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L'idealismo - Fichte

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by

Veronica Di Raimondo

on 2 October 2014

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Transcript of L'idealismo - Fichte

L'idealismo - Fichte

Critica al concetto di noumeno
Principi della dottrina della scienza
Streben
Realismo e idealismo
Nasce l'idealismo
Tutto è Spirito
Primato della Ragion pratica
Idealismo Etico
Fenomeno
L'oggetto è conoscibile solo in quanto esiste un soggetto che lo rappresenta.
Problema
Come può venir ammessa l'esistenza di una cosa in sé (noumeno), ovvero di una realtà non conoscibile e non rappresentabile dal soggetto?
Critica all'uso del concetto di causa
Asserendo che la cosa in sé è la causa delle nostre rappresentazioni, si applica il concetto di causa (valido solo per il fenomeno)
al noumeno.
Idealismo gnoseologico
L'uomo può avere conoscenza solo dell'idea o rappresentazione, fermo restando che la causa della rappresentazione è un oggetto esterno al soggetto.
Idealismo assoluto
Il soggetto è la causa dell'idea o della rappresentazione, e al di fuori del soggetto non esiste alcun oggetto.
Kant - Fichte
Kant aveva introdotto il concetto di noumeno per spiegare la passività della conoscenza e la presenza di un oggetto esterno al soggetto.
Natura
La natura o materia diventa momento dialettico dell'antitesi.
Lo Spirito ha bisogno di creare la natura, di porre a sé un ostacolo.
Un'attività senza un ostacolo da superare sarebbe impossibile.
Natura
La natura esiste soltanto in funzione dell'Io che la pone (e la crea) come polo dialettico del suo essere.
Essa non esiste come realtà autonoma ma soltanto come momento dialettico della vita dello Spirito.
Lo Spirito
Lo Spirito, unica sostanza, realtà positiva,
si autocostituisce e realizza attraverso il negativo,
la natura, il Non-Io.
L'Io
è principio assolutamente primo
attività autocreatrice
condizione del conoscere e fonte del reale
infinito, libero
anteriore anche al principio di identità, il quale risulta posto dall'Io
Autocreazione
L'Io pone se stesso
L'Io non può affermare nulla se prima non pone se stesso, ovvero se non si pone come esistente.
L'Io infinito o puro
è la meta ideale dell'io empirico
è la missione o il dover-essere dell'io finito
l'uomo è
streben
infinito verso la libertà, lotta inesauribile contro il limite
Streben
è movimento infinito, attività continua, continuo superamento degli ostacoli
Gli Idealisti
Facendo dell'Io un'attività autocreatrice in funzione di cui esistono gli oggetti,
gli idealisti si caratterizzano per il loro atteggiamento ATTIVO nei confronti
del reale (filosofia della libertà)
Conoscere è creare
La rappresentazione è il prodotto dell'attività del non-io sull'io MA il non-io è interno all'io
L'immaginazione produttiva è quindi attività inconscia attraverso cui l'io crea il non-io
Il non-io appare altro rispetto all'io proprio perché l'attività dell'io è inconscia
Riappropriazione del non-io
La riappropriazione del non-io avviene gradualmente, e va dalla sensazione alla speculazione filosofica
Nell'attività morale, il non-io è un ostacolo da superare, lo strumento attraverso cui l'io si realizza moralmente
Morale
l'Io è infinito perché si rende tale svincolandosi dagli oggetti che esso stesso pone
e pone questi oggetti perché senza di essi non potrebbe realizzarsi come attività e libertà
la conoscenza e l'oggetto della conoscenza esistono soltanto in funzione dell'agire
"Tu non esisti per contemplare o per meditare, no, tu esisti per agire; il tuo agire e soltanto il tuo agire determina il tuo valore"
Missione del dotto
Based on Jim Harvey's speech structures
Esso è conoscibile in quanto fenomeno, ovvero oggetto di rappresentazione.
Fichte sposta il discorso dal piano gnoseologico a quello ontologico-metafisico abolendo il concetto di noumeno, ovvero di una realtà esterna al soggetto.
Tutto è Spirito.
Esiste una sola entità creatrice infinita.
Intuizione intellettuale che l'Io ha di se stesso
Nel momento in cui pone se stesso, contemporaneamente,
l'Io oppone nell'Io
all'io divisibile
un non-io divisibile.
E' la situazione concreta del mondo, in cui abbiamo una molteplicità di io finiti che hanno di fronte a sé una molteplicità di non-io finiti
La produzione del non-io costituisce un limite interno per l'Io
agire vuol dire imporre al non-io (materia, impulso sensibile) la legge dell'io
L'Io pone il non-io
L'Io non solo pone se stesso ma oppone anche a se stesso il non-io
Il non-io è posto dall'Io ed è quindi nell'Io
Nulla esiste al di fuori dell'Io
il non-io costituisce, dunque, il momento necessario per la realizzazione della libertà dell'io
Infinità dell'Io
Idealismo etico
il fine degli uomini nella società è farsi liberi e rendere gli altri liberi
compito dell'uomo è avvicinarsi indefinitamente alla perfezione
"fine che non è affatto raggiungibile e che tale deve rimanere, se l'uomo non deve cessare di essere uomo per diventare Dio"
alla base della conoscenza si ammette un'azione del non-io sull'io
il non-io è interno all'io
I dogmatici
si caratterizzano per
un atteggiamento passivo nei confronti del reale (filosofia della necessità)
Discorsi alla nazione tedesca
(1807-08)
tema fondamentale dell'opera è l'educazione: una nuova azione pedagogica deve trasformare alle radici il popolo e la nazione
passaggio dal piano pedagogico al piano nazionalistico: soltanto il popolo tedesco è adatto a promuovere la nuova educazione in virtù del "carattere fondamentale" ovvero la lingua
i tedeschi sono gli unici ad aver mantenuto la loro lingua originaria senza mutamenti
essi rappresentano l'incarnazione dell'Urvolk in quanto il loro sangue non è commisto a quello di altre stirpi (sono il popolo per eccellenza)
essi sono gli unici ad avere una patria e a costituire un'unità organica che si identifica con la nazione
essi hanno una missione: guidare gli altri popoli verso la realizzazione dell'umanità
Nota bene
il primato che F. assegna al popolo tedesco è spirituale e culturale, e non di tipo politico e militare
egli ritiene che il popolo tedesco debba educare e liberare l'umanità intera
cionondimeno, parlando di primato, di missione, di popolo originario, i Discorsi si sono prestati a un'interpretazione sciovinista
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