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Malala Yousafzai

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by

Matteo Angelini

on 17 May 2015

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Transcript of Malala Yousafzai

Date of birth
Photos
Malala nacque il 12 luglio 1997 a Mingora, Pakistan. Viveva con i suoi genitori che in seguito ebbero altri due figli, Atal e Khushal.
Education
Malala frequentò una scuola, fondata in precedenza da suo padre stesso. Dopo i primi attacchi effettuati dai Talebani ai danni delle scuole femminili nello Swat, Malala tenne un discorso presso Peshawar, nel settembre 2008. Il titolo del discorso era: "How
dare the
Taliban take
away my basic
right to
education?"
Lives In
Valle dello Swat.
Per i primi anni della sua vita, la sua città natale rimase un luogo di interesse turistico che era conosciuto per le sue festività estive, fino a quando la situazione non cambiò con l’avvento dei Talebani, che desideravano prenderne il controllo.
Malala Yousafzai
Profile

« I don't mind if I have to sit on the floor at school. All I want is education. And I'm afraid of no one. »

« Non mi importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è istruzione. E non ho paura di nessuno. »
Quote
Events (1)
Nel 2009, Malala iniziò a scrivere su un blog nascondendo la sua identità. Descrisse la vita sotto il potere dei Talebani e condivise il suo punto di vista riguardo al diritto delle ragazze di essere educate.
Attenzione di tutto il mondo
Interviste
Nello stesso anno, intraprese il ruolo di presidente del “District Child Assembly Swat”.
Sabato 3 gennaio


Ho paura.
Ho fatto un sogno terribile ieri, con gli elicotteri militari e i talebani. Faccio questi incubi dall’inizio dell’operazione dell’esercito a Swat. Mia madre mi ha preparato la colazione, e sono andata a scuola. Avevo paura di andare perché i talebani hanno emanato un editto che proibisce a tutte le ragazze di frequentare la scuola.
Solo 11 compagne su 27 sono venute in classe. Il numero è diminuito a causa dell’editto dei talebani. Per la stessa ragione, le mie tre amiche sono partite per Peshawar, Lahore e Rawalpindi con le famiglie.
Mentre tornavo a casa, ho sentito un uomo che diceva “Ti ucciderò”. Ho affrettato il passo, guardandomi alle spalle per vedere se mi seguiva. Ma con grande sollievo mi sono resa conto che parlava al cellulare. Minacciava qualcun altro."
Lunedì 5 gennaio


Non indossare vestiti colorati.
Mi stavo preparando per la scuola e stavo per indossare la divisa, quando mi sono ricordata di ciò che il preside ci ha detto: 'Non indossate le divise, e venite a scuola in abiti normali'. Perciò ho deciso di mettermi il mio vestito rosa preferito. Anche altre ragazze indossavano abiti colorati, per cui c’era un clima molto casalingo in classe.
Una mia amica è venuta a chiedermi: “Dio mio, dimmi la verità, la nostra scuola sarà attaccata dai talebani?”. Durante l’assemblea del mattino, ci è stato detto di non indossare più vestiti colorati, perché i talebani sono contrari.
Dopo pranzo, a casa, ho studiato ancora un po’, e poi la sera ho acceso la tv. Ho sentito che a Shakarda viene rimosso il coprifuoco che era stato imposto 15 giorni fa. Sono contenta perché la nostra insegnante di inglese vive nella zona e adesso forse riuscirà a venire a scuola."

Giovedì 15 gennaio


Il suono dell’artiglieria riempie la notte
Il rumore del fuoco dell’artiglieria riempiva la notte, e mi ha svegliata tre volte. Ma dal momento che non c’è scuola, mi sono alzata più tardi, alle 10 del mattino. Poi è venuta a casa la mia amica e abbiamo parlato dei compiti.
Oggi è il 15 gennaio, è l’ultimo giorno prima che entri in vigore l’editto talebano, e la mia amica continuava a parlare dei compiti, come se non stesse accadendo niente al di fuori dell’ordinario.
Oggi ho anche letto il diario che ho scritto per la BBC (in urdu) e che è stato pubblicato sul giornale. A mia madre piace il mio pseudonimo “Gul Makai”, e ha detto a mio padre “perché non cambiamo il suo nome e la chiamiamo Gul Makai?” Anche a me piace perché il mio vero nome vuol dire “addolorata”.
Mio padre dice che alcuni giorni fa qualcuno gli ha mostrato una copia di questo diario dicendo quanto sia fantastico. Papà ha sorriso, ma non poteva nemmeno dire che l’autrice è sua figlia.

Events (2)
Vinse il “Pakistan’s first National Youth Peace Prize” il 19 dicembre 2011, consegnatole da Syed Yousaf Raza Gillani. Esso viene assegnato ogni anno a un bambino che ha dato un contributo significativo per difendere i diritti dei bambini e migliorare la situazione dei bambini vulnerabili.

Il premio è stato successivamente rinominato “National Malala Peace Prize” in suo onore.

Ai media Malala ha espresso il suo desiderio di formare il proprio partito politico composto da persone che lavorano per la causa dell'educazione, dicendo " My party will operate in all four provinces".

Events (3)
Il 9 ottobre 2012, mentre tornava a casa sullo scuolabus, un Talebano salì sul mezzo e le sparò.
“— Chi di voi è Malala? — grida. E intanto scruta le ragazzine una a una. Ha in mano una pistola e tutte iniziano a urlare. — Zitte! — ordina. E loro si ammutoliscono. A Zakia sembra di averlo già visto in strada, poco prima, a bordo della moto che sfrecciava. Ma non è certa di nulla, la paura le annebbia la vista. — Chi è Malala? — ripete. — Rispondete all’istante, o vi ammazzo tutte! Malala ha insultato i soldati di Dio, i talebani, e per questo sarà punita. Nel silenzio, la domanda risuona come una condanna a morte. Malala, che avrebbe voluto dire tante cose, sembra paralizzata dalla paura, e non trova in gola neppure l’aria per fiatare. Zakia si accorge che alcune compagne si sono girate verso l’amica dai grandi occhi castani. Anche lo sguardo del ragazzo con la pistola si ferma su Malala. Nessuna ha detto una parola, ma lui deve aver capito. Ora la sta fissando. È questione di secondi. Gli spari esplodono sordi, senza pietà. Uno, due, poi un altro, e un altro ancora. La testa di Malala ondeggia leggermente all’indietro. Il suo corpo cade di lato e si accascia in grembo a Laila, come al rallentatore. Le esce sangue da un orecchio. Laila urla. Il suo grido viene spezzato da un colpo che la raggiunge alla spalla destra, e poi da un altro alla mano sinistra, con cui stava cercando di proteggersi. Anche Zakia sente un forte dolore, le sembra che un braccio e il cuore le stiano per scoppiare. E sul mondo intero cala l’oscurità.”
In seguito, Malala fu immediatamente trasportata in elicottero a Peshawar, dove i chirurghi le rimossero il proiettile dal midollo spinale, prima di essere portata in Inghilterra per un’altra operazione. Inizialmente le sue condizioni sembravano critiche, poi, con il tempo e l’impegno dei medici, la situazione migliorò, e dopo 10 giorni Malala si svegliò dal coma nel quale era caduta.
Anche quando Malala si stava riprendendo dal suo calvario, continuava a parlare senza timore per l'istruzione delle ragazze e di quanto i Talebani fossero estremamente crudeli e malvagi.
Events (4)
- Il 12 luglio 2013, in occasione del suo sedicesimo compleanno, parla al Palazzo di Vetro a New York, indossando lo scialle appartenuto a Benazir Bhutto e lanciando un appello all'istruzione delle bambine e dei bambini di tutto il mondo.
- Il 10 ottobre 2013 è stata insignita del Premio Sakharov per la libertà di pensiero. L'annuncio è stato dato dall'ex presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz ed il premio le è stato consegnato a Strasburgo, il 20 novembre 2013.
- Il 10 ottobre 2014 le è stato consegnato il premio Nobel per la pace assieme all'attivista indiano Kailash Satyarthi. La motivazione del Comitato per il Nobel norvegese è stata: “per la loro lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all'istruzione”
Events (5)
Malala ha istituito un Fondo a suo nome destinato a sostenere l'istruzione femminile in Pakistan. Tra le donazioni illustri, quella della star hollywoodiana Angelina Jolie, che ha devoluto 200mila dollari alla causa, permettendo così alla studentessa pakistana di annunciare la costruzione di una nuova scuola per 40 ragazze nel suo Paese.
Un'astrofisica della Nasa, Amy Mainzer, ha deciso di chiamare 'Malala' un asteroide che aveva scoperto cinque anni fa in suo onore.
Books
Malala racconta in questa autobiografia la sua incredibile esperienza, pubblicata dalla casa editrice inglese Little Brown l'8 ottobre 2013.

La ragazza ha presentato il suo libro così: "Voglio raccontare la mia storia, ma sarà anche la storia di 61 milioni di bambini che non possono ottenere l'educazione, voglio che sia parte della campagna che conduco per dare a ogni ragazzo e ragazza il diritto di andare a scuola. È il loro diritto fondamentale".

Pagina ufficiale Facebook: https://it-it.facebook.com/IoSonoMalala.IlLibro

"I Am Malala"
Books (2)
"Storia di Malala"
Il libro inizia con l’attentato del 9 ottobre 2012.
Viene soccorsa inizialmente in un ospedale
militare in Pakistan, ma poi viene trasportata in Inghilterra a Birmingham per essere curata, come già abbiamo detto. Dopo questo capitolo comincia la storia degli anni precedenti, che ci spiega i motivi dell’attentato
Quando il flashback si conclude, ritroviamo Malala che si risveglia al Queen Elizabeth Hospital di Birmingham. La ragazza è salva e ricomincia una nuova vita nella sua nuova scuola in Inghilterra, dove inizierà a studiare scienze politiche, diritti sociali e legge.

Viviana Mazza, giornalista del "Corriere della Sera", scrive per la redazione Esteri, seguendo storie di donne e di uomini dall'Alaska al Pakistan. Nel 2010 ha vinto il Premio giornalistico Marco Luchetta, dedicato ai bambini vittime della guerra. Per Mondadori ha pubblicato Storia di Malala, che le è valso il Premio Letterario internazionale Nino Martoglio e il premio Giovanni Arpino.
Credits
Il
Malala Day
, il 14 luglio, è un giorno per celebrare Malala, ed anche un'occasione per tutti i bambini
del mondo per alzare la voce ed essere ascoltati.
È un giorno per alzarsi in piedi e dire al mondo
che siamo più forti dei nemici dell'istruzione e
più forti della violenza che minaccia le ragazze,
i bambini e le donne, impedendo loro di condurre
una vita felice e produttiva.
Un'organizzazione che rappresenta le scuole private in Pakistan ha tenuto, il 10 novembre dello scorso anno, un
"
I’m not Malala-day
". Questo perché il suo libro di memorie non vede di buon occhio il romanziere Rushdie il quale è stato accusato di bestemmiare l'Islam nel suo libro "I versetti satanici", che è al centro di una grande spirale di minacce.
Nel 1988 lo scrittore indiano Salman Rushdie scrisse il libro "I Versetti Satanici" (in inglese: "The Satanic Verses"), giudicato blasfemo da parte dei regimi islamici fondamentalisti dall'epoca, tra cui l'Iran. La pubblicazione del libro provocò una fatwa di Khomeyni che decretò la condanna a morte in contumacia del suo autore. Rushdie dovette così rifugiarsi in Gran Bretagna per diversi anni nel timore che la sentenza fosse eseguita dai fedeli islamici. Il suo divenne un emblematico caso internazionale dell'intolleranza religiosa. Anche chi ebbe a che fare con l'opera di Rushdie ne subì delle conseguenze. Il 3 luglio 1991 venne pugnalato, fortunatamente non a morte, nella sua abitazione milanese Ettore Capriolo, traduttore del libro in italiano. Una sorte peggiore toccò al traduttore giapponese, Hitoshi Igarashi, che venne ucciso a Tokyo il 12 luglio, mentre l'editore norvegese, William Nygaard fu ferito a colpi d’arma da fuoco nell'ottobre del 1993.
Out of curiosity

FILM
:
Mohsin Abbas è un premiato giornalista, regista, scrittore e attivista della libertà d'espressione. Ha lavorato per dieci anni alla BBC Urdu, che ha reso noto il blog di Malala.
CANZONE
: La canzone di Claudio Gabelloni dedicata a Malala viene composta a partire dall’ottobre 2012 quando durante la trasmissione di Rai 3 "Alle falde del Kilimangiaro" la conduttrice, Licia Colò, comunica in diretta la notizia dell'attentato a Malala.
Interview
Comparison
Ovviamente, ci sono numerose e profonde differenze fra le due ragazze, trattandosi di epoche completamente diverse e di due religioni differenti.
Tuttavia, si notano molte affinità fra le due, prime fra tutte quella di aver scritto un diario (per Anna Frank cartaceo, per Malala un blog online), e quella di avere entrambe un ideale che le contraddistingue e che le spinge a battersi (nei loro limiti), spesso rischiando la vita.
Questo nostro breve pensiero è appoggiato da una frase di Gillian Walnes, co-founder dell'associazione "The Anna Frank Trust UK" nel 1990 e suo Direttore Esecutivo per 24 anni: "Malala is one of the most remarkable people we have encountered, both, as a teenager and an educator, and is as inspirational a face as Anne Frank."
Full transcript