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Vincent van Gogh

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Giovanni Maria Cadoni

on 15 February 2017

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Transcript of Vincent van Gogh

Vincent van Gogh
a cura di Giovanni M. Cadoni

Vincent Van Gogh ebbe una vita tanto prolifica (dipinse quasi 900 opere) quanto tormentata nella quale fu accompagnato dal fratello Theo van Gogh. Nato a Zundet il 30 marzo 1853 iniziò la sua carriera a 27 anni, benchè anche in più acerba età avesse prodotto alcuni schizzi, realizzò molte delle sue opere più note nel corso degli ultimi due anni di vita. In vita viaggiò molto tra l'Olanda natìa, l'Inghilterra, la Francia e il Belgio, qui per alcuni anni si dedicò intensamente agli strati più umili della popolazione secondo una propria missione religiosa da cristiano fedelissimo quale era tanto da essere cacciato dalla scuola evangelizzatrice di Bruxelles per "eccessiva dedizione"
Nel 1881 arrivò al svolta artistica: nei primi quadri si dedicò alla rappresentazione dei più poveri come minatori o contadini e in questi anni (1885) dipinse i "mangiatori di patate" considerato da lui stesso negli anni futuri come la sua opera migliore. Periodo importante della sua vita fu quello passato ad Arles durante il quale produsse, sperimentando tecniche diverse, una quantità di tele grazie alle emozioni che provava di fronte alla natura provenzale , così forti da costringerlo a lavorare senza sosta e dove conobbe Gauguin, grazie a un intervento fratello, artista che ammirava; questi affermò, a torto, di aver cercato di "correggere la tavolozza di Vincent. Ad ogni modo la loro convivenza durò ben poco, nel dicembre 1888 a seguito di una lite Gauguin si trasferì e van Gogh compì il "leggendario" taglio
A seguito del dramma espresse al fratello la sua decisione di essere internato nell' ospedale psichiatrico Saint-Rémy-de-Provence dove visse fino al 1890 senza alcuna cura se non 2 bagni a settimana, il periodo dei cipressi e Notte stellata sono propri di questi anni. Nel novembre ricevette l'invito a esporre sue tele all'associazione «Les XX» a Bruxelles durante la quale per la prima e ultima volta in vita vendette un'opera. Nell'estate dello stesso anno decise di allontanarsi dall'ospedale per andare a vivere da un medico vicino al fratello, e in questo periodo dipinse alcuni dei campi di grano più famosi. Morì nel luglio di questo anno in preda alla follia seguito pochi mesi dopo dal fratello
L'arte di Van Gogh
Benchè sia stato un artista eccelso van Gogh non nacque con l'inclinazione alla pittura ma bensì con una verso l'aiuto umanitario, questo venne fatto sfociare, grazie all'aiuto di Theo, in uno strumento per rappresentare i più bisognosi, in seguito alla visita al Rijksmuseum di Amsterdam comprese la sua effettiva mancanza di esperienza tecnica che lo portò nel 1885 al soggiorno a Parigi per accrescere le proprie abilità, qui studiò la tecnica degli impressionisti senza condividere le loro ideologie in quanto convinto realista. Nel 1888 tornato ad Arles tornò sui suoi passi: rappresentare fedelmente la realtà con una scelta "arbitraria" dei colori ossia una rappresentazione realistica del soggetto ma che esprima i pensieri i "sogni" dell'autore.
Una vita travagliata
van Gogh venne cosiderato da alcuni critici come un simbolista egli si discostava da questa corrente affermando che rabbrividiva al solo pensiero di nascondere qualcosa nella tela o rappresentare qualcosa che non fosse davanti ai suoi occhi nonostante ciò le sue opere sono cariche di un carisma donato dalla rielaborazione dell'artista che le fà quasi sembrare vive ed esistenti «il quadro non rappresenta, è» (G.C. Argan). Caratteristica di van Gogh era quella di realizzare i suoi dipinti in serie come testimoniato da alcune sue lettere al fratello «ho 6 studi di primavera, due delle quali frutteti di grandi dimensioni. C'è poco tempo, perché questi effetti sono così di breve durata»
Van Gogh dipinse un grande numero di autoritratti durante la sua carriera artistica (circa 37), e questo è considerato tra i migliori. Fu realizzato nel settembre 1889 nel manicomio di Saint Remy, appena ristabilito da una lunga crisi di follia durata due mesi, e durante la quale tentò di sucidarsi ingerendo i colori. Lo sguardo allucinato coltisce subito, tanto da restare fissato in chi lo osserva. Ad esso va aggiunto il fondale formato da spirali grigio-verdi arrovellate, molto simili al fogliame dei cipressi dipinti in quel periodo, ma anche a fiamme di una fornace in cui l'andamento turbinoso delle pennellate sembra dimostrare la perdita di orientamento dovuta alle gravi crisi nervose. Queste pennellate caratterizzeranno la pittura dell'ultimo anno della sua vita
Autoritratto
Campo di grano con mietitore
L’acuirsi della malattia, produce in Van Gogh un’ondata di pessimismo, che si può riscontrare ne Il mietitore, considerato dallo stesso pittore antitetico al seminatore dipinto in precedenza. Scrive infatti al fratello Theo: «Io vidi allora quel mietitore, una figura indistinta che combatte contro il demonio (…) vidi in lui l’immagine della morte, nel senso che l’umanità era il grano che egli stava mietendo. È, se vuoi, l’opposto del seminatore che ho dipinto tempo fa». La figura umana è posta in secondo piano, mentre risaltano i fasci di spighe appena tagliate. Queste ondeggiano alte in lontananza con moti convulsi. Sullo sfondo vi è un muro, oltre il quale si profilano montagne impervie. Il sole è di un giallo spento, ed emana una flebile luce livida che rende il cielo verdognolo. I colori sono stesi con tratti irregolari e imprecisi, e una linea marcata definisce i contorni dei monti.
In tutti gli autoritratti di van Gogh, lo sguardo del pittore è raramente diretto verso l'osservatore. Anche quando lo sguardo è fisso, sembra guardare altrove. I dipinti variano in intensità e colore e alcuni ritraggono l'artista con la barba e altri senza, quasi tutti gli autoritratti vennero dipinti tra il 1886 e il 1889
I passaggi intorno ad Arles sono dei soggetti che van Gogh dipinse in molte occasioni. Egli realizzò, infatti, una serie di dipinti raffiguranti raccolti e campi di grano e altri edifici rurali della zona, tra cui Il vecchio mulino (1888). Un ottimo esempio di questi dipinti ci viene dalla serie dei campi di grano. Oltre che da Arles dipinse anche paesaggi che vedeva dalla sua finestra nei soggiorni a L'Aia, Anversa, Parigi e dalla sua cella nel manicomio di Saint-Rémy. Nel luglio del 1890 van Gogh scriveva che era assorbito «dalla pianura immensa contro le colline, sconfinata come il mare, gialla delicata».
I campi
Gli autoritratti
I fiori
Van Gogh dipinse diverse versioni di paesaggi con fiori, come si vede in Paesaggio di Arles con Iris, e dipinti che raffigurano esclusivamente fiori. I principali soggetti rappresentati sono Iris, lillà, rose e i suoi famosi girasoli. Queste opere riflettono i suoi interessi nel linguaggio del colore e della tecnica giapponese Ukiyo-e di cui si era appassionato. L'artista ha eseguito due serie di dipinti di girasoli: la prima mentre si trovava a Parigi nel 1887 mostra i fiori che vivono nel terreno, e la seconda l'anno successivo, durante il suo soggiorno ad Arles dove gli stessi sono raffigurati morenti nei vasi durante un periodo di ottimismo. Con essi, voleva decorare la camera da letto dove Gauguin avrebbe dovuto soggiornare ad Arles in agosto
Ramo di mandorlo in fiore
(1890)
(1889)
(1889)
La tela fu un regalo che lo stesso pittore fece al fratello Theo Van Gogh e alla moglie Johanna Bonger per la nascita del loro figlioletto, di nome Vincent Willem. L'opera è la rappresentazione di un ramo di mandorlo fiorito, dai petali bianchi, quasi perlacei, che si stagliano in un cielo blu, dalle sfumature turchesi. Come simbolo di vita, Van Gogh scelse i rami del mandorlo, uno dei primi alberi in fiore che, nel soleggiato sud, in quel febbraio annunciava l'imminente primavera. Sicuramente ispirata dalle stampe giapponesi, probabilmente l'opera fu la prima di una serie che Vincent non riuscì a terminare perché sconvolto da una crisi. Oggi si trova al Van Gogh Museum di Amsterdam
Dulcis in fundo
Opera che van Gogh stesso considerava come la più riuscita il "i mangiatori di patate" mostra, all'interno di una povera stanza, alcuni contadini che consumano il pasto serale servendosi da un unico piatto di patate, mentre una di loro sta versando il caffè. Van Gogh è molto legato a questo soggetto in quanto si sente come "uno di loro", anche i contadini come lui soffrono ed egli trova ingiusto il fatto che nonostante tutti i loro sforzi ed i loro sacrifici debbano vivere in modo così misero; viene sottolineata la continua fatica fisica di chi ha consumato, giorno dopo giorno, la propria vita nel lavoro dei campi: per questo motivo l'artista è come se volesse esaltare il cibo dei poveri.
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