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Arte

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MariaBeatrice Serra

on 29 May 2013

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Transcript of Arte

dalla preistoria.. Timeline Venere preistorica,
ca 20 000-18 000 a.C, da Willendorf.
Pietra calcarea, altezza 11 cm.
Vienna Museo di storia naturale. Rappresenta il fisico femminile di una donna stetopigico; è l'idealizzazione della figura della donna: alcuni elementi del corpo della donna sono fortemente pronunciati quasi a suggerire l'idea di fertilità. 20 000
a.C. 15 000
a.C. Arte Egizia I dinasta
2853 a.C. - 2803 a.C. Arte Preistorica Venere di Lespugue,
ca 25.000 a.C., da Lespugue (pirenei)
Avorio scolpito, altezza ca 15 cm
Musée de l'homme a Parigi

Ritrae una donna nuda, nella classica pose delle "Veneri paleolitiche".
Secondo alcuni esperti tessili come Elizabeth Wayland Barber, la statua ci offre la prima rappresentazione di un tessuto, infatti al di sotto dei fianchi si può notare una gonna fatta di fibre elicoidali, sfilacciate alla fine. 25 0000
a.C. Cavallo cinese,
ca 15 000 a.C., particolare di dipinti rupestri
lunghezza ca 140 cm
Grotta di Lascaux, Dordogna Teste dei felini,
ca 20 000 - 17 5000.
Particolare del Ciclo dei leoni,
Grotta di Chauvet L'uomo primitivo inizia a dipingere e a eseguire i primi graffiti nelle caverne da lui abitate; i soggetti hanno una funzione magico-propiziatoria per la caccia: disegnarli significava impadronirsene. Saqqara è una vasta necropoli situata in Egitto a 30 km a sud della città moderna del Cairo.
Il monumento di maggior rilievo è la piramide a gradoni di Djoser, considerata la più antica tra le piramidi.

Mentre Menfi fu la capitale del Regno Antico
Sebbene sostituita dalla necropoli reale di Giza e, in seguito, da quella della Valle dei Re presso Tebe, rimase un importante località di seppellimento e culto per più di 3000 anni fino al periodo Tolemaico ed all'occupazione romana. II dinastia
2803 a.C. - 2657 a.C. III dinastia
2657 a.C. - 2589 a.C. Scriba seduto,
ca 2600-2500 a.C. Calcare dipinto,
altezza 53,7 cm, larghezza 44 cm.
Parigi, Museo del Louvre Kagemni, Saqqara
è stato un visir vissuto durante la prima parte di regno di re Teti della VI dinastia egizia. IV dinastia
2589 a.C. - 2454 a.C. Epoca Arcaica:
Protodinastica La necropoli di Giza è situata nella piana di Giza, alla periferia de Il Cairo, in Egitto. Al suo interno si trovano la Piramide di Cheope (o Grande Piramide), l'unica tra le sette meraviglie del mondo giunta sino ai giorni nostri, la Piramide di Chefren e la Piramide di Micerino. La forma piramidale perfetta fu adottata dai costruttori egizi proprio perché, oltre al culto dei faraoni, era praticato pure quello del Sole: gli spigoli della piramide rappresenterebbero i raggi solari che scendono sulla terra, la piramide era la scala per salire al cielo. Questa necropoli dell'Antico Egitto è composta dalle tre piramidi principali di Cheope, Chefren (o Khepren) e Micerino (o Mykerinus), attorniati da altri piccoli edifici satellite, noti come piramidi delle regine, rampe e piramidi della valle. La Grande Sfinge sorge sulla parte orientale del complesso, con la faccia rivolta verso est; si ritiene che il volto della Sfinge sia quello di Chefren. Assieme a questi monumenti reali sono presenti anche le tombe degli alti ufficiali e molti memoriali e monumenti risalenti al Nuovo Regno e posteriori alla loro costruzione, eretti per riverenza nei confronti dei sepolti nella necropoli. Caratteristiche artistiche
L'ideologia della monarchia era vista come vitale per la sopravvivenza: il re ha una particolare autorità e ciò si riversa anche sull'arte. Avevano una mentalità conservatrice, obbediente alle regole che dovevano essere sempre uguali, importante caratteristica artistica.
L'artista segue e interiorizza le regole: è tutta uguale, caratteristica. L'arte nella dimensione urbana: produzione nella città per un pubblico urbano. Regno Antico o Epoca Menfitica (età delle piramidi) Paleolitico Superiore Inferiore
1 800 000 - 120 000 a.C. Medio
120 000 - 35 000 a.C. Maschera di Tutankhamon,
oro battuto e intarsiato di pietre preziose, lapislazzuli Merytaton fu una regina d'Egitto della XVIII dinastia, figlia di Akhenaton e Nefertiti, moglie del faraone Smenkhara. XVIII dinastia
1550 a.C. - 1292 a.C. Gli artisti scrivevano sempre sulle statue create, ma non la sua firma;
Ritratto di Re Micerino e moglie, è risalente all'antico regno, ritrovato a Giza nell'omonima piramide, ai piedi di un tempio. In basalto lucidato scolpito a tutto tondo. Ha funzione funeraria, il volto era ricoperto d'oro e la statua riporta la fisionomia del re, che veniva mummificato per mantenere il corpo.
Il re porta avanti la gamba sinistra, simbolo che era morto.
E' un ritratto, le faccie sono ben individuate, lisciate e con i lineamenti corretti, il resto del corpo è astratto.
Il re era come un dio e aveva due caratteristiche che si ripetevano (arcaiche): la barba fallica, per dimostrare la potenza di procreare, e il velo dietro la fronte stirato a righe in avanti. La pittura:
Il corpo ha una strana torsione: spalle di fronte, volto di profilo, occhio di fronte; le figure sono bidimensionali, non c'è profondità, nè volume, nè chiaroscuro, ma i colori sono perfettamente uniformi, il contorno delle figure è accentuato, i colori sono puri, saturi e dall'effetto inconfondibile. Arte Mesopotamica La prima ziqqurat di Ur fu costruita durante la prima dinastia, poi fu distrutta dagli Accadi. Il re Ur-Nammu della terza dinastia più o meno nel 2100 a.C. fece costruire una nuova ziqqurat sulle fondazioni di quella precedente. La ziqqurat era in onore del dio della luna Nanna (o Nannar). Intorno ad essa si trovava un recinto sacro in cui c’erano un piccolo tempio-tesoriera, un palazzo e la casa della sacerdotessa.
L’altezza è quasi 21 metri.; è una piramide a gradoni dove l’altezza dei piani diminuisce progressivamente, le pareti, si inclinano molto verso l’interno, suggerendo l’idea del moto ascensionale. Le scalinate laterali erano riservate ai civili, mentre la scala centrale poteva essere percorsa solo dai sacerdoti. Le pareti sono leggermente curvate per evitare l’effetto ottico che esse si pieghino verso l’interno. Il tempio di Nanna si trovava in cima. Il materiale con cui è stata costruita è il mattone.
Gli agenti atmosferici, in particolare il vento, hanno eroso i 10 metri dell'ultimo piano, si pensa fosse stato anche un osservatorio astronomico. Alla prima fase dell'arte sumera ppartengono i primi esempi di costruzioni monumentali a carattere religioso.
Durante tutto il periodo protodinastico ed oltre, progrediscono le città-stato di Ur, Lagash, Mari.
Il templi sono edificati con mattoni d'argilla (a causa della scarsa reperibilità della pietra): ad esso sono collegati altri locali dove vengono effettuati lavori di vario genere, compresi quelli amministrativi, la corte al centro del tempio, alla quale si accede da un maestoso ingresso con un'imponente rampa di scale. L'intendente di Ebih Il.
Mari, 2400 a.C.,
scolpito in alabastro bianco, altezza 11 cm.
Musée du Louvre, Parigi Predinastica
3100 a.C. - 2800 a.C. Protodinastica
2800 a.C. - 2350 a.C. Accadica
2375 a.C. - 2112 a.C. Neosumerica
2112 a.C. - 2004 a.C. Ziqqurat di Ur,
2550 a.C.
presso l'attuale città di Tell el-Mugaiyar, Iraq Gli artisti, anche a livello artigianale, producono piccole statue in gesso, terracotta ed alabastro, replicando continuamente una forma usuale, come le piccole statue raffiguranti le divinità e gli oranti, collocate nei templi, per significare l'onore perpetuo tributato alla divinità. Il prediligere le forme tondeggianti, messo a confronto con l'abbondanza cubica della forma statuaria egizia, esalta ancora di più queste immagini coperte dal vello di pecora, stanti, sedute o accasciate con le gambe incrociate. Le dimensioni in linea di massima ridotte, distanti da quelle gigantesche delle figure egizie, si giustificano con la difficile reperibilità di sasso marmoreo e soprattutto con il differente modo di concepire la religione: è la maestosità di tutto l'organismo architettonico ed ornamentale a rimarcare il potere assoluto del re. Ebih Il, rappresenta colui che dedica, che dà garanzie; ha le spalle rilassate, le mani a dita unite accavallate all'altezza del petto, l'espressione concentrata, i grandi occhi guardinghi contornati da linee di bitume, che annunciano l'intrinseco dialogo con il dio, in un'espressione di umile devozione. Porta una gonna di pecora. Porta un'iscrizione in sumero Gli artisti greci studiano i meccanismi e il funzionameto del corpo, sotto la figura; l'arte è imitare la realtà fedelmente, è un'evento cittadino, l'artista è specializzato ed è pagato dalla città. La città greca considera l'arte un mezzo per esaltare la virtù, per sottolineare il valore della città e investono su di essa. Gli artisti sono ricchi e apprezzati. Arte Greca Arte Cicladica
3000 a.C. - 2000 a.C. Nelle cicladi si trovano le prime forme di arte greca.
Queste statuette venivano messe nelle tombe, è alta ca 50 cm, di solito venivano rappresentate donne, anche nell'atto di bere o sedute.
La figura umana non è ancora naturalistica, ma stilizzata e pulitissima; amavano il colore e dipingevano le statue. Assomiglia alla statuetta di Willendorf, è formata da triangoli. Arte Egea Arte Minoica
2000 a.C - 1500 a.C. Arte Micenea
1500 a.C. - 1000 a.C. Questa statuetta quando Ivans arrivò a cnosso era un mucchietto, così intuì come dovesse essere e la ricostruisce. E' autentica nelle parti più scure. Ha effettuato un restauro d'integrazione, la completò dal punto di vista strumentale Anche nel caso del Principe dei Gigli è stato effettuato un restauro d'integrazione, perchè Ivans aveva fatto disegnare dei gigli in basso a destra. L'impostazione del corpo è egiziana, perchè Creta si affaccia sul delta del Nilo, anche se la linea di contorno è più morbida. La Parigina, anche conosciuta come la Signora Minoica, fa parte del cosiddetto Affresco dello Scanno del Campo, la quale fu probabilmente dipinta sulla parete della Sala del Santuario sul Piano Nobile al palazzo di Cnosso. Il viluppo sacrale che si muove lentamente dietro al collo sembra indicare che essa sia una sacerdotessa oppure una dea.
Usando questi oggetti, le signore minoiche mettevano in luce le labbra rosse e il bianco del viso. Nell'affresco della Parigina, può essere visto l'uso del colore nero per enfatizzare la forma degli occhi e il rosso per le labbra.
Viene datata al periodo Neopalaziale, 1400 a.C. ca. Museo Archeologico di Herakleion. Le mura sono spezzate dai limiti del territorio e fortificate; ha due soli ingressi, il primo dalla porta dei leoni, il secondo dalla porta secondaria. Era progettata contro l'assedio. Le necropoli di solito stavano fuori dalle mure della città, perchè è la città dei morti e separarla da quella dei vivi, qui no, perchè credono che ci fosse un personaggio famoso, tipo un eroe divinizzante, o un tempio. Erano sepolti principi ricchissimi ricoperti d'oro La maschera funebre sbalzata in oro è stata ricavata/formata sulla faccia, è di oro zecchino Il leone è l'animale protettore di Micene, quello di Creta è il toro. Arte Greca Periodo di formazione (geometrico)
XII - VIII sec a.C. Calata dei Dori e nascita delle prime città Periodo arcaico
VII - VI sec a.C. Si sviluppa l'architettura dei tempi e la scultura della figura umana Periodo classico
480 - 323 a.C. Va dalla battaglia di Salamina alla morte di Alessandro Magno, che aveva annientato i Persiani. In questo periodo, detto anche età dell’oro, le poleis diventano libere ed indipendenti sviluppandosi nell’economia, nel sociale, nell’arte e nella cultura. Fino alla battaglia di Azio. Le città Greche che avevano già perso definitivamente l’indipendenza, entrano a far parte della provincia Romana di Macedonia, ma la cultura e la civiltà greca, non saranno mai sopraffatte dai Romani. Horror vacui: l'artista riempe ogni parte di essa; è perfettamente simmetrico, sottile più di 2 mm e 1/2, con linee perfettamente equidistanti, perfezione tecnica ed esecuzione pulita. Ceramica dipinta al tornio, svolgeva una funzione funeraria come segnacolo della tomba, decorata con motivi astratti, senza un soggetto, Ex voto, molto usato a Olimpia: gli atleti che vincevano donavano queste statuette per ringraziare. Nell'arte arcaica si fissano i grandi interessi dell'arte greca: le Korai (fanciulle) e i Kuroi (fanciulli): sono statue votive per ringraziare le divinità ed erano poste davanti ai tempi, perchè inaccessibili ai fedeli. Era di Samo,
ca 570 - 560 a.C.
Marmo, altezza 192 cm.
Parigi, museo del Louvre Ritrovata a Samo, acefala. Forse con la mano sinistra tesa in avanti porgeva un melograno come dona a Era. Keramis, la scritta trovata incisa nel retro della statua, potrebbe essere il nome della persona che stava dedicando la statua. Scolpito in marmo a tutto tondo, ritrovato a Delfi e lì ora conservato. E'una figura maschile nuda, in piedi, con le braccia lungo i fianchi, con i pugni serrati.
Idealmente si può dividere in 3 sezioni e da ciò si nota che è sproporzionata. Kleobi e Bitone, (attribuiti a) Polimede di Argo,
fine del VII sec a.C.
Marmo pario, alte 218 cm,
Delfi, museo archeologico Kore con Peplo,
540 - 530 a.C.,
Marmo cicladico con traccie di pittura rossa, verde e nera, alta 118 cm
Atene, museo dell'acropoli Efebo di Kritios,
ca 480 a.C.
Marmo, alta 86 cm.
Atene, museo dell'acropoli E' una statua votiva, non ci sono iscrizioni; i piedi e i piedistallo sono stati perduti: con la calata Persiana, i Greci vennero sconfitti; Serse per vendicare la battaglia di Maratona, distrugge Atene. I Greci raccolsero i resti delle statue come membra e li seppellirono in una grande fossa.
La statua è ancora abbastanza chiusa e compatta, ma il rapporto con le membra è più proporzionato, le braccia sarebbero stese lungo i fianchi. Non è più una statua frontale e nemmeno simmetrica, perchè un corpo in muovimento non èm bilanciato. La resa anatomica è più bella, armoniosa, plastica, le spalle sono più reali: segue un principio più naturalistico che matematico Auriga, Sotade,
ca 475 a.C.
Bronzo, alta 180 cm.
Delfi, museo. Realizzata per celebrare la vittoria di Hieron nella corsa coi carri, durante i giochi pitici, donata in seguito al santuario di Delfi. Zeus o Poseidon di Capo Artemision, di Calamide,
ca 460 a.C., Bronzo, alta 209 cm.
Atene, Museo nazionale. La figura è molto aperta e averla fatta in marmo avrebbe costituito un problema, nel periodo classico si usa il bronzo, perchè non crea problemi di staticità e la figura è più naturale.
Il Dio è colto nell'atto di lanciare o un tridente o di scagliare un fulmine; le gambe divaricate hanno trovato una posizione di bilanciamento, il corpo sembra immobile, non rivela la tensione dell'azione. Non è una statua frontale, anche se è la visione migliore. Anche se le statue non sono aperte, le disposizioni del corpo sono migliori. La mancanza dell'elmo nel bronzo b deforma la testa. Il bronzo è fatto con una matrice di cera (facilmente modellabile). Tideo (bronzo a) di Agelada il Giovane,
ca 450 a.C., Bronzo, alto 198 cm.
Reggio Calabria, museo nazionale. Anfiarao (bronzo b) di Alcamene il vecchio,
ca 450 a.C., Bronzo, alta 197 cm.
Reggio Calabria, museo nazionale. Periodo ellenistico
323 - 31 a.C. Athena Lemnia, Fidia,
ca 450 a.C., Copia in marmo della fine del XIX sec.
alta 219 cm
Dresda, Musei Fidia era talmente fiero della sua opera da averci inciso il suo nome.
La statua è stata ricostruita grazie alla testa conservata al museo civico archeologico di bologna e del torso, che è a Dresda. La testa è ancora conservata a Bologna. Priva d'elmo, probabilmente tenuto con la mano destra. Discobolo, Mirone,
ca 460 a.C.
Copia romana in marmo,
alta 124 cm.
Roma, Museo nazionale. L'originale in bronzo è andato perduto, il busto si mostra frontale, mentre viene formato dal braccio destro un grande arco, che sottolinea la tensione: l'autore ha privilegiato un particolare punto di vista: la statua, anche se scolpita a tuttotondo, è prevalentemente frontale. Diadumeno, Policleto,
ca 420 a.C.
Copia in marmo da Delo,
alta 186 cm.
Atene, museo nazionale. "Giovane che si cinge la benda" definito "giovane dall'aspetto molle da Plinio. Il giovane è colto nel momento in cui si cinge il capo con la benda della vittoria che gli gonfia la chioma riccioluta. La posa è la stessa del Doriforo, ma le membra sono più rilassate e rendono morbida e aggraziata la figura. Doriforo, Policleto,
ca 450 a.C.
Copia romana in marmo da originale bronzeo
alta 212 cm.
Napoli, museo archeologico nazionale. Plinio ritiene che Policleto sia stato l'unico ad aver teorizzato l'arte con una sua opera: "canone" era detto Doriforo "portatore di lancia": rispettava una regola precisa. Pugile in riposo, Lisippo,
ca 335 a.C. Bronzo, alta 128 cm.
Roma, museo nazionale romano In quest'opera Lisippo ha voluto sottolineare le tumefazioni delle orecchie, le ferite sanguinanti, la deformazione del naso per i colpi ricevuti, l'ematoma sotto l'orecchio destro, la rientranza del labbro superiore dovuta alla perrdita dei denti. Fanciulla di Anzio,
alta 170 cm
Museo nazionale romano
Raffigura una giovinetta rivolta a sinistra mentre avanza vestita di chitone ed un ampio himation.
Gli oggetti votivi, una benda di lana, un ramoscello d'alloro ed una zampa di leone posti sul vassoio verso il quale rivolge lo sguardo, hanno indotto gli studiosi a pensare che si trattasse di una sacerdotessa o comunque di un personaggio connesso al culto di qualche divinità. Il Galata morente era scultura bronzea attribuita a Epigono, databile al 230-220 a.C. circa e oggi nota da una copia marmorea dell'epoca romana (lunghezza 185 cm) conservata nei Musei Capitolini di Roma. Con il Galata suicida e con altre opere di identificazione più complessa doveva fare parte del Donario di Attalo nella città di Pergamo.
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