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Il surrealismo di Joan Mirò

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by

paola iannelli

on 13 May 2015

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Transcript of Il surrealismo di Joan Mirò

Il surrealismo di Joan Mirò
Il suo legame con la terra (La Reforma: Il dipinto si rifà alla ricostruzione di un vecchio quartiere di Barcellona)
"Paesaggio catalano (il cacciatore)"
Joan Mirò
"Donna e uccello"
"
Joan Mirò, pittore, ceramista, disegnatore, incisore e scultore spagnolo, nasce a Barcellona il 20 Aprile 1893.
Figlio di un orologiaio, dopo aver frequentato una scuola commerciale, a 17 anni già lavora come contabile in un negozio di drogheria, ma, molto interessato all'arte, disegna e frequenta lezioni private di disegno dall'età di otto anni.
Nel 1912 Joan Mirò, non trovando soddisfazione nel lavoro, dopo essersi ammalato di tifo, che lo costringe a lasciare il lavoro, durante la convalescenza decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura. Frequenta la Scuola di Francesc Galí e si iscrive al Circolo Artistico di Sant Lluc. Pittore, grafico e scultore catalano, Miró è profondamente legato alla sua terra: la vita dei contadini, i loro oggetti di uso quotidiano, l’arte popolare, le luci e i colori del Mediterraneo sono alcune delle sue fonti di ispirazione. In seguito, i soggiorni a Parigi e la frequentazione di Picasso e degli esponenti del dadaismo e del surrealismo ne hanno determinato lo stile e le scelte artistiche.


La vita
In questo periodo Mirò da completa importanza all'uso del colore,
riprendendo gli aspetti caratteristici del Fauvismo francese al quale si ispirò nel realizzare moltissime opere. L'importante non era più il significato dell'opera ma la forma il colore e l'immediatezza. Il percorso artistico di Mirò ha inizio proprio a Montroig nel paese
rurale in cui la famiglia possedeva una fattoria che diventerà il
luogo di ritiro e di ispirazione durante tutta la sua vita infatti pur
abitando in altre parti della Spagna l'artista tornerà spesso nel
paese con cui sentiva un profondo legame.
Anche nel periodo degli scioperi l'artista si ritirò in campagna per
non essere coinvolto negli eventi che si stavano svolgendo in città
La sua terra per lui era una regione mitica che si poneva al di
fuori del tempo e veniva infatti raffigurata in moltissimi dei suoi .
dipinti. L'intento era quello di giungere a una profonda identificazione con il paesaggio in termini di uno scambio poetico tra uomo e natura.
Proprio per questa sua concezione si definiva un 'figlio del Mediterraneo'.


Del surrealismo Mirò incarna l'ala più astratta.
Le sue opere più mature, infatti, consistono in composizioni di linee e forme colorate, piatte e schematiche. Durante l'ultima fase della sua vita, il pittore crea una galeria infinita di immmagini che rappresentano sagome infantili di animali, figure filiformi, stelle e astri stilizzati. Anche se queste opere possono suggerire una sensazione superficiale di spensieratezza, in realà mostrano la personalità inquieta e tutt'altro che serena dell'artista. La pittura di Mirò è frutto di una graduale negazione del realismo e semplificazione dell'immagine: se le opere iniziali erano strettamente legate alla terra e alle tradizioni catalane, dal 1918 stravolge radicalmente il suo stile pittorico semplificando sempre pù le forme e prestando maggior attenzione ai dettagli fino ad approdare verso la metà degli anni '20 nel circolo surrealista. Le immagini sono cariche di allusioni simboliche, segni ambigui, figure embrionali, antropomorfiche, cosmiche e vegetali attorniate da stelle, lune e soli; questi elementi che sembrano inventati e disposti casualmente, non sono altro che il frutto dell'inconscio dell'artista, immagini ed impulsi associativi che vogliono esprimere un sentimento universale di comprensione.
Mirò si allontana sempre di più dalla dimensione reale trasformando tutto ciò che osserva in segni e simboli. Tutto ciò non è da leggere solamente in chiave umoristica perchè il linguaggio evoativo di Mirò rappresentano un approccio alla vita e una visione del modno profndamente umana.













Il surrealismo
I suoi quadri richiamano spesso a mondi infantili e per questo Mirò viene accostato ai bambini in quanto le due espressioni grafiche sono simili, ma non per questo bisogna svalutare le capacità dl pittore, perchè si deve tener presente che la sua arte rappresenta ciò che vede l'istinto. Proprio per questa ragione per ognuna delle sue opere ci possono essere mille interpretazioni diverse, perchè ognuno deve leggere in esse quello che più si associa al proprio intimo. Mirò stesso mantenne vivo il suo spirito di fanciullo fino alla vecchiaia affermando anche di rimanere incantato di fronte a uno spicchio di luna.





"Lo spettacolo del cielo mi sconvogle. Mi sconvolge vedere, in un cielo immenso, la falce della luna o il sole. Nei miei quadri, del reto, vi sono minuscole forme in grandi spazi vuoti."
Fase Giovanile
"Il carnevale di Arlecchino"
I collages
Nella sua carriera di artista sperimentò molti altri generi di arte, come i collages, utilizzando anche diversi materiali e tecniche come la carta catramata e le carte abrasive, un atteggiamento di chiara derivazione dadaista.
Eseguì una serie di collages distinti tra il 1920 e il 1929; in ogni serie introduceva nuove caratteristiche e dettagli sempre diversi. Ogni collage era preceduto da uno studio preliminare che serviva ad indicare che genere di elementi utilizzare.
Mirò impiegava una scrupolosa attenzione per ogni minimo aspetto e dettaglio nella presentazione dele sue opere e anche se alcune danno spesso l'impressione di essere state costruite ed assemblate casualmente e spontaneamente, in realtà sono state eccezionalmente pianficate dall'inizio alla fine.
La scultura
L'interesse per la scultura di Mirò nasce dalla necessità di estsendere il suo pensiero oltre i limiti della pittura. A partire dagli anni '30 pratica con particolare impegno questa forma d'arte. Le opere sono spesso di grandi dimensioni e denunciano con particolare evidenza la componente fantastica e surreale dell'artista. Solo negli anni '60 introduce il colore nelle sue sculture, in modo diretto ed elementare, per poter differenziare ed evidenziare il carattere delle diverse componenti dell'opera.
Ciò gli ha permesso di realizzare opere monumentali anche per spazi pubblici.
Negli anni '40 realizza anche piccoli oggetti di argilla e successivamente fusi in bronzo. Da questo momento in poi, il bronzo diventerà il suo materiale preferito e sviluppoò una relazione stretta e proficua anche con le fonderie. Questo gli permise di modificare spesso i progetti delle sue opere in modo da poter produrre risultati a volte estremamente chiari ed eccezionali e in altri momenti estrose e variegate
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