Loading presentation...

Present Remotely

Send the link below via email or IM

Copy

Present to your audience

Start remote presentation

  • Invited audience members will follow you as you navigate and present
  • People invited to a presentation do not need a Prezi account
  • This link expires 10 minutes after you close the presentation
  • A maximum of 30 users can follow your presentation
  • Learn more about this feature in our knowledge base article

Do you really want to delete this prezi?

Neither you, nor the coeditors you shared it with will be able to recover it again.

DeleteCancel

Make your likes visible on Facebook?

Connect your Facebook account to Prezi and let your likes appear on your timeline.
You can change this under Settings & Account at any time.

No, thanks

La gestione delle lesioni da pressione

No description
by

Fabiano Varani

on 11 October 2014

Comments (0)

Please log in to add your comment.

Report abuse

Transcript of La gestione delle lesioni da pressione

GESTIONE DELLE
LESIONI DA PRESSIONE

Nella genesi delle LDP rivestono un ruolo importante:
Fattori estrinseci o locali


Pressione prolungata
Frizioni
Umidità

Fattori intrinseci o generali
Età
Ridotta mobilità
Malnutrizione
Disidratazione
Deficit di circolo
Ridotta sensibilità dolorifica
Obesità o magrezza eccessive
Ridotta elasticità cutanea
SCALE DI VALUTAZIONE
Per identificare e quantificare i fattori di rischio sono state elaborate Scale di Valutazione che permettono una standardizzazione del rischio.

La
Scala di Braden
, a differenza delle altre esistenti, risulta essere
dotata di maggiore sensibilità e specificità, garantendo una
valutazione oggettiva del rischio e rendendo più semplice la scelta dei presidi da utilizzare.

La valutazione è basata sull'analisi di vari fattori, quali:
PERCEZIONE SENSORIALE, UMIDITA', ATTIVITA', MOBILITA', ALIMENTAZIONE

Un punteggio complessivo UGUALE o INFERIORE a 16 deve essere
considerato a rischio.



STADIAZIONE
STADIO 2
Lesione a spessore parziale di derma che si
presenta come ulcera superficiale aperta
LE SUPERFICI ANTIDECUBITO
Si tratta di supporti o dispositivi atti a ridistribuire o scaricare la pressione
di contatto esercitata dal corpo su un piano di appoggio, con l'obiettivo di contribuire alla cura e alla prevenzione delle lesioni da decubito.
Per essere efficaci devono intervenire sulle cause estrinseche che determinano la genesi di una lesione e quindi hanno lo scopo di garantire:
La riduzione della pressione del corpo sul piano di appoggio
La riduzione delle forze di attrito e stiramento
La dispersione di calore e di umidità
Il mantenimento di una postura corretta
DEFINIZIONE
Le lesioni da pressione sono soluzioni di continuo che interessano la cute ed i tessuti molli sottostanti, causate da ischemia tissutale derivante da una prolungata compressione di tali strutture contro prominenze ossee.

La lesione si verifica quando la forza comprimente, applicata per un periodo sufficientemente lungo, è maggiore della pressione sanguigna nel distretto arterioso capillare, determinando un'ischemia.

La rottura della cute rende manifesto il danno presente nel tessuto sottostante.
L'obiettivo è di individuare precocemente lo stadio del danno tissutale e conoscerne
la progressione al fine di ottimizzare le risorse più idonee alla riparazione.
STADIO 1
Eritema persistente che non
si risolve alla digitopressione
STADIO 3
Lesione con perdita cutanea a tutto spessore
Grasso visibile. Osso, tendine e muscolo

NO
STADIO 4
Lesione con perdita di tessuto a tutto spessore
con esposizione di osso, tendine o muscolo

ESCARA
Porzione di tessuto con processi necrotici.
Non è possibile fare stadiazione in sua presenza

SOVRAMATERASSO CUSCINO LETTO ANTIDECUBITO MATERASSO
MEDICAZIONI AVANZATE

IDROCOLLOIDI

Medicazioni composte da polimeri, con capacità di assorbire fluidi.
Mantengono il microclima ideale se non c'è flogosi o troppo essudato.
Indicate per lesioni da lievemente a moderatamente essudanti.
ALGINATI
Hanno buona capacità di assorbimento ma non di ritenzione.
Indicati in caso di lesioni essudanti, promuovono l'autolisi.
Rappresentano la prima scelta in caso di ulcera emorragica.
SCHIUME IN
POLIURETANO
Creano microambiente ottimale per il processo riparativo fisiologico.
Ottime capacità di assorbimento e ritenzione dei fluidi in eccesso,
prevenendo attivamente la macerazione del bordo perilesionale.
Allungano significativamente il tempo di sostituzione della medicazione
in caso di lesioni da mediamente ad altamente essudanti.



MEDICAZIONI CON
ARGENTO
Contengono ioni argento che agiscono sui batteri:
Distruggendo la membrana cellulare
Interagiscono con enzimi utili alla respirazione cellulare
Interagiscono con DNA batterico impedendo proliferazione
GRAZIE PER

L'ATTENZIONE
IDROGELI


COLLAGENASI
Forniscono la necessaria umidità
a lesioni secche, necrotiche o fibrinose.
Facilitano il debridement autolitico in
associazione a medicazioni occlusive.

Medicazioni a base di enzimi proteolitici
favoriscono la rimozione di fibre collagene
promuovono il debridement enzimatico
riducendo il rischio di infezioni batteriche.
Ad ogni rinnovo della medicazione, per la detersione della lesione è raccomandato l'utilizzo di soluzione salina o acqua sterile
In presenza di biofilm si raccomanda l'utilizzo di PHMB (Prontosan)
Per l'effetto citotossico sul tessuto di granulazione sano non è raccomandato l'uso di BETADINE, CLOREXIDINA, ACQUA OSSIGENATA
Per scegliere la medicazione più idonea si effettua una
"Lettura della lesione"
T

I

M

E
TESSUTO NON VITALE
O CARENTE
INFEZIONE O
INFIAMMAZIONE
MACERAZIONE
O SECCHEZZA
EPIDERMIDE
Presenza di materiale necrotico da asportare tramite Debridement (Chirurgico, Meccanico, Enzimatico, Autolitico)
per riacutizzare la lesione e procedere alla guarigione
Rimozione delle parti infette (debridement), necessità di terapie antimicrobiche sistemiche, uso di inibitori delle proteasi, controllo delle infezioni
Riduzione dell'essudato fino a livelli propri delle lesioni acute
Non eccedere in secchezza (rallenta migrazione epiteliale)
Non eccedere in umidità (macerazione dei margini della lesione)
Margini non proliferativi o sottominati. Valutare per debridement
eventuali innesti cutanei, staminali o tecniche avanzate
TRATTAMENTO DELLE LDP
IN BASE ALLO STADIO

Impedire il peggioramento con mobilizzazione, uso di presidi idonei,
ridurre cuneo di pressione sulla sede, uso di pasta all'ossido di zinco





Favorire la riepitelizzazione con mobilizzazione, uso di presidi idonei,
ridurre cuneo di pressione sulla sede.
Lesione essudante: Lesione non essudante:



idrofibra, alginati placca idrocolloide
schiuma in poliuretano (se fibrina/necrosi uso idrogeli)

Lesione con flittene: Lesione con tessuto devitalizzato:
forare senza rimuovere il tetto, eseguire debridment autolitico(idrogeli)
idrocolloide o schiuma in poliuretano o enzimatico (collagenasi)

Asportare l'eventuale tessuto necrotico, assorbire l'essudato in eccesso, favorire la granulazione
Lesione essudante: Lesione moderatamente essudante con fibrina/slough/necrosi molle:
idrofibra, alginato, idrogel o collagenasi su zone necrotiche, riempire cavità con idrofibra
schiuma in poliuretano o alginato, coprire con idrocolloide o schiuma in poliuretano



Prevenire l'infezione locale e sistemica, asportare il tessuto necrotico, assorbire l'essudato, favorire i processi
di guarigione
Lesione essudante: Lesione moderatamente essudante con fibrina/slough/necrosi molle:
applicare idrofibra/alginato idrogel o collagenasi su zone necrotiche, riempire cavità con idrofibra
o schiuma in poliuretano cavitaria o alginato, coprire con idrocolloide o schiuma in poliuretano
in base alla quantità di essudato
STADIO
1
STADIO
3




STADIO
2
STADIO
4
Full transcript