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L'Annunciazione

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by

Giorgio Figura

on 24 November 2014

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Transcript of L'Annunciazione

Il racconto dell'annunciazione
E' l'evangelista Luca che nel suo Vangelo che ci racconta come Maria riceve dall'angelo Gabriele l'annuncio della nascita del figlio Gesù
Maria ricevuta dall'Angelo la notizia che anla cugina Elisabetta aspettava un Bambino, sapendo che la cugina Elisabetta era anziana decide di recarsi da lei per aiutarla e per gioiere con lei per questa bella notizia.
Al tempo in cui sulla Palestina re­gnava Erode, tra i sacerdoti che a turno prestavano servizio nel tem­pio di Gerusalemme c'era un uomo di nome Zaccaria. Egli era ormai molto avanti negli anni, e così era anche sua moglie Elisabetta. Zaccaria e Elisabetta erano buo­ni, preoccupati di osservare in tutto la legge del Signore; ma avevano un dispiacere: il Signore non aveva concesso loro di avere un figlio, benché lo avessero pregato tanto.
La nascita di Giovanni
Maria, che stava per divenire la ma­dre di Gesù, rimase con la sua pa­rente Elisabetta fino a quando a quest'ultima nacque il bimbo an­nunciato dall'angelo al padre incre­dulo, Zaccaria. Proprio perché ave­va dubitato delle parole dell'inviato di Dio, Zaccaria era rimasto muto. Otto giorni dopo la nascita, secon­do l'usanza, bisognava dare il nome al bambino. Poiché il padre non poteva parla­re, i parenti pensarono che il bambi­no dovesse essere chiamato Zacca­ria. Ma Elisabetta intervenne e disse: «No, si chiamerà Giovanni!» «Giovanni?» chiesero gli amici e i parenti. «Perché? Nessuno nella tua famiglia porta questo nome». Poi fecero segni al padre del bambino, che non poteva parlare, per sapere come voleva che lo si chiamasse. Zaccaria, spiegandosi a segni, si fece dare una tavoletta e vi scrisse sopra: «Giovanni è il suo nome». E non appena ebbe scritto il nome del bambino, proprio come l'angelo Gabriele aveva annunciato, Zacca­ria recuperò l'uso della parola, e in­nalzò un inno di lode al Signore.
Maria da Elisabetta
Image by Tom Mooring
L'Annunciazione
L'angelo parla a Zaccaria
Un giorno in cui era di servizio nel tempio, toccò a Zaccaria entrare nel Santo, la stanza dove soltanto i sacerdoti potevano entrare, ad offri­re al Signore l'incenso, mentre fuori il popolo attendeva pregando. Era dunque intento a mettere l'incenso sul braciere, collocato so­pra l'altare d'oro, quando Zaccaria vide un angelo del Signore, in piedi alla destra dell'altare. A quella apparizione egli fu preso da timore; ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria! Il Signore ha ascoltato le tue preghiere, e con­cede a te e a tua moglie Elisabetta di avere un figlio, al quale metterai nome Giovanni».
Zaccaria dubita
Il sacerdote Zaccaria aveva dubitato di poter divenire padre di un bam­bino; per questo l'angelo Gabriele gli aveva detto: «Come segno che dico la verità, resterai muto fino a quando quello che ti ho annunciato si avvererà». E difatti Zaccaria, uscito dal tem­pio, non riusciva più a parlare, e con la folla che lo stava attendendo dovette cercare di spiegarsi a gesti. Allora tutti compresero che nel tem­pio egli aveva avuto una visione. Concluso il suo servizio, Zaccaria tornò a casa, e dopo qualche tempo sua moglie Elisabetta si accorse che l'annuncio del Signore stava per realizzarsi: ella sarebbe diventa­ta madre di un bambino. Si rese conto che questo era dovuto a un grande favore da parte di Dio, e al­lora ringraziò con tutto il cuore il Si­gnore, che aveva esaudito la sua preghiera. Quel bambino, di cui lo stesso angelo Gabriele aveva indicato il nome, era Giovanni, che significa "Dio è favorevole".
Luca: 1,26-38
Nel sesto mese, L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrato da lei disse: " Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo disse: "Non temere, Maria, perchè hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine ". Allora Maria disse all'Angelo: "Come è possibile? non conosco uomo". La rispose l'Angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: Nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del signore, avvenga su di me quello che hai detto". E l'Angelo parti da lei
Zaccaria
Sacerdote del Tempio
L'angelo Gabriele annuncia a Maria la nascita del figlio Gesù
Per gli Ebrei la nascita di un figlio indicava che la grazia del Signore era entrata in quella famiglia.
Maria era sicuramente felice per la grazia ricevuta dalla cugina Elisabetta.
Langelo appare a Giuseppe
Maria stava per diventare la madre del Figlio di Dio. Ella era fidanzata a Giuseppe, un umile falegname di Nazaret che era però un discenden­te del grande re Davide. Quando seppe che Maria, la sua promessa sposa, stava per diventa­re la madre di un bimbo, Giuseppe pensò di liberarla dalla promessa. Ma un angelo gli apparve, e gli spiegò: «Giuseppe, non esitare a prendere come tua sposa Maria: il suo bimbo è Figlio di Dio!» L'angelo gli disse anche il nome del bambino: Gesù, che significa "Dio è Salvatore", e aggiunse: «E’ proprio il nome giusto, perché quel bambino, Figlio di Dio, salverà il suo popolo dai suoi peccati». Allora Giuseppe ricordò tante cose dette dai profeti e scritte nei li­bri sacri che si leggevano ogni saba­to nella sinagoga. Ricordò in parti­colare che il profeta Isaia aveva par­lato di una donna non sposata che avrebbe avuto un figlio, chiamato Emmanuele, nome che significa “Dio è con noi”. Il bambino di Maria era dunque lui l'Emmanuele, Dio che si faceva uomo come noi per stare con noi! Giuseppe si sentì il cuore pieno di amore per Dio, che realizza cose meravigliose e adempie alle pro­messe, e si rese conto di quale grande incarico riceveva in quel momento da Dio: essere il custode, il protettore del Figlio di Dio
Annunciazione
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