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LO STRAPPO NEL CIELO DI CARTA

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Francesco Mattace Raso

on 19 January 2017

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Transcript of LO STRAPPO NEL CIELO DI CARTA

Giorgia Chiarella, Giulia Geminiani, Francesco Mattace Raso
LO "STRAPPO NEL CIELO DI CARTA"
Già dall'inizio del XIX secolo, la letteratura si concentrò verso l'interiorità dell'uomo e la sua psicologia. Questo è appropiatamente evidenziato nel romanzo "Il fu Mattia Pascal", in particolare nel personaggio di Anselmo Paleari.
Io sono Mattia Pascal, un umile bibliotecario. La mia vita noiosa è stata stravolta da una serie di vicessitudini, che mi hanno portato persino a cambiare la mia identità.
In realtà io sono anche Adriano Meis e sotto questo nome ho conosciuto Anselmo Paleari. Egli fin da subito mi è sembrato uno strano soggetto perso dentro ai meandri della sua psyche e in comunicazione con l'aldilà. Un giorno mi parlò persino di uno "strappo nel cielo di carta"... voi cosa pensereste? Un pazzo!
Anselmo che ne dici di ricostruire la discussione?
"La tragedia d'Oreste ?"
"La tragedia di Oreste in un teatrino di marionette!"
"Marionette automatiche, di nuova invenzione. Stasera, alle ore otto e mezzo, in via dei Prefetti, numero cinquantaquattro. Sarebbe d'andarci, signor Meis"
Io sono Anselmo Paleari, padre della bellissima Adriana. Sono considerato un uomo un po' sbadato, con la testa tra le nuvole, ma in realtà mi definisco un fine filosofo teosofico.
Ora presentati tu!
"Già! D'apres Sophocle, dice il manifetsino. Sarà l'Elettra. Ora senta un po' che bizzarria mi viene in mente! Se, nel momento culminante, proprio quando la marionetta che rappresenta Oreste è per vendicare la morte del padre sopra Egisto e la madre si facesse uno strappo nel cielo di carta del teatrino, che avverrebbe? Dica lei."
"Ma è facilissimo, Signor Meis! Oreste rimarebbe terribilmente sconcertato da quel buco nel cielo"
"Mi lasci dire. Oreste sentirebbe ancora gl'impulsi della vendetta vorebbe seguirli con smaniosa passione, ma gli occhi, sul punto, gli andrebbero lì, a quello strappo, donde ora ogni sorta di mali influssi penetrerebbero nella scena e si sentirebbe cadere le braccia. Oreste, insomma, diventerebbe Amleto. Tutta la differenza, Signor Meis, fra la tragedia antica e la moderna consiste in ciò, creda pure: in un buco nel cielo di carta."

Ditemi voi se non sembra un'assurdità! Un buco nel cielo e Oreste che diventa Amleto... E' un paradosso concepire che questa assurdità nasconda la realtà delle cose.


Oreste infatti rappresenta la tragedia antica dove l'eroe, saldo di certezze, va dritto al suo scopo: rivendicare il padre. Amleto, al contrario, rappresenta la trageia moderna perchè, pur volendo vendicare il padre ucciso dallo zio, è reso perplesso da infiniti dubbi: le certezze e i sistemi fissi di valori sono in lui crollati.
La tragedia d'Oreste
La tragedia d'Oreste rappresenta l'"Elettra" di Sofocle, tragediografo ateniese.
L'eroina che dà il nome alla tragedia assiste all'uccisione del padre Agamennone da parte della madre Clitennestra e del suo amante, Egisto. Il fratello Oreste compirà poi la vendetta, uccidendo i due assassini.
Il teatrino è simbolo evidente della nostra condizione esistenziale di uomini insignificanti, che si muovono nella vita come in un teatro, inconsapevoli della propria reale condizione, perché convinti della propria dignità, della propria centralità e della non vanità del proprio agire. Lo strappo nel cielo di carta rappresenta il nostro comprendere di non essere al centro dell'universo, e la consapevolezza della propria piccolezza insignificante nell'economia della storia e dell'universo.
La discussione tra i due personaggi rappresenta lo specchio della condizione moderna dove entrano in crisi i grandi sistemi di certezze, le fei incontrollabili del passato, che costituivano i punti di riferimento della vita.
E' Pirandello stesso a mostrarci nella "Premessa seconda (filosofica)" il primo di questi momenti di crisi ossia la teoria copernicana che ha sconvolto le certezze precedenti sulla Terra immobile al centro dell'Universo.
Metataforicamente il pinguino può rappresentare Mattia Pascal perchè come il primo possiede le ali, ma non riesce a volare, il secondo ha la possibilità di cambiare la sua vita creandosene una nuova, ma non ci riesce e "non vive, ma si guarda vivere".
L'orso è invece simbolo di affetto materno-filiale e introspezione, in quanto protegge sua figlia e si dedica, come Anselmo Paleari alla filosofia teosofica.
Perchè il pinguino e l'orso?
"Non saprei."
"E perchè?"
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