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Progetto digitale: Il rapporto reciproco tra cibo e cultura

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Michael Lenkeit

on 26 May 2013

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Transcript of Progetto digitale: Il rapporto reciproco tra cibo e cultura

Michael Lenkeit Il rapporto reciproco tra cibo e cultura Come fanno tutti i buoni studenti, Michele cerca risposte nella letteratura. Il produttore a chi guarda Il cibo italiano è uno delle rappresentazioni della cultura italiana più facile da riconoscere. Infatti, quasi tutto il mondo può identificare diversi cibi come gli spaghetti, la pizza e varie specie di formaggi, salumi e vini come simboli della cultura italiana. È naturale quindi fare la domanda: come sono collegati e come si influiscono il cibo e la cultura italiana? Questo progetto digitale racconta la storia di Michele, uno studente d’Italiano che cerca di capire meglio questa relazione… Ecco Michele: Ma al momento Michele si trova preso in una trappola fatta da parole, frasi, metafore, simboli e altre costruzioni letterarie che lo disorientano molto. Dove sono? Dove devo
andare? Per fortuna, Michele ha trovato alcune anime buone che promettono di fargli da guida. Ciao Michele,
siamo Calvino... ...Artusi... ...e Vittorini. Conosciamo bene la situazione in cui ti trovi e ti mostreremo la diritta via che ti pare smarrita. Guarda... Qui si custodisce l’eredità d’un sapere accumulato da una civiltà attraverso tutta la sua storia e geografia... Ma cosa significa? Questo negozio è un museo: il signor Palomar visitandolo sente, come al Louvre, dietro ogni oggetto esposto la presenza della civiltà che gli ha dato forma e che da esso prende forma. Così Calvino se ne è andato via, lasciando che Michele riflettesse su quello che aveva detto. Michele ha concluso che una cultura e la sua cucina sono legate strettamente e si è reso conto del fatto che esse si danno forma a vicenda. Tra poco, Michele ha incontrato Artusi, la sua seconda guida. Per capire quello che ti voglio mostrare, ci vuole un po' di storia. All'inizio del diciannovesimo secolo, l'Italia era un paese molto diviso. Ogni piccolo paese aveva il suo proprio linguaggio, cultura e cucina. Il Risorgimento era il movimento politico e sociale che ha unificato tutte le nazioni della penisola italiana per stabilire il Regno d'Italia. Giuseppe Garibaldi era un condottiero che ha avuto un ruolo importantissimo nell'unificazione d'Italia. Grazie in parte alle vittorie del generale, il Regno d'Italia viene fondato nel 1861 dopo la conclusione della seconda guerra d'indipendenza con Vittorio Emanuele II come il primo re d'Italia. Così Italia era unita politicamente, ma per unire tutte le culture diverse che esistevano ancora nella penisola ci voleva molto più di una campagna militare. Infatti, subito dopo l’unificazione si diceva:

“fatta l’Italia bisogna fare gli Italiani.” Ecco il momento in cui io entro in scena... "Non si vive di solo pane, è vero; ci vuole anche il companatico; e l’arte di renderlo più economico, più sapido, più sano, lo dico e lo sostengo, è vera arte. Riabilitiamo il senso del gusto e non vergogniamoci di sodisfarlo onestamente, ma il meglio che si può, come ella ce ne dà i precetti." "Manuale pratico per le famiglie" Vuoi dire che hai usato la cucina per raccogliere e unire tutte le culture italiane? Esatto! Questo libro raccoglie delle ricette e delle usanze da tutta Italia e le presenta al lettore insieme. Si dice che l’opera ha stabilito la cucina italiana nel nuovo senso della parola “italiana.” Così il testo rappresenta anche un passo in avanti verso una cultura italiana unita. Tornando alla strada giusta e aggiungendo gli insegnamenti di Artusi a quello che aveva imparato da Calvino, Michele ha continuato il viaggio da solo di nuovo. Tra poco, Michele ha incontrato Vittorini, la sua ultima guida. Sono venuto per farti l'ultima lezione. Guarda bene queste scene... "Avevo comprato a Villa San Giovanni qualcosa da mangiare, pane e formaggio, e mangiavo sul ponte, pane, aria cruda, formaggio, con gusto e appetito perché riconoscevo antichi sapori delle mie montagne, e persino odori, mandrie di capre, fumo di assenzio, in quel formaggio. I piccoli siciliani, curvi con le spalle nel vento e le mani in tasca, mi guardavano mangiare, erano scuri in faccia, ma soavi, con barba da quattro giorni, operai, braccianti dei giardini di aranci, ferrovieri con i cappelli grigi a filetto rosso della squadra lavori. E io, mangiando, sorridevo loro e loro mi guardavano senza sorridere." Non c’è formaggio come il nostro. "Respiravo l'odore dell'aringa, e non mi era indifferente, mi piaceva, lo riconoscevo odore dei pasti della mia infanzia." Immagino che non ci sia nulla di più buono. Ne mangiavamo, quand’ero ragazzo? Altro che! Aringhe d'inverno e peperoni d'estate. Era sempre il nostro modo di mangiare. Penso di aver capito... I sapori e gli odori del formaggio siciliano e dell’aringa di sua madre hanno ricordato a Silvestro la sua gioventù in Sicilia. Le sue memorie culturali della Sicilia sono contenute nei cibi siciliani e quindi quando Silvestro li mangia, queste memorie gli ritornano in mente. Questo processo illustra quanto stretto è il legame tra cultura e cibo. Molto bene! Ti sei arrivato proprio vicinissimo alla fine del labirinto. Rimane soltanto un ostacolo di più. Preparati con tutto quello che hai imparato! Preparato con gli insegnamenti di Calvino, Artusi e Vittorini, Michele è riuscito a scappare dal labirinto. Adesso capisce che la cucina è uno dei pilastri su cui resta una cultura. Tutti e due si danno forma a vicenda e insieme definiscono in gran parte il modo in cui vivono i cittadini di un popolo. La rivoluzione cucinaria futurista, illustrata in questo volume, si propone lo scopo alto, nobile ed utile a tutti di modificare radicalmente l’alimentazione della nostra razza, fortificandola, dinamizzandola e spiritualizzandola con nuovissime vivande in cui l’esperienza, l’intelligenza e la fantasia sostituiscano economicamente la quantità, la banalità, la ripetizione e il costo. Noi affermiamo questa verità: si pensa si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia.

Stabiliamo ora il nutrimenquestato adatto ad una vita sempre più aerea e veloce. ...... ..... Hai preso la strada sbagliata e hai incontrato Marinetti. Per dire la verità, il suo lavoro assomiglia il mio nel senso che cerca di ridefinire certi elementi della cultura italiana attraverso la cucina. Questo tentativo dimostra l’importanza del cibo per una cultura anche se la visione di Marinetti non si è realizzata. Bibliografia Artusi, Pellegrino. La Scienza in Cucina E L'arte Di Mangiar Bene: Manuale Pratico per Le Famiglie. Firenze. 1902.

Calvino, Italo. Palomar. Torino: Einaudi, 1983.

Marinetti, F. T. Il Manifesto Della Cucina Futurista. Firenze: Spes-Salimbeni, 1980.

Vittorini, Elio. Conversazioni in Sicilia. Milano: Bompiani, 1962.
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