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Competenze in pratica 20 nov 2014

Didattica e ambienti di apprendimento con le ICT
by

Michele Ruele

on 20 November 2014

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Transcript of Competenze in pratica 20 nov 2014

Classrooms
without
walls?

Competenze
in pratica

Insegnare e apprendere sono fatti
di linguaggi e azioni (R. Barthes - 101 storie zen): essi determinano "esperienza".

Le ICT non la garantiscono in via esclusiva - anzi: la possono inibire oppure riproporre frontalità, chiusura, impara/ripeti.

Ma le ICT, oggi, rendono l'esperienza dell'apprendimento più agibile, ampia, a portata di mano, espandibile, versatile e personalizzata: danno luogo alla "scuola aumentata" - quella di Gargantua!
L'educazione di Gargantua
Continuo e discreto
J.-B. Chardin
Ragazzo con la trottola
Competenze
Si svegliava infatti Gargantua circa le quattro del mattino. Mentre gli facevano il massaggio, gli si leggeva qualche pagina della Sacra Scrittura a voce alta e chiara e con pronunzia adatta alla materia. …

Poi andava al cesso a fare escrezione della digestione naturale. Ivi il precettore ripeteva ciò che era stato letto chiarendogli i punti più oscuri e difficili. Tornando consideravano lo stato del cielo, se era quale l'avevano lasciato la sera precedente, in quali segni dello zodiaco entravano il sole e la luna in quel giorno.

Ciò fatto, mentre lo vestivano, pettinavano, ravviavano, abbigliavano e profumavano, gli ripassavano le lezioni del giorno avanti. Egli stesso le recitava a memoria e vi applicava qualche caso pratico e concernente le umane condizioni. Talora prolungavano questo esercizio per due o tre ore, ma di solito tralasciavano quando era completamente abbigliato. Poi per tre buone ore gli facevano lettura.

Usciti quindi all'aperto sempre conversando degli argomenti trattati dalla lettura, andavano al Bracque o nei prati e giocavano alla pallacorda, al pallone, alla pila trigona, esercitando gagliardamente il corpo come prima avevano esercitato la mente. Giocavano in piena libertà, interrompendo la partita quando piaceva loro e cessavano, di consueto, quand'erano vinti dal sudore o dalla stanchezza. …

Intanto veniva Monsignor l'Appetito e a buon punto si mettevano a tavola. Al principio dei pasti un lettore leggeva qualche piacevole istoria delle antiche prodezze fino a che Pantagruele avesse fatto recare il suo vino. Allora, se pareva opportuno, si continuava la lettura, o cominciavano a conversare allegramente insieme, parlando, nei primi mesi, della virtù, proprietà, efficacia e natura di tutto ciò ch'era servito in tavola: pane, vino, acqua, sale, carni, pesci, frutta, erbe, radici, e del modo di prepararle. Ciò facendo, apprese in poco tempo tutti i passi concernenti quelle materie, di Plinio, Ateneo, Dioscoride, Giulio Polluce, Galeno, Porfirio, Appiano, Polibio, Eliodoro, Aristotele, Eliano e altri. E dopo aver ragionato di questi autori, per controllare i testi facevano portare i loro volumi. In tal modo egli apprese a mente così bene le dette cose, che non c'era medico, allora, che ne sapesse la metà. …

Le competenze comunicativo-linguistiche sono l’insieme delle capacità astratte di un sistema, vincolate dalle conoscenze già acquisite. Consideriamo quali sono queste conoscenze:

Competenza esplicita = è ciò che una persona sa di sapere o crede di sapere o sul mondo o su altre persone.

Questa conoscenza è consapevole, esprimibile linguisticamente poiché può essere oggetto di riflessione.

La relazione tra le conoscenze esplicite e il mondo è quella che esiste tra una teoria e il suo modello.

Competenza tacita = è l’insieme del bagaglio esperito ed ereditato che gli permette di interagire col mondo, è leggibile nelle regole di produzione, è l'espressione del saper come agire in una determinata situazione. E' per la maggior parte costituita da procedure automatiche, senza controllo o attenzione, non consapevole, riconoscibile solo a posteriori.

E' l’azione, o conoscenza procedurale, che genera risultati espliciti, in cui la persona sa come deve agire ma non è detto che sia anche capace di esplicitare che cosa l'ha portata ad agire in quel modo.
http://nuovoeutile.it/scrittura-web-scuola/
Sull’apprendimento letterario come “esperienza” e “costruzione” di oggetti di conoscenza, Roland Barthes, Letteratura/insegnamento, in La grana della voce, Einaudi, 1986: «… bisognerebbe dare ai ragazzi la possibilità di creare degli oggetti completi in una temporalità lunga… sarebbe bene indugiare sull’idea di oggetto-maquette… in ogni caso si tratta di proporre all’alunno una possibilità reale di organizzazione delle parti dell’oggetto da creare. L’alunno deve ridiventare, non dico un individuo, ma un soggetto che gestisce il suo desiderio, la sua produzione, la sua creazione» (p. 235).
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