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Apoxyomenos e Doriforo

Art History Project Fall 2013
by

yvonne della libera

on 20 February 2014

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Transcript of Apoxyomenos e Doriforo



Doriforo vs. Apoxyomenos
fine.
''L'arte di un popolo è specchio fedele della sua mente''
- Javaharlal Nehru

Il Doriforo di Policleto, oggi conservato al Museo Archeologico di Napoli, è una copia di età romana di una statua greca
La statua è stata realizzata da Policleto seguendo un canone ben preciso per dare armonia alle varie parti che la compongono.
L’artista nella creazione della statua usa la tecnica del chiasmo, che segue lo schema a X.
Tale tecnica prevede la costruzione del corpo seguendo il ritmo incrociato, che fa apparire la figura dinamica ed equilibrata.
Dopo aver misurato un certo numero di uomini e aver ricavato le misure medie, Policleto stipulò le leggi per la perfezione ideale del corpo umano, fondandole su precisi rapporti numerici. In particolare, la testa doveva essere 1/8 del corpo, il busto doveva corrispondere a tre teste, le gambe a quattro. Come modello delle sue teorie realizzò il Doriforo, portatore di lancia.
Il corpo è sinuoso e sembra muoversi in modo naturale, infatti il bacino è leggermente piegato sul lato sinistro per accompagnare il movimento della gamba, continuando a salire, le spalle seguono questo movimento infatti quella destra è leggermente più in alto di quella opposta, inoltre il corpo compie un sinuoso movimento ad S che gli conferisce morbidezza.
La statua appare in perfetto equilibrio perché Policleto distribuisce il pondus, cioè il peso delle parti del corpo (ponderazione)
Da questo equilibrio, che è tale solo perché immutabile, deriva un senso di stabilità assoluta, priva però di ogni rigidità e molto naturale.
Grazie alla tecnica del chiasmo, la statua
trasmette un senso di grande
equilibrio.
DORIFORO
APOXYOMENOS
Questa statua di Lisippo rappresenta un giovane atleta che, dopo una gara, si sta detergendo dal sudore e, passando lo strìgile sotto il braccio destro, teso in avanti ,toglie l'olio di cui si era cosparso in precedenza.

Strìgile:
Strumento per lo più di bronzo, ma anche d'argento o avorio, anticamente usato nelle palestre e nei bagni per detergersi dall'olio, dalla sabbia e dal sudore.
Anche in questo caso avvertiamo la dimensione non eroica ma più quotidiana delle statue di Prassitele
PRASSITELE
LISIPPO
Ciò che principalmente distingue l’apoxyomenos è una diversa concezione dello spazio figurativo. Altre statue avevano un punto di visione privilegiato, quello frontale. Ciò molte volte era determinato proprio dalla collocazione finale delle statue. Ad esempio, quelle poste nei frontoni dei templi erano viste da una sola possibile angolazione. Ma anche quelle isolate venivano realizzate con l’attenzione a ciò che veniva percepito da un’angolazione in particolare.

Nel caso dell’apoxyomenos, Lisippo rompe questa convenzione perché la statua non ha un punto di vista privilegiato: può essere tranquillamente guardata da qualsiasi punto di vista e risulta sempre perfettamente equilibrata. In pratica Lisippo non si limita a controllare l’immagine della forma che realizza, ma controlla la forma nella sua specificità tridimensionale, ben sapendo che può proporre infinite immagini di sé.
In questa opera Lisippo mise in atto la nuova ponderazione: la gamba sinistra diviene portante, quella destra scarta lateralmente e l'azione principale è attribuita alla mano sinistra, quindi nessuna parte del corpo è in riposo. Ne derivano un equilibrio instabile e un bilanciamento dinamico della figura
Nell'Apoxyomenos, Lisippo impiegò anche un nuovo canone, caratterizzato da misure proporzionalmente ridotte rispetto al canone di Policleto, lasciando la testa circa 1/8 rispetto al corpo e rendendo le gambe sottili e gli occhi piccoli: in questo modo lo scultore si distaccò dall'uso delle proporzioni dei suoi contemporanei.
Un'ulteriore novità dell'opera di Lisippo è costituita dalla posizione delle braccia protese verso l'osservatore: in questo modo la scultura conquista lo spazio davanti a sè mentre il torace resta in secondo piano.
Inoltre le due parti del corpo sono poste in contrasto tra loro: la solidità si concentra nella parte sinistra, con la gamba portante, e l'instabilità nella destra,con la gamba piegata e il braccio spinto in avanti. La statua risulta molto diversa a seconda che la si guardi di fronte o di profilo: da questa seconda prospettiva infatti risulta più evidente la conquista dello spazio attraverso il movimento delle braccia.
Nell'Apoxyomenos l’attenzione non è più rivolta alla regola naturale né all’esaltazione del gesto eroico o della percezione perfetta.
Lisippo crea un maggior realismo quindi la figura si apre a ciò che lo circonda.
Lisippo pone una maggiore attenzione all’uomo anche negli aspetti peggiori
La statua rappresenta un atleta colto nell’intima azione di detergersi dal sudore dopo aver compiuto uno sforzo fisico e per la prima volta viene raffigurata un’azione quotidiana, banale, privata (spunto elaborato da Fidia)
Grazie a Lisippo da qui inizia lo studio del movimento che si evolverà per
avere anche un effetto scenografico delle statue e ci sarà un'evoluzione nella statuaria.


- Per la prima volta si rompono i piani, avendo una statua in tre dimensioni, tramite le braccia.
- Non sono chiaramente delineati i suoi muscoli, quindi non si valorizza il corpo.
NOVITÀ
Yvonne
Della
Libera
1B MUSICALE
LICEO CATERINA PERCOTO
FEBBRAIO 2014
UDINE
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