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Due modelli di monarchia: Francia e Inghilterra

storia
by

Eleonora Bellesi

on 17 January 2013

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Transcript of Due modelli di monarchia: Francia e Inghilterra

Due modelli di monarchia:
Francia e Inghilterra Monarchia: questo termine deriva dal greco monárchìs (potere unico), composto da mònos (unico, solo) e archein (comandare). E' una forma di governo in cui i tre poteri dello Stato, ovvero quello legislativo, esecutivo e giudiziario, sono accentrati nelle mani di una sola persona, detta monarca. Tra la seconda metà del '600 e la prima metà del '700, l'ambizione di alcuni grandi Stati di estendere i propri domini e rafforzare il proprio ruolo internazionale fece sì che l'Europa divenisse teatro di una serie di guerre. Le protagoniste dei conflitti europei sono soprattutto Francia e Inghilterra.
Questi due Stati pur lottando per lo stesso obiettivo, differiscono completamente nelle istituzioni e nell'ordinamento dello Stato. 1661: dopo la morte del cardinale Mazzarino, Luigi XIV prende il potere. LA FRANCIA La monarchia assoluta è un ordinamento nel quale i poteri dello Stato sono accentrati nelle mani del sovrano, il quale non incontra limiti giuridici al loro esercizio.
Deriva dal latino "legibus solutus" (sciolto dal rispetto delle leggi). LA MONARCHIA ASSOLUTA CONTESTO STORICO IL REGNO DI LUIGI XIV L'INGHILTERRA La monarchia costituzionale è un ordinamento nel quale il potere del sovrano è limitato da organi paritari che rappresentano i cittadini. Inoltre c'è una Costituzione che riconosce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e tutela i loro diritti. LA MONARCHIA COSTITUZIONALE ANCIEN REGIME ORDINAMENTO SOCIALE FATTORI SOCIALI CHE PORTARONO AL SUPERAMENTO DELL'ANCIEN REGIME ORIGINE DEL TERMINE: Il termine iniziò ad essere usato durante la Rivoluzione francese, ma si generalizzò, soprattutto in ambito letterario, grazie a Alexis de Tocqueville, autore del saggio "L'Ancien régime et la révolution". Nel testo viene indicato che «la rivoluzione francese ha battezzato ciò che ha abolito».
SIGNIFICATO DEL TERMINE: è un termine francese utilizzato inizialmente dai rivoluzionari francesi per designare, con connotazioni peggiorative, il sistema di governo che precedette la Rivoluzione francese del 1789, e cioè la monarchia assoluta dei Valois e dei Borbone. Per estensione, venne applicato alle altre monarchie europee i cui sistemi di governo erano simili o assimilabili a quello. Tale termine venne sostituito successivamente da quello di Nouveau Régime, usato in chiara contrapposizione al precedente. sviluppo demografico: riduzione della mortalità, aumento della natalità;
scomparsa del matrimonio tardivo: il tasso di natalità aumenta in rapporto a matrimoni più numerosi e soprattutto più precoci;
migliori condizioni di vita: scomparsa della peste grazie all'allontanamento del ratto portatore del virus e grazie alla costruzione di case in pietra che impedivano l'entrata dei ratti. Inoltre, grazie agli studi di Edward Jenner, viene inventato il vaccino contro il vaiolo vaccino, che ne limitò il contagio. L'alimentazione è più sana grazie alle innovazioni agricole.
sviluppo delle città: in seguito all'aumento demografico, le città si ingrandiscono notevolmente.
struttura della famiglia: si passa da una famiglia allargata a una famiglia coniugale formata da soli genitori e figli.
inizio della contraccezzione in Francia: c'è una maggiore attenzione alla salute della donna e alla necessità di preservarla da un numero eccessivo di gravidanze. Inoltre, diminuendo la mortalità infantile, i genitori si legano emotivamente al bambino e sono più attenti alle sue esigenze, compresa quella di distanziare la nascita di un altro bambino per consentire una maggiore attenzione alla sua educazione e crescita. La popolazione francese era divisa in tre classi sociali:
nobiltà
clero
terzo stato
Queste tre classi sociali si riunivano nell' Assemblea degli Stati generali, nel caso di pericoli o grandi problematiche nel Paese. Definizione di ceto e classe sociale secondo il sociologo tedesco Max Weber:
CETO:"gruppo sociale sulla base di elementi culturali."
CLASSE: gruppi socio-economici no periodo di pace (la Francia fu in guerra per trent'anni 1618-1648)
no periodo di benessere (carestie e dura imposizione fiscale) POLITICA DI LUIGI XIV ACCENTRAMENTO DEI POTERI POLITICA CULTURALE POLITICA RELIGIOSA Luigi XIV accentra nelle sue mani il governo dello stato: si circonda di ministri e collaboratori ma senza rinunciare al suo diretto intervento nelle principali questioni. controllore generale delle Finanze: è la carica più importante, egli ha giurisdizione su tutti gli aspetti della politica interna. (dal 1665 al 1683 questa carica fu ricoperta da Jean Baptiste Colbert)
interdenti: utilizzati per l'amministrazione locale. Erano funzionari di origine borghese o di recente nobilitazione (nobiltà di toga). Ciò andava a scapito dell'antica nobiltà di spada. nobiltà di toga: classe dei dignitari francesi che nel regime antecedente la rivoluzione del 1789 occupavano funzioni governative, di amministrazione della giustizia e di amministrazione delle finanze pubbliche. nobiltà di spada: classe dei nobili occupanti le tradizionali funzioni militari del gruppo sociale di provenienza. COSTRUZIONE DELLA REGGIA DI VERSAILLES CONCENTRAZIONE DEL POTERE RAPPRESENTAZIONE DEL POTERE La grande nobiltà fu obbligata a risiedere nella reggia. Vennero tratti moltissimi vantaggi che determinarono l' asservimento dell'aristocrazia.

La vita a corte era regolata da una serie di prescrizioni : l'etichetta. Il sovrano non è più "primus inter pares" ma è l'artefice principale del sistema di distinzione gerarchica. Viene creata una sorta di distanza tra il re e la nobiltà. PATROCINIO DELLE ARTI E DELLE SCIENZE La maestosità e l'imponenza di questa costruzione simboleggiano il potere stesso del sovrano. Ci furono diversi tentativi di imitazione della reggia di Versailles in tutta Europa.
Ad esempio in Italia è stata costruita la reggia di Caserta. Ricercando tutto ciò che poteva accrescere il prestigio della Francia, il re e Colbert puntano sulla promozione di una politica di patrocinio delle arti e delle scienze.

Scrittori, letterati e uomini di teatro vengono stipendiati e protetti.

Viene così favorita la formazione di una cultura ufficiale, fortemente celebrativa. Il re vuole un comando anche per quanto riguarda la religione. Vengono così ripristinate le libertà gallicane, che designavano l'autonomia del re di Francia da Roma, soprattutto nella nomina dei vescovi. il re fece approvare dal clero francese una dichiarazione che affermava la superiorità del concilio sul papa e negava l'infallibilità del papa, se privo del consenso generale della Chiesa. Per ragioni politiche, legate al rafforzamento del potere assoluto, Luigi XIV perseguitò gianseisti e ugonotti. ECONOMIA Revoca dell'editto di Nantes:
perdita netta, soprattutto in termini di capitale e risorse umane. (emigrazione dei protestanti) L'Editto riconosceva la libertà di coscienza in tutto il territorio francese, la libertà di culto nei territori dove i protestanti si erano già installati prima del 1597 tranne che a Parigi, Rouen, Lione, Digione e Tolosa e l'inverso (cioè il divieto di praticare il culto cattolico) a Saumur, La Rochelle e Montpellier; la possibilità di accedere a cariche pubbliche e scuole; concedeva inoltre ai protestanti un centinaio di piazzeforti. Nelle città di Bordeaux, Grenoble e Castres i protestanti ebbero il diritto di venire giudicati da tribunali costituiti per metà da loro correligionari. Rivolta popolare dei camisards. Nascita del colbertismo
(completa realizzazione del mercantilismo)
Questa teoria fu sviluppata da Colbert che mirò a perseguire una politica commerciale che facesse entrare più moneta nel Paese di quanta ne fosse uscita, in modo che il saldo risultasse attivo. concetto secondo il quale la potenza di una nazione è accresciuta dalla prevalenza delle esportazioni sulle importazioni. ALTRI PROVVEDIMENTI rafforzamento dell'esercito:

-realizzazione di un'amministrazione interamente centralizzata;

-potenziamento delle strutture organizzative;

-apertura del corpo degli ufficiali ai giovani di origine borghese. Già alla fine del 1600 i piccoli proprietari terrieri inglesi, detti Yeomen, organizzati secondo l'antico sistema degli open fields avevano modernizzato le strutture agricole. Attorno ai campi aperti c'erano i common fields che servivano come pascolo. Verso la fine del 1700 i grandi proprietari terrieri iniziarono la politica delle enclosures o recinzioni, per cui fu indispensabile arare e dissodare anche i terreni adibiti a pascolo, il che aumentò del 40% la superficie coltivabile. Ciò favorì l'aumento della produzione agricola ma d'altra parte spazzò via i piccoli proprietari che non potevano pagare le alte tasse e fece sì che la grande fattoria diventasse la cellula fondamentale del sistema agricolo inglese. La Compagnia inglese per le Indie Orientali nacque il 31 dicembre 1600, quando la regina Elisabetta I d'Inghilterra accordò una "carta" o patente reale che le conferiva per 21 anni il monopolio del commercio nell'Oceano Indiano. Oliver Cromwell ( 1599–1658) è stato un condottiero e politico inglese. Dopo essere stato alla testa delle forze che abbatterono temporaneamente la monarchia inglese, instaurando la repubblica del Commonwealth of England, governò Inghilterra, Scozia e Irlanda con il titolo di Lord Protettore, dal 16 dicembre 1653 fino alla morte, avvenuta probabilmente a causa di malaria. Dopo la sepoltura la sua salma fu riesumata e sottoposta al rituale dell'esecuzione postuma. Nel sistema anglosassone di common law si indica con la locuzione latina habeas corpus (trad. "che tu difenda il corpo") l'ordine emesso da un giudice di portare un prigioniero al proprio cospetto. Il Bill of Rights è un documento stilato dal parlamento britannico nel 1689, considerato uno dei cardini del sistema costituzionale del Regno Unito. Il nome "Bill of Rights" indica letteralmente un progetto di legge (bill) sui diritti (rights), ma l'espressione è entrata nell'uso col significato di dichiarazione sui diritti.
Il Bill of Rights prevedeva:
La libertà di parola e discussione in Parlamento.
Il divieto del re di abolire leggi o imporre tributi senza il consenso del Parlamento.
Libere elezioni per il Parlamento.
Il divieto del re di mantenere un esercito fisso in tempo di pace senza il consenso del Parlamento.
Rifiuto di sottostare ad un possibile re cattolico.
Che il parlamento dovesse essere frequentemente riunito.
Che il re non potesse perseguitare i suoi sudditi per motivi religiosi. Principali avvenimenti che portarono alla formazione di una monarchia costituzionale NUOVE IDEOLOGIE Thomas Hobbes estese a tutta la realtà il metodo interpretativo proprio delle scienze secondo il filosofo, anche i più complessi fenomeni umani e "spirituali" devono essere interpretati in chiave meccanicistica (esclude il fatalismo).
La realtà deriva solo da forze fisiche e materiali, perché la materia, retta da leggi rigorosamente deterministiche (ogni fenomeno ha una causa diretta e necessaria), è l'unica vera realtà.
L'uomo stesso, che si crede libero, è mosso per natura solo dal proprio egoismo e aspira a godere di tutto ciò che gli dà piacere. Poiché da ciò deriverebbe la continua lotta di tutti contro tutti, gli uomini, spinti da un calcolo puramente utilitario, decisero di sottostare al solo egoismo del sovrano, piuttosto che conservare la propria libertà vivendo nell'angoscia dell'anarchia.
Da questo contratto ideale fra i sudditi nasce dunque lo stato, nel quale l'arbitrio del sovrano, che non ha partecipato al contratto e ha dunque conservato il diritto naturale su tutto, non ha né deve avere limiti di sorta.
È nell'interesse dei sudditi che il potere del sovrano sia assoluto e quindi atto a stroncare sul nascere ogni motivo di contesa e di disordine. Dove nasce la società, ivi cessano i diritti naturali dell'uomo, che secondo l'autore sarebbero solo fonte di anarchia e di tormentosa guerra. Il liberalismo Alle teorie laiche dei diritti naturali e dell’origine contrattualistica dello stato s'ispirò anche il Locke, che però non condivise il pessimismo hobbesiano sulla natura spietata dell'uomo.
Secondo Locke l'uomo è legato ai suoi simili da un sentimento fondamentale di simpatia. I diritti naturali alla libertà, alla vita, alla proprietà e all'autodifesa non portano necessariamente alla guerra di tutti contro tutti, ma ciascuno può esercitarli ordinatamente senza ledere quelli del prossimo.
Perciò la società non nasce sull'abrogazione di tali diritti, ma anzi ha il fine di garantire la loro più efficace e sistematica difesa. I cittadini devono solo rinunciare a farsi giustizia da sé, perché una giustizia pubblica è certamente più capace di imporsi e nello stesso tempo più serena di una giustizia privata.
Se i cittadini pattuiscono di vivere in società e rinunciano all'autodifesa proprio perché l'esercizio dei loro diritti naturali sia meglio assicurato, allora è chiaro che lo Stato deve a sua volta rispettare tali diritti. Se esso li viola, il contratto fra sovrano e cittadini (contratto che il Locke considera bilaterale) viene meno, e i cittadini hanno il diritto-dovere di ribellarsi. L'assolutismo
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