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Oskar Schindler

Tesina per gli Esami di Stato (A.S. 2013-2014) sulla figura di O. Schindler
by

Andrea Pullano

on 6 July 2014

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Transcript of Oskar Schindler

Svitavy, 28 aprile 1908 – Hildesheim, 9 ottobre 1974
Biografia
Secondo alcuni, almeno inizialmente, l’imprenditore seguì la consuetudine dell’epoca di sfruttare il lavoro sottopagato di persone in stato di bisogno. Ben presto però, consapevole delle ingiustizie e delle tirannie messe in atto dal governo nazista, iniziò ad adoperarsi per i suoi lavoratori a difenderli contro ogni sopruso per il buon andamento della fabbrica che, nel frattempo, si era convertita alla produzione di munizioni.
Il rastrellamento nel ghetto di Cracovia del 1942 lo spinse ad usare le sue doti diplomatiche per difendere i cosiddetti “Schindlerjuden”, gli ebrei di Schindler, puntando sulla loro indispensabilità per le attività della fabbrica. Per evitare che i suoi lavoratori venissero deportati, si accordò con Amon Göth, il comandante di Płaszów, per il trasferimento nell'adiacente complesso industriale; quando l'Armata Rossa era vicina a liberare Cracovia, per salvarli dagli ultimi assalti tedeschi nell'ottobre 1944 li fece spostare in una fabbrica a Brünnlitz, in Cecoslovacchia. Nel trasferimento, il convoglio della forza lavoro femminile venne deviato per un errore burocratico al campo di concentramento di Auschwitz. Schindler riuscì comunque nell'intento di farselo restituire, e tutte le donne raggiunsero definitivamente Brünnlitz, che venne poi liberata nel maggio del 1945.
Durante l’attività nella fabbrica, l’imprenditore iniziò a catalogare tutti i suoi lavoratori in apposite liste, ora conosciute grazie al film di Steven Spielberg e al romanzo di Thomas Keneally.
Finita la guerra, emigrò in Argentina. Ritornò in Germania nel 1958 dove avviò una serie di fabbriche, senza però successo. Accolto con calore dai sopravvissuti in Israele, visse i suoi ultimi anni proprio tra Israele e la Germania, dove morì il 9 ottobre del 1974.
Per suo volere, fu sepolto nel piccolo cimitero francescano cattolico sul monte Sion, nella parte vecchia di Gerusalemme. L'epitaffio sulla lapide recita la scritta “Giusto tra i Giusti” in ebraico e “L'indimenticabile salvatore di 1200 ebrei perseguitati in tedesco”.

Oskar Schindler
"Der unvergeßliche Lebensretter 1200 verfolgter Juden"

Chi salva una vita, salva il mondo intero.
Oskar Schindler nasce il 28 aprile 1908 a Zwittau (oggi Svitavy), città all’epoca austro-ungarica e successivamente della cecoslovacca. Uomo di classe, brillante diplomatico e abile corruttore con gli stessi nazisti, è diventato importante per la sua azione eroica di salvare più di un migliaio di ebrei dai Konzentrationlager, nonostante andasse in modo divergente con i suoi ideali nazionalsocialisti.
Dopo l'annessione dei Sudeti alla Germania di Hitler, si trasferisce a Cracovia dove inizia una lucrosa attività commerciale. Lì, nella zona industriale della città, apre una fabbrica di pentolame, la “Deutsche Emaillewaren-Fabrik”, nella quale impiegò circa 1100 operai, tutti ebrei.
(Sfrutto questa introduzione per fare una breve critica e raccontare ciò che la visita mi ha lasciato.)
Esperienza personale
Baso quasi completamente la creazione e lo sviluppo di questa tesina sull’esperienza personale da me avuta nel mese di Aprile del 2014, quando mi son recato con il progetto “In treno per la Memoria” nella città di Cracovia e ai campi di Concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Un’esperienza che mantiene una ferita aperta, quella della Shoah; un’esperienza fatta di lacrime, di riflessioni, di pensieri; un’esperienza istruttiva, per far capire che ognuno di noi è qualcosa di speciale. Ognuno di noi ha una storia, ha dei sogni, ha degli amici, ha delle ambizioni. Ognuno di quei 12 milioni di persone non era un semplice corpo. Proviamo a pensare che ognuno di loro, anzi, solo uno, era il nostro migliore amico. Ora immaginiamo di averlo perso. Come ci si sente? Ecco, adesso pensiamo di aver perso 12 milioni di migliori amici. Persone che sanno tutto di noi, persone che conosciamo come le nostre tasche e che in un momento non ci sono più, svaniscono. Noi che conosciamo tutto di loro. Personalmente è questo che mi fa riflettere più di tutto. Perché è facile dire “12 milioni di persone”, ma se si apre la mente e si cerca di capire quante queste persone siano, il numero non ha più un valore. Anche una sola vita è preziosa.

Un’esperienza che ha lasciato il segno e ne sono consapevole. Un’esperienza che mi ha fatto capire quanto il mondo era ed è tutt’oggi instabile, di come una brutalità simile possa riaccadere. Un’esperienza che ti mette addosso la paura; sì, la paura che da un momento all’altro le persone che ti stanno a fianco possano svanire. La paura che una tragedia possa ricommettersi. Un’esperienza che rende più fragili, che mi ha reso molto più consapevole della precarietà della vita e di come un uomo possa uccidere un suo fratello, senza ritegno e considerazione. Un’esperienza che mi fa vedere la realtà con molti meno pregiudizi, perché so che dietro ogni cosa c’è un significato. Un’esperienza che mantiene la ferita aperta, e così dovrebbe fare a tutti, per non commettere gli stessi errori e per vivere in un mondo migliore. Questa ferita si chiama Shoah.

Collegandomi al personaggio su cui ho basato la mia tesina, Oskar Schindler, vorrei spendere poche parole, sempre sotto forma di riflessione personale. Da tempo vedevo e vedo tutt’ora in lui, con maggiore evidenza e spessore, un punto di riferimento, una figura eroica, un uomo che tutti vorremmo al fianco, una persona su cui si può contare nel momento di bisogno,un padre che ci tira fuori dai guai, un personaggio che ha aperto il cuore e gli occhi e ha rischiato tutto quello che aveva per tantissime persone. Un salvatore. Mentre più facile sarebbe stato disinteressarsi dei nomi dei propri dipendenti e del loro destino. Sarebbe stato più facile impiegare operai tedeschi e fare andare a gonfie vele la propria attività.

È questo il motivo principale per cui ho voluto basare questa mia tesina su di lui. Mi ha colpito la sua voglia di scegliere la via più difficile, la sua capacità di fare del bene in modo semplice e produttivo. La sua comprensione, nel vedere dietro delle semplici facce la sofferenza, le speranze, la voglia di vivere,andando oltre all’etichetta di Ebreo. Mi ha fatto capire come i gesti di bontà siano quotidiani, per noi, ma per altri siano fondamentali. Chi non vorrebbe essere riconosciuto per aver fatto del bene? Chi non vorrebbe essere un eroe? Quello che sogniamo da piccoli, per lui è diventata realtà. E mi auguro di seguire, in futuro, i suoi passi.

Deutsche Emaillewaren-Fabrik (Fabryka Emalia Oskara Schindlera)
Nella parte meridionale di Cracovia, precisamente in via Ulica Lipowa 4 del quartiere di Podgórze, è situata la Fabryka Emalia Oskara Schindlera, o anche chiamata in tedesco DEF (Deutsche Emaillewaren Fabrik). Si tratta della fabbrica di oggetti smaltati di O. Schindler, dove realizzava pentole ed altri utensili per l’esercito tedesco.
La fabbrica prima e dopo
Nella fabbrica venivano prodotti principalmente utensili di uso quotidiano, quali stoviglie smaltate, pentole, tegami, coperchi per l’esercito in guerra. Successivamente, per mantenere salda la posizione economica, la convertì in industria bellica, principalmente produzione di munizioni. In seguito al trasferimento nella sede in Cecoslovacchia, lo stabilimento rimase abbandonato fino a quando la fabbrica non fu nazionalizzata e convertita alla produzione di componentistica per le telecomunicazioni. Poi, con il crollo del comunismo, venne privatizzata ed andò a rotoli.
Oggi, è uno dei reparti del Museo Storico della città e ospita varie mostre, una permanente e varie esposizioni occasionali. La mostra permanente del museo, intitolata
Kraków – czas okupacji 1939-1945
(Cracovia – gli anni dell'occupazione 1939-1945), è dedicata alla documentazione dell'occupazione nazista della città durante la II Guerra Mondiale, e presenta la vita quotidiana degli abitanti, la storia della comunità ebraica a Cracovia, il destino dei lavoratori della Fabbrica e, infine, la storia di Oskar Schindler stesso.
Nel 2005 è stata rilevata dal comune di Cracovia e negli ultimi tre anni è stato deciso di consegnarla alla storia facendola diventare la Fabbrica della memoria. Sfortunatamente, di pentolame e macchinari non ce ne sono più: tre piani nella vecchia sede dell’amministrazione, l’ufficio del proprietario e alcune sue foto sulla scrivania sono tutto ciò che ci rimane di originale.
Il MOCAK, abbreviazione di Museum Of Contemporary Art in Kraków, è il primo museo di arte conteporanea in Polonia. Progettato dagli architetti italiani Claudio Nardi e Leonardo Proli e costruito all'interno della fabbrica di Oskar Schindler, è stato inaugurato nel 2010, dopo aver subito notevoli ristrutturazioni.

Esso dà accesso ad una collezione d'arte internazionale, con mostre di noti artisti polacchi e stranieri. Il museo si concentra sulla presentazione dell'arte contemporanea, con particolare enfasi sull'arte degli ultimi due decenni.

La struttura moderna, che riprende la forma delle fabbriche “originali” comprende una biblioteca, un bookshop, una zona ristoro e un laboratorio di conservazione/restauro dell'arte contemporanea.

M.O.C.A.K.
La lista
La Lista di Schindler, conosciuta per l’omonimo film di Spielberg, è l'elenco degli Schindlerjuden che sono stati trasferiti nella fabbrica a Brünnlitz (Brněnec) e salvati dai campi di sterminio nazisti. L'elenco è stato costruito dall’imprenditore e dal suo “braccio destro” Itzhak Stern, fondamentale nell’attività dell’industria.
Il manoscritto originale della lista di Schindler è stato trovato nel 1999 in una valigia che lo stesso imprenditore aveva lasciato nella casa di una coppia di amici a Stoccarda. In esso sono catalogati 801 dei 1200 ebrei/lavoratori dello stabilimento.
Nel 2009 è stata ritrovata una copia-carbone della lista in una biblioteca di Sydney, in Australia, in mezzo ai manoscritti di Thomas Keneally.

(20/03/1913 – 9/03/2001)
La testimonianza di Leopold Pfefferberg
Leopold "Poldek" Pfefferberg, fu uno dei tanti lavoratori nella DEF. È un personaggio di notevole importanza in quanto, grazie alla sua insistenza e voglia di comunicare la propria testimonianza, si è potuti venire a conoscenza della storia di Schindler, allora sconosciuto.



Il romanzo di Thomas Keneally
Il celeberrimo romanzo, originariamente intitolato Schindler’s Ark, è basato sulla testimonianza di Pfefferberg e di altre cinquanta persone provenienti da sette diverse nazioni. La storia è anche basata su documenti e informazioni fornite dai numerosi amici del dopoguerra di Oskar, da numerose testimonianze attinte dallo Yad Vashem (la fondazione in memoria dei Martiri e degli Eroi), oltre che da testimonianze scritte tratte da fonti private e da documenti e lettere dello stesso imprenditore nazista.

Il libro, pubblicato nel 1982 e in Italia uscito per la prima volta nel 2004, racconta della storia eroica di Schindler di impiegare più di mille ebrei nella sua fabbrica, all’inizio con l’idea di sfruttarli e schiavizzarli, ma successivamente, rendendosi conto delle atrocità che la Germania stava seminando, a considerarli fondamentali per il buon andamento dello stabilimento. La storia parla anche della armonia-contrasto con il capitano del campo di concentramento lì a Cracovia, Amon Göth, della sua abilità nell’utilizzare i soldi e di corrompere gli stessi nazisti, della sua gentilezza e furbizia, della sua capacità di approfittarsi di ogni situazione rendendola a suo favore, delle sue caratteristiche di bevitore e di donnaiolo. Insomma, un eroe imperfetto, un eroe che in un certo senso non è “senza peccato”.

Schindler's List (film, '93)
Vincitore di 7 premi Oscar, è considerato uno dei capolavori cinematografici più famosi sul tema della Shoah e del periodo della Seconda Guerra Mondiale. Diretto da Steven Spielberg e basato fedelmente sul racconto di Keneally, venne girato nel 1993 nella città di Cracovia e in zone limitrofe.
Inizialmente alcune scene del film dovevano essere girate all’interno del KL di Birkenau, ma, una volta entrati le cineprese si ruppero, ed una volta usciti dal campo tornarono a funzionare. Questo curioso avvenimento fu interpretato da Spielberg come una sorte di “segno”; per portare rispetto alle persone che vi persero la vita al suo interno. Inoltre la comunità ebraica si oppose a girare il film nei luoghi di sterminio, e quindi anche il campo di Płaszów fu ricostruito in una zona adiacente a quello originale.

Trama
Il film è ambientato negli anni trenta durante la dittatura di Adolf Hitler in Germania. La vicenda si svolge durante un lunghissimo flash back, a Cracovia dove in un primo momento gli ebrei sono obbligati a registrarsi tutti nel capoluogo e successivamente, nel 1941, sono rinchiusi nel ghetto, un quartiere separato dalla città. Infine nel 1943 sono tutti deportati nei vari Lager.
Il protagonista è Oskar Schindler un imprenditore elegante, ricco e raffinato e un noto uomo d'affari che riesce a conquistarsi, con la corruzione, la protezione d'alcuni comandanti dell'esercito tedesco. Con somme di denaro ottenute da ricchi ebrei rileva una fabbrica di stoviglie dove produce pentole e gavette per l'esercito. Grazie ad un suo collaboratore ebreo, cui affida in pratica la completa gestione della fabbrica, riesce ad impiegare manodopera ebrea a prezzi veramente molto bassi e accumula così un'ingente somma di denaro. Questa sua ricchezza gli consente, anche in tempi così difficili, di condurre una vita di lusso ma anche di soddisfare le continue richieste dei comandanti SS corrotti.

Perché l’ha reso famoso
Considerato uno dei capolavori di sempre della sezione storica trattata (Shoah e WW2), non è il solito film che racconta le solite e ricorrenti tematiche dello sterminio. È un film dove contano il denaro, gli scambi in natura, le mance, la corruzione, la produzione, i salari, la forza-lavoro, i problemi logistici. “Quanto vale un uomo in marchi? e un ebreo? che prezzo bisogna pagare per salvarne uno? fin dove si può arrivare nel mestiere della sopravvivenza?”. Queste son domande che in nessun altro film verrebbero a galla.
Ciò che colpisce maggiormente e inaspettatamente è la figura di un tedesco, un nazista, che decide di andare controcorrente, aprendo gli occhi su ciò che stava accadendo, e di vendere la propria anima al diavolo per salvare un migliaio di vite. Il film fa sì che l’imprenditore sia visto come un salvatore, una figura da imitare, un ideale.
Dopo la liquidazione del ghetto Schindler, invece di arrendersi e chiudere la fabbrica, la trasferisce da Cracovia alla sua città natale Brünnlitz. Anche per la nuova ditta vuole impiegare manodopera ebrea, che però subito non gli è concessa. Grazie alla determinazione di Stern, il suo collaboratore, riesce ad assumere solo ebrei salvandoli così dai Lager. A poco a poco tutte le persone che "lavorano" nei Lager vedono in Schindler colui che può salvarli; infatti sono sempre di più gli ebrei che sperano di essere impiegati nella sua fabbrica. Una frase celebre del film, forse la più significativa è "La lista è un bene assoluto, la vista è vita. Tutto intorno, ai suoi margini c'è l'abisso". Questa frase ci fa capire come era importante essere stati scritti in quelle liste. Schindler riesce ad assumere 1100 ebrei salvandoli tutti da una morte crudele.
Il finale è molto toccante, soprattutto quando Schindler pensa a quanti altri ebrei avrebbe potuto salvare vendendo tutte le sue ricchezze. La vicenda si conclude con alcuni ebrei accompagnati dai rispettivi attori che posano una pietra sulla sua tomba a Gerusalemme.
Il ruolo di Spielberg
La posizione di Spielberg nei confronti del film è molto curiosa: innanzitutto, non doveva essere lui il regista, bensì Roman Polański (“Il Pianista”, 2002). Per gli argomenti sensibili trattati, chiese a svariati attori di prendere parte al lungometraggio, ma quasi tutti di essi rifiutarono la parte. Una volta terminate le riprese, l’incasso venne considerato “macchiato di sangue” per la storia narrata, e allora decise di utilizzare il denaro per creare una fondazione no-profit, per catalogare le testimonianze dei sopravvissuti e dei testimoni dell'Olocausto (USC Shoah Foundation). Rifiutò, per altro, il proprio guadagno personale.
USC Shoah Foundation
In 1994, Spielberg founded the Survivors of the Shoah Visual History Foundation (original title), a nonprofit organization established to record testimonies in video format of survivors and other witnesses of the Holocaust. Between 1994 and 1999, the Foundation conducted nearly 52,000 interviews in 56 countries and in 32 languages. Interviewees included Jewish survivors, Jehovah's Witness survivors, homosexual survivors, liberators and liberation witnesses, political prisoners, rescuers and aid providers, Roma and Sinti survivors, survivors of Eugenics policies, and war crimes trials participants. There are also Italian witnesses: one of the most important is of Liliana Segré.
Controversie
Naturalmente, visto il periodo storico relativamente difficile in cui l’uomo ha vissuto, non potevano che mancare ipotesi o testimonianze che contrastassero ciò che più è evidente e più si conosce.

C’è chi dice che Schindler fosse un “doppia faccia”, una spia capace di ingannare con la menzogna i suoi lavoratori, un playboy, un’opportunista, un personaggio con una cattiva reputazione.

Alcune lettere trovate, inviate da Oskar ai suoi ex-dipendenti e ormai amici, dimostrano le cattive condizioni economiche in cui versava l’uomo dopo la guerra; sempre in esse si viene a conoscenza dei numerosi prestiti che chiedeva ai vari amici.

Ma la testimonianza più eclatante è quella della moglie Emilie, un po’ per vendetta dei tradimenti subiti, secondo la quale la lista non e' mai esistita, nel senso che non fu lui a compilare l'elenco ma un dipendente che veniva pagato.
Oskar,sempre secondo la vedova, aprì la fabbrica non tanto per salvare gli ebrei, quanto perché altrimenti sarebbe rimasto disoccupato, e quindi a rischio di finire soldato sul fronte orientale.

Schindler oggi (nel ’74)
Schindler morì il 9 ottobre 1974 a Hildesheim in casa di una coppia di amici ebrei, gli Starr, che lo ospitarono e lo curarono fino alla fine.
Oggi ha diverse onorificenze per ciò che ha compiuto: la più importante, oltre al ricordo e al messaggio che tutt’ora tramanda, è quella di essere riconosciuto come “Giusto tra i Giusti” (chiunque, non ebreo, che abbia salvato almeno una vita ebrea dall’Olocausto, ne fa parte) e “Giusto tra le nazioni”: quest’ultima è stata riconosciuta dalla commissione israeliana Yad Vashem. Inoltre, nel Giardino dei Giusti è stato piantato un albero a suo nome.

Yad Vashem
Yad Vashem è un complesso costituito da una serie di edifici che hanno lo scopo di raccogliere la memoria dei sei milioni di Ebrei d'Europa sterminati durante il regime nazista di Hitler. Ciò è definito in una delle leggi più importanti:

"Con la presente legge è istituita la fondazione Yad Vashem a Gerusalemme, per commemorare (…) i giusti tra le nazioni, che hanno rischiato la loro vita per aiutare degli ebrei."

L’etimologia del nome deriva da un verso di Isaia: “Io darò loro, nella mia casa e dentro le mie mura, un posto ed un nome, che varranno meglio di figli e di figlie; darò loro un nome eterno, che non perirà più.” Yad = un posto; Shem = un nome. "Un posto ed un nome," a tutti coloro che non hanno avuto sepoltura con il proprio nome.

All’interno del memoriale, vi è anche il riconoscimento di molti “eroi” italiani, più di 500.


Bibliografia, sitografia, riferimenti citazioni, opere e foto
BIBLIOGRAFIA
Keneally T., La Lista di Schindler, Milano, Frassinelli, 1996
Bienati A., Pirovano D., In Treno per la Memoria Milano - Auschwitz, 2014

FILMOGRAFIA
Schindler’s List, S. Spielberg, USA, 1993

SITOGRAFIA
Parti di biografia in:
http://www.lager.it/oskar_schindler.html
http://www.mondi.it/almanacco/voce/650001
La fabbrica della memoria
http://www.lettera43.it/cronaca/7133/la-fabbrica-della-memoria.htm
Biografia di L. Page
http://www.ushmm.org/wlc/en/media_oi.php?ModuleId=10005787&MediaId=3212
A. Stabile, Le lettere di Schindler “Amici ebrei, aiutatemi” in:
http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/esteri/schindler-lettere/schindler-lettere/schindler-lettere.html
Spunti da
Che cos’è un Giusto
in:
http://www.mosaico-cem.it/articoli/che-cos%E2%80%99e-un-giusto
MOCAK http://www.mocak.pl
USC Shoah Foundation
http://sfi.usc.edu/about
Yad Vashem
http://www.yadvashem.org/yv/en/museum/overview.asp
Babylonian Talmud, Sanhedrin, 37a:
“Per questa ragione l'uomo fu creato solo, per insegnarti che chiunque distrugge una singola anima di Israele, la Scrittura gli imputa [la colpa] come se avesse distrutto un mondo intero; e chiunque preserva una singola anima di Israele, la Scrittura gli scrive [il merito] come se avesse preservato un mondo intero.”


IMMAGINI E FOTO
Foto scattate da Pullano A. e da Cereda P. (utilizzate su gentile concessione).

Leopold, venuto a conoscenza dell’impiego di quell’uomo, cercò in ogni modo di convincerlo a scrivere un libro sul suo passato, sulle sue testimonianze, mostrandogli infiniti documenti che appartenevano al
Bon vivant
tedesco.
Tutto iniziò quando Thomas Keneally, scrittore australiano, si recò in una valigeria in California e vide casualmente su degli scaffali alcune cartelle e documenti di O. Schindler.
- Talmud Yerushalmi, Sanhedrin 4:12
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