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Hemingway in Italia durante la Grande Guerra

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by

tiziana pilati

on 29 June 2016

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Transcript of Hemingway in Italia durante la Grande Guerra

Hemingway in Italy
During the First World War, Ernest Hemingway volunteered to serve in Italy as an ambulance driver with the American Red Cross.
This experience affected his personality, as well as the material for one of his best-loved novels: A Farewell to Arms.
In fact, this novel chronicles the love of a young American ambulance driver for a beautiful English nurse on the Italian front during the Great War.

HEMINGWAY E LA SUA VITA LETTERARIA
1920 Corrispondente del Toronto Star
1929 Addio alle armi
1938 I quarantanove racconti
1940 Per chi suona la campana
1952 Il vecchio e il mare
1952 Premio Pulitzer
1954 Premio nobel per la letteratura

Poetica
Il tema constante in tutte le sue opere è la sfida alla morte, emblematica è in questo senso la sua fine: la sua vita si conclude con il suicidio. La sua poetica rinuncia all’abbandono emotivo, i suoi dialoghi sono di poche parole ed il suo tono è verbale e sempre al di sotto della situazione. Hemingway inaugura una narrativa che avrà tanti imitatori e ammiratori in tutto il mondo.
Addio alle armi
Questo romanzo è il più importante di Ernest Hemingway, fu pubblicato nel 1929. Il poeta si ispira direttamente alle sue esperienze e alle memorie personali: infatti lui guidava le autoambulanze per la Red Cross Americana. Durante la sua esperienza Hemingway si innamorò di un infermiera, Agnes von Kurowsky con cui visse una storia d’amore segreta.
In Italia il libro viene pubblicato nel 1948, perché i comandanti fascisti lo ritenevano vergognoso per l’Italia, infatti si narra la disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917). Però di nascosto venne tradotto da Fernanda Pivano, che poi venne arrestata, ma Il libro viene comunque pubblicato subito dopo la caduta del fascismo.

La disfatta di Caporetto
La sconfitta di Caporetto può essere considerata come il più clamoroso disastro dell'Italia nella Grande Guerra. Le truppe austro-ungariche sfondarono le linee italiane il 24 ottobre 1917 (l'azione cominciò alle 2.00), ma in parte era già avvenuto sugli altopiani del trentino. Il generale Cadorna preparava il suo esercito ad un semplice intervento di difesa ad oltranza, invece Luigi Capello, comandante della seconda armata, voleva lanciare una controffensiva strategica.
La battaglia sul Piave
La battaglia del Piave può essere considerata come una serie di azioni di contenimento, di difese e di contrattacco che si susseguono dal novembre 1917 all’estate 1918 e che precedono la battaglia finale di Vittorio Veneto.
L'ALIMENTAZIONE DEL SOLDATO
La cucina in trincea

La scarsa quantità di cibo nella cucina era dovuta alla scelta di cucinare pasti nelle retrovie per poi trasportarli durante la notte verso la linee. La pasta e il riso, contenuti nella casseruole, arrivavano come blocchi collosi, il brodo si raffreddava e diventava come gelatina invece la carne e il pane divenivano duri con la pietra. Non era consigliabile riscaldare il cibo una seconda volta perché diventava immangiabile.

“Vorrei essere seppellito lassù, lungo il Brenta... Vorrei essere seppellito sull'Altopiano, dove li abbiamo battuti, sul Grappa, sull'angolo morto di qualsiasi pendio, crivellato di granate, purché mandino le vacche a pascolare”
Hemingway in Italia durante la Grande Guerra
Tiziana Pilati

“Vorrei essere seppellito lassù, lungo il Brenta... Vorrei essere seppellito sull'Altopiano, dove li abbiamo battuti, sul Grappa, sull'angolo morto di qualsiasi pendio, crivellato di granate, purché mandino le vacche a pascolare”

Ernest Hemingway
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