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Satira XD

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by

Giampiero Colaianni

on 26 June 2017

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Transcript of Satira XD

LA SATIRA DURANTE L'ILLUMINISMO
Libertà di espressione

Olympe De Gouges visse durante il periodo della Rivoluzione Francese e pubblicò nel settembre del 1791 la Dichiarazione dei Diritti della Donna e della cittadina, un testo di denuncia della mancanza di libertà delle donne (Art. 1: “La Donna nasce libera e resta uguale all'uomo nei diritti”).
Titolo documento
:
Il risveglio del Terzo Stato.
Personaggi e breve descrizione:

sono presenti un nobile e un prelato che sembrano spaventati alla vista di un uomo del Terzo Stato. Quest'ultimo, spezzando le catene che lo bloccavano, cerca di rialzarsi in piedi. In questo modo egli afferra delle armi con un'espressione tesa alla ribellione.
Oggetti/edifici presenti:
nello sfondo è rappresentata la Bastiglia, assediata dai rivoluzionari e da un loro esercito che innalza dei pali con infilzate delle teste. Sul tetto della prigione si vedono alcuni esponenti del Terzo Stato che la abbattono con dei picconi.
Simboli riconosciuti:

le catene spezzate che simboleggiano la libertà, le
culottes
e una spada che porta il nobile che rappresentano la nobiltà francese. La Bastiglia, infine, era considerata un simbolo dell'oppressione regale verso i diritti del popolo.
Ipotesi di interpretazione:
il Terzo Stato cerca di rialzarsi per ottenere la libertà e l'uguaglianza tanto desiderate, sconfiggendo il clero e la nobiltà. La distruzione della Bastiglia e le teste decapiatate indicano che la Rivoluzione Francese ha già avuto inizio.
Titolo documento:
La sottomissione del Terzo Stato.
Personaggi e breve descrizione:

nell'immagine sono presenti tre uomini; il primo indossa vestiti stracciati, il secondo veste abiti lussuosi ed eleganti e un terzo, piuttosto in carne, vestito di scuro.
Oggetti/edifici presenti:

nella figura si notano piante e animali, tipici della campagna.
Simboli riconosciuti:

la zappa sulla quale il primo uomo si appoggio simboleggia l'agricoltura, la spada del secondo identifica il suo rango di nobile, infine il crocifisso e l'alibito scuro del terzo rappresentano il clero.
Ipotesi di interpretazione:
il contadino rappresenta il Terzo Stato che "regge" con la fatica del proprio lavoro e con le tasse pagate il mantenimento della nobiltà e del clero.
Titolo documento:
La fuga della famiglia reale.
Personaggi e breve descrizione:
nell'immagine sono rappresentati la famiglia reale composta dal re, Maria Antonietta, sua moglie, e il loro figlio. Vicino ad essi sono rappresentati molti esponenti del Terzo Stato, infuriati e armati fino ai denti, anche con attrezzi quotidiani (scope, martelli, ecc...). Le facce dei francesi sono mostruose, caricaturali, quasi non più umane. Un soldato, punta la sua arma contro il bambino, come un mostro senza pietà. Fuori dalla porta si nota la folla inferocita contro la famiglia reale.
Oggetti/edifici presenti:

sono presenti armi da fuoco e oggetti quotidiani.
Simboli riconosciuti:
il copricapo frigio indossato da alcuni dei rivoltosi e le medaglie di Luigi XVI che ne rivelano la carica di sovrano.
Ipotesi di interpretazione:
la famigli reale cerca di scappare dal palazzo delle Tuileries, ma viene riconosciuta a Varennes, scatenando la furia del popolo che, armato, costringe la famiglia reale a rimanere al palazzo. L'autore inglese di questa satira sembra voler "prendere in giro" la democrazia francese, rappresentando volti infuriati e mostruosi; mostruosità rivelata dall'arma puntata contro un bambino innocente. Anche la scritta nell'immagine appare fortemente ironica: "Franch democrats surprizing the Royal runaways", ovvero "I democratici francesi sorprendono la fuga reale".
Titolo documento:
Libertà francese, schiavitù inglese.
Personaggi e breve descrizione:
si vedono due immagini separate; in quella a sinistra c'è una persona vestita con stracci, ha un aspetto trasandato e sta mangiando cipolle crude. Sullo sfondo si nota un vaso con delle lumache che fuoriescono. Sotto lo sgabello su cui siede il personaggio ci sono un violino e una sciabola. Nell'immagine a destra è ritratto un uomo corpulento, seduto su una poltrona davanti a una tavola imbandita, intento a mangiare una grande bistecca. Il personaggio veste abiti molto eleganti.
Oggetti/edifici presenti:
a sinistra è rappresentato l'interno di un'abitazione povera. A destra, invece, è illustrata la sala da pranzo di un'abitazione, forse, nobiliare.
Simboli riconosciuti:
a sinistra si nota il copricapo rosso, con la coccarda tricolore, simbolo della rivoluzione francese. A destra è visibile una statua dorata: una figura femminile con armatura. Sul bracciolo della poltrona c'è una parrucca, simbolo della nobiltà inglese.
Ipotesi di interpretazione:
La vignetta inglese ironizza sulla liberta conquistata con la Rivoluzione Francese, simboleggiata dal copricapo frigio. Questa avrebbe portato solo fame e misera alla Francia. L'Inghilerra, simboleggiata dalla statua dorata, nemica dei rivoluzionari francesi per la presenza della monarchia, appare come un Paese ricco e prospero.
Titolo documento:
Il contrasto.
Personaggi e breve descrizione:
nell'immagine a sinistra c'è una donna che indossa un elmo e un abito rosso. La protagonista guarda verso il mare. Nell'immagine a destra si vede una gorgore dall'aria minacciosa che calpesta un corpo senza vita.
Oggetti/edifici presenti:
la donna a sinistra ha con sè la Magna Charta, una bilancia e una lancia. In basso è raffigurasto un leone, sullo sfondo si vede una veliero. Nell'immagine a destra la gorgone impugna con la mano destra un tridente, su una delle cui punte è infilzata una testa mozzata. Nella mano sinistra tiene un pugnale. La figura mostruosa dà le spalle ad un impiccato che penzola da un lampione.
Simboli riconosciuti:
tutti gli oggetti, leone compreso, nel medaglione a sinistra simboleggiano la monarchia inglese. La gorgone nel medaglione di destra allude alla ferocia dei rivoluzionari francesi. Le scritte da una parte e dall'altra si riferiscono rispettivamente ai pregi del regno inglese e alla cattiveria della Rivoluzione Francese.
Ipotesi di interpretazione:
come indicato dal titolo, il vignettista inglese gioca sul contrasto per sottolineare gli aspetti positivi dell'Inghiletrra monarchica e quelli negativi della Francia rivoluzionaria. La vignetta sembra porre al lettore avanti a un'evidenza, con la scritta: "Wich is best" , ovvero "ciò che è meglio".
Titolo documento:

La bancarotta di Luigi XVI.
Personaggi e breve descrizione:
sono presenti quattro uomini. Due sono rappresentati di spalle e sembrano portare via dei sacchi pieni. In primo piano, un uomo piuttosto in carne, vestito elegantemente, sembra sorpreso, mentre indica dei forzieri vuoti. L'uomo accanto, anch'egli vestito in maniera elegante, sembra sconvolto.
Oggetti/edifici presenti:
dei forzieri vuoti.
Simboli riconosciuti:
i forzieri rappresentano l'economia della Francia nel 700.
Ipotesi

di interpretazione:
Necker, ministro delle Finanze, affranto comunica al sovrano, Luigi XVI, che le casse dello Stato sono vuote. Il re si mostra sorpreso, rivelando la propria incapacità nel governare il regno di Francia.
Titolo documento:

Viva la nazione.
Personaggi e breve descrizione:
il personaggio, piuttosto corpulento, sembra brindare con una bottiglia di champagne.
Oggetti/edifici presenti:
un
abito sfarzoso, una fascia rossa e delle medaglie.
Simboli riconosciuti:
il cappello frigio simboleggia la Rivoluzione Francese, mentre la fascia e le medaglie alludono a una carica politica importante.
Ipotesi di interpretazione:
Il personaggio è Luigi XVI, qui rappresentato come un rivoluzionario francese che brinda alla nazione.
Titolo documento:
Una moda regale.
Personaggi e breve descrizione:
nell'immagine è raffigurata una donna vestita con abiti sfarzosi, mentre indossa una vistosa parrucca.
Oggetti/edifici presenti:
sulla parrucca c'è un veliero.
Simboli riconosciuti:
la richhezza degli abiti e dell'acconciatura.
Ipotesi di interpretazione:
si tratterebbe di Maria Antonietta,
regina di Francia e moglie di Luigi XVI, detestata dai rivoluzionari
per il lusso eccessivo in quale era abituata a vivere.
Titolo documento:
Il clistere.
Personaggi e breve descrizione:
nell'immagine sono presenti tre personaggi: il primo è vestito umilmente, il secondo sfoggia un abito elegante, mentre il terzo indossa un vestito scuro dalla braghe calate. A quest'ultimo viene somministrato un clistere.
Oggetti/edifici presenti:
a terra, ai piedi dell'uomo dai pantaloni calati, vi è un vaso da notte.
Simboli riconosciuti:

il vestito nero e l'acconciatura rappresentano una persona della chiesa, il cappello sfarzoso e il vestito con i finimenti d'oro sono simbolo di nobiltà, mentre il cappello rosso frigio simboleggia il Terzo Stato. Nell'immagine si legge: "Je t'avais bien dit mon ami, q'ils nous feraient tout rendre" ,ovvero: "Te l'avevo ben detto amico mio che ti avremmo fatto rendere tutto".
Ipotesi di interpretazione:
è preso di mira il clero perché ha troppe ricchezze. Il Terzo Stato gli vuole fare espellere le sue monete, qui raccolte nel vaso da notte, in modo forzato con il clistere. In questo modo è messo in ridicolo il suo ruolo. Intanto, il prossimo a subire lo stesso trattamento sarà l'aristocratico.
Titolo documento:
Terzo
S
tato sottomesso.
Personaggi e breve descrizione:
in piedi sono presenti due uomini: uno vestito riccamente, armato di spada, e l'altro abbigliato con abiti scuri. Entrambi poggiano i piedi su una lastra di pietra, sulla quale si intravvede una scritta, tanto da farla sembrare una lapide. Sotto la pietra è schiacciato un uomo vestito con abiti modesti.
Oggetti/edifici presenti:
sulla destra è presente un aratro di legno mentre sullo sfondo si nota un campo di grano.

Simboli riconosciuti:
l'abbigliamento dei tre personaggi allude alla loro appartenenza sociale. Si tratta, infatti, della rappresentazione del clero, della nobiltà e del Terzo Stato.
Ipotesi di interpretazione:
il clero e la nobiltà, con le tasse imposte al Terzo Stato per pagare i propri agi, è come se schiacciassero quest'ultimo. La "pressione" fiscale è esercitata soprattutto sui contadini, rappresentati dai simboli presenti nell'immagine.
Titolo documento:
Il clero torchiato. Prima e dopo la cura.
Oggetti/edifici presenti:
una pressa e una cassa per il denaro.
Personaggi e breve descrizione:

ci sono tre uomini in uniforme. Due di essi ne trattengono uno che, piuttosto in carne, indossa abiti scuri. Un quarto è stretto in una pressa.
Nell'immagine si vedono anche due uomini, di cui uno vesito con un saio, che sembrerebbero fuggirre dalla scena.
Simboli riconosciuti:
divise militari, un crocifisso e un saio.
Ipotesi di interpretazione:
a destra ci sono due guardie che catturano un vescovo; al centro ci sono altri due militari che spremono un membro del clero. Grazie alla pressa, dalla bocca dei prelati escono monete d'oro, raccolte in un forziere. Sulla sinistra si vedono due altri uomini di chiesa magri dopo la spremitura. L'immagine è la rappresentazione, quindi, della volontà di ridurre il potere monetario del clero e di restituire il denaro al popolo.
Il 26 agosto 1789, l’Assemblea Nazionale approvò la
Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino
.
All'articolo 1 si legge: “Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’ utilità comune.”


Grazie alle idee dei filosofi illuministi, condivise nei salotti letterari, si diffonde nel mondo della letteratura un efficace strumento contro il potere: la satira. Quest'ultima fu adoperata contro i dogmatismi della religione e i privilegi di clero e nobiltà, basti pensare a opere come "Candido" di Voltaire, "Lettere persiane" di Montesquieu e "Il Giorno" di Giuseppe Parini. La satira fu adoperata anche in molte riviste nate in quel periodo in forma di vignette.
Tra i bersagli preferiti della satira illuminista e rivoluzionaria figuravano:
Luigi XVI e Maria Antonietta,
il clero,
la nobiltà.
La satira francese si scagliò anche contro i Paesi avversari, come nel caso dell'Inghilterra. Gli inglesi, a loro volta, non fecero attendere la loro risposta e ricambiarono la "cortesia".
La satira inglese contro i francesi
La satira contro il clero e la nobiltà
Titolo documento:
II Terzo Stato.
Personaggi e breve descrizione:
una donna china sotto il peso di due figure femminili, la prima vestita di nero e la seconda abbigliata elegantemente, si sostiene appoggiandosi a una scopa. La donna in basso volge lo sguardo verso le due sulla sua schiena; una di esse ha le mani giunte e guarda verso il cielo, l'altra sembra guardare compiaciuta colei che la sostiene.
Oggetti/edifici presenti:

sullo sfondo si nota un paesaggio agreste.
Simboli riconosciuti:

gli abiti trasandati della donna in basso, quelli scuri della donna in alto a destra e quelli eleganti della donna che le sta accanto.
Ipotesi di interpretazione:
l
a donna china simboleggia il Terzo Stato, costretto a "mantenere" con le tasse il clero e la nobiltà. La popolana, guardando verso l'alto, sembra prendere coscienza della propria condizione di sfruttamento.
Titolo documento:
Il cacciatore patriota.
Personaggi e breve descrizione:

Nel dipinto sono rappresentati quattro personaggi: i primi due con abiti dimessi, il terzo, dotato di ali, è vestito elegantemente e indossa una parrucca. Il quarto, infine, ha abiti scuri, è ritratto in volo e presenta anch'egli ali e parrucca. Uno degli uomini con abiti logori imbraccia un fucile, puntato verso la figura in volo. Intanto sul terreno, il secondo uomo tiene per le ali il personaggio con i vestiti eleganti, colpito dal cacciatore.
Oggetti/edifici presenti:
un oggetto presente è il fucile impugnato dal contadino.
Simboli riconosciuti:
le parrucche dei due "angeli" che rappresentano la ricchezza, gli abiti eleganti della figura a terra, tipici dell'aristocrazia, e il vestito interamente nero, utilizzato dai prelati. I due personagi dall'abbigliamento trasandato simboleggiano il popolo.
Ipotesi di interpretazione:

l'odio del popolo (Terzo Stato) per le tasse pagate per il mantenimento di aristiocratici e prelati è tale da desiderarne la morte e la confisca di tutte le loro ricchezze.
La satira contro i regnanti: Luigi XVI
La satira contro i regnanti:
Maria Antonietta
Esprimere la propria opinione non era semplice. La censura di Luigi XVI vietò il "Privilegio", cioè il permesso di pubblicare i primi due volumi dell'Enciclopedia di Diderot e D'Alambert perchè all'interno erano espressi concetti contrari all'utorità reale. L'Enciclopedia subì la condanna anche da parte di papa Clemente XIII che la inserì nell'indice dei libri proibiti.
Tra i massimi esperti di satira figurava proprio Voltaire, famoso in tutta Europa per il suo umorismo sottile e tagliente con il quale ridicolizzava i suoi avversari.
Accanto alla produzione scritta, precedente alla Rivoluzione Francese, esisteva anche quella iconografica, con numerose vignette.
Durante la Rivoluzione Francese si diffuse ulteriormente la satira politica. Grazie alla dissoluzione dell’ Ancien régime, alla nascita dei partiti politici e alla stampa dei giornali rivoluzionari, capaci di dar finalmente voce all'opinione pubblica, si assistette alla diffusione delle prime illustrazioni satiriche. Ma come ha avuto inizio la Rivoluzione Francese?
Progetto
"CLASSI APERTE"
con la partecipazione delle
2^A - 2^B - 2^D - 2^F
Scuola Secondaria di Primo Grado
"I. Calvino" di Modena
La ragione era uno dei principi fondamentali dell'Illuminismo. Gli illuministi, infatti, ponevano la ragione alla base di ogni cosa, dalla scienza alla letteratura, dall'arte alla filosofia ed era considerata l'unica via per salvare l'uomo dalle tenebre dell'ignoranza. L'Illuminismo considerava le persone uguali, perché erano tutte dotate d'intelletto. Tutti gli uomini avevano diritto, inoltre, ad esprimere le proprie idee. Per dare valore a questi concetti serviva, però, un "documento" che li rendesse ufficiali.
La ragione che illumina le menti
All'articolo 11 si legge: “La libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.”
Il ruolo delle donne nell'Illuminismo
Anche Jeanne-Marie Roland de la Platière, nota come Madame Roland, nobildonna illuminista e rivoluzionaria, lottò per i diritti delle donne. Aprì un salotto in centro a Parigi, dove si poteva parlare di politica e cultura. Venne ghigliottinata ingiustamente durante la Rivoluzione Francese.
I salotti letterari
I salotti letterari furono luoghi di ritrovo privati, dove ci si incontrava per leggere e per discutere di questioni importanti, come le vicende politiche del momento, e per confrontare le diverse idee. Offrirono un valido aiuto alla diffusione delle idee illuministe e grazie a essi iniziò a diffondersi il concetto di opinione pubblica.
All’interno dei salotti letterari si diffusero le idee dei tre massimi pensatori dell’Illuminismo: Montesquieu, Voltaire e Rousseau.
L'immagine illustra Montesquieu, il sostenitore della separazione dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. La separazione dei poteri è usata tutt'oggi anche nel nostro Paese. Secondo Montesquieu essa garantisce la democrazia e il rispetto dei diritti dei cittadini, poiché i poteri sono divisi tra più persone.
Illuminismo e liberi pensatori
François-Marie Arouet, detto Voltaire, fu il filosofo illuminista che ebbe più successo. Considerò la storia come un qualcosa che dipendeva unicamente dall'uomo.
Voltaire sostenne che era da considerarsi giusto tutto ciò che faceva bene alla società. Egli fu dell'idea che quello in cui l'uomo del 700 viveva era il peggior mondo possibile e occorreva cambiarlo.
Secondo il filosofo, l'unico modo per migliorare la vita era utilizzare la ragione per eliminare ogni pregiudizi del tempo.
Altro filosofo illuminista fu Jean Jacques Rousseau, il quale si ribellò all'esaltazione assoluta della ragione mediante l'opposizione del sentimento.
In esso Rousseau vide l’affettiva forza rinnovatrice dell’uomo e della società. Egli riteneva che “la natura ha fatto l’uomo felice e buono, ma la società lo deprava e lo rende misero”. Inoltre, secondo Rousseau quanto più la società umana si allontana dallo stato di natura, tanto più si corrompe.
Le idee illuministe si diffusero anche in Italia, come testimoniato dalla stampa della rivista "Il Caffè", pubblicata a Milano dai fratelli Pietro e Alessandro Verri. I fondatori della rivista si fecero promotori delle istanze culturali, sociali e politiche finalizzate alla nascita di una nuova società.
"Il Caffè" nacque con il contributo del filosofo e letterato Cesare Beccaria, autore del libro "Dei delitti e delle pene". Con questa pubblicazione fu criticata duramente la tortura e la pena capitale; sistemi usati da sempre per estorcere la verità e punire i presunti colpevoli di crimini anche lievi.
La Rivoluzione Francese

Classi Aperte
Si tratta di un progetto finalizzato alla socializzazione e all'interazione tra gli studenti di quattro classi seconde; un'attività di approfondimento su determinati argomenti attraverso un approccio "interattivo". L'interattività in questione riguarda la collaborazione degli alunni tra loro nella trattazione di tematiche storiche, come nel caso dell'Illuminismo, e
nell'impiego di nuovi mezzi tecnologici nella ricerca delle fonti e nell'esposizione dei risultati ottenuti. Ciò è avvenuto sotto la guida delle/degli insegnanti, attente/i a favorire l'interazione delle classi coinvolte.
Illuminismo: descrizione generale
L'inquadramento generale inerente questa corrente filosofica, diffusasi in Francia nel 700, è stato affrontato dalle classi 2
^
A e 2
^
D.
Gli alunni, inoltre, sono stati impegnati nell'approfondimento dei seguenti argomenti:
i filosofi del tempo,
la letteratura e l'editoria,
la condizione femminile,
i salotti culturali.

Gli alunni coinvolti nel progetto
Classi Aperte
hanno avuto l’opportunità di affrontare un argomento "consueto" del programma di Storia del secondo anno: l’Illuminismo, grazie a un approccio innovativo, attuato mediante la ricerca e lo studio delle fonti iconografiche del periodo e la successiva pubblicazione dei propri dati sul web.
I ragazzi hanno vissuto con interesse, oltre che con una giusta dose d’ironia, la fase d’interpretazione delle vignette. A ciò si aggiunga la curiosità vissuta per la visualizzazione dei risultati ottenuti mediante Prezi: un servizio per la realizzazione di presentazioni, realizzate su una tela virtuale.
In conclusione, la collaborazione degli studenti appartenenti a differenti classi seconde ha permesso di contestualizzare da un punto di vista cronologico e spaziale le immagini analizzate e, al tempo stesso, mediante la lettura critica di queste ultime, di rilevarne il significato storico, culturale e sociale.
Si tratta, dunque, di un approccio capace di rendere più interessante la Storia; un metodo di studio…
da far perdere la testa!

Conclusione
La satira: uno strumento "rivoluzionario" contro il potere
Agli alunni delle 2^B e 2^F è toccato il compito di trattare l'argomento della satira: un mezzo del tutto nuovo per attaccare, attraverso immagini fortemente ironiche, la nobiltà e il clero; ceti agiati che opprimevano il cosiddetto Terzo Stato. Anche gli studenti di queste classi hanno vissuto con entusiasmo la
ricerca assegnata: selezionare alcune delle vignette del periodo e commentarle grazie alla compilazione di schede appositamente create. In questo modo è stato possibile parlare dell'Illuminismo attraverso i disegni satirici settecenteschi e, come indicato nel sottotitolo, "ridisegnare" la Storia del 700 attraverso le vignette del periodo.
prof. Giampiero Colaianni
E' superfluo sottolineare che gli studenti delle classi coinvolte hanno immediatamente accettato di trattare questi argomenti con grande entusiasmo! I
Passiamo a vedere le vignette analizzate dagli studenti.
FINE
Iniziamo, dunque, con la descrizione dell'Illuminismo.
Gli alunni "ridisegnano" la Storia
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