MEDITAZIONI CARTESIO

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by Noemi Cola2 views·Updated Dec 16, 2020

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  1. le sei imitazioni metafisiche sono un'opera di carteggio che vengono
  2. pubblicate per la prima volta in latino nel milleseicento quarantuno
  3. è lo scopoè quello di offrire un nuovo modo
  4. di pensare che si basa sul mettere in dubbio ogni
  5. cosa. Rappresentano infatti il pilastro della filosofia del carteggio e
  6. portano come temi principali la le dimostrazioni sulle sull'esistenza di
  7. dio, la distinzione tra l'anima e il corpo e la
  8. presenza di un dubbio iperbolico universale.
  9. Cartesio, nella prima meditazione, afferma che per giungere alla verità
  10. ci si deve liberare dalle cose che ingannano.
  11. Infatti, all'inizioè afferma che tutto ciò che abbiamo messo
  12. come vero fino a quel momento lo aveva tratto per
  13. mezzo dei sensi e attraverso di ragionamenti.
  14. Giunge però alla conclusione che questi non possono essere affidabili,
  15. in quanto molto spesso nel sonno vengono prodotti delle immagini,
  16. delle sensazioni che appaiono molto reali, ma che in realtà
  17. sono solamente la composizione di immagini.
  18. Questo accade ad esempio quando si immaginano delle figure che
  19. per una realtà, per la realtà non esistono e come
  20. ad esempio accade per gli le sirene o, ad esempio,
  21. quando si immaginano di essere davanti a un camion.
  22. Ci sentiamo la sensazione di caldo, che in realtàè
  23. solo immaginazione.
  24. È afferma quindi che molto spessoè quasi impossibile distinguere
  25. la veglia dal sonno edè quindi meglio ritenere che
  26. i sensi ingannano sempre e' giunto poi a questo punto
  27. carteggio,è costretto ad affermare che non c'è nulla
  28. su cui non dubitare, anzi che l'unica, cosa su cui
  29. non si può dubitare il dubbio e in quanto tutte
  30. le cose sono incerte edè un atteggiamento molto prudente
  31. non fidarsi mai delle cose che ci hanno ingannato anche
  32. solo una volta.
  33. E il dubbio diventa quindi universale e iperbolico e non
  34. è lecito non dubitare su tutto.
  35. Successivamente collega questo ragionamento alle disciplineè afferma che queste
  36. è quasi tutte dipendono dalla considerazione di cose composte, come
  37. accade nei sogni, e mentre al contrario, discipline come l'aritmetica,
  38. la geometria ed altre scienze che trattano di cose semplicissime
  39. e che sono anche presenti in natura, non possono essere
  40. messe in meglio in quanto sia nei sogni che nella
  41. realtà. Due piu' tre fa cinque.
  42. Questo ragionamento verrà ripreso successivamente anche da questo filosofo che
  43. dimostra la non contraddittorietà della matematica, affermando quindi che essa
  44. funziona così come caratese vuole puoi affermare qualè la
  45. posizione di dio in in questa situazione e afferma che
  46. esiste un essere supremo cheè fonte di verità e
  47. di bene, che ogni cosaè che ha quindi creato
  48. l'uomo con tutte le sue illusioni, i difetti, ma non
  49. ce' alcuna sicurezza che questo abbia voluto creare un essere
  50. in grado di sempre.
  51. Quindi cartesio conclude dicendo che nonè dio, maè
  52. un genio maligno molto astuto che ha il potere di.
  53. Passiamo poi alla seconda meditazioneè al suo inizio.
  54. Afferma di aver compreso che tutto ciò che prima riteneva
  55. vero in realtàè falso e'.
  56. Proprio per questo iniziò la sua riflessione supponendo che tutto
  57. quello cheè vero tutto quello che si vedeè
  58. falso e bisogna quindi scoprire come giungere alla verità ipotizzando
  59. l'esistenza di un qualche di entrare ad ispirare l'uomo questi
  60. pensieri, ma successivamente si ricordi abbiamo appena ipotizzatoè che
  61. non c'è niente al mondo.
  62. Perciò arriva ad una contraddizione e ritiene che essendo ingannato
  63. da un ingannatore, per forza deve esistere.
  64. Ritiene quindi valida la proposizione il suo non esisto e
  65. quindi cogito ergo sum.
  66. Quindi io penso io esisto, in quanto il pensare che
  67. non può essere separato dall'uomo, mentre tutte le altre azioni
  68. in realtà sono fittizia e soprattutto finzioni.
  69. Ne fa poi un passo indietro e ricorda quello che
  70. pensava prima di iniziare queste riflessioni e alla domanda che
  71. cosa sono?
  72. Lui prima avrebbe risposto di essere un uomo.
  73. Prova quindi a ragionare, a capire che cos'è un uomo
  74. ha due ipotesi la primaè quella di essere un
  75. unione tra anima e corpo, dove con corpo del volto,
  76. le maniche membra, mentre con l'anima venivano riferire tutte le
  77. azioni considerata una cosa incorporea e allo stesso tempo poteva
  78. essere un animale dotato di ragione.
  79. Ma questa seconda ipotesi causava problemi molto più grandi che
  80. non era in grado di risolvere e capisce quindi che
  81. l'uomo in realtàè semplicemente una cosa che pensa, che
  82. dubita, che afferma, che nega e che in l'unica, cosa
  83. che ha e' una mente cheè in grado di
  84. distinguere la verità dalle percezioni che ingannano edè quindi
  85. una res cogitans.
  86. Per far puoi capire meglio questo suo concetto e propone
  87. l'esempio di una cera che conserva ancora il profumo dei
  88. fiori dei qualiè stata raccolta e che presenta tutte
  89. le caratteristiche qualità che la distinguono quindi dura, fredde, si
  90. tocca facilmente.
  91. Che succede successivamente?
  92. Considera la stessa cera vicino al fuoco e questo lo
  93. scioglie. Ha avuto il suo colore, la fa diventare caldo,
  94. è il filosofo.
  95. Quindi si pone la domanda si lacera,è sempre la
  96. stessa la risposta che si dà e che il modo
  97. in cui la vediamo non dipenda dalla vista dal e
  98. non fu mai, ma dipende solo dalla della mente che
  99. può essere quindi perfette, confuso, chiara e distinta come lo
  100. e' ora, a differenza del passato.
  101. Quindi, sì, nonostante le differenze, le mutazioni che notiamo e
  102. percepiamo attraverso i sensi, la ceraè sempre la stessa,
  103. in quanto ciò che si vede con gli occhi non
  104. si comprende solo attraverso la mente.
  105. È ciò che si vede con gli occhi.
  106. Lo si può comprendere solo attraverso la mente, in quanto
  107. i sensi hanno molto spesso all'inizio della terza meditazione Cartesio,
  108. quello che aveva detto nelle meditazioni precedenti e altre.
  109. Mando quindi di essere una, ovvero una cosa che pensa.
  110. Dopodichè cerco di dimostrare l'esistenza di un Dio sommamente buoni,
  111. non ingannatore, in quanto lui ammette e anche per essere
  112. coerente con le sue riflessioni precedenti, di accettare per avere
  113. solo le idee chiare e distinte.
  114. Ma mentre sta cercando il distinguere quelle vere da quelle
  115. false, un genio maligno potrebbe ingannarlo illuderlo.
  116. Quindi cerca di trovare delle prove per dimostrare la presenza
  117. di un dio in grado di indicare la strada giusta
  118. da prendere.
  119. Inizia cercando di rispondere alla domanda che cos'è l'uomo che
  120. cosa penso all'uomo?
  121. La sua rispostaè che l'essere pensa delle idee.
  122. Chi considerate singolarmente non possono essere false perché l'idea di
  123. una cosa diversa da quella di un oggetto differente.
  124. E possono essere classificate in tre tipologie quelle innate, che
  125. non dipendono dalla volontà e dalla nostra volontà e che
  126. sonoè per natura già presente all'interno della mente dell'uomo,
  127. come ad esempio la sensazione di caldo e freddo, quello
  128. e sono prodotte dalle cose e dal mondo esterno l'uomo,
  129. come per esempio l'idea di un fiore, e quelle prodotte
  130. dall'uomo stesso, come appunto possono essere quelle degli ipocriti e
  131. delle sirene c'è da fare poi un appunto tra la
  132. differenza tra le idee, la sostanza, in quanto le idee
  133. rappresentano una cosa che può essere più o meno perfetta,
  134. mentre la sostanza e la cosa in se', quindiè
  135. perfetto allo stato puro.
  136. Dopo questa classificazione viene però spontanea cartesio forse alcune questioni
  137. e cercare di risolvere alcuni problemi e non viè
  138. infatti nessuna prova che dimostra che in tutte queste idee
  139. non siano prodotte in realtà dai donovan stessi, così come
  140. accade anche per i sogni.
  141. Inoltre queste idee non sempre sono simili alle cose di
  142. cui sono idee, ma c'è una differenza tra gli oggetti
  143. l'ideaè un esempio.
  144. Ad esempio un esempio queste l'uomo due concezioni diverse del
  145. sole, quella che deriva dai sensi, che fa apparire il
  146. sole molto piccolo e lontano rispetto alla terra, e quella
  147. desunta invece dall'astronomia, e cioè chi deriva dall'emozione che sono
  148. innate all'uomo, che dimostra che in realtàè molto più
  149. grande della terra.
  150. Cerca poi di capire e da dove vengono queste idee.
  151. Infatti, se sono nella mente dell'uomo, devono avere una causa
  152. in questa causa non può avere meno perfezione dell'idea stessa
  153. perchéè nulla.
  154. Questoè generato dal nulla.
  155. Ehi inoltre una cosa e deve essere generato e giungere
  156. da un'idea perfetta che e' l'archetipo.
  157. Ad esempio, una pietra deve essere generato da qualcosa in
  158. cui visti visti a tutto quel che formalmenteè già
  159. nella pietra.
  160. Chiè dunque la causa di queste idee?
  161. Si pone cartesio e per rispondere a questa domanda, analizzate
  162. singolarmente le diverse tipologie di hyde.
  163. Quindi, ad esempio, le idee degli angeli, così come delle
  164. cose che non sono presenti in natura, derivano dalla mescolanza
  165. di idee come per i sogni, mentre per quanto riguarda
  166. le idee delle cose corporee, di solo pochi aspetti che
  167. in realtà possiamo percepire in maniera chiara e sono la
  168. grandezza, la larghezza, profondita', perche', le altre caratteristiche, come ad
  169. esempio il colore, l'odore, il sapore, non sono contenute nel
  170. nostro pensiero, se non in maniera confusa.
  171. Inoltre, tutte queste idee sono comprensibili alla mente in quanto
  172. sono l'estensione della sostanza, essendo l'uomo una sostanza che pensa
  173. sono già presenti al suo interno.
  174. Tu ne vuoi quindi la distinzione tra la realtà oggettiva
  175. della realtà formale, dove la realtà oggettiva egli e' l'entita'
  176. rappresentato, mentre la realtà formale e identifica l'entità di una
  177. cosa dopodiche'.
  178. Cartesio si sofferma e giunge alla sua prima e dimostrazioni
  179. in queste meditazioni dell'esistenza di dio, dove con il nome
  180. di dio si considera una sostanza infinita, indipendente, sommamente intelligente,
  181. potente e dalla quale ogni cosa esistenteè stata creata.
  182. La prima prova dell'esistenza di Dio afferma che nonostante sia
  183. presente l'idea, in sostanza in quantoè una sostanza che
  184. pensa e al suo interno non può essere presente l'idea
  185. di una sostanza infinita.
  186. Ma contemporaneamente non si può neanche dire che questa idea
  187. sia falsa materialmente in quantoè prese e al massimo
  188. grado chiara e distinta e ha più realtà oggettiva di
  189. ogni altra cosa, perché nonè la privazione di nessun'altra
  190. cosa, come ad esempio può cadere tra il freddo che
  191. l'assenza di caldo, e dunque giunge alla conclusione che esiste
  192. al di fuori dell'uomo una sostanza cheè formalmente infinita
  193. e' solo questa può essere infatti la causa della realtà
  194. oggettiva di questa mia idea e quindi afferma in questo
  195. modo la l'esistenza di dio che un'entita' reale, chiaro e
  196. distinto. Per quanto riguarda poi la seconda prova, cartesio parte
  197. dalla domanda cosa da cosa o da chi deriva il
  198. mio modo di se e in quanto la causa della
  199. dell'esistenza dell'uomo deve avere almeno tanta perfezione quarant'anni al suo
  200. effetto, ossia deve possedere tutte quelle imperfezioni che sono attribuite
  201. a dio stesso.
  202. Caffe' afferma che se io esisto, allora ho questaè
  203. che ho questa causa causa anche nella sua stessa esistenza
  204. a causaè per la sua esistenza e non posso
  205. però pensare che la mia esistenza attuale dipende da una
  206. serie infinita di cause.
  207. Sarebbe infatti assurde.
  208. Non troverei mai la la causa della mia esistenza perche'.
  209. Non ci sarebbe nessuna causa che tutto questo cerchio carteggio
  210. afferma quindi che forse l'uomoè qualcosa di più grande
  211. che tutte le sue imperfezioni e sono presenti al suo
  212. interno impotenza e anche se non si manifestano.
  213. Ma ciòè impossibile in quanto questaè una prova
  214. dell'uomo, perché, sebbene la sua conoscenza aumenti in potenza, non
  215. diventerà mai infinita in atto, così come io solo quest'ultimo
  216. può infatti essere la causa della mia esistenza e in
  217. e questaè la seconda dimostrazione.
  218. È inoltre faccio un passo in piu' e afferma che
  219. l'idea di Dioè nata.
  220. Nonostante infatti non siè ancora riuscito a capire se
  221. idee tizie avventizi siano prodotti realmente da qualcosa li' fuori
  222. diè sicuro che donne prodotta da se stesso e
  223. d'altronde sente anche che l'idea di Dio e nonè
  224. arrivata in un certo momento della sua vita.
  225. All'interno dell'uomo perchéè sempre presente e connotata nel suo
  226. pensiero di Dio e quindi un'idea innata impressa al suo
  227. interno come un marchio dell'artefice che l'ha causato