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Giuseppe Garibaldi

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by

francesco marchini

on 10 June 2013

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Transcript of Giuseppe Garibaldi

GIUSEPPE GARIBALDI L'EROE DEI DUE MONDI Giuseppe Garibaldi nacque a Nizza nel 1807 da una famiglia di marinai e pescatori. Le sue avventure iniziano proprio in mare aperto. Esilio e vita da ricercato Nel 1834 Garibaldi partecipò ad una spedizione per la Giovine Italia in Savoia. Molti dei partecipanti furono arrestati e i più sfortunati vennero fucilati. Garibaldi riuscì a fuggire in Sud America Vita Nel Gennaio del 1835 sbarcò a Rio de Janeiro dove venne accolto da una piccola comunità di Italiani della Giovine Italia. Qui combatté numerose guerriglie per tutta la giungla che gli causò la malaria e un' artrite deformante. In Brasile conobbe una bellissima donna di nome Anita da cui ebbe tre figli. Ritornò in patria nel 1848 (anno in cui divenne uno dei massimi protagonisti del Risorgimento). La prima guerra d'indipendenza Garibaldi tornò in Italia nel 1848 poco dopo l'inizio della prima guerra d'indipendenza Italiana che vide, appunto, l'Italia contro l'Austria.
Nello stesso anno Garibaldi incontrò Mazzini di cui ne rimase molto deluso a causa dei suoi ideali molto diversi.
Nonostante ciò Garibaldi partecipò alla guerra come volontario. In men che non si dica mise insieme un intero esercito: "Il battaglione Anzi, formato da circa 3.700 persone.
Il 15 Agosto combattè a Luino la prima battaglia contro gli Austriaci, che erano comandati dal colonnello Molynary. Attraverso il Lago Maggiore Garibaldi riuscì, anche se per poco a entrare nel territorio Austriaco dove incontrò il maresciallo Radetzky e Costantino d'Aspre, che aveva il compito di ucciderlo. Il 27 Agosto, a Marzone, fu sorpreso dall'armata nemica. Fortunatamente riuscì a fuggire la notte stessa con solo 30 uomini. Trovò riparo in Svizzera varcando il confine travestito da contadino. Il 26 Settembre ripartì alla volta di Genova dove il mese successivo si imbarcò insieme a sua moglie su una nave francese diretta a Nizza. Ora l'armata di Garibaldi era di soli 70 uomini ma se ne aggiunsero altri da tutta Italia fino ad arrivare a 400 uomini che chiamò "Legione Italiana". La prima conquista di Roma A causa di reumatismi Garibaldi fu costretto a ritirarsi a Rieti, dove ebbe, anche se per poco, la comqapagnia di Anita. In questo arco di tempo lanciò un Appello per formare un esercito a cui risposero un totale di 1.264 soldati. Garibaldi si ritrovò a combattere contro l'esercito Francese di Napoleone III e i Napoletani pronti a tutto pur di difendere il papa (all'epoca Pio IX). Questa spedizione non andò a buon fine anzi andò per il peggio fra la notte del 2 e del 3 Giugno 1849: Garibaldi si trovò contro un intero esercito di 16000 soldati mentre lui ne aveva solo 6.000. Fu una dura battaglia in cui morirono più di 1.000 soldati e Garibaldi fu sconfitto e costretto alla ritirata. La fuga da Roma e la morte di Anita Garibaldi partì da piazza S.Giovanni il 2 Luglio insieme a 4.700 uomini a cui si aggiunse anche Anita. Il loro obiettivo ora era Venezia. Nel tragitto divise il suo esercito in vari gruppi che andarono a setacciare l'intera Italia. A Terni si aggiunsero altri 900 soldati. Tutta l'armata dopo diversi giorni diede i primi segni di cedimento, alcuni addirittura rubarono tutte le provviste e fuggirono. Il 31 Luglio ormai stanco si rifugiò a S.Marino dove sciolse il gruppo. Garibaldi, però, non fece in tempo a a riposarsi che il comandante dell'armata Austriaca d'Aspre cercò con la forza di portare Garibaldi in Toscana dove sarebbe stato imbarcato su una nave per gli Stati Uniti. A tal punhto Garibaldi fuggi da S.Marino con solo 200 uomini. Nel tragitto si aggiunsero altri volontari, ma in quel momento Anita si ammalò gravemente. Il 2 Agosto giunsero a Cesenatico dove salparono per Venezia. A circa 80 Km dall'obiettivo furono sorpresi da un brigantino Austriaco che li fece prigionieri. Garibaldi riuscì a fuggire con in braccio Anita insieme a uno dei suoi uomi. Il 4 Agosto salpano su una piccola imbarcazione e arrivano ad una fattoria dove un medico tentò di salvare la vita ad Anita, ma invano. La seconda guerra d'indipendenza e l'inizio dell'unificazione Italiana Nel 1859 subito venne messo a capo dell'esercito chiamato "I Cacciatori delle Alpi". Con questa armata si diresse verso Arona da dove attraversò il Ticino e penetrò in Lombardia occupando Varese. Il giorno dopo sconfissero gli austriaci nella battaglia di S.Fermo e occupò la città di Como. Seguirono molte altre battaglie alle quali si aggiunsero un numero sempre crescente di volontari, arrivarono addirittura tra i 9.500 e i 12.000. Il tutto si concluse poi nel 1859 grazie all'armistizio di Villa Franca in cui si dichiarava che la regione lombarda andasse in mano agli Italiani. Così iniziò l'unificazione Italiana. La spedizione dei mille Nel 1860 Garibaldi provvise a rifornire il suo esercito d'armi. Questa spedizione si chiamava la "Spedizione dei Mille", perchè erano appunto mille soldati. Partirono la notte tra il 5 e il 6 Maggio da Quarto un comune di Genova fino a Marsala in Sicilia. Porto di quarto Appena arrivarono a Marsala sconfissero i borbonici. A causa di questo evento, le truppe del generale si ridussero a 600 uomini. Furono però aiutati dai Palermitani che offrendosi come volontari, finalmente rusirono ad impodronirsi della città. Inoltre arrivarono altri 20000 volontari dal Regno di Sardegna e straordinariamente ancje uomini borbonici e siciliani. Sfortunatamente incominciarono le incomprensioni tra garibaldini e contadini siciliani.
Tali incomprensioni provocarono i seguenti fatti I garibaldini volevano l'unifacazione dell'Italia, i siciliani la rivoluzione sociale. leva obblligatoria i "picciotti" erano all'oscuro delle intenzioni di Garibaldi, infatti erano convinti di avere come ricompensa possedimenti terrieri. i siciliani incendiarono i palazzi dei baroni, ucciderono le loro famiglie e le torturarono avenne una ribellione a Bronte. Essa fu subito fermata da Nino Bixio un fedele garibaldino Garibaldi riusì a far fuggire i Borbone e assunse la "dittatura del Regno delle Due Sicilie" L'Unità d'Italia Mentre si svolgeva la spedizione dei Mille cresceva l'ansia di Cavour: temeva che Garibaldi prendesse Roma. Se il generale avesse preso la sede del papa, i cattolici francesi avrebbero dichiarato guerra all'Italia. Per evitare questo, Vittorio Emanuele II invase lo Stato Pontificio senza però toccare nè Lazio nè Roma. A egli venne consegnato il Regno delle Due Sicilie da Garibaldi a Teano Curiosità ESILIO Quando venne esiliato egli partecipò alle numerose guerre per l'indipendenza delle colonie in America. Una volta fu preso prigioniero, frustato e trascinato per chilometri legato ad un cavallo. Un'altra volta una pallottola gli attraversò il collo e potè essere curato solo dopo dieci giorni. Prese la malaria nella giungla che lo tormentò per tutta la vita. CARATTERE Garibaldi era una persona amabile, affascinante e onesta. Veniva apprezzato anche da Vittorio Emanuele II, ma non da Cavour. Egli vestiva a modo suo, infatti indossava abiti differenti dagli altri soldati. Essendo una persona che necessitava di solitudine, comprò una casa a Caprera, Arcipelago della Maddalena. CITTADINO DEL MONDO Garibaldi oggi è considerato come un eroe nazionale e un liberatore di professione. Gli inglesi, francesi, americani e statunitensi amano e ammirano quest' uomo. Fu uno dei più grandi idealisti dell'epoca. LAVORO SVOLTO DA: MARTINA
BRACCINI SOFIA
ENNAS FRANCESCO
MARCHINI MATTEO
CAPPELLI ANTONIO
PALMA
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