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Le stelle nella letteratura e nell'arte

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on 1 March 2016

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Transcript of Le stelle nella letteratura e nell'arte

Notte stellata sul Rodano
https://www.thinglink.com/scene/749944208294412288
Sappiamo che van Gogh era fiero della rapidità con cui lavorava e ad Arles essa viene ancor più esaltata. Il 25 settembre 1888 data della realizzazione, appare evidente come la costellazione sia stata rappresentata così come visibile intorno alle 22:30 locali, dunque a notte fonda. Infatti, le due stelle posteriori del Carro individuano una direzione compatibile con un orario successivo rispetto a quello suggerita dal timone.Van Gogh riporta tutte e sette le stelle principali, modificandone però le posizioni relative. Particolarmente alterata è la collocazione di Phecda, che conferisce al quasi-rettangolo posteriore del Carro un aspetto decisamente trapezoidale. Una possibile spiegazione, suggerita dall’accennato ritardo apparente con cui alcune stelle sono state dipinte rispetto ad altre, è che Merak sia stata collocata sulla tela circa 40 minuti dopo le altre, seguita da Phecda, posizionata guardando proprio a Dubhe e Merak, dato che l’angolo Dubhe-Merak-Phecda è corretto (anche se Merak e Phecda sono troppo vicine). L’altezza sull’orizzonte dell’intera costellazione, valutata facendo riferimento alle sue dimensioni, è in buon accordo con la latitudine di Arles (43.66° N), dunque il maestro in questo caso ha saputo giudicare correttamente le distanze angolari in giocoL'opera fornisce interessanti spunti anche dal punto di vista fotometrico.La stella più brillante del Grande Carro è Alioth, che van Gogh invece “vede” meno luminosa di altre. Le stelle più “grandi” nel quadro sono Megrez (la stella invero più debole tra le sette) e Mizar, rappresentata con un dischetto davvero esteso. Dubhe, per noi la stella alfa, è vista come piuttosto brillante. Alla luce di queste considerazioni possiamo concludere che la Notte Stellata sul Rodano offre una rappresentazione del cielo alquanto verosimile, a riprova del fatto che il grande olandese era effettivamente "sul posto", sotto le stelle.

Le turbolenze (nell'arte)
Fenonemo di agitazione,disordne poca chiarezza.
Nell'arte cambiamento di linea e colore ad esempio nella notte stellata le pennelate sono circolari e creano un cielo notturno pieno di vortici e di nui
Le Stelle nell'arte e nella letteratura
A causa delle enormi distanze che le separano dalla Terra, le stelle appaiono all'osservatore in posizioni reciproche praticamente immutabili. Nel corso dei secoli, l'uomo con la sua immaginazione ha riconosciuto in particolari allineamenti o raggruppamenti stellari il profilo o la struttura di oggetti, animali e personaggi mitologici e ha dato loro il nome di costellazioni.
Le stelle nell'arte
Il nostro percorso
Van Gogh
La notte stellata
(Vang Gogh)
Nel giugno 1889, Vincent Van Gogh dipinse la vista, poco prima dell’alba, dalla finestra della sua stanza nel manicomio di Saint-Paul-de Mausole (in seguito all’episodio del taglio dell’orecchio in un momento di pazzia).
Lo intitolò “notte stellata” e, arricchendolo con pennellate veloci e decise, creò vortici di nubi e mulinelli stellari. Gli impressionisti rappresentavano la luce in modo diverso dagli altri artisti;la differenza è che non mescolavano i colori per ottenere la luce, ma usavano i colori che facevano contrasto. Una struttura di fluido turbolento può essere ad esempio la macchia rossa di Giove.
Nel 2004, grazie al telescopio Hubble, degli scienziati osservarono i mulinelli di una nube di polvere attorno a una stella, e si ricordarono la “Notte stellata” di Van Gogh: questo spinse gli scienziati ad approfondire degli studi sul quadro dell’artista in questione.
Scoprirono che nella maggior parte dei suoi quadri erano stati dipinti con lo stesso schema di strutture fluide turbolente e dedussero che Van Gogh li dipinse nell’episodio di pazzia. Grazie a questo si può dedurre che Van Gogh è stato capace di percepire e rappresentare uno dei concetti più difficili in assoluto.

Il soggiorno di Vincent van Gogh ad Arles (febbraio 1888 - maggio 1889) appare particolarmente importante per il maestro olandese. Basterà ricordare che proprio in quel periodo il rapporto con Gauguin, giunto infine anch’egli in Provenza, culmina nell’incomprensione e nel dramma, con notevoli conseguenze sull’animo del pittore. Qui si vuole avvicinare proprio uno di essi, prendendo spunto dal soggetto astronomico, con la speranza che questo nostro approccio stimoli analoghi tentativi, offrendo lo spunto per un lavoro interdisciplinare, capace di interessare ambiti diversi.

La Notte Stellata sul Rodano nasce dalla creatività di uno dei più celebri maestri espressionisti in un periodo in cui lo stesso soddisfa il proprio desiderio di dipingere "dal vivo"e all'aperto. Mentre in quest'ultima, tuttavia, van Gogh pone la sua attenzione soprattutto sulle luci a gas dei lampioni e sul loro modo di “poggiarsi” sulle cose, alla cui artificialità il maestro contrappone proprio lo scintillare delle stelle, nel dipinto che invece ha motivato la nostra indagine il cielo è il protagonista, proprio l’elemento che suscita nell'autore le emozioni più forti.




Terrazza del caffè in Place du Forum ad Arles la sera
Olio su tela; 81 x 65,5 cm
Kröller-Müller Museum, Otterlo Notte Stellata
Olio su tela; 73 x 92
The Museum of Modern Art, New York

Rispetto alla successiva - ma più celebre - Notte stellata (Saint-Rémy, 1889) con i suoi affascinanti astri rutilanti, il dipinto che oggi accende la nostra attenzione appare una rappresentazione evidentemente più realistica del cielo notturno. La figura del Grande Carro, collocata tra stelle più fioche, domina la tela. E' noto - e le considerazioni che seguono lo confermeranno.Van Gogh era consapevole di dipingere il Grande Carro o – meglio - l’Orsa Maggiore. Anche qui si l'artista si appassiona al contrasto tra la luce delle stelle e quella, violenta, delle lampade a gas che si riflette sulle acque del fiume, ma il cielo ha un ruolo centrale, motivato probabilmente proprio dalla conoscenza del soggetto astronomico presente e dal desiderio di dipingere una notte di stelle. Ed è sul cielo che poniamo ora la nostra attenzione.




Rispetto alla successiva - ma più celebre - Notte stellata (Saint-Rémy, 1889) con i suoi affascinanti astri rutilanti, il dipinto che oggi accende la nostra attenzione appare una rappresentazione evidentemente più realistica del cielo notturno. La figura del Grande Carro, collocata tra stelle più fioche, domina la tela. E' noto - e le considerazioni che seguono lo confermeranno.Van Gogh era consapevole di dipingere il Grande Carro o – meglio - l’Orsa Maggiore. Anche qui si l'artista si appassiona al contrasto tra la luce delle stelle e quella, violenta, delle lampade a gas che si riflette sulle acque del fiume, ma il cielo ha un ruolo centrale, motivato probabilmente proprio dalla conoscenza del soggetto astronomico presente e dal desiderio di dipingere una notte di stelle. Ed è sul cielo che poniamo ora la nostra attenzione.

Il soggiorno di Vincent van Gogh ad Arles (febbraio 1888 - maggio 1889) appare particolarmente importante per il maestro olandese. Basterà ricordare che proprio in quel periodo il rapporto con Gauguin, giunto infine anch’egli in Provenza, culmina nell’incomprensione e nel dramma, con notevoli conseguenze sull’animo del pittore. Qui si vuole avvicinare proprio uno di essi, prendendo spunto dal soggetto astronomico, con la speranza che questo nostro approccio stimoli analoghi tentativi, offrendo lo spunto per un lavoro interdisciplinare, capace di interessare ambiti diversi.
La Notte Stellata sul Rodano nasce dalla creatività di uno dei più celebri maestri espressionisti in un periodo in cui lo stesso soddisfa il proprio desiderio di dipingere "dal vivo"e all'aperto. Mentre in quest'ultima, tuttavia, van Gogh pone la sua attenzione soprattutto sulle luci a gas dei lampioni e sul loro modo di “poggiarsi” sulle cose, alla cui artificialità il maestro contrappone proprio lo scintillare delle stelle, nel dipinto che invece ha motivato la nostra indagine il cielo è il protagonista, proprio l’elemento che suscita nell'autore le emozioni più forti.

https://www.thinglink.com/scene/752474969014796289
Terrazza del caffè sulla piazza del forum
Sitografia
Quelle che oggi definiamo costellazioni circumpolari, stelle che girano sempre nel cielo senza toccare l’orizzonte, nella mitologia classica erano raffigurate come personaggi vittime della maledizione di non riposare mai: è il caso di Callisto e suo figlio Arcas, noti come Orsa Maggiore e Orsa Minore, inviati da Zeus

La stella più luminosa nel cielo estivo , non è la stella polare ma è la gigante rossa Arcturus, figlio di Zeus inviato per proteggere Callisto dalla gelosia di sua moglie, Era.

Nel il triangolo estivo: Altair, Daneb e Vega, 3 stelle molto brillanti della via Lattea, nata nella mitologia classica dalle gocce di latte fuoriuscito dal seno di Era, moglie di Zeus, l’amante di Callisto, la madre di Arcas

http://www.bellatrixobservatory.org/cvaaI/33/
http://www.3nz.it/4316/matematica-van-gogh/?refresh_ce
http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/notte-bianca-scienza/van-gogh-dipinto/van-gogh-dipinto.html
www.thinglink.com
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