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Il crollo di Wall Street

Gli USA dagli "anni ruggenti" alle elezioni del 1932
by

Pamela Grisei

on 13 February 2016

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Transcript of Il crollo di Wall Street

Gli anni '20 sono segnati da un grande sviluppo socio-economico negli USA.
L'interdipendenza economica del dopo guerra
Il momento giusto per l'austerità al Tesoro è l'espansione, non la recessione.
Roaring twenties - ottimismo & jazz
I rapporti fra USA ed Europa
La "Grande depressione"
Suffragio femminile (1920), cambia l'immagine della donna.
$1.25
Tuesday, October 29, 1929
Vol XCIII, No. 311
Crisi di sovrappoduzione e "bolla speculativa"
Il crollo della Borsa nel 1929
Le inefficaci reazioni del governo americano
L'acquisto delle azioni, invece, continua a crescere -> i titoli di molte aziende in Borsa sono più elevati del loro reale valore sul mercatoto ("BOLLA SPECULATIVA"). Un meccanismo quasi automatico, porta a comprare le azioni per venderle appena aumentano di valore. Per alcuni mesi esso funzionò, non accorgendosi gli investitori della bolla che si era formata.
WALL STREET CRASH!
Gli USA aiutano la Germania che ripaga gli stati vincitori
Grazie agli aiuti americani del Piano Dawes, la Germania inizia a pagare le riparazioni di guerra: i capitali vanno dagli Usa alla Germania (le obbligazioni tedesche vengono comprate tutte a Wall Street), dalla Germania alle potenze vincitrici che, a loro volta, pagano i debiti di guerra contratti con gli Usa (11 miliardi).
L' Europa viene aiutata nella ripresa dai prestiti e dalle merci americane.
L’Europa diviene, negli anni '20, il principale mercato estero dei prodotti americani che rischiano l'eccesso di produzione (taylorismo e fordismo).
L'interdipendenza che si crea non genera vero sviluppo in Europa e sarà letale
al momento del crollo
di Wall Street.
"Il Grande Gatsby" (1925) di Francis S. Fitzgerald
Gli USA hanno avuto poche perdite in guerra e la loro economia ha sempre funzionato a pieno ritmo.

Politicamente, i presidenti successivi a Wilson (i repubblicani
WARREN HARDING, CALVIN COOLIDGE E HERBERT HOOVER
, artefici di un decennio di politica
LIBERISTA
), scelgono l'isolazionismo (NO ingresso Società delle Nazioni).

Il

Piano Dawes
del 1924 aiuta la distensione politica europea consentendo alla Germania di pagare una parte delle riparazioni (cfr. Accordi di Locarno del 1925).
Dal gold standard
(sistema aureo)
Introdotto nel 1816 in Gran Bretagna, è il sistema che fissa il valore di una moneta in grammi d'oro (es. 1 sterlina = 7,322 gr. d'oro puro).
Ciò significa che la cartamoneta è convertibile in oro o in monete d'oro equivalenti, in qualunque momento perchè le riserve auree presenti nella Banca d'Inghilterra coprono (o dovrebbero coprire) il valore del denaro circolante.
Al gold exchange standard
La Gran Bretagna nel 1925 ripristinò il sistema aureo sotto la nuova forma del "gold exchange standard" (sistema a cambio aureo) ovvero:
il valore della sterlina era di nuovo agganciato all'oro;
in più la sterlina veniva considerata un valore equivalente all'oro per la sua stabilità -> acquistare sterline aveva lo stesso valore che acquistare oro.
L'instabile sistema monetario post-bellico
Il Gold standard fu via via adottato da altri Paesi (Germani ed USA, in primis), ma venne sospeso ovunque, tranne che in USA, durante la Grande guerra quando gli Stati ebbero bisogno di stampare moneta in modo libero per pagare le armi (fu una delle cause dell'impennata inflazionistica).
Per garantire la vera converibilità in oro della sua moneta, la Banca centrale deve emettere tanta cartamoneta in base a quanto oro ha o deve sempre avere un quantitativo d'oro non inferiore ad una certa percentuale di banconote da essa stessa. L'oro viene liberamente comprato e venduto.
VANTAGGI del SISTEMA AUREO:
stabilità monetaria e dei prezzi.
La sterlina divenne un “sostituto” dell’oro e fu utilizzata sempre più al posto dell’oro nei pagamenti internazionali. Molte banche nazionali cominciarono ad investire in sterline riducendo gli investimenti aurei.
Debolezza del sistema:
• L’economia inglese non era più così forte da essere il perno della stailità mondiale.
•I rapporti di scambio fra le valute erano molto rigidi (dipendendo dal cambio aureo) e non permettevano alle banche nazionali di controllare le crisi economiche gestendo direttamente il valore della moneta nazionale (svalutazione, tasso di interesse).
Moralismo, razzismo, nessuna politica per le fasce deboli
Le ombre dello sviluppo americano
Piena consacrazione società di massa: cinema, TV, radio, jazz e charleston (diffusione in Occidente dell'American way of life).
Aumento vertiginoso dei beni di consumo durevole (auto, frigorifero, lavatrice, aspirapolvere, radio, tv, etc.)
Rischio di saturazione del mercato perché i beni di consumo durevoli non necessitano di essere ricambiati a breve
Forte aumento del "credito al consumo": sempre più spesso gli americani ricorrono a prestiti, mutui, pagamenti a rate, fiduciosi nell'economia in crescita ("se non ho i soldi ora, li avrò domani").
Rischi dell'aumento dei consumi
Aumento del PIL e del reddito pro-capite, elevata produzione a prezzi bassi, assorbita dalle esportazioni (in crescita fino al 1925): Usa prima nazione industriale nel mondo.
Proibizionismo (1919-1933), introdotto con il 18° emedamento alla Costituzione, vietava produzione, vendita, importazione e consumo di ogni tipo di alcolico, prodotto accusato di degradare la classi più basse della società americana.
Al Capone detto "Scarface", figlio di immigrati italiani di Chicago, è uno dei più noti gangster che, negli anni 20, fecero fortuna anche grazie alla vendita illegale degli alcolici.
Ku Klux Klan, nato nel 1865 nel Sud, ebbe una grande diffusione in tutto il Paese negli anni '20, attaccava neri, ebrei ed altre minoranze etniche e religiose.
"Immigration Act" (1924) introduce le quote di immigrati in base al Paese di provenienza allo scopo di limitare l'immigrazione da aree del mondo (Sud ed Est Europa, Africa ed Asia) sgradite perché non omogenee alla cultura WASP.
Aumenta la povertà nelle grandi città anche a causa dell'assenza di politiche sociali per mantenere bassa la spesa pubblica.
La paura del comunismo (Red Scare):
il caso Sacco e Vanzetti due emigrati italiani, operai, uccisi sulla sedia elettrica da innocenti accusati, senza prove, dell'omicidio di due impiegati, per il loro passato da anarchici (1927).
Nel dopoguerra imprenditori, finanzieri, banchieri e persino il ceto medio, scoprono il "divertimento" di investire i propri risparmi in Borsa per avere ingenti e rapidi guadagni (speculazione) -> ascesa continua degli scambi a Wall Street.
Fino al 1927, l'andamento positivo della Borsa corrisponde all’effettiva espansione dell’economia americana (= le azioni delle aziende USA valgono molto perchè fatturano molto).
Dal 1927-28, l'economia reale inizia a rallentare a causa della sovrapproduzione dei beni che non trovano più la stessa domanda di prima (si saturano per primi: edilizia, automobili) -> CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE.
Nel settembre 1929 il valore dei titoli scambiati aveva raggiunto il picco più elevato di sempre.
L'inizio delle vendite fino al crollo
Ad ottobre, gli speculatori cominciano a vendere i titoli (per realizzare i guadagni, ma anche perchè ci si accorge del rallentamento economico).
Il 24 ottobre 1929 (giovedì nero) la corsa alle vendite accelera improvvisamente e l’indice della borsa americana crolla di circa il 50% del valore (= le azioni vengono vendute a circa la metà di quanto erano costate) -> (quasi) tutti vogliono vendere e (quasi) nessuno compra più.
Il 29 ottobre 1929 (martedì nero) la Borsa tocca il punto più basso a seguito del "panic selling": il panico porta moltissimi risparmiatori (piccoli e grandi) a svendere le loro azioni, nella speranza di limitare le perdite -> in pochissimo tempo vanno in fumo i risparmi di privati, banche ed aziende.
(J.M. Keynes, Lettera al Presidente degli Stati Uniti F. D. Roosevelt, 1937)
1. Crollo del sistema bancario
2. Contrazione del credito a privati ed imprese
3. Fallimento delle imprese
e disoccupazione
5. L'intero sistema economico si blocca
GLI EFFETTI A CATENA DELLA CRISI (1929-1933)
Concausa del fallimento bancario fu la corsa dei clienti a ritirare i soldi fino al punto in cui le banche rimasero senza liquidità.
Le prime "vittime" del crollo delle azioni furono le banche che avevano investito miliardi di dollari dei propri clienti in quelle azioni e, trovandosi senza denaro liquido, fallirono (sin dalla fine del '29).
Il fallimento bancario riduce all'improvviso la possibilità per privati e imprese di avere prestiti con la stessa facilità di prima:
i privati non possono più acquistare a rate o accendere mutui
le aziende non possono più fare investimenti su materie prime e macchinari -> crollo produttivo.
Riducendosi i consumi, i prezzi (industriali e agricoli) crollano e diminuisce drasticamente la produzione finché decine di migliaia di imprese falliscono e milioni di lavoratori operai, impiegati, commercianti, artigiani e contadini) restano disoccupati.
4. Crollo della domanda interna
La disoccupazione fa crollare i redditi delle famiglie, quindi la domanda di beni che, in una spirale recessiva, porta al fallimento altre aziende e causa altri licenziamenti.
Con le banche che non riescono ad erogare crediti, il crollo della domanda su tutti i fronti, la produzione bloccata e la disoccupazione dilagante, la più ricca economia del mondo sembra priva di risorse per uscire dalla crisi. Il 1932 è l'anno peggiore.
Solo l’immissione di molto denaro liquido sul mercato, per sostenere le aziende e la domanda interna, avrebbe potuto arrestare il dilagare della crisi e fu questa la ricetta che propose durante la sua campagna elettorale, il candidato del Partito Democratico,
Franklin Delano Roosevelt
, che venne eletto Presidente nel 1932.
Il governo HOOVER introdusse dazi di importazione (per stimolare la ripresa della produzione interna) e spinse gli altri stati a fare lo stesso: questo causò una drastica riduzione del commercio mondiale (del 60% in tre anni), con ulteriore impoverimento, prima delle aziende, e poi dei lavoratori.
A pochi mesi dallo scoppio della crisi, gli USA sospesero gli aiuti economici all’estero, causando l'inizio del "contagio recessivo in Europa".
La forza-lavoro americana, espulsa dalla terra e dalle fabbriche, fu protagonista di una massiccia migrazione interna dal Midwest alla California per cercare fortuna. John Steinbeck ne ha raccontato le vicende in "Furore" (1939) che gli è valso il Nobel per la letteratura.
Dorothea Lange, "Migrant Moher", 1936 (reportage sulla famiglia di Florence Thompson, madre di 7 figli, in viaggio verso la California)
Per il timore che il dollaro perdesse di valore, furono tagliati gli stipendi dei dipendenti pubblici e la spesa pubblica rimase bassa, senza che si introducesse nessuna misura a tutela dei poveri e dei disoccupati che si trovarono abbandonati a se stessi.
L'esigenza di un "nuovo corso": F.D. Roosevelt presidente (1932)
Interdipendenza USA-Europa
nel dopoguerra
Prof.ssa Pamela Grisei
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