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Salvador Dalì

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Giada M

on 23 April 2015

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Transcript of Salvador Dalì

surrealismo
corrente artistica e culturale nata in Francia negli anno 20, ad opera di Andrè Breton

- temi: l'amore, il sogno, la follia, liberazione dell'individuo dalle convenzioni sociali, rappresentazione di elementi onirici e inconsci,

- realizzano immagini bizzarre e in apparenza incomprensibili, soggetti reali inseriti in contesti surreali

- riconsiderano la componente irrazionale della creatività umana attraverso le manifestazioni del subconscio, trovano riferimento teorico nella psicoanalisi di Freud.

stipo antropomorfo
olio su tavola del 1936, rappresenta un figura pseudoumana che, con il gesto della mano, sembra voglia tener lontano da se la realtà esterna.
Il tema del corpo umano a cassetti, rappresenta il mondo inconscio che l'artista ha il compito di scoprire.
Ritroviamo lo stesso tema nella
"Venere di Milo a cassetti",
scultura di gesso con pomelli in ermellino
giraffa infuocata
presagio di guerra civile
la figura mostruosa, allegoria della morte, è composta da parti anatomiche, il volto ghignante è rivolto verso il cielo. Dietro la mano scarnificata sulla sinistra, vi è un piccolo uomo che osserva incuriosito , al suolo un ammasso di ossa, fave bollite e agglomerati minerali.
Salvador dalì
maggiore esponente del surrealismo è Salvador Dalì. Egli elabora il
"metodo paranoico-critico"
: le immagini nascono dall'inconscio (la paranoia), ma prendendo forma tramite la razionalizzazione del delirio (momento critico). L'artista mette in relazione questi due mondi, attribuendo carattere plastico agli elementi che hanno significato temporale, e consistenza rigida a quelli che hanno significato spaziale. In questo modo il delirio trova espressione nelle forme più varie: animali mostruosi, esseri ripugnanti, frammenti anatomici, figure ambigue...
Salvador Dalì
1904-1989

In primo piano, nell'opera del 1936, risalente alla guerra civile spagnola, abbiamo una grande figura femminile dalla testa informe con le mani scheletriche macchiate di sangue. Il corpo instabile è puntellato da stampelle e sul davanti cassetti vuoti si aprono. A destra, in secondo piano, un'analoga figura femminile solleva un fazzoletto rosso simbolo di sesso e violenza. La giraffa infuocata sullo sfondo è allegoria di violenza e morte. L'opera simboleggia il presagio di morte che scaturisce dalla guerra
apparizione di un volto
e di una fruttiera sulla spiagga
nell'opera del 1938, volti e personaggi non hanno contorni definiti potendo così assumere forme e significati diversi. Vi è un tavolo, coperto da una tovaglia, con sopra una natura morta, che può sembrare il volto di una donna. Sullo sfondo vi è una spiaggia e all'orizzonte delle montagne che plasmano un cane da caccia, il muso in realtà è un pendio. Il pedistallo della fruttiera è una donna di spalle accovacciata
sogno causato dal volo di un'ape
L'opera prende vita da una puntura d'ape durante il sonno. Dalì cerca di fissare la miriade di visioni attraverso le quali il suo inconscio gli ha comunicato l'avvenuta puntura. Gala riposa sopra uno scoglio piatto, la baionetta sta per trafiggere il suo braccio, è l'istante prima del dolore. La percezione del dolore è rappresentata dalle due tigri feroci. Sullo sfondo, l'elefante con le zampe da insetto regge un obelisco, nonostante ciò riesce a camminare sull'acqua. la rappresentazione, come ogni sua opera è visionaria, questo perchè attinge l'ispirazione dal sogno o dalla paranoia
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