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Gabriele D'Annunzio

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by

Federico Menegatti

on 29 May 2014

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Transcript of Gabriele D'Annunzio

L'italia alla fine del 1800
Le opere
Sotto il titolo di "Versi d'amore e di gloria", nel 1926, D'Annunzio raccoglie tutte le sue opere riordinandole.

L'alcyone
Lo scenario della guerra
Nel 1914 nascono in tutta Europa le convinzioni che una guerra sarebbe stata imminente e che avrebbe coinvolto vari paesi. In tutte le città di molte nazioni scendono in piazza folle entusiaste e inneggianti alla patria e allo spirito guerriero.

D'Annunzio vede questo evento come una possibilità

L'impresa di fiume
Concluso il conflitto, l'eroe di guerra pluridecorato, non riesce ad accettare la vittoria mutilata dell'Italia. Spinto da questa ingiustizia il 12 settembre 1918 il poeta entra a Fiume al comando di una legione di volontari che decretano l'annessione della città all'Italia.

Un Bambino promettente
Nato nel 1863 a Pescara da una famiglia borghese, Gabriele D'Annunzio si trova a studiare in uno dei collegi più rinomati d' Italia, il Cicognini di Prato, già alla tenera età di 11 anni. In questi anni inizia a formare il suo carattere che fin da subito spicca per essere caratterizzato da una volontà incontrollabile di primeggiare.
Gabriele D'Annunzio
La parola diventa azione
D'Annunzio si arruola nel maggio del 1915 come volontario e partecipa a svariate imprese aeree e marine, spinto da un desiderio di distinzione dalla massa, sia per la vita sia per la morte.
Nonostante il danno ad un occhio causato da un incidente aereo, il poeta, superata la convalescenza, tornerà a combattere.

L'impresa di Fiume suscita molto stupore a livello internazionale generando una grande ammirazione da parte del fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti, e da parte di Mussolini.
Nell'atmosfera magica delle ore trascorse in
Toscana, nel 1903, D'Annunzio si cimenta nella scrittura del terzo libro delle Laudi, l'Alcyone. L'intenzione del poeta è quella di recuperare l'illusione di antico e autentico rapporto tra uomo e natura. Nei versi dell'opera infatti viene esaltata la misteriosa capacità di "entrare" in ogni oggetto e sentirsi parte di esso.
Allo stesso tempo però si può notare l'altra faccia della medaglia, cioè la fugacità e la nostalgia dei momenti descritti nelle poesie.

Nell'opera D'Annunzio racconta molte di queste esperienze al limite del fantastico attraverso la figura di Eleonora Duse, celata dietro il nome di Ermione,
che svolge anche il ruolo di musa ispiratrice
del poeta.
Grazie ai fruttuosi studi, all'età di sedici anni pubblica la sua prima opera a spese del padre.
Primo vere
E' il primo libretto di poesie di D'annunzio il cui titolo significa "All'inizio della primavera" che indica appunto la sua giovinezza.
A prova del fatto che il poeta fosse già a conoscenza delle regole della costruzione di sé come personaggio, per ottenere più pubblico, diede ai giornali la notizia della propria morte.
Giornalista a Roma
Trasferitosi a Roma, D'annunzio sposa la duchessa Maria Hardouin, ma vede mutare la sua condizione di vita a causa della speculazione edilizia e della ricerca di lusso e del divertimento.
Trova lavoro come giornalista per il quotidiano "La Tribuna" divenendo non solo un ottimo cronista, ma anche un ottimo critico di ciò che al tempo era chic e alla moda.
Nostalgia dell'abruzzo
D'Annunzio non rinnega le sue origini abruzzesi e nel 1882/83 dedica alla sua terra natia "Canto novo" (il suo secondo libro di poesie), "Terra Vergine" e "Intermezzo di rime" (che scatena un grosso scandalo per i suoi contenuti erotici).
Lascia poi l'impiego giornalistico per tornare in abruzzo dove dà vita a "Il piacere", opera in cui esprime l'esperienza maturata nei salotti aristocratici.
In questi stessi anni il suo matrimonio degenera per colpa di una nuova amante (Elvira Natalia Fraternali Leoni) e per un'accesa passione per il dandismo che compromette la sua condizione finanziaria.

La fuga a Napoli
Per sfuggire ai creditori, D'Annunzio si rifugia, nel 1891, a Napoli, dove riprende l'attività giornalistica e dove pubblica il romanzo "L'innocente".
Qui intraprende una relazione con Maria Gravina Cruyllas con la quale è costretto a passare momenti duri viste le condizioni economiche.

In questi stessi anni si avvicina alla musica di Wagner che per D'Annunzio rivelava la malinconia della condizione di vita moderna. Ottiene inoltre un grande successo tra il pubblico di Parigi (che considera più moderno di quello italiano) grazie al suo recente romanzo.

Due Eventi Cruciali
La permanenza a Napoli gli consente di venire a conoscenza della filosofia di Nietzsche.
Grazie ad essa, D'Annunzio si dedica alla riscoperta del mito, del superuomo e delle favole antiche riproponendole nella modernità tramite le due opere "Il trionfo della morte" (1894) e "Le vergini delle rocce" (1895).

Si innamora della famosa attrice teatrale Eleonora Duse.
La svolta politica
Ottenuta popolarità, D'Annunzio si candida alle elezione del 1897 tra le file dell'Estrema Destra. Tramite la sua candidatura esalta l'idea eroica della stirpe, la necessità di sostituire l'azione alle parole e l'esaltazione della forza.
"Vivere ardendo... e non bruciarsi mai"
La trasgressione
Alla pubblicazione dell'opera "La figlia di Iorio" che ottiene un grande successo, corrisponde anche la fine dell'amore con Eleonora Duse. D'annunzio si innamora di una donna completamente diversa dall'attrice, una donna dinamica e moderna: la duchessa Alessandra di Rudinì. Con la sua nuova donna intraprende una serie di esperienze trasgressive che culminano in tradimenti e travestimenti.

"Rinnovarsi o morire"
Fedele al suo motto, D'Annunzio colma momentaneamente il suo desiderio di provare nuove esperienze con la sua prima esperienza di volo, della quale parlerà nel romanzo "Forse che sì forse che no", che ha come protagonista un aviatore.

La Fuga in francia
Oppresso dai debiti nel 1910 fugge a Parigi dove sosta per ben 5 anni. Qui compone varie opere in francese quali "Le martyre de Saint Sébastien", una favola mistico-erotica, che viene posta all'indice dei libri proibiti, e "La Pisanelle".
di scuotere la sua vitalità, minacciata dal costante pensiero di una vecchiaia imminente e priva di spirito.
La beffa di Buccari
L'impresa, destinata a diventare leggendaria, fu rimandata diverse volte fino a quando, il 10 Febbraio 1918, gli uomini più arditi della Regia Marina Italiana, tra cui il Poeta, "osano l'inosabile".
Tramite l'utilizzo di due MAS (Motobarca Armata Silurante) e al grido di incoraggiamento del Vate, gli incursori entrano nel porto di Buccari dove affondano le navi ormeggiate lasciando scritto, all'interno di alcune bottiglie, un messaggio di scherno, scritto proprio dal pugno di D'Annunzio.
Il poeta scrisse in seguito la "Canzone del Quarnaro" dove narra l'impresa compiuta insieme ai suoi compagni.
Proprio in questa occasione D'Annunzio, utilizzando la sigla MAS, conia il suo motto più conosciuto:
Memento Audere Semper!
(Ricordati di osare sempre)
Il volo su vienna
Il volo su Vienna si svolge il 9 agosto del 1918. Progettato da D'Annunzio ben un anno prima viene attuato solo nella suddetta data a causa di problemi tecnici con i velivoli. La squadriglia detta "serenissima", composta da 11 aerei comandati dal Poeta, vola sui cieli di Vienna buttando sulla medesima città 50000 copie di biglietti su cui si narra della grandezza dell'Italia e si invita il nemico alla resa.

La Vita
Gli Ultimi anni
Terminata la sua ultima avventura, D'Annunzio si ritira nella sua villa, il "Vittoriale degli Italiani" insieme a Luisa Baccara che fu la sua ultima compagna. Nel corso degli anni trasforma la sua casa in mausoleo dove colleziona cimeli di guerra e varie opere.
Durante questi anni raccoglie le sue opere in un unico volume che pubblica nel 1926.
Infine, riesce ad ottenere da parte di Mussolini un grande riconoscimento, quello di precursore del Fascismo.
Gabriele D'Annunzio muore nel 1938, nella sua casa, dove la morte lo coglie improvvisamente sul tavolo di lavoro.

La Liberazione dai
vincoli borghesi
Uno dei primi e più acclamati interpreti della società di fine ottocento è D'Annunzio. Come si può leggere nelle sue opere egli esalta il divertimento, il piacere, la gioia e il sesso libero, tutto ciò emancipato dalle catene della tradizione.
La rinascita dell'arte
Grazie all'importanza acquisita dall' estetica
l'arte inizia ad esaltare la "trasfigurazione naturale delle persone e delle cose reintegrate nella pienezza del loro essere.".
Rinasce così il culto della bellezza attraverso l'azione e le imprese eroiche.
Un dandy fuori dal comune
A differenza di Baudelaire, D'Annunzio rifiuta la folla, ma allo stesso tempo fa di tutto per conquistarla attraverso la manipolazione del pubblico resa possibile dalle sua abilità retoriche.
Versi d'amore e di gloria
Gli scritti narrativi vengono poi raccolti sotto il nome "Prose di romanzi"; le opere memorialistiche vengono raggruppate sotto la dicitura "Prose di ricerca, di lotta, di comando, di conquista, di tormento, d'indovinamento, di rinnovamento, di celebrazione, di rivendicazione, di liberazione, di favole, di giochi, di baleni."
Le sensazioni alla base di tutto
Per tutta la sua produzione D'Annunzio cerca di conciliare l'uomo e le cose.
Dopo la pubblicazione di Primo Vere, di stampo fortemente carducciano, già a partire da Canto Novo, la poetica si basa su un elemento chiave: le sensazioni provate dal corpo. In breve tempo la poetica si sposta verso Baudelaire introducendo così tematiche legate all'eros
(Intermezzo di rime).
Un cambiamento nella scrittura
L'attività giornalistica esercitata da D'Annunzio, nonostante sia da lui stesso considerata sia una perdita di tempo, che una attività deprimente, gli permette di sviluppare scioltezza, versatilità nello scrivere.
Estetica e morale
Nel protagonista de "Il Piacere", Andrea Sperelli, D'Annunzio ha intenzione di descivere la sua esperienza di cronista della Roma di quel periodo. Andrea è infatti un gentiluomo raffinato ed elegante che ha sostituito il senso estetico a quello morale.
Il protagonista rifiuta il grigiore democratico rivelandosi multiplo ed inafferabile, un insieme di emozioni e sensazioni effimere e fugaci.
Anche la narrazione segue il carattere del protagonista riducendo al minimo la trama e trattando di brevi azioni e reazioni rivelandosi discontinua.
Infine troviamo anche qui una sfera erotica perversa e complessa.
La Svolta nietzschiana
Il cambiamento radicale nella lirica di D'Annunzio coincide con la scoperta della filosofia di Nietzsche, che esalta la potenza e la gioia dell'uomo.
D'Annunzio applica la filosofia di Nietzsche in maniera radicale applicandola in ogni aspetto alla sua vita.
I due punti fondamentali che si notano da questo cambiamento sono come la sua vita non segua altra legge che quella da lui dettata e che tutto ciò che lo circonda sia
visto come uno strumento di autoaffermazione.
Questo cambiamento lo porta a scrivere un intero ciclo di poesie: "Laudi del cielo
del mare della terra e degli eroi".
L'esperienza della guerra
L'avventura della guerra non interrompe la consuetudine di D'Annunzio di scrivere ininterrottamente, anche all'interno del suo aereo.
Proprio un incidente di volo infatti lo
costringe a un periodo di cecità e alla conseguente perdita dell'occhio destro. In questo lasso di tempo D'Annunzio inventa un nuovo mito su cui passare il tempo: egli si immagina di essere uno scriba egizio affascinato dalla magica scrittura notturna. E' proprio qui che nascono i versi del Notturno, all'interno del quale emergono
immagini di guerra, di dolore, di sconfitte
tutte evidenziate da una scrittura
frammentata e breve.
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