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I10 comandamenti dell'e-Collaboration

Mappa generale dei 10 comandamenti dell'e-collaboration
by

Federica Brambilla

on 22 May 2013

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Transcript of I10 comandamenti dell'e-Collaboration

L’e-Collaboration funziona solo se risponde a un obiettivo CHIARO Condividi la tua idea progettuale con chi dovrà poi metterla in pratica Il gruppo di lavoro e l’ambiente evolvono progetta tutte le fasi: non siamo al bar Progetta e sostieni i ruoli chiave L’e-Collaboration non viaggia da sola: spesso c’è un “pre”, sempre c’è un “altro” COMUNICA e sostieni BENE IL PROGETTO Valorizzare i risultati dell’e-Collaboration Bisogna imparare a "e-Collaborare" Devono essere molto chiari l'esigenza specifica e l'output che ci si aspetta. Prima le persone, lo strumento viene dopo fattori personali, culturali, psicologici: numerosità, ruolo, età, lingua la motivazione, predisposizione tecnologica, cultura, alfabetizzazione informatica, ... confronta precocemente la tua proposta con le persone che utilizzeranno concretamente lo strumento.

Il rischio è portare avanti un'idea che non risponde ai bisogni reali o dimenticare funzionalità cruciali.. non basta aver chiari gli obiettivi e predisporre gli strumenti; bisogna pianificare le attività e aver chiaro il palinsesto, il quadro all'interno del quale muoversi. Devono essere fatti un'attenta pianificazione e monitoraggio dei risultati delle varie fasi. progetta i ruoli: non devono essere per forza gli stessi delle dinamiche in presenza; sfrutta la rete per personalizzarli. Spendi risorse per comunicare BENE il progetto alle persone che ci lavoreranno; scegli gli strumenti di comunicazione interna;

Cruciale il patrocinio "autorevole". Per ogni strumento a disposizione: è importante che le persone sappiano che c'è e sappiano usarlo. E' più semplice valorizzare i risultati, sia delle varie fasi che finali.

Oltre al prodotto finale produci anche "sotto-prodotti" che possono essere valorizzati. (es: mailing list, raccolta documentale per linee guida, sessioni live con la discussione di temi "caldi").

Ragiona subito su come valorizzare anche i "sotto-prodotti" anche in modo "multicanale" (libro, seminario, moduli online, ...). bisogna tener presenti dati, strumenti, flussi e attività preesistenti (quando ci sono). Presta ascolto alle evoluzioni e sostienile; l'e-collaboration è un "organismo vivente".
Bisogna trovare il giusto equilibro tra pianficiazione e reattività (al contesto). Es: verbali e video delle riunioni, utilizzare l'ambiente di e-collaboration per condividere i contenuti e lavorarci in presenza. gli strumenti vanno predisposti in modo tale che sia subito chiaro cosa bisogna fare e dove. Spendi tempo per dare indicazioni specifiche: non basta dare un input generico su ruoli e comportamenti attesi. Non basta dire "fai il tutor"... Es: per avviare una comunità dei laureati di un Ateneo con lo scopo di creare network, non basta dire “bisogna fare network” o si corre il rischio che la comunità si svuoti abbastanza velocemente A: per avviare una comunità, specificare attorno
a quali esigenze degli utenti deve ruotare la comunità B: distinguere gli obiettivi di: committenza (direzione strategica) e gruppo di lavoro (indicazioni operative) C: dettagliare l'output specifico che ci si aspetta dal progetto I dieci comandamenti dell'e-collaboration 1. 2. E' fondamentale osservare e identificare i reali bisogni e le caratteristiche dell'utente finale. ANALISI DELL'UTENZA Contextual design Contextual storyboarding Style aware design Alcune tecniche di progettazione user-centred Per ciascuna tipologia di utente è utile chiedersi:
che attività deve svolgere per il progetto?
quanto tempo può dedicare all'attività?
quali vantaggi può ricavare?
con chi deve comunicare o scambiare materiali? 3. IL TESTING Alcune tecniche di testing
focus group
interviste
questionari
navigazione cooperativa
cognitive walkthrough che informazioni può dare? direzioni verso cui orientare gli sforzi micromiglioramenti cambiamenti nel modello d'uso degli strumenti difficoltà concettuali resistenze negli utenti 4. è importante tener conto del contesto: non integrare ma sostituire a. tempi e vincoli del progetto b. intersezioni con attività e strumenti già in essere integrare servizi già esistenti semplificare la comunicazione tra diversi soggetti 5. definisci i ruoli, le attività e i risultati attesi le fasi le interazioni gli strumenti (e come si modificheranno nel tempo) i ruoli 6. usa l'e-Collaboration per personalizzare e sperimetare i nuovi ruoli. inventa nuovi ruoli accompagna e inventa E' probabile che alcune spinte all'innovazione vengano dagli stessi individui. Osserva e sostieni. osserva come si muovono le persone a. b. c. 7. comunicare alle persone coinvolte comunicazione interna ed esterna è troppo complicato... comunicare il beneficio per superare le resistenze Se proprio lo devo fare... Cosa devo fare? Non ho capito.. Il documento condiviso? Le scadenze sono troppo ravvicinate. esplicitare l'importanza del contributo di ciascuno chiarezza estrema prendersi i giusti tempi Ma questo strumento serve per controllare quanto lavoriamo? trasparenza nell'affrontare le resistenze Va definito quali informazioni sono destinate al:
gruppo di lavoro
intera struttura
esterno L'e-Collaboration è un alleato eccellente per la visibilità all'esterno. 8. prevedere momenti e strumenti per l'apprendimento, sia tecnologico che metodologico Qualche possibilità: riunioni illustrative a. b. sessioni di formazione c. esercitazione a gruppi d. mini-tutorial 9. i cambiamenti nel tempo evoluzione e chiusura persone cambiamenti di ruolo spinte dal gruppo gli strumenti le attività 10. Riconoscere e sfruttare i risultati dell'e-Collaboration
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