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STRENNA 2015 IT - Don Ángel Fernández Artime

Come Don Bosco: CON i giovani, PER i giovani
by

Andrés Felipe Loaiza Colorado

on 22 January 2015

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Transcript of STRENNA 2015 IT - Don Ángel Fernández Artime

Una Bella Eredità Spirituale
I primi messaggi che – a mo’ di Strenna – sono raccolti nella nostra tradizione, risalgono alla decade del 1850
Dai primi anni dell’Oratorio
Don Bosco aveva cominciato a consegnare, verso la fine dell’anno, una Strenna a tutti i suoi giovani:
- in Generale - in Particolare
Don Bosco, alla fine della sua vita, fece chiamare Don
Rua
e Mons.
Cagliero
, e diede alcune
ultime raccomandazioni
per loro e per tutti i Salesiani:
1.
Benedisse le case di America e i confratelli presenti in quelle terre;
2.
Benedisse tutti i Cooperatori italiani e le loro famiglie;
3.
Chiese loro che gli promettessero di amarsi come fratelli…

... e che raccomandassero la comunione frequente e la devozione a Maria Santissima Ausiliatrice.
Don Rua

descrive quel momento e quelle parole, aggiungendo che

«questo potrebbe servire come Strenna del nuovo anno da inviare a tutte le case salesiane»

Parola di
UNITÀ
per tutta la nostra
FAMIGLIA SALESIANA
La Strenna
La Strenna
Una Bella Eredità Spirituale
Famiglia
Carismatica
In cui
il
primato
di
Dio-Comunione
Dio-Comunione
costituisce
il cuore
della
Mistica
Salesiana
finalità
Essere un messaggio creatore di
unità
e di
comunione
per tutta la nostra
Famiglia Salesiana
.
Con il suo Cuore Pastorale e la sua azione educativa, coinvolti nella trama di Dio
Don Bosco con il cuore
del “Buon Pastore”
1.
Il cuore del Signore Gesù contrassegna tutto il nostro agire pastorale e costituisce un riferimento essenziale per noi.

2.
Il carisma di Don Bosco è stato suscitato dallo Spirito Santo per il bene della Chiesa.
È questo che chiamiamo
Carisma Salesiano
È questo che chiamiamo
Carisma Salesiano
«Basta che siate giovani perché io vi ami assai»

è la parola e, prima ancora, l’
opzione educativa
per eccellenza.

«Io vidi un giorno Don Bosco lasciare don Rua e me, che lo accompagnavamo, per aiutare un giovane muratore a trascinare un carretto sovraccarico, a cui si sentiva impotente e lo dimostrava piangendo, e questo in una delle principali vie della città»
Don Francesco Dalmazzo nel 1892:
Essere uomo che si dona di cuore, per
Don Bosco
, significava essere tutto

consacrato

al bene dei suoi

giovani

e donare loro tutte le proprie energie, fino all'ultimo respiro
Sentirsi coinvolti nella
Trama di Dio
significa...
amare
i giovani,
ogni giovane, qualunque sia il suo stato o la sua situazione, per portarlo alla pienezza di
Vita
Nella storia di Dio e degli uomini
1.
Don Bosco aveva la capacità di saper leggere i segni dei tempi.

2.
Guardava con gli occhi di colui che sa guardare alla storia per
riconoscere
in essa i segni della
Presenza di Dio
.
Storia presente, non passata!

3.
Noi oggi -
Famiglia Salesiana
- siamo chiamati a chiedere a Don Bosco di insegnarci a leggere i segni dei tempi,
per aiutare i giovani
.
Stando con loro e in mezzo a loro!
Mostrando ad essi la nostra predilezione pastorale!
Si
INCARNA
il carisma salesiano
STANDO CON I GIOVANI

Stare con loro e tra di loro.
Incontrarli nella loro vita quotidiana.
Conoscere il loro mondo.
Amare il loro mondo.
Animarli nell’essere protagonisti della propria vita.
Risvegliare il loro senso di Dio.
Animarli a vivere con mete alte.
Che cosa ci sta dicendo e chiedendo Dio attraverso questi giovani con i quali ci incontriamo
I fanciulli.
Le fanciulle.
I ragazzi.
Le ragazze.
I giovani.
Le giovani.

Predilezione che si manifesterà in noi, come in Don Bosco, in una vera ‘passione’, cercando il loro bene, ponendo in questo tutte le nostre energie.
Le nostre
Comunità
Qualunque
sia il gruppo
della nostra
Famiglia

Devono cercare di acquisire una “visibilità” che esige:
Discernimento
Opzioni
Rinunce
Gratuità nel servizio.
Relazioni fraterne gioiose e personalizzate.
Un progetto comunitario di preghiera, incontri e servizio.
Significa
Si richiede, più che mai, una “
casa aperta
”, con pluralità di
iniziative
di convocazione e con proposte che
rispondano ai problemi dei giovani
del territorio.
specialmente i più poveri
Papa Francesco ci interpella:
"Andate alla periferia"
Per noi -
Famiglia Salesiana
, la
periferia
è qualcosa di costitutivo del nostro DNA salesiano
perché hanno diritto a incontrare
modelli di riferimento credenti e adulti
I giovani cercano e desiderano incontrarsi con cristiani valorosi ma “normali”
Ammirano
e Imitano
per i quali l’incontro personale
sarà opportunità per sentirsi accompagnati
Opportunità di camminare insieme con loro per tornare a Gesù, per recuperare la sua vita e il suo messaggio
la Sfida
Coltivare con impegno:

l’incontro personale,
l’accompagnamento spirituale
lo sviluppo delle loro potenzialità e capacità.


Si tratta di accompagnare la loro
crescita
, di aiutarli a scoprire la loro
identità

e realizzare il loro
progetto di vita
.
perché i giovani,
specialmente i più poveri, sono un dono per noi
« I giovani sono un dono per noi »
Le nostre opere e servizi sono per promuovere l’accoglienza dei giovani che si trovano
Soli,
Colpiti dalla violenza,
Con conflitti familiari,
Con ferite emotive,
Confusi,
Con sofferenza e dolore.
La Buona Notizia ci spinge ad ascoltare e accogliere incondizionatamente le loro necessità
Nel Suo
Bicentenario
Un primo Centenario
Don Albera evidenzia un duplice carattere:
Estendere la devozione a Maria Ausiliatrice

Far conoscere la figura e l’opera di Don Bosco
Tra il 1914 e il 1915 accaddono una serie di tragici avvenimenti:

1. Disastri naturali.
2. Eventi dolorosi.
3. Prima Guerra Mondiale.

Le Celebrazioni
Ci furono festeggiamenti a Valsalice e a Castelnuovo con un duplice pellegrinaggio:

15 Agosto
Visita alla tomba di Don Bosco
16 Agosto
A Castelnuovo, dove era stato battezzato

America
Si poterono celebrare entrambi i Centenari
Nella celebrazione del Bicentenario
Ringraziamento a Dio per quello che è accaduto ai Becchi, per il suo intervento concreto.

Celebrare il regalo che Dio ha fatto con Don Bosco alla Chiesa e al mondo


un “anno di grazia”
una opportunità per un vero
rinnovamento

spirituale
e
pastorale
nella nostra
Famiglia Salesiana
Occasione
per
Rendere più vivo il
Carisma
Guardare al
passato
con riconoscenza, al
presente
con fiducia, e sognare il
futuro
della missione evangelizzatrice della nostra
Famiglia Salesiana

Camminare verso le
periferie
umane della società
Rievocare e fare proprio l’esempio di tanti
uomini
e
donne
Madre ed educatrice di Don Bosco
Riconosciamo che tanti doni di Don Bosco hanno in
LEI
la loro origine.

Dio in Mamma Margherita ha trovato la
mediazione umana per formare il cuore di Don Bosco
.
Valori
Valori che Giovannino aveva attinto dalla sua famiglia:
la
sapienza
contadina,
la sana
furbizia
,
il senso del
lavoro
,
l’essenzialità delle cose,
l’industriosità nel darsi da fare,
l’
ottimismo
a tutta prova,
la resistenza nei momenti di sfortuna,
la capacità di ripresa dopo le batoste,
l’
allegria
sempre e comunque,
lo spirito di
solidarietà
,
la
fede
viva,
la verità e l’intensità degli affetti,
il gusto per l’
accoglienza
e l’ospitalità ...
Don Lemoyne testimonia:
“In lei si poteva dirsi personificato l'Oratorio”
Don Bosco
porta Mamma Margherita all'Oratorio
per farla diventare la
mamma dei ragazzi
Durante 10 anni la sua
presenza
influisce profondamente nello stile dei rapporti nell'
Oratorio
: lo spirito di Famiglia, cuore della
Spiritualità Salesiana
La più insigne collaboratrice
dello Spirito Santo
«A Lei io affido voi e insieme con voi affido tutto il mondo dei giovani, affinché essi, da Lei attratti, animati e guidati, possano conseguire, con la mediazione della vostra opera educativa, la statura di uomini nuovi per un mondo nuovo: il mondo di Cristo, Maestro e Signore»
(
GIOVANNI PAOLO
II, Iuvenum patris)
Dicastero per la Comunicazione Sociale
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Roma, Dicembre 2014
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