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Alessandro Manzoni e i promessi sposi

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susanne lenz

on 17 September 2015

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Transcript of Alessandro Manzoni e i promessi sposi

L'opera di Manzoni riflette
sulle grandi tematiche della vita:
il potere, la sopraffazione,
la violenza fisica
e morale, la fede religiosa,
l'inevitabilità del Male
nella storia dell'uomo.
Alessandro Manzoni e I promessi sposi

Vita e Opere
Aneddoto:
Nel corso dei festeggiamenti in strada per il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d'Austria, Manzoni perde la moglie tra la folla: in preda al panico, a causa della sua agorafobia e del suo sistema nervoso delicato, si rifugia in una chiesa e, nella preghiera, riceve il conforto della religione e sente la necessità di un ritorno alle sue origini cattoliche.
Aneddoto:
In occasione dell'inaugurazione del primo parlamento italiano, fu proposto a Manzoni, di pronunciare il discorso di apertura. A causa della sua balbuzie in pubblico, Manzoni declinò l'invito dicendo, con ironia, che non sarebbe stato di buon auspicio per il nuovo parlamento.
FORMAZIONE CULTURALE
Alcuni elementi confluirono nella formazione culturale di Manzoni:
1)
Ideali illuministici e antitirannici
che assimilò dal clima culturale milanese e dall'ambiente familiare materno (Parini, Beccaria e Verri, quest'ultimo da alcuni considerato il vero padre del Manzoni)

2)
Ideali liberali
degli ideologi parigini eredi dell'Illuminismo, antinapoleonici e cultori della Storia (Claude Fauriel)

3)
Ideali del romanticismo italiano
(gruppo del
Conciliatore
, rivista dei romantici italiani tra cui Berchet e Pellico)

LA CONVERSIONE al cattolicesimo
1) Alimentò in lui l'esigenza del rigore morale

2) Contribuì ad accostarlo a posizioni di rottura con ogni logica del potere, sia laico che ecclesiastico

3) Lo fece riflettere sul nodo drammatico del destino individuale e della Storia, impensabili fuori dal disegno salvifico di Dio, eppure segnati dalla violenza e dal male ("provida sventura")
1) Napoleone (5 maggio): La sofferenza dovuta alla sconfitta e all'esilio lo riscattano dal dolore che ha inferto agli altri con le sue guerre e lo riavvicina a Dio (pare che, in punto di morte, abbia richiesto l'estrema unzione).

2) Ermengarda (Adelchi): La figlia del re Desiderio è innocente ma appartiene, per nascita, alla schiera degli oppressori. Riscatta con la sofferenza dovuta al ripudio di Carlo Magno, suo marito, i patimenti che suo padre e suo marito hanno inferto, con le loro guerre, alle popolazioni innocenti.

3) Renzo e Lucia (Promessi sposi): Dopo le vicissitudini e le sofferenze subite, alla fine delle loro disavventure, si riuniscono e si scoprono migliori e più consapevoli.
RIFLESSIONI SULLA STORIA
1) Atteggiamento di rottura nei confronti della Storia ufficiale e nuova visione dei suoi protagonisti (gli umili):

2)Solidarietà di Manzoni per gli oppressi


3) Concezione pessimistica della Storia che si dissolve nel concetto di "Provvidenza"

1) Manzoni si lamenta che, gli storici si limitano a narrare perlopiù "i soli avvenimenti principali e straordinari", storie di stirpi conquistatrici e di re, trascurando "quell'immensa moltitudine di uomini...che passa su la terra, su la sua terra, inosservata, senza lasciarvi traccia".

da:
Discorso sopra alcuni punti della storia longobardica in Italia
, 1822)
A) Nel Risorgimento Manzoni assume un preciso significato
politico (indipendenza dall'Austria).

B)
Storia della colonna infame
: saggio in cui Manzoni analizza le superstizioni e gli errori del '600 che portarono alla condanna, come "untori", di due innocenti.
POETICA
"Sentir e meditar: di poco esser contento:
de la meta mai non torcer gli occhi
conservar la mano
pura e la mente: de le umane cose
tanto sperimentar, quanto ti basti
per non curarle: non ti far mai servo.
non far tregua coi vili: il santo Vero
mai non tradir: né proferir mai verbo,
che plauda al vizio o la virtù derida."
dal carme (poesia di tono solenne):
In morte di Carlo Imbonati
(1806)
Poetica
L'opera letteraria deve rispondere a questi principi:
"L'utile per iscopo, il vero per soggetto, l'interessante per mezzo"
(Lettera
Sul Romanticismo
a Cesare D'Azeglio, 1823)
1) Utile per scopo
L'opera letteraria è inseparabile dall'utilità morale e pratica
2) Vero per soggetto
L'opera letteraria deve fondarsi sul vero storico e sulla realtà
3) Interessante per mezzo
L'opera letteraria deve servirsi di materia e di argomenti che interessino il maggior numero di persone
Il mondo si divide tra oppressori e oppressi e l'individuo deve scegliere da che parte stare.
Il riscatto dall'ingiustizia avviene per mezzo della fiducia nella Provvidenza, per cui anche dal male può nascere il bene e dal dolore e dalle sventure la salvezza.
ATTENZIONE
:
Questa prospettiva religiosa non giustifica le contraddizioni della Storia: aver fiducia in Dio e nella Provvidenza non vuol dire che non esistano più le ingiustizie e le sofferenze per gli uomini sulla terra.

Per Manzoni virtù e felicità non sono infatti valori terreni: essi non si realizzano nella Storia bensì nella dimensione ultraterrena.

Poetica
1) VERO STORICO:
Manzoni rifiuta ogni mitologia, ogni fantasia che non abbia riscontri reali, e fonda invece sulla Storia la sua concezione della poesia.
1785


Nasce a Milano dal conte Pietro Manzoni e da Giulia Beccaria figlia di Cesare Beccaria, autore del famoso saggio Dei delitti e delle pene.

1792

La madre si separa dal marito e si trasferisce a Parigi con il conte Carlo Imbonati. Manzoni studia in collegio.

1805

Raggiunge la madre a Parigi dopo la morte di Carlo Imbonati ed entra in contatto con circoli illuministici parigini.

1808

Sposa Enrichetta Blondel.

1810

"Conversione" sua e della moglie al cattolicesimo.

1810-1827
Scrive molte opere tra cui: 5 Inni Sacri, scritti per celebrare feste liturgiche della chiesa, 2 tragedie (Il Conte di Carmagnola e Adelchi), 2 Odi, Marzo 1821 e Il 5 maggio (per la morte di Napoleone), il romanzo Fermo e Lucia (i futuri Promessi Sposi)
1827-1842 1827: Prima edizione dei Promessi sposi, Muoiono in questo arco di tempo la moglie e 8 dei 10 figli. Si risposa con Teresa Borri vedova Stampa. Tra il 1840-1842 esce a dispense l'edizione definitiva de
I promessi sposi

1842-1873
Primi sentori di un serio esaurimento nervoso. Vive tra Milano e Brusuglio. Si spegne la vena creativa e lascia il posto a studi eruditi. Viene nominato senatore del Regno d'Italia nel 1861. Muore nel 1873. Giuseppe Verdi gli dedicò una messa di Requiem.
La Storia racconta gli eventi
2) VERO POETICO:
La poesia ricostruisce in modo verosimile ciò che la Storia tace: l'interiorità dei personaggi, le vicende e le vite degli umili, di cui la storia ufficiale non reca traccia
Da:
Lettera a monsieur Chauvet
, 1820
Esempi:
Il 5 maggio
si basa su vicende storiche realmente avvenute
(VERO STORICO)
Napoleone rappresentato da Manzoni con gli occhi nel vuoto e le braccia conserte
(VERO POETICO)

Adelchi:
Ermengarda è realmente vissuta, fu moglie di Carlo Magno, poi ripudiata e figlia di Desiderio re dei Longobardi, sorella di Adelchi. (VERO STORICO)
Ermengarda sofferente per il ripudio di Carlo ripensa alla sua vita da sposa felice
(VERO POETICO)

I Promessi sposi
Ad Alessandro Manzoni si deve la nascita del romanzo italiano moderno
Caratteristiche dell'opera:
1) Per la prima volta due popolani sono protagonisti dell'opera.

2) L'ambientazione storica (la Lombardia del'600 sotto la dominazione spagnola) come mezzo per analizzare le dinamiche della dominazione straniera e del potere, basandone la ricostruzione su un accurato lavoro di documentazione storica.

3) Fusione di invenzione e di verità storica per delineare efficacemente i tratti psicologici dei numerosi personaggi.

4)Le vicende storiche romanzesche sono viste in una concezione provvidenziale secondo cui tutto quello che accade viene ricondotto al volere di Dio, come viene esplicitato dallo stesso Manzoni nel "sugo di tutta la storia", alla fine del romanzo.

L'opera è scritta in un linguaggio di facile comprensione perché, se la letteratura ha finalità educative ("l'utile per iscopo"), è importante che non rimanga privilegio di una ristretta elite.

Per raggiungere un vasto pubblico, Manzoni sostenne l'importanza di una lingua scritta nazionale, viva e parlata, aderente alla realtà, capace di superare i limiti regionali, i particolarismi dei dialetti, il purismo della tradizione letteraria.

Come modello di riferimento adottò la lingua parlata dal popolo colto fiorentino.

Senza
I promessi sposi
non ci sarebbe l'italiano moderno.



Generazioni di studenti, che parlavano solo il dialetto, furono educati all'uso della lingua italiana attraverso lo studio e la lettura del romanzo, reso obbligatorio nelle scuole.



Dopo l'unità d'Italia, la percentuale di analfabeti nel paese era altissima. La scuola divenne progressivamente obbligatoria fino alla quinta elementare.
Descrizione dei personaggi
I PROTAGONISTI
PERSONAGGI PRINCIPALI
PERSONAGGI SECONDARI
Agnese
Madre di Lucia, incarna un ideale di saggezza popolare.
Organizza il "matrimonio a sorpresa" (che fallisce)
con l'aiuto dei testimoni Tonio e Gervaso, amici di Renzo.
Perpetua
Domestica chiacchierona di Don Abbondio
Cardinale Federigo Borromeo
Importante personaggio storico che rappresenta il modello per eccellenza del religioso
Avvocato Azzeccagarbugli
Egidio
Interpreta la legge in modo che sia sempre a favore dei potenti
Amante di Gertrude e responsabile del suo traviamento
morale, "scellerato di professione"
Il conte Zio e il Padre Provinciale
Rappresentano, in negativo, le trame della politica e della
Chiesa per far allontanare padre Cristoforo dalla
Lombardia, dopo che questi ha minacciato Don Rodrigo
Don Ferrante
Nobile che accoglie Lucia a Milano. Simbolo della vacuità
di una certa cultura: muore di peste dopo aver dimostrato,
con un ragionamento filosofico, l'inesistenza dell'epidemia

Ferrer
Governatore di Milano. Simbolo del disinteresse dei dominatori spagnoli per le condizioni degli abitanti di Milano
ESEMPI:


Questa scelta implica un sacrificio
del realismo in nome della comprensibilità del testo. E' infatti impensabile che Renzo e Lucia, due contadini comaschi analfabeti, parlassero il fiorentino delle classi colte.

Maggiore realismo del linguaggio si avrà con G. Verga a fine '800, il quale si avvicina maggiormente al linguaggio delle classi subalterne (ne
I Malavoglia
) o con autori della seconda metà del '900 quali Gadda (
Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
) e P. Pasolini (
Ragazzi di vita
) che nelle loro opere adotteranno, per aderenze alla realtà, espressioni dialettali.
Antoine-Jean Gros,
Battaglia di Eylau, 1807
Napoleone prigioniero degli inglesi, verso Sant'Elena



Il giovane Alessandro Manzoni
Enrichetta Blondel e
Alessandro Manzoni
Teresa Borri vedova Stampa
Claude Fauriel
Silvio Pellico
Pietro Verri
Giuseppe Bezzuoli,
Svenimento di Ermengarda
, 1837
Vittorio Gassman,
Coro dell'atto Terzo dell'
Adelchi
"Un volgo disperso che nome non ha".

Manzoni mette al centro dell'analisi storica
coloro che la storiografia ha deciso di ignorare:
le masse popolari, per loro natura anonime.
Carlo Imbonati
Panorama della Lecco del'600
Lucia nell'illustrazione del Gonin (1840)
Dialogo tra Fra Cristoforo (Massimo Girotti)
e Don Rodrigo (Luigi Vannucchi).
Dallo sceneggiato televisivo del 1967
di Sandro Bolchi e Riccardo Bacchelli
LO STRATAGEMMA DEL "MANOSCRITTO RITROVATO"

Nell'introduzione al romanzo Manzoni costruisce il pretesto del manoscritto-ritrovato:

l'opera, secondo l'invenzione dell'autore, sarebbe la trascrizione/traduzione in un italiano moderno di un manoscritto in cui, un anonimo autore del Seicento, ha raccontato una vicenda interessante nella trama ma di difficile lettura per l'uso di un linguaggo ampolloso e barocco.

In questo modo Manzoni viene a occupare il ruolo di narratore onniscente (consapevole di tutto ciò che succede ai suoi personaggi) e nello stesso tempo quello di traduttore del romanzo, un fatto quest'ultimo che gli consente di operare nel testo continue incursioni moralistiche.

Grazie all’amico Claude Fauriel, durante il secondo soggiorno parigino, Manzoni ha conosciuto le opere dello scozzese Walter Scott (autore di
Ivanhoe
del 1820 e ambientato nel 1194): con lui si parla di
romanzo storico
perché le vicende sentimentali dei protagonisti sono calate in periodi storicamente ben definiti e per lo più nel Medioevo, ricostruito con una certa attendibilità.


Sir Walter Scott
Don Abbondio e i bravi
Il romanzo storico
Copertina dell'edizione del 1840
Booktrailer
del romanzo
Renzo nell'illustrazione del Gonin (1840)
Signorotto spagnolo del paese in cui abitano i due giovani, ricco e potente: per scommessa impedisce il loro matrimonio e fa rapire Lucia per ridurla in suo potere. Cerca l'appoggio di personaggi malvagi e corrotti come lui. Incarna la figura del potente al di sopra delle leggi e del libertino privo di scrupoli.
Don Rodrigo
Frate cappuccino. Rappresenta un modello ideale di religioso: umile, pronto al sacrificio, ma anche energico e coraggioso con i potenti. E' il solo che affronta Don Rodrigo ("verrà un giorno") e che in seguito lo assisterà quando sarà moribondo nel lazzaretto.
Padre Cristoforo
Personaggio ispirato a una figura storica reale, la nobile spagnola Virginia de Leyva, costretta dal padre a prendere i voti contro la sua volontà. Figura negativa e allo stesso tempo vittima: Manzoni la definisce "sventurata" perché non ha saputo trovare conforto nella Fede, imboccando così la via del Male.
Monaca di Monza(Gertrude)
In parte ispirato a un personaggio storico, il nobile Francesco Bernardino Visconti, uomo potentissimo e malvagio. Manzoni ne fa anche però il simbolo del potere salvifico della Grazia per cui muta il suo ruolo e da oppressore si fa aiutante della vittima (Lucia).
L'Innominato
Modello negativo della religione asservita al potere ("il coraggio uno non se lo può dare" dice il curato al cardinale Borromeo). Tuttavia Manzoni, pur biasimando l'atteggiamento di Don Abbondio che, per viltà, non celebra il matrimonio tra i due giovani in seguito alle minacce dei bravi di Don Rodrigo, lo presenta spesso con tratti umoristici e quasi comici, con la sua paura e le sue debolezze da uomo comune, capitato in mezzo a vicende più grandi di lui e interessato solo al suo quieto vivere (un "vaso di coccio" tra quelli di ferro).
Don Abbondio
Sistema dei personaggi
(l'insieme delle relazioni esistenti tra i personaggi)
Tratto dallo sceneggiato televisivo "I Promessi Sposi" prodotto dalla RAI nel 1989, per la regia di Salvatore Nocita con Alberto Sordi
RENZO
Il suo cognome, Tramaglino, allude alla sua professione di filatore. Onesto lavoratore dal carattere impulsivo che lo spinge a ribellarsi alle ingiustizie e a finire nei guai. Gli eventi lo portano a maturare e ad acquisire una chiara consapevolezza di ciò che gli è accaduto, secondo un vero e proprio
percorso di formazione
.
Il nome ricorda la luce divina che illumina con la grazia. Sembra un personaggio passivo, in realtà Manzoni ne fa il personaggio chiave della vicenda. E' lei infatti che incontra i grandi personaggi storici del romanzo (la monaca di Monza, l'Innominato, cardinale Federigo Borromeo) e che assume un ruolo determinante nella conversione dell'Innominato. E' il personaggio attraverso cui si realizza la volontà di Dio.
LUCIA
Diversa è la morale cui giungono i due giovani alla fine del romanzo: lui ha imparato che cosa NON fare per vivere tranquillo, lei invece sostiene la necessità di accettare il male e la sofferenza come segni della volontà divina.
L. Sciascia propone una lettura "alternativa" del finale del romanzo
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