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LA MUSICA COME DENUNCIA SOCIALE

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Martina Baronti

on 27 June 2014

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Transcript of LA MUSICA COME DENUNCIA SOCIALE

Guerra del Vietnam.
La guerra del Vietnam fu combattuta tra il 1964 e il 1975 tra le forze filo-comuniste e le forze autoritarie filo-americane del Vietnam Sud.
Nel Sud c'era una forte opposizione tra le forze governative sudvietnamite ed i vietcong (comunisti), sostenuti dal vietnam nord che generò una guerriglia che ben presto si trasformò in una guerra civile alla quale prese parte anche l'america. La guerra finì nel 1975 in seguito alla caduta di Saigon e la riunificazione del paese.


Di fronte alla violenza dell'esercito americano, la popolazione risposte con innumerevoli sit- in, meeting e canzoni di protesta.
Si diffusero inoltre slogan che sarebbero stati destinati a durare nel tempo come "Fate l'amore, non fate la guerra", "Mettete dei fiori nei vostri cannoni".
Beat Generation
Nel 1963 Dylan diventò un personaggio di rilievo nei movimenti pacifisti.
Ginsberg e i poeti beat tengono reading basati sull'improvvisazione poetica, versi liberi per una società libera e Dylan si unisce al poeta. Insieme compongono "First blues", struggenti note sull'amore al tempo dei disastri.
LA MUSICA COME STRUMENTO DI DENUNCIA SOCIALE
La musica è la vera lingua universale che viene compresa ovunque.
Essa non parla di cose, ma soltanto di gioia e di dolore, che sono le uniche realtà
per la volontà: perciò essa parla così intensamente al cuore, mentre
nulla ha da dire direttamente alla testa.

Arthur Schopenhauer

AMERICA : ANNI '60

Per la prima volta il mondo musicale è diventato la voce dei moti giovanili. Robert Zimmermann Allen, alias Bob Dylan ne è il simbolo. Nato il 24 maggio 1941, a Duluth, ha scritto canzoni riguardanti la "protesta non violenta" che si stava sviluppando in America.
La musica negli anni '60 assume un nuovo ruolo nella vita quotidiana. Non viene più considerata soltanto come uno svago, un semplice momento di distrazione; ma inizia ad acquistare anche un impegno sociale ed alle volte politico. Le canzoni vengono spesso utilizzate per denunciare fatti e situazione e promuovere ideali. Il cantautore si fa così portavoce dei valori di interi movimenti rivoluzionari. Primo tra tutti in quegli anni è Bob Dylan.
Blowin in the wind
How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind
Quante strade deve percorrere un uomo
Prima che lo si possa chiamare uomo?
Sì, e quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
Prima che possa riposare nella sabbia?
Sì, e quante volte le palle di cannone dovranno volare
Prima che siano per sempre bandite?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Il pensiero Beat in Italia è stato conosciuto grazie a Fernanda Pivano, amica dei maggiori rappresentanti del movimento.
Fu la stessa Pivano a ricordare De Andrè come "il dolce menestrello che per primo ci ha fatto le sue proposte di pacifismo, di non violenza e di anticonformismo."

De André
Nato a Genova il 18 febbraio del 1940, Fabrizio de André, detto anche Faber, è considerato uno dei più grandi cantautori italiani.
Nelle sue canzoni ha parlato spesso di emarginati, prostitute, ideali di libertà e pacifismo, tanto che vengono considerate vere e proprie poesie.
Con la

guerra di Piero
De André torna a parlare della guerra. Considerata ormai come un inno contro la guerra, il cantautore, basandosi sui racconti di un suo zio reduce della seconda guerra mondiale, narra la storia di Piero.
Secondo la critica costituisce una delle rare versioni italiane degli ideali pacifisti cantati oltreoceano da Bob Dylan e Joan Baez.
Inizialmente passata inosservata, entrerà poi nel '68 nel repertorio musicale delle rivolte studentesche.
Ed arrivasti a varcar la frontiera,
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l'anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore.
Sparagli Piero, sparagli ora e dopo un colpo sparagli ancora.
Masters of war
You fasten all the triggers
For the others to fire
Then you set back and watch
When the death count gets higher
You hide in your mansion'
As young people's blood
Flows out of their bodies
And is buried in the mud.
Caricate voi i fucili
Che altri dovranno usare
Poi vi mettete comodi a guardare
Il conto delle vittime che sale
Vi rifugiate nelle vostre belle ville
Mentre il sangue di giovani ragazzi
Scorre fuori dai loro corpi
E impregna la terra mescolandosi al fango.
Movimento del sessantotto
Contre la société d'consommation
J'veux aller faire la révolution
La Révolution! La Révolution!
Les différences de classe nous les supprimerons
C'est pour ça qu'on fait la révolution

La Révolution - Evariste
Il movimento nacque a metà degli anni '60 negli Stati Uniti e si espanse poi in tutta Europa.
Studenti ed operai manifestarono contro l'ideologia della nuova società dei consumi, che poneva al centro valori come il denaro ed il mercato. Questo senso di contestazione generale aveva come nemico comune il principio delle autorità.
Negli Stati Uniti queste proteste si legarono alle battaglie per i diritti civili e alla lotta contro lo schieramento dell'America nella guerra del Vietnam.
"Dylan non era l’individuo che cantava l’esperienza d’un popolo o d’una classe sociale, ma l’individuo sensibilissimo agli avvenimenti socio-politici che canta le proprie poesie … Era Ginsberg in musica".
Prof. Mario Maffi
"Sarebbe necessario dire che invece che Fabrizio è il Bob Dylan italiano, Bob Dylan è il Fabrizio americano."
Fernanda Pivano
The
Beat movement
was born in California in the late 50s and early 60s.
The central points of beat's culture are:
refuse for all the moral and social rules and conventions
refuse for consumism and materialism
support pacifism -> they criticized america's involment in Vietnam war

The name beat can means the beat of the music, the rhythm.
On the road
by kerouac and
Howl
by Ginsberg are considered the manifestos of this movement.
"Guardate i vostri ragazzi in guerra, guardate le vostre donne in lacrime, guardate i vostri ragazzi che muoiono. Così com’è da sempre

Guardate l’odio che stiamo creando, guardate la paura che stiamo nutrendo, guardate la vita che stiamo facendo nello stesso modo in cui è sempre stato

Non ho bisogno della vostra guerra civile, nutre il ricco mentre sotterra il povero. La vostra fame di potere vende soldati in una drogheria di carne umana. Questo non è giusto e non ho bisogno della vostra guerra civile."
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