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Riscoperta dei Classici

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by

Rossa Scarlo Alissi

on 19 April 2015

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Transcript of Riscoperta dei Classici

Riscoperta dei Classici
Così facendo, autori come Virgilio e Aristotele, vengono riletti e reinterpretati come modelli di eleganza, armonia, equilibrio e dignità. Sulle orme di Petrarca, il culto e l'ammirazione per gli autori classici, producono un febbrile lavoro di ricerca dei testi antichi perduti o dimenticati in età medioevale, a cui si accompagna l'impegno a riportare i testi già noti a una forma corretta e più vicina all'originale. La filologia e l'interpretazione letteraria divengono i fondamenti di una nuova civiltà.
la filologia offre agli umanisti i modi per ricercare lo spirito degli antichi, ritrovare nelle loro parole la difesa di valori umani profondi.
Filologia
I "Barbari" non furono tali per avere ignorato i classici, ma per non averli compresi nella verità della loro situazione storica.
~Garin
Humanitas
Umanesimo-Classicismo
Il nuovo modello umanistico poggia sulla volontà di riscoprire la cultura antica nei suoi valori originali; ne consegue il desiderio di una maggiore e più completa conoscenza della lingua e della storia dei classici.
«Homo sum, humani nihil a me alienum puto»
-Terenzio
L'Umanesimo è la cultura della civiltà rinascimentale. I concetti di Umanesimo e Rinascimento sono per molti aspetti una sovrapposizione, dunque hanno una stretta vicinanza; tuttavia il primo sottolinea in modo particolare il momento ideologico-culturale, la consapevolezza che di sé ebbe il nuovo periodo storico, mentre il secondo si riferisce soprattutto alle manifestazioni artistiche e ai fenomeni di costume, alla civiltà nel suo complesso.
Etimologia: ← dal lat. philologĭa(m), dal gr. philologhía, comp. di philo- ‘filo-’ e -loghia ‘-logia’; propr. ‘amore per le lettere’.
I classici vengono "ri-scoperti" perché si impara a leggerli in una prospettiva storica nuova, ricavando da essi gli insegnamenti basilari per la costruzione della propria cultura.
La Parola Umanesimo implica di per sè la conoscenza di una differenza tra Humanitas e Divinitas, tra mondo umano-naturale e mondo religioso, e fra Humanae Litterae e Divinae Litterae, cioè tra la scrittura dedicata al mondo umano-naturale e quella invece consacrata a quello divino.
Preumanesimo
Nel Medioevo ogni tipo di scrittura veniva considerata sotto la prospettiva religiosa. Una tendenza alla laicizzazzione della cultura era emersa nel secolo XIII, mentre in quello successivo sono evidenti quei fenomeni culturali che vengono definiti in genere "preumanesimo".
Il concetto di Humanitas serviva a sottolineare una proprietà tipica degli uomini, il desiderio di conscenza che li distingue fra tutti gli esseri animati e a cui deve essere subordinata, nella concezione umanistica, la vita del saggio.
La riscoperta del mondo classico costituisce la indispensabile premessa culturale del Rinasciemento. La rinascita degli studi classici e l'inizio di un'epoca, dopo i "secoli bui" del Medioevo si possono racchiudere nella parola "Rinascenza".
Il concetto è poi ripreso nel '700 dagli Illuministi. La nozione di Rinascimento si impone solo a partire da un celebre saggio dello studioso svizzero J. Burckhardt, uscito nel 1860, con il titolo "La Civiltà del Rinascimento in Italia".
Il passato non viene ingenuamente assimilato all'oggi, bensì considerato nella sua autonomia, come una realtà diversa e lontana, e dunque separato dal presente.
Il senso del passato
La Divisione del Medioevo
La prima fase raggiunge il momento del suo massimo splendore nella Firenze di Lorenzo de' Medici; nella seconda si manifestano forti momenti di crisi religiosa con la nascita della Riforma Protestante e, in Italia, di crisi politica, in seguito alla crescente debolezza del particolarismo che caratterizza la nostra penisola
Collegamento con l'età classica
Per quanto riguarda il tempo, l'elemento di maggior novità stà nel rapporto con il passato. Si teorizzano infatti una rottura profonda con il Medioevo e un collegamento diretto con l'età classica, mitologicamente concepita, nell'immaginario quattrocentesco, come una sorta d'età dell'oro da far rivivere al presente. L'uomo quattrocentesco non si sente schiacciato, dal paragone con le epoche classiche, ma spinto a imitarle o addirittura a rivaneggiare con esse. Per quanto riguarda il dibattito tra "Antichi" e "Moderni", investendo il concetto di imitazione, nessuno pone in discussione che si debba imparare dagli antichi, dato che si sono rifatti direttamente alla natura che insegnano, ma non bisogna limitare ad imitarli.
La cultura Preumanistica
A partire dal Trecento cambia profondamente il modo di guardare al mondo classico: gli intellettuali (Boccaccio e Petrarca) avvertono la necessità di riavvicinarsi allo spirito più puro della classicità attraverso una rinnovata interpretazione dei testi antichi. Si costituiscono circoli e cenacoli di dotti che contribuiscono a diffondere questo nuovo interesse. Anche la civiltà medievale ha contribuito alla conservazione delle opere degli autori classici, ma l'interesse per la classicità è giunto solo in un'età dove la società era mutuata in senso borghese e moderno.
Per Garin, uno dei massimi studiosi della civiltà dell'umanesimo, la vera novità non consiste nella scoperta del mondo antico, ma nella creazione di un mito dell'antichità riscoperta.
La diatriba tra teologia e poesia
Il Medioevo aveva posto la teologia al vertice di tutte le altre discipline: solo la discussione e l'interpretazione dei testi sacri era considerata un'attività degna dei dotti. Per la civiltà medievale il mondo classico era negativamente segnato dal marchio del paganesimo e l'unica possibilità di una lettura delle opere degli antichi era la loro reinterpretazione in chiave cristiana.
Per cogliere il senso della civiltà umanistica bisogna comprendere il dissidio di molti letterati a cavallo tra Tre e Quattrocento, i quali erano impossibilitati a conciliare una religiosità vissuta come testimonianza non superficiale e unire la passione per il piacere del bello e della cultura.
Entusiasmo e ottimismo
Grazie al lavoro della cultura monastica, con l'attività di conservazione e riproduzione dei manoscritti, non sono andate perdute le principali opere della letteratura latina e classica.
Per gli umanisti l'obbiettivo era avvicinarsi il più possibile al pensiero degli antichi con la necessità di liberare il mondo classico dalle incrostazioni dei secoli (nascita della Collatio da Poliziano).
Si diffonde, come una febbre nei circoli dei dotti umanisti, l'entusiasmo per il ritrovamento di un'opera classica ritenuta perduta.
NON VIETARMI GLI STUDI CLASSICI!
DALL'EPISTOLA A FRA GIOVANNI DA SAMMINIATO
Il testo presentato costituisce una delle testimonianze della polemica che oppose i cultori della poesia classica ai seguaci più osservanti e rigidi dell'ortodossia cattolica.
in sintesi è la risposta di Salutati a un frate che lo aveva messo in guardia dalla pericolosità dei testi classici. Per l'autore nella cultura classica i contenuti e le verità sono gli stessi che discendono da Dio, trascurando l'ortografia.
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