facebook e successivamente Twitter e Pinterest (ma poi anche Youtube, Instagram e recentemente Spotify).
Per ogni social network vengono create strategie e iniziative ad hoc legate ai diversi target di riferimento, che intensificano la partecipazione al museo.
Palazzo Madama museo aperto
Grazie a tutti!

Contatti:
Email: s.durantini@labbit.it
Twitter: @SaraDurantini
LinkedIn: https://www.linkedin.com/pub/sara-durantini/25/2b2/821

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