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Al-di-là dell'Arte

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by

Gabriele Conterio

on 8 March 2014

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Transcript of Al-di-là dell'Arte

€ 1.25
Martedì, 04 Marzo 2014
Vol XCIII, No. 311
Intervista al team ideatore del progetto
Neoluoghi's Newspaper
Un evento Al-di-là dell'Arte
Finalmente aperta al pubblico la prima mostra che usa l'arte per raccontare l'arte.
Quando l'arte porta lo spettatore nell'ultraterreno, ci pensa Dante.
Selva Oscura
Inferno Dantesco
Inferno nell'arte
Purgatorio dantesco
Purgatorio nell'arte
Ascesa al Paradiso
Paradiso
Buongiorno e benvenuti a tutti voi; prima di ogni cosa vorrei ringraziarvi per aver accettato il nostro invito per presentare, in anteprima, il contenuto del vostro progetto.
Spiegateci il senso di questa mostra.
Prende la parola
Gabriele Conterio
, project manager: "Nasce dall'esigenza di esporre come l'arte e gli artisti, nel corso della storia, hanno rappresentato il mondo ultraterreno e di quanto e come, la descrizione dantesca, abbia segnato il modo di immaginare l'aldilà sino ai giorni nostri."
E l'alternanza fra pittori italiani e stranieri?
"La presenza di autori italiani mira a sedimentare la cono-scenza dell’arte contempo-ranea italiana, sia che si tratti di autori noti sia di autori fuori dai canonici percorsi didattici. Il ricorso ad opere straniere mira a dare un afflato internazionale al percorso ed è un omaggio agli autori che eminentemente sono stati interpreti del tema."
Quali difficoltà avete dovuto superare per realizzare questa mostra?
Prende la parola
Biagio Perreca
, architetto proget-tista dello spazio espositivo: "L'idea era quella di rappresentare l'irrazionalità di un cammino ultraterreno e ciò contrastava con lo schematismo planimetrico di un edificio che ospiti una mostra; abbiamo quindi sposato un'idea progettuale fatta di pannelli modulari su cui raffigurare il cammino dantesco che consentono l'adattabilità di questa mostra a qualsiasi spazio espositivo.
Chi sono i destinatari finali?
Come detto dal mio collega, l'arte è di tutti. Il progetto prevede una stratificazione che lo rende appetibile sia ai giovani, attraverso un ampio ricorso alla realtà aumentata resa possibile attraverso l'uso di occhiali distribuiti all'ingresso, sia alle persone che vogliano immergersi
tout court
nell'arte e nella divinità della commedia.
G. Conterio, I. Giacalone, B. Perreca, M.E. Russo: idee innovative alla base un progetto vincente.
Quando nasce l'idea alla base di questo progetto?
Nasce vedendo un artista, Benigni, raccontare un'opera d'arte, La Divina Commedia.
Solo la sensibilità di un artista riesce ad enucleare il sublime di un'opera d'arte; purtroppo l'arte non sempre riesce a comunicarsi, ed ha bisogno del "comico" per arrivare a tutti, dagli illustri professori ai meno acculturati. Noi abbiamo pertanto deciso di usare il sommo poeta per raccontare l'arte: da ciò deriva "l'arte che racconta l'arte", poiché l'arte è di tutti ed a tutti deve tornar
e."
In base a quale criterio sono stati selezionati i dipinti esposti?
Interviene
Maria Emiliana Russo
, direttrice artistica della mostra: "
Dal XIV secolo ai nostri giorni tantissimi artisti hanno voluto confrontarsi con la Divina Commedia trasformandola in immagini. Limitare la scelta alle sole opere compiute tra il XIX e XX secolo risponde alla volontà non soltanto di dimostrare il fascino e l’attualità corrente dell’opera dantesca, ma anche di proporre, dei brani scelti, nuove elaborazioni, spesso sconosciute, al fine di creare nuove narrazioni."
E l'incrocio con le terzine dantesche?
Prende la parola
Ilaria Giacalone
, consulente esterno esperto di terzine dantesche: "Gli autori scelti hanno trova-to nella Divina Commedia una fonte di ispirazione, tradu-cendo la potenza espressiva delle terzine dantesche in visioni personali. Affiancare alle opere le parole che le hanno ispirate rigenera il potente legame tra le due differenti espressioni artis-tiche che, messe a contatto, si amplificano vicendevolmente stimolando la partecipazione emotiva e facilitando la loro comprensione."
Illuminazione minima, "lunare", per garantire la sensazione di smarrimento e l'immersione immediata.

Presenza di rumori tipici e foschia per sfumare uno sguardo che verrà attirato da giochi di ombre in movimento.
Realtà aumentata
Attraverso gli occhialini sarà possibile intravedere delle presenze animalesche fra gli alberi, quasi eteree, che rievochino l'incontro dantesco con le fiere.

Spempre attraverso l'uso degli occhialini verrà mostrato il sentiero da percorrere per trovare il cammino che conduca all'esterno della "
selva selvaggia".
Sensorialità
Sensorialità
Illuminazione dal basso con dominanza dei toni rossi.

Percorso olfattivo che riporti lo spettattore a vivere l'esperienza in prima persona.

Presenza sui pannelli di installazioni materiche che portino lo spettatore a toccare le opere: vietato non toccare!

Abbassamento della temperatura della stanza attraverso la climatizzazione per far ricorso a tutta la sensorialità al fine di creare una sensazione di alienazione.
Extrasensorialità
Extrasensorialità
In questa stanza dalla geometria regolare verranno installati dei pannelli modulari che renderanno il cammino irregolare e labirintico.

Su questi pannelli alcuni artisti contemporanei raffigureranno l'inferno dantesco, girone dopo girone, fino al raggiungimento della giudecca.
Caratteristiche
Innalzamento della temperatura per creare un contrasto con la stanza precedente.

I pannelli/pareti del percorso verranno disposti ravvicinati, quasi a simboleggiare la solitudine del percorso interiore e a ricreare un effetto quasi clautrofobico

Per aumentare l'immersività, la sensazione di discesa verrà creata inclinando i disegni di 45°.
Realtà aumentata
Attraverso gli occhialini sarà possibile avere approfondimenti sul canto dantesco in cui ci si trova, con la spiegazione della colpa e della punizione e di come Dante l'abbia rappresentato in rima.
Siamo giunti nella giudecca: l'illuminazione aumenta, ma l'attenzione deve essere tutta rivolta alle opere, illuminate da faretti dedicati che le facciano risplendere come se l'opera stessa fosse la sorgente di luce.

La stanza ha uno spazio espositivo irregolare.


Caratteristiche
Esempi di opere esposte in questa sala
Inferno I, 1-6

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura.
Smarrimento di Dante in una selva oscura - A. Sassu
La porta dell'inferno - W. Blake
Inferno III, 1-9

"Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'eterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore:
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e 'l primo amore.
Dinanzi a me non fuor cose create
se non eterne, e io eterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate"
Realtà aumentata
Attraverso gli occhialini sarà possibile avere approfondimenti sulle opere, sugli autori ed eventuali altri sottotematismi che potrebbero essere inseriti nella mostra.
Sensorialità
La sensorialità in questo spazio non verrà alterata: lo scopo è creare un ambiente estremamente "normale".
Caratteristiche
Usciti dall'inferno, si attraversa il purgatorio dantesco ricostruito facendo ricorso ai pannelli modulari.

I dipinti raffigureranno l'ascesa verso il Paradiso.
Extrasensorialità
In lontananza, celati allo sguardo diretto, un gioco di luci e suoni attirerà la curiosità dell'utente che inizierà a camminare aspirando di raggiungere quel luogo per soddisfare la sua sete di sapere.
Realtà aumentata
Replicato lo schema presentato nell'inferno dantesco.
Purgatorio I, 115-132

L'alba vinceva l'ora mattutina
che fuggia innanzi, sì che di lontano
conobbi il tremolar de la marina.
Noi andavam per lo solingo piano
com'om che torna a la perduta strada,
che 'nfino ad essa li pare ire in vano.

Quando noi fummo là 've la rugiada
pugna col sole, per essere in parte
dove, ad orezza, poco si dirada,
ambo le mani in su l'erbetta sparte
soavemente 'l mio maestro pose:
ond'io, che fui accorto di sua arte,

porsi ver' lui le guance lagrimose:
ivi mi fece tutto discoverto
quel color che l'inferno mi nascose.
Venimmo poi in sul lito diserto,
che mai non vide navicar sue acque
omo, che di tornar sia poscia esperto.
La spiaggia del purgatorio - Guttuso
Purgatorio III, 136-145

«Vero è che quale in contumacia more
di Santa Chiesa, ancor ch'al fin si penta,
star li convien da questa ripa in fore,

per ognun tempo ch'elli è stato, trenta,
in sua presunzion, se tal decreto
più corto per buon prieghi non diventa.

Vedi oggimai se tu mi puoi far lieto,
revelando a la mia buona Costanza
come m'hai visto, e anco esto divieto;
ché qui per quei di là molto s'avanza».
Esempi di opere esposte in questa sala
Siamo giunti nel paradiso terrestre: l'illuminazione preannuncia il crescendo emozionale, ma la scelta cromatica deve ricadere su un pattern di colori neutri.

L'ambientazione è quella che ci aspetteremmo in un museo tradizionale.

La stanza ha uno spazio espositivo regolare.
Caratteristiche
Realtà aumentata
Attraverso gli occhialini sarà possibile avere approfondimenti sulle opere, sugli autori ed eventuali altri sottotematismi che potrebbero essere inseriti nella mostra.
Caratteristiche
L'ascesa non deve essere figurativa ma reale.

Ideale sarebbe un'ascensore che conduca ad un piano sovrastante rispetto alle due cantiche precedenti, ma anche un'ampia scalinata produrrebbe un effetto analogo.

Ampio utilizzo di vetro per consentire allo sguardo di volgersi sino alla volta celeste.
Esempi di opere esposte in questa sala
Paradiso XXIII, 80 - 86

Come a raggio di sol che puro mei
per fratta nube, già prato di fiori
vider, coverti d'ombra, li occhi miei;

vid'io così più turbe di splendori,
folgorate di sù da raggi ardenti,
sanza veder principio di folgóri.
Paradiso XXXIII, 99-107

Così la mente mia, tutta sospesa,
mirava fissa, immobile e attenta,
e sempre di mirar faceasi accesa.
A quella luce cotal si diventa,
che volgersi da lei per altro aspetto
è impossibil che mai si consenta;
però che 'l ben, ch'è del volere obietto,
tutto s'accoglie in lei, e fuor di quella
è defettivo ciò ch'è lì perfetto.
Paradiso XXXIII - A. Marcucci
Gli splendori nel cielo delle stelle fisse - A. Sassu
In un angolo di questa stanza è previsto un corner shop avente due scopi:


Corner Shop
Immortalare l'emozione nell'istante stesso in cui viene vissuta, dando al fruitore la possibilità di effettuare un acquisto "emozionale".
Creare un momento di chill out che predisponga il fruitore ad un nuovo pattern emozionale.
Anche in questa stanza è previsto un corner shop avente i medesimi scopi precedentemente esposti.
Corner Shop
Anche in questa stanza è previsto un corner shop avente i medesimi scopi precedentemente esposti.
Corner Shop
Realtà aumentata
Attraverso gli occhialini sarà possibile avere approfondimenti sulle opere, sugli autori ed eventuali altri sottotematismi che potrebbero essere inseriti nella mostra.
Caratteristiche
Questa stanza poggia sull'ossimorico bisogno di coniugare l'apogeo emozionale e la preparazione del fruitore all'uscita dalla mostra: elemento portante dovrà pertanto essere il
synolon
fra sublime e soave ricorrendo all'elemento "luce" e ad effetti sonori coerenti allo scopo.

E' caratterizzata da un'armoniosa forma circolare e la libertà di spaziare allo sguardo è garatita dall'assenza di elementi ostativi.

Il punto di uscita deve essere differente da quello di ingresso, a simboleggiare la fine di un viaggio che porta il fruitore ad uno status differente da quello con cui è entrato.
In questo modo...
Pur camminando in piano...
Si avrà la sensazione della discesa
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