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LA CLASSE DIGITALE NELLA SCUOLA INCLUSIVA

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by

roberta egidi

on 4 March 2018

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Transcript of LA CLASSE DIGITALE NELLA SCUOLA INCLUSIVA

SPECIALE NORMALITA'
Chi individua gli alunni con Bisogni Educativi Speciali?
CONSIGLI DI CLASSE
BES: Fondamenti internazionali
La classe digitale nella scuola inclusiva
Quando si parla di BES ?
... una condizione di sintesi tra
specialità
e
normalità.

la
normalità
si arricchisce di specificità non comuni, di peculiarità, di risposte tecniche particolari

la

specialità
va ad arricchire le normali prassi, ne penetra le fibre più profonde e le modifica, le rende più inclusive e rispondenti ai bisogni.

Nella speciale normalità troviamo condizioni miste, intrecciate, che presentano aspetti diversi:

alunni normali che possiedono molti tratti di specificità,

alunni speciali con i bisogni essenziali della normalità,

risposte speciali che trasformano la normalità e in questo cessano di essere tali.
NORMATIVA
... la circolare 8/2013 enuncia come doverosa l’
indicazione
, da parte dei
Consigli di classe
/ team docenti, dei casi in cui si ritenga opportuna e necessaria l’adozione di una
personalizzazione
della didattica, di eventuali strumenti compensativi di supporto e delle misure dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale e inclusiva.

... didattica inclusiva per tutti
--
il danno per il soggetto

--
gli ostacoli

--
lo stigma sociale
La progettazione strutturalmente inclusiva ... riduce
Come promuovere l’inclusione in classe? Quali strategie funzionano meglio?
si riferisce al
processo
attraverso il quale un
curricolo
(obiettivi, metodi, materiali, valutazione) è
intenzionalmente e sistematicamente progettato
, fin dall’inizio, per rivolgersi alle
differenze individuali
dei nostri alunni per realizzare
ambienti di apprendimento migliori
Universal Design
for Learning
Per avere una scuola inclusiva...
1. La risorsa compagni di classe
2. L’adattamento come strategia inclusiva
3. Strategie logico-visive, mappe, schemi e aiuti visivi
4. Processi cognitivi e stili di apprendimento
5. Metacognizione e metodo di studio
6. Emozioni e variabili psicologiche nell’apprendimento
7. Valutazione, verifica e feedback.
Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali sono tutti quegli alunni che evidenziano difficoltà nell’apprendimento e nella partecipazione sociale, rispetto alla quale è richiesto un intervento didattico mirato.

Vivono una situazione particolare, negativa (a livello organico, biologico, oppure familiare, sociale, ambientale, contestuale o in combinazioni di queste) che li ostacola nell’apprendimento e nello sviluppo.
--
Complessità dei materiali -(parametro verticale )


--
Modalità diverse di lavoro – parametro orizzontale)

--Apprendimento cooperativo


--
Didattica laboratoriale, per problemi reali, digitale

occorre creare anche una comunità educante e inclusiva, dove sia possibile costruire le condizioni per una
co-progettazione educativa
che funzioni come processo educativo che fa crescere tutta la comunità.
Queste difficoltà possono essere
globali e pervasive

(es: autismo)
più specifiche
(ad esempio nella dislessia)
,
settoriali

(disturbi del linguaggio, disturbi psicologici d’ansia)

gravi/leggere… permanenti/transitorie
Speciale normalità: una normalità educativa-didattica resa più ricca, più efficace attraverso le misure prese per rispondere ai Bisogni Educativi Speciali
La Didattica Inclusiva è quella che riconosce e valorizza le differenze di tutti, equa, efficace e efficiente, cioè che riesce a raggiungere gli obiettivi che si pone per tutti.


Universal Design for learning e neuroscienze
1 network:
RAPPRESENTAZIONE
2 network: AZIONE/ESPRESSIONE
3 network: MOTIVAZIONE, EMOZIONE
Le neuroscienze hanno dimostrato che ci sono diversi network neurali che sono responsabili di altrettanti tipi di operazioni mentali coinvolte quando si apprende

www.cast.org
www.udlcenter.org
www.design-for-all.org


Goussot A., Annaloro E,
Risorse per l’inclusione. L’inclusione come risorsa
, Palermo, Palumbo 2016

Mario Polito,
Attivare le risorse del gruppo classe. Nuove strategie per l'apprendimento reciproco e la crescita personale
. Erickson, Trento 2000

Dario Ianes,
Bisogni Educativi Speciali e inclusione. Valutare le reali necessità e attivare tutte le risorse
. Erickson, Trento 2005

Andrea Canevaro,
Le logiche del confine e del sentiero.
Erickson, Trento 2006

Alberto Parola, Alessia Rosa e Roberto Giannatelli (a cura di),
Media, linguaggi, creatività. Un curricolo di media education per la scuola secondaria di primo grado
. Erickson, Trento 2013

Dario Ianes, Sofia Cramerotti (a cura di),
Compresenza didattica inclusiva. Indicazioni metodologiche e modelli operativi di co-teaching
. Erickson, Trento 2015

Riviste
Unesco, Good pedagogy-inclusive pedagogy, in Unesco Section for Special Need Education, Inclusive Education and EFA. A cheallenge and a vision, Paris, 2000, pp.14-20

Collana "Le Guide",
BES a scuola. I 7 punti chiave per una didattica inclusiva
. Erickson Trento 2015
Bibliografia
Sitografia
ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, OMS 2001

D.M. 27 dicembre 2012 Stuenti d'intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica

C.M. n 8 del 6 marzo 2013

Nota-miur-prot-1551 PAI 27-06-2013

Nota Ministeriale (prot2563) Chiarimenti BES del 22 novembre 2013

D.M. 12 luglio 2011 Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con distrurbi specifici di apprendimento

MIUR, 2014, Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri
Normativa
Roberta Egidi
UNESCO: PEDAGOGIA INCLUSIVA
Tutti i bambini possono imparare;
Tutti i bambini sono diversi;
La diversità (difference) è un punto di forza;
L’apprendimento si intensifica con la cooperazione tra insegnanti, genitori e comunità
“Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia.
Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia.

E se hanno ereditato soltanto il piccolo triangolo che fa tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all’insieme. Siccome il piacere dell’armonia li fa progredire tutti, alla fine anche il piccolo triangolo conoscerà la musica, forse non in maniera brillante come il primo violino, ma conoscerà la stessa musica” .
Pennac, Diario di scuola
Teoria della conoscenza
e processo educativo

Importanza del rispetto
della dignità di ognuno
come persona
Natura dei processi decisionali nella classe


Inclusione come riconoscimento della specificità e della differenza di identità di ognuno
si tratta di ripensare e riprogettare
l'intero sistema scolastico
Una scuola è inclusiva quando
,
in un contesto collettivo, collaborativo
e attivo
per promuovere un apprendimento significativo
per TUTTI
UNESCO

Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

ICF: modello bio psico sociale; salute e funzionamento sono la risultante di una interconnessione complessa, globale di una serie di fattori personali e contestuali.
Index per l'inclusione:
paradigma che analizza l'inclusione attraverso tre dimensioni (culture, politiche, pratiche).

UNIVERSAL design FOR LEARNING.

Profilo dei docenti inclusivi dell'European AGENCY FOR
DEVELOPMENT in special NEEDS education
- D.M.-27-dicembre-2012 "Strumenti d'intevento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica"

- C.M. n 8 del 6-03-2013, "Indicazioni operative per la direttiva”

- OM 13 del 24/4/2013, Esami di Stato 2012/2013 – art.18 c. 4: alunni con difficoltà di apprendimento di varia natura. Punto di arrivo del processo di definizione di norme in materia di inclusione

Nota-miur-prot-1551-pai-27-06-2013

- prot2563 2013 Chiarimenti BES del 22-11-13
1948
Costituzione repubblicana (artt. 3 , 30, 32, 34, 38)

1971 L. 118:
diritto all'inserimento scolastico nella scuola elementare e media

1977 l. 517
: tutti gli alunni con disabilità devono essere inclusi nelle scuole normali. Viene introdotta la figura dell'insegnante di sostegno e il limite di 20 alunni per classe
Si passa dall'inserimento all'integrazione attraverso la riorganizzazione complessiva del fare scuola per tutti gli alunni

1987
Sentenza Corte Costituzionale n.215: la scuola superiore DEVE accogliere gli studenti con handicap

1992
L. 104: legge quadro, è il primo intervento legislativo di carattere organico, cioè relativo all'intero orizzonte esistenziale della persona disabile

1994
T.U. D.Lgs. 297 riprende le norme sul sistema d'istruzione

1995
, Libro Bianco sull'istruzione e la formazione di E. Cresson. Dalla scuola dell'insegnamento alla scuola dell'apprendimento

1996
, Insegnare ad apprendere, rapporto internazionale di J. Delors

1997
L. 15 marzo 1997 – capo IV, art. 21- Autonomia delle istituzioni scolastiche, verso un sistema scolastico policentrico: autonomia progettuale delle scuole

1999 DPR n. 275
: Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche

2003 L. 53,
Riforma della scuola, personalizzazione dei piani di studio: riconoscimento e valorizzazione delle diversità individuali attraverso piani di studio personalizzati per i singoli alunni.

2004 D. Lgs. 59
: Scuola dell’infanzia e primo ciclo con allegate le Indicazioni Nazionali dei piani personalizzati delle attività e il profilo dello studente.

2009, prot. N. 4274
: Linee guida del MIUR sull'integrazione degli alunni con disabilità
2009
, Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano il 3 marzo 2009 -
L. n. 18
(ICF)

2010 L. 170
: Norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico: diritti di personalizzazione didattica per alunni con DSA
2011, D.M. 5569, art.5
- Interventi didattici individualizzati e personalizzati. Le linee guida: strumenti compensativi e misure dispensative
BES: Fondamenti nazionali
Forme della comunicazione e delle relazioni

Campo relazionale costruito intenzionalmente che determina la natura del percorso di studio
processo di apprendimento come SPAZIO TRIANGOLATO
TRIANGOLO PEDAGOGICO
Jean Houssaye
STRUMENTI DIGITALI
fonte: Richard Mayer
coerenza
segnalazione
ridondanza
contiguità spaziale e temporale
L'inclusione è il modello prevalente nei documenti internazionali più recenti, in base ai quali la
PERSONA
portatrice di diversità
ENTRA
nella comunità a pieno titolo, alla
PARI
di tutti gli altri.
L'Inclusione scolastica è un
processo
finalizzato a realizzare il
Personalizzazione educativa
Presupposto

Ci sono condizioni che hanno una diagnosi clinica e funzionale e ce ne sono altre che, pur in assenza di diagnosi, richiedono ugualmente la necessità di una progettazione su misura.
Ha un ruolo valutativo e discrezionale di grande responsabilità,
essendogli attribuita la competenza pedagogico-didattica di
accertare e dichiarare
ogni situazione di difficoltà.

.

Ruolo del C.d.C
CONDIZIONI CHE DEFINISCONO L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO FAVOREVOLE
si apprende meglio quando i singoli ementi di una lezione multimediale sono coerenti con la finalità generale
l'attenzione va guidata utilizzando elementi che sottolineano le cose più importanti
NoN bisogna esprimere lo stesso concetto tramite tutti i media impiegati
le parti in relazione tra loro vanno mostrate nello stesso momento
segmentazione
è più fruibile un messaggio multimediale segmentato
L'APPRENDIMENTO MULTIMEDIALE: PRINCIPI
istruzione propedeutica
anche per apprendere un contenuto multimediale è utile fare riferimento alle conoscenze già possedute
modalità
vanno usate le immagini e non i testi per accompagnare i commenti orali
personalizzazione
multimedialità
usare uno stile colloquiale e
una voce chiara e familiare
usare immagini e non solo parole
-- situazioni considerate tradizionalmente come
disabilità
(mentale, fisica, sensoriale);

-- situazioni di
deficit in specifici apprendimenti
clinicamente significativi (dislessia, distrurbo di deficit attentivo/iperattività)

-- altre situazioni di
problematicità psicologica,
comportamentale, relazionale, apprenditiva,
linguistica
, di
contesto socio-culturale
.
Macrocategoria
su base antropologica ICF OMS che comprende in sé tutte le possibili difficoltà educative-apprenditive degli alunni
Ruolo docente: gestione inclusiva del gruppo classe
diritto allo studio di tutti gli alunni
C. de Vecchi

"Una scuola per tutti e di tutti
non è solo un DIRITTO di tutti, ma
anche una RESPONSABILITA' di
ognuno.
Una scuola inclusiva è
un atto di responsabilità civile
e umana".
L’AMBIENTE DI APPRENDIMENTO PER PROMUOVERE COMPETENZE
Questi ELEMENTI sono quelli che, nell’index per l’inclusione, vengono definiti come strumenti per una didattica inclusiva.

La didattica per competenze, organizzata per tutta la classe, è l’unica realmente inclusiva poiché prevede contesti e situazioni in cui chiunque può mettere a frutto le proprie risorse e sviluppare le proprie potenzialità.

L’azione didattica inclusiva si concretizza attraverso l’uso di metodi e di strumenti che possono favorire gli apprendimenti e l’accesso di TUTTI gli alunni ai saperi, secondo le proprie capacità, caratteristiche e bisogni.

Nessun elemento è neutro
: la disposizione dei banchi, gli assetti di lavoro, le relazioni della classe, i rapporti tra gli alunni, le strategie e le tecniche impiegate, i mediatori didattici, la personalità dell’insegnante... i
filtri
attraverso cui l'insegnante seleziona e gestisce in classe
i compiti, i materiali, le attività
, etc.
QUALI SONO LE CONDIZIONI CHE DEFINISCONO UN
Aprire, creare nuovi spazi di formazione, giocare sui raggruppamenti a più vasta scala, sui compiti, sui dispositivi didattici, sulle interazioni, sulle regolazioni, sul mutuo insegnamento, sulle tecnologie della formazione
(Perrenoud,2002, p.62).
Centralità dell’alunno
Didattica centrata sull’esperienza
L'inclusione come pratica didattica quotidiana.
Metodologie e strategie inclusive
in modo che nessun alunno si senta ..."non incluso"
Generalizzazione dell’esperienza
Attenzione agli aspetti affettivo-emotivi dell’apprendimento:
curiosità, interesse, significatività, fiducia, empatia, convivialità, valore
Assunzione di responsabilità educativa da parte dei docenti
Ruolo di mediatore, tutor e facilitatore da parte del docente
Dimensione sociale dell’apprendimento:
discussione, apprendimento tra pari, mutuo aiuto, apprendimento collaborativo
Affidamento agli alunni di resp, progettualità, presa di decisioni, assunzione di cura
Attenzione ai diversi stili e modi di apprendimento
... è necessario essere consapevoli e adattare i propri stili di comunicazione, le forme di lezione e gli spazi di apprendimento ... per valorizzare le differenze individuali
ATTIVARE I PROCESSI DI APPRENDIMENTO
ELABORARE LE INFORMAZIONI E COSTRUIRE L’APPRENDIMENTO
VALUTARE GLI ESITI
calibra i suoi interventi
sulla base dei livelli raggiunti dai propri studenti…
utilizza
metodi e strategie didattiche inclusive
, cioè tali da promuovere le potenzialità e il successo formativo in ogni alunno
è attenta ai diversi
stili di apprendimento
2. Adattamento, flessibilità, personalizzazione, individualizzazione
I più recenti indirizzi di ricerca spiegano che
differenziare la didattica
significa ORGANIZZARE DIVERSAMENTE IL LAVORO IN CLASSE:
Equità pedagogica nel riconoscimento dei bisogni

Didattica strutturalmente inclusiva: individualizzazione e personalizzazione

Differenziazione per tutti: ognuno, dalle eccellenze alle difficoltà, stabili o transitorie, deve poter trovare dei modi diversi per esprimere il massimo delle proprie potenzialità
Solo quando il
funzionamento
diventa
problematico
, causando alla persona un
danno
o un
ostacolo
nell'
apprendimento
e nella
partecipazione
, si ha un Bisogno Educativo Speciale.
Una normale difficoltà di apprendimento non fa scaturire dei Bisogni Educativi Speciali
L'APPRENDIMENTO MULTIMEDIALE: PRINCIPI
I principi di funzionamento, le regole e le routines del contesto
devono essere riformulati
avendo presenti tutti i componenti, ciascuno con la propria specificità: l’alterità di tutti diviene la condizione normale di scuola e d’aula.
(Gaspari, 2011; Vasquez-Oury, 2011)

PERSONALIZZAZIONE E FLESSIBILITA'


EQUITÀ come valorizzazione delle differenze

Centralità della PERSONA che apprende

CONCETTI CHIAVE
Coordinamento sinergico tra vita a scuola e vita nel contesto

PARADIGMA INCLUSIVO
Progettazione condivisa tra docenti

Organizzazione didattica flessibile
Personalizzazione/individualizzazione

Effetti positivi non solo sull'alunno in difficoltà,
ma anche sulla classe e sulla scuola

Buone prassi che si riflettono positivamente
sull'intera comunità scolastica
LA CLASSE … UNA “NORMALE COMPLESSITÀ”
Teoria educativa molto complessa il cui fondamento è posto nel concetto di
intesa come
soggetto unico, originale e libero
che riassume in sé le dimensioni della
singolarità

(individualità), della
relazionalità
e della direzione di senso (
razionalità
).
sviluppo
della
persona
La sua educazione deve rivolgersi alla:
intelligenza

emotività/affettività
volontà/responsabilità
Qual è la
novità
dei BES
AMBIENTE DI APPRENDIMENTO “FAVOREVOLE ALLO SVILUPPO DELLA COMPETENZA”?
L’uso delle nuove tecnologie a sostegno della progettazione universale per l’apprendimento sta attirando sempre maggiore attenzione.
-molteplici forme di
rappresentazione

per dare agli studenti diverse modalità di acquisire informazioni e conoscenze. Il "Cosa" (
Rete riconoscimento
).

-molteplici forme di
espressione
per dare agli studenti modalità alternative di dimostrare ciò che sanno. Il "Come" (
Rete strategica
).

-molteplici forme di impegno per ottenere l’interesse del discente,
motivarlo a imparare
e presentare sfide di apprendimento. Il "Perchè" (
Rete affettiva
).
1. rappresentazione

3. coinvolgimento motivazionale
ed
emotivo

2. azione ed espressione
fornire ...
?

ICF - Classificazione internazionale dei funzionamenti, delle diversabilità e della salute
I docenti devono essere in grado di coniugare con un taglio sistemico le
dimensioni di
- personalizzazione/ individualizzazione,
- differenziazione, flessibilità, integrazione

a diversi livelli: programmatico, metodologico-operativo, organizzativo
Lascioli-Saccomani 2009; Ianes-Macchia, 2008; d’Alonzo, 2008; Canevaro, a cura di, 2007; Ianes 2005; Cottini, 2004)
Didattica Strategica e metacognitiva
LA MEDIAZIONE DEL GRUPPO CLASSE
L’attività didattica è sempre mediata dalla gestione del gruppo-classe e delle sue dinamiche.
Gli alunni vivono la loro esperienza educativa intessuta di relazioni, vissuti, apprendimenti in una continua negoziazione e rinegoziazione di ruoli e rapporti.

L’INSEGNANTE COME MEDIATORE come
facilitatore della comunicazione
Una didattica inclusiva prende le mosse da una buona gestione delle dinamiche di gruppo e crea delle situazioni di esperienza relazionale che valorizzino le storie, le individualità e le capacità di ognuno in una prospettiva collettiva e collaborativa.

LA DIDATTICA VIVA E MULTIDIMENSIONALE
Usa la mediazione del gruppo e dei suoi componenti, parte dagli interessi degli alunni e trasforma la relazione educativa in un rapporto dialogico nel quale ognuno riesce ad accedere alle conoscenze, a crescere, e a prendere coscienza di sé e degli altri.
L’approccio multidimensionale alla didattica prende spunto da un lavoro operativo sulle capacità metacognitive che permette agli alunni di acquisire in modo dinamico e stimolante le conoscenze necessarie alla decodifica dei loro mondi vitali e sociali.

... e il senso dell'inclusione è promuovere il massimo apprendimento come
responsabilità di tutti i docenti
Come la tecnologia aiuta
l'accesso e trasforma il setting?
- Consente la manipolazione e il controllo del formato

- Offre alternative di accesso

- Supporta istruzioni multisensoriali

- Consente una maggiore autonomia personale
TIC e ausili insieme =
garanzia di accesso all'apprendimento
Didattica multimediale e Intelligenze Multiple di
Howard Gardner
Usiamo i canali:

auditivo
visuale
tattile
cinestetico
multisensoriale
manipolativo
creativo
ecc.
Docente inclusivo: quadro di valori fondamentali
Differenza come risorsa e ricchezza
Valorizzare la diversità dell’alunno/a
Sostenere gli alunni
Coltivare sempre alte aspettative di successo per ogni alunno
Lavorare con gli altri
Aggiornamento professionale come pratica riflessiva
Collaborazione e lavoro di gruppo sono essenziali
Insegnare è un'attività di apprendimento continuo

ACCESSIBILI
a
TUTTI
gli studenti fin dall'
INIZIO
senza alcun tipo di modifica, adattamento, distinzione, o etichetta riguardante le caratteristiche personali
per ridurre le barriere nei contesti educativi affinchè i processi di apprendimento siano
dall'architettura... all'educazione
UNIVERSAL DESIGN FOR LEARNING: PRINCIPI
FORMARE STUDENTI "ESPERTI"
BEN INFORMATI
PIENI DI
RISORSE
STRATEGICI
CAPACI
ORIENTATI
AGLI OBIETTIVI
DETERMINATI
MOTIVATI
AD
APPRENDERE
per acquisire e trasformare le nuove informazioni in conoscenza significativa e utile
per pianificare, organizzare e facilitare il proprio apprendimento
per gestire nel miglior modo possibile gli aspetti quotidiani della vita
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