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Le onde

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Annalara Ferrara

on 5 July 2016

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Le onde
Le onde gravitazionali
Le onde gravitazionali sono increspature dello spaziotempo, provocate dalla collisione di oggetti cosmici massicci (come buchi neri o stelle di neutroni).
Teorizzate da Albert Einstein nella sua teoria della Relatività Generale, sono state rilevate quest'anno dagli interferometri LIGO.
Le onde elettromagnetiche
Le onde elettromagnetiche sono prodotte dalla variazione del campo elettromagnetico, a causa dell'oscillazione di una carica tra due punti. La luce è un'onda elettromagnetica, che viaggia a una velocità costante di 300.000.000 m/s: questa ipotesi fu formulata nell'Ottocento da Maxwell.
La Terza Onda
La Terza Onda è il nome di un esperimento sociale condotto dal professore Ron Jones del liceo Cubberley di Palo Alto, California, nel 1967. L'esperimento si proponeva di dimostrare l'attrattiva del Nazismo, come parte dello studio della Germania nazista nell'ambito del corso di storia contemporanea da lui tenuto.
Leopardi e Montale: l'infinito come naufragio
Per questi poeti il mare rappresenta l'infinito e la possibilità di perdesi in esso, sconfinando in qualcosa di sconosciuto. Questo tema viene sviluppato in modo opposto, attraverso il concetto di onda.
Le onde sismiche
Le onde sismiche sono prodotte da una rapida liberazione di energia meccanica in profondità e si irradiano in tutte le direzioni a partire dall’ipocentro (o fuoco), cioè il punto in cui l’energia si libera: si origina così un terremoto.
L'onda
L'onda è una perturbazione che nasce da una sorgente e si propaga nel tempo e nello spazio trasportando energia o quantità di moto, ma non materia. Tale perturbazione è costituita dalla variazione di qualunque grandezza fisica (ad esempio di pressione, temperatura, intensità del campo elettrico o magnetico) attorno alla sua posizione di equilibrio (che corrisponde all'assenza di perturbazione).
strumento conoscitivo e fonte di ispirazione dell'uomo
I tipi di onde sismiche
La struttura interna della Terra
L'infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

Meriggiare pallido e assorto
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

I limoni
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
più chiaro si ascolta il susurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.

Vedi, in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità.

Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara – amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.
La forza attraverso la comunità, l’orgoglio, l’azione e la disciplina
Le equazioni di Maxwell
VIRGO
Annalara Ferrara, VM
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