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In Europa e in America rivolte e rivoluzioni-Il Risorgimento Italiano

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by

Matteo Pasquali

on 13 September 2016

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Transcript of In Europa e in America rivolte e rivoluzioni-Il Risorgimento Italiano

Il Congresso di Vienna
Alla notizia della fuga di
Napoleone
dall’
Elba
, i rappresentanti degli Stati europei riuniti in congresso a Vienna interruppero i loro lavori, ma li ripresero con energia dopo
Waterloo
e li conclusero nel 1815. Le potenze europee si impegnarono a
restaurare
la situazione politica precedente la
rivoluzione francese
e le guerre napoleoniche.
Perciò, riposero sui troni i sovrani spodestati da Napoleone o i loro legittimi eredi: i
Borboni
, ad esempio, tornarono a Parigi, i
Savoia
a Torino, il
papa
a Roma ...

Nel congresso vollero creare un durevole equilibrio di forze fra le maggiori potenze, perché nessuna potesse prevalere sulle altre come aveva fatto la Francia. L’equilibrio politico fra gli Stati assicurò all’Europa un
lungo periodo di pace, detto “concerto europeo”.
Con il congresso di Vienna ebbe inizio
l’età della Restaurazione
, che durò dal 1814 al 1830
La Santa Alleanza
Le decisioni del congresso di Vienna furono rafforzate dal
patto della Santa Alleanza
firmato nel 1815 dai
sovrani d’Austria, Russia e Prussia
. Con la Santa Alleanza essi si proponevano di «
proteggere la religione, la pace, la giustizia
» e, come sovrani cristiani (uno cattolico, uno protestante, uno ortodosso), si impegnavano ad
aiutarsi e a sostenersi reciprocamente
.
Il trattato, era ispirato a princìpi di fratellanza cristiana. Le potenze europee però, prima fra tutte l’
Austria
per opera dell’abile ministro
Klemens von Metternich
, lo trasformarono in un
temibile strumento politico e militare
, interpretandolo come un impegno a
intervenire militarmente
nei Paesi in cui fossero scoppiati disordini rivoluzionari.
Rinascono i governi assoluti
Fra i governi restaurati solo alcuni mantennero il
Codice civile
e altre riforme avviate in età napoleonica.

Altri invece tentarono di far dimenticare ogni tipo di innovazione introdotta dai Francesi, ristabilendo le antiche monarchie assolute e restituendo agli aristocratici titoli e cariche.
Ferdinando VII di Spagna
, per esempio, si affrettò ad abolire la
Costituzione di Cadice
;
il
re di Sardegna Vittorio Emanuele I
ripropose
vecchie mode
(come la parrucca e il codino) e giunse a sconsigliare ai sudditi l’uso delle strade costruite dai Francesi in Italia.
Motivi di scontento nei confronti dei governi
In Italia sentimenti di insoddisfazione nei confronti dei governi si diffusero soprattutto fra:

soldati e ufficiali
, che avevano combattuto con l’esercito francese e rimpiangevano le possibilità di gloria e di carriera offerte dall’età napoleonica;

studenti e intellettuali
, irritati per la rigida censura sulla stampa

funzionari
che avevano collaborato con l’amministrazione francese e per questo erano guardati con sospetto.

imprenditori
(soprattutto agricoli), scoraggiati nei loro tentativi di introdurre miglioramenti e tecniche innovative

commercianti
, che vedevano i loro affari danneggiati dai dazi, che alzavano il prezzo delle merci, o dai limiti che alcuni governi ponevano alle importazioni.

La guerra di secessione americana
Nella
prima metà dell’Ottocento
gli
Stati Uniti
erano in
grande sviluppo
. Il numero degli Stati dell’Unione era in aumento, la popolazione cresceva, i confini continuavano a espandersi verso ovest.

Dopo una sanguinosa guerra contro il Messico (1845-1848), il territorio degli Stati Uniti giunse a comprendere l’intera fascia di terre dall’oceano Atlantico al golfo del Messico e al Pacifico.
Fu proprio la
corsa all’ovest
a scatenare nel Paese, nella
seconda metà del secolo
, una furiosa
guerra civile
.
In Europa e in America rivolte e rivoluzioni
-
Il Risorgimento Italiano
di Matteo Pasquali

Mappa riassuntiva
In Europa e in America rivolte e rivoluzioni
Mappa riassuntiva
Il Risorgimento Italiano
Fonti
Introduzione
Introduzione
Il
congresso di Vienna
sancisce, in
Europa
, il ritorno sui troni dei legittimi sovrani. In questo periodo, chiamato
Restaurazione
, si diffonde l’idea di nazione anche grazie a un nuovo movimento culturale: il
Romanticismo
.
Negli
Stati Uniti
scoppia la
guerra di secessione
che termina con la vittoria degli Stati del nord.
Periodo della storia europea compreso tra il
congresso di Vienna
e le
rivoluzioni del 1848
. Contrassegnata dall'equilibrio fra le potenze vincitrici di
Napoleone.
Restaurazione
Guerra di secessione
La guerra di
secessione americana
, fu combattuta dal 12 aprile 1861 al 9 aprile 1865 fra gli
Stati Uniti d'America
e gli
Stati Confederati d'America
(CSA).
Romanticismo
Il
Romanticismo
è stato un movimento artistico, musicale, culturale e letterario sviluppatosi al termine del XVIII secolo in
Germania
. Si diffuse poi in tutta Europa nel
XIX secolo
.
cartina dell'europa nella Restaurazione
artista: David
opera: Napoleon crossing the Alps
Creato nel 1800
artista: Caspar David Friedrich
opera: Viandante sul mare di nebbia
Creato nel 1818
Il dipinto è considerato uno dei manifesti del romanticismo.
artista: Eugène Delacroix,
opera: La Libertà che guida il popolo
Creato nel 1833
Commemorates the French Revolution
Battaglia di Chattanooga
creato nel 1888
Il generale Napoleone Bonaparte, comandante dell'Armata d'Italia
Creato nel XIX secolo
artista: Édouard Detaille
Da in alto a sinistra in senso orario: scena della battaglia di Lodi, resa delle truppe austriache a Mantova, Napoleone alla battaglia di Rivoli e al Ponte di Arcole
L'Europa nel 1812
Presa della Bastiglia
artista: Jean-Pierre Houël
Creato nel 1789
La carica dei corazzieri francesi contro i "quadrati" della fanteria britannica durante la battaglia di Waterloo
artista:Henri Félix Emmanuel Philippoteaux
creato nel 1874
L'europa dopo il Congresso di Vienna
Ai confini orientali della Francia fu creata una barriera di
Stati cuscinetto
(i Paesi Bassi, la Svizzera, il regno di Sardegna) per scoraggiare futuri tentativi di espansione francese.

L’
Austria
cedette il Belgio (che fu unito ai Paesi Bassi) ma ottenne la Lombardia e Venezia con gran parte dei suoi territori italiani e adriatici (Dalmazia).

L’
Inghilterra
mantenne tutte le colonie francesi, spagnole e olandesi e riaffermò il suo predominio sui mari.

In
Italia
furono rafforzati gli Stati principali: il
regno di Sardegna
(comprendente Piemonte, Sardegna, Liguria, Nizza e Savoia), il
regno Lombardo-Veneto
, (sottoposto al dominio dell’Austria), i regni di Napoli e di Sicilia, unificati nel
regno delle Due Sicilie
Nel complesso l’Italia passò dal
controllo
francese a quello
austriaco
.
Principe di Metternich
Thomas Lawrence
creato nel 1815
Francesco II dopo l'incoronazione imperiale, 1792.
Alessandro I di Russia in un dipinto del 1825
Federico Guglielmo III di Prussia in un ritratto d'inizio ottocento
Codice Napoleonico
Il Codice napoleonico
o codice civile è una raccolta di leggi emanata nel 1804 e divenuta poi fonte di diritto per un gran numero di Paesi.


Il Codice confermava
le principali conquiste della rivoluzione
, come l’uguaglianza di tutti davanti alla legge e l’abolizione dei diritti feudali; inoltre proteggeva il diritto di proprietà, che stava a cuore ai ricchi borghesi, e regolamentava il diritto di famiglia, assegnando al padre e marito un ruolo predominante.
Ritratto di re Ferdinando VII di Spagna (1784-1833)
di Vicente López y Portaña
creato all'inizione del XIX secolo
La
Costituzione di Cadice
così chiamata perché nacque in quella città, assediata dai
Francesi
fu il modello a cui si ispirarono, almeno fino al 1848, quasi tutte le successive Costituzioni richieste o ottenute in Europa e nell’America Latina. Introduceva la separazione dei poteri e la monarchia costituzionale.
Vittorio Emanuele I re di Sardegna
Le sette segrete
Le insurrezioni e le rivolte nel periodo della
Restaurazione
divennero più frequenti che mai.

Ne furono protagoniste
le sette (o società) segrete
, formate da
oppositori dei governi
che si riunivano in segreto per sfuggire alla sorveglianza della polizia.

In Italia la più importante fu la
carboneria
, che riprendeva linguaggio e simboli dal mondo dei carbonari. Pur senza condividere un unico programma, gli iscritti alla carboneria si proponevano obiettivi come la Costituzione, la conquista di libertà individuali, il rifiuto dell’influenza austriaca sui governi della penisola.
I moti vengono soffocati
Ma già le potenze della
Santa Alleanza
, alla quale nel frattempo avevano aderito molti altri Stati europei fra cui la
Francia
, organizzavano interventi armati contro i rivoltosi.

Alla sconfitta seguì la
repressione
: tutte le Costituzioni furono abolite, i controlli di polizia vennero rafforzati e molti patrioti furono condannati a morte, al carcere o all’esilio.
Ci furono arresti e processi in quasi tutta Italia perché, dopo i moti, le polizie divennero particolarmente sospettose.
I moti del 1820-1821
La
Spagna
insorse nel gennaio 1820. Alcuni reparti di soldati riuniti a
Cadice
, in attesa di partire per le colonie americane, rifiutarono di imbarcarsi, non volendo combattere contro i coloni americani in rivolta contro la madrepatria. Subito si unirono a loro i borghesi liberali, e il
re Ferdinando VII
fu costretto a rimettere in vigore la
Costituzione di Cadice
del 1812. L’esempio spagnolo fu subito seguito dal Portogallo e dal regno delle Due Sicilie.
Fra il 1820 e il 1821 un’ondata di
ribellioni si abbatté su
tutta l’
Europa meridionale
.
Ritratto di re Ferdinando VII di Spagna (1784-1833)
di Vicente López y Portaña
creato all'inizione del XIX secolo
Moti del 1820-1821
I moti in Sicilia
Giuseppe Silvati e Michele Morelli vengono impiccati in seguito alla repressione dei moti carbonari napoletani
L'idea di patria e di nazione
Ancora nel corso del
Settecento
la parola “
patria
” significava soltanto la
città d’origine
e il termine “
nazione
” indicava la piccola
comunità cittadina o regionale
.
La
Grecia
faceva parte dell’
impero ottomano
, che da tempo era in
crisi
e già nel 1818 aveva dovuto concedere ai
Serbi
insorti una certa autonomia. Nel 1821 anche i
Greci si ribellarono contro i Turchi
, chiedendo libertà e indipendenza.
L’insurrezione della Grecia, culla della civiltà europea, destò commozione ed entusiasmo nell’animo di
poeti e artisti, liberali e intellettuali europei
, molti dei quali
accorsero a combattere in aiuto del popolo greco
. Anche le potenze della
Santa Alleanza
, in particolare
Russia e Francia
, che avevano tutto da guadagnare da un ulteriore indebolimento dell’impero ottomano, si schierarono a fianco degli insorti.

I Turchi infine furono battuti e dovettero riconoscere
l’indipendenza della Grecia
(1829).
La rivoluzione greca
Germanos, metropolita di Patrasso, benedice gli insorti greci, del 1865
Francia: una nuova rivoluzione e un nuovo re
Nuovi moti indeboliscono la Restaurazione
In Francia nel 1824, a
Luigi XVIII di Borbone
successe il fratello
Carlo X
, che voleva esere un assolutista.
Carlo emanò leggi a favore della nobiltà.
Nel 1830, poiché la Camera appena eletta gli era contraria, decise addirittura di scioglierla. Davanti al tentativo di
colpo di Stato
da parte del re, i Parigini insorsero: per tre giornate, poi dette “gloriose”, affrontarono l’esercito regio e, sbarrarono le strette vie della città innalzando barricate.La “
rivoluzione di luglio
” fu opera di tutto il popolo parigino.

Carlo X fu costretto a fuggire e la corona passò a
Luigi Filippo, duca d’Orléans
, che si proclamò re dei Francesi «per volontà della nazione» e governò diciotto anni con l’appoggio della ricca borghesia.
Carlo X re di Francia
di Jean-Baptiste Paulin Guérin
La rivoluzione del Belgio
Il
Belgio
, Paese ricco e industriale, insorse nell’agosto 1830 chiedendo
il distacco dall’Olanda
, cui era stato unito dal congresso di Vienna.

Le richieste dei Belgi furono sostenute dall’
Inghilterra
e soprattutto dalla Francia, che era interessata a smantellare uno Stato forte presso i suoi confini.

Così, il Belgio
ottenne l’indipendenza
e si diede una Costituzione fra le più avanzate d’Europa.
Un dipinto della Rivoluzione Belga del 1830
Insurrezione polacca
Sperando nell’aiuto di
Francesi
e
Inglesi
, i
Polacchi
insorsero e lottarono eroicamente per sottrarsi alla dominazione dell’impero russo, liberarono Varsavia dalla presenza dei Russi e dichiararono l’indipendenza della Polonia.

Tuttavia, Francia e Inghilterra non vollero mettersi contro il
potente impero dello zar
e abbandonarono gli insorti che vennero infine
sconfitti
e duramente puniti.
Insurrezione italiana
In
Italia
l’insurrezione partì da
Modena
nel
febbraio 1831
e si diffuse poi a Parma, a Bologna e in altri
territori pontifici
(Romagna, Marche, Umbria). I patrioti avevano posto le loro speranze nell’
aiuto del re dei Francesi
. Luigi Filippo invece non si mosse, e un esercito inviato dall’
Austria
pose presto fine alla rivolta e alle illusioni degli insorti.
Le rivoluzioni in America Latina
Nei primi decenni dell’
Ottocento
, anche nei
Paesi dell’America Latina
, da secoli sottoposti al
dominio coloniale di Spagna e di Portogallo
, si manifestarono nuove aspirazioni all’
indipendenza
. Nelle colonie, agli inizi dell’Ottocento, era ancora diffusa la
schiavitù
e la società coloniale era dominata dai bianchi, divisi fra
Europei
, provenienti dal vecchio continente, e
creoli
, nati in America da genitori bianchi.
Quando
Napoleone
invase la
Spagna
e pose fine alla dinastia reale spagnola, molti creoli si schierarono decisamente per l’indipendenza delle colonie dal dominio spagnolo.
Solo
fra il XVIII e il XIX secolo
durante i grandi rivolgimenti politici dell’età rivoluzionaria e napoleonica, cominciò a farsi strada un
nuovo sentimento nazionale
. La parola “
nazione
” cominciò a indicare una
comunità di persone
che condividono lingua, storia, religione, tradizioni e costumi. La
patria
, ora è anche “terra dei padri”; la patria è “madre” e i suoi figli, appartenenti a una stessa nazione, sono tutti “fratelli”; l’amore per la patria è “
sacro
” e chi muore combattendo è definito un “
martire
”.
Il Romanticismo
Il
Romanticismo
nacque in
Germania
alla fine del
XVIII secolo
e si diffuse poi in tutta Europa influenzando la letteratura e la filosofia, la pittura e la musica.
Gli intellettuali romantici contrapposero la
ragione
illuministica con l’
immaginazione
, il
sentimento
, la
libera creatività dell’artista
.
Cosa riscoprirono?
Riscoprirono l’importanza della
religione
, che l’Illuminismo aveva criticato o trascurato, e rivalutarono il
Medioevo
, che per gli illuministi era un’età d’ignoranza e di superstizione.
Artisti e letterati romantici scoprirono quanto
ciascun popolo aveva di più proprio
e ciò che più lo
distingueva dagli altri
, perciò esaltarono tradizioni e costumi locali, ricercarono poesie, leggende, fiabe popolari, rievocarono episodi gloriosi dell’Antichità o del Medioevo. Contribuirono così al
risveglio del sentimento nazionale
, distaccandosi dagli illuministi.
Un impegno politico concreto
Molti di coloro che condividevano le idee del
Romanticismo
parteciparono attivamente alle lotte per la libertà e l’indipendenza dei popoli o sostennero la causa delle nazioni con le loro opere.
artista: Caspar David Friedrich
opera: Viandante sul mare di nebbia
Creato nel 1818
Il dipinto è considerato uno dei manifesti del romanticismo.
Il bacio (di Francesco Hayez, 1859), considerato l'immagine-simbolo del romanticismo italiano.
La conquista dell'indipendenza
A capo del movimento per l’indipendenza si posero due valorosi generali, il venezuelano
Simón Bolívar
e l’argentino José de
San Martín
, ciascuno dei quali si guadagnò il titolo di Libertador.
Sotto la guida dei libertadores, in poco meno di vent’anni (fra il 1811 e il 1828), tutta l’America centro-meridionale
si liberò dalla dominazione spagnola
. Tutti i nuovi Stati ebbero
governi repubblicani
, tranne il
Brasile
, che fu governato da un
imperatore
.
Simon Bolivar in un olio su tela di Rita Matilde de la Peñuela (XIX secolo)
Monumento a Buenos Aires
I due Paesi che contribuirono alla conquista dell’indipendenza dell’America Latina
Il primo fu la
Gran Bretagna
che durante la guerra si schierò più volte a fianco degli insorti, desiderosa di conquistare i mercati americani. Il secondo furono gli
Stati Uniti
. Il loro presidente
James Monroe
, prese posizione contro qualunque tentativo di riconquista delle colonie, affermando che ogni intervento europeo in una qualsiasi regione del continente americano sarebbe stato considerato dagli Stati Uniti come un’aggressione contro il loro stesso Paese. Fu un’affermazione dell’
egemonia che gli Stati Uniti intendevano esercitare sul continente
.
James Monroe di John Vanderlyn, 1816
Un dollaro commemorativo con il ritratto di James Monroe
Negli
Stati del nord-est
(la
zona più ricca e più urbanizzata
, dove sorgevano le
industrie
e il bisogno di operai era grande) si era diffuso da tempo un movimento abolizionista, favorevole alla
soppressione della schiavitù dei neri
.
I
latifondisti del sud
, invece, proprietari di sterminate piantagioni di cotone, miravano a estendere anche nei nuovi territori dell’ovest il
sistema di coltivazione basato sul lavoro degli schiavi
. Inoltre, chiedevano ai governanti
libertà di scambio
per favorire l’esportazione dei loro prodotti. Gli
imprenditori del nord
, invece, per proteggere le loro industrie dalla concorrenza europea, volevano imporre
dazi
sui prodotti stranieri.
Il problema della schiavitù divide gli Stati Uniti
Le
truppe confederate (o sudiste)
in un primo momento ebbero la meglio. Poi la situazione cambiò a favore degli
Stati del nord
, che avevano un
esercito molto più numeroso e maggiori risorse industriali
. Fallita a Gettysburg (1863) l’offensiva sudista, le truppe del nord penetrarono sempre più profondamente nel territorio dei confederati, che resistettero ancora per quasi due anni, arrendendosi solo nell’aprile 1865. Nello stesso anno, mentre la
schiavitù veniva abolita
in tutti gli
Stati Uniti
,
Abraham Lincoln
fu assassinato da un fanatico sudista.
La guerra di secessione
Nel 1860, fu eletto
presidente
il repubblicano
Abraham Lincoln
, decisamente contrario a introdurre la schiavitù nei territori in via di colonizzazione.

Allora
undici Stati del sud
decisero di staccarsi dall’Unione e di dar vita a una
confederazione autonoma, con un altro presidente
.
Questa decisione segnò l’inizio di una sanguinosa
guerra civile
, detta
guerra di secessione
, che durò più di quattro anni e costò oltre mezzo milione di vite umane.
Il
1848
è l’anno delle
rivoluzioni in tutta Europa
: in Italia si svolge la
prima guerra d’indipendenza
, che si conclude con la vittoria austriaca. Nel 1859 scoppia la
seconda guerra d’indipendenza
, che termina con la conquista della Lombardia.
In seguito alla spedizione dei Mille
Vittorio Emanuele II
è proclamato re d’Italia il 17 marzo 1861.
Vittorio Emanuele II, re d'Italia.
Creato nel 1860
Il 1848, l'anno delle rivoluzioni
La prima guerra d'indipendenza
Le cinque giornate di Milano
Il
18 marzo 1848
insorse
Milano
. Qui la popolazione eresse le barricate e per cinque giorni, le celebri
cinque giornate di Milano
, combatté eroicamente contro le truppe austriache.

Gli insorti lombardi chiesero aiuto ai principi italiani e specialmente al vicino Piemonte. Ma
Carlo Alberto
esitava: avrebbe voluto estendere i confini del suo regno, ma sapeva che l’esercito austriaco era il più forte d’Europa.
Finalmente, il 23 marzo, quando Milano si era già liberata da sé, Carlo Alberto decise di dichiarare guerra all’
Austria
e l’esercito piemontese varcò il Ticino: cominciava così
la prima guerra d’indipendenza italiana
di Felice Donghi
del 1848
mostrante una delle barricate erette a Milano
Dalla Toscana, dallo Stato della Chiesa e dal regno delle Due Sicilie accorsero in aiuto di Lombardi e Piemontesi e, accanto a essi, truppe volontarie di patrioti combattenti.

L’
azione militare del Piemonte sembrava incerta
. I principi italiani partecipavano alla guerra malvolentieri temendo, non a torto, che il regno di Sardegna volesse ingrandirsi a loro spese. In aprile
Pio IX
dichiarò pubblicamente di non potere, in quanto papa, far guerra alla cattolica Austria e richiamò le sue truppe dal fronte. Altrettanto fecero gli altri sovrani. Ma nel luglio di quell’anno
Carlo Alberto
fu battuto a Custoza e chiese all’Austria un armistizio, cioè un’interruzione della guerra. Un altro tentativo, compiuto l’anno dopo, si risolse in un disastro: nuovamente sconfitto sul campo di Novara (marzo 1849),
Carlo Alberto abdicò (cioè rinunciò al trono) in favore del figlio,
Vittorio Emanuele II
, e si ritirò in volontario esilio. Dopo la sconfitta di Carlo Alberto l’Austria riconquistò tutte le città lombarde che si erano ribellate e la Toscana.
Il conte di Cavour
Il pensiero di Giuseppe Mazzini
Giuseppe Mazzini
fu un
politico e patriota genovese
, dedicò la sua vita alla causa dell’unità nazionale d’Italia.
Egli attribuiva il
fallimento dei moti liberali del 1820-1821
a tre cause principali:

la fiducia riposta nei sovrani
(che non se n’erano mostrati degni),

la mancanza di una direzione unitaria


l’incapacità di coinvolgere il popolo
nelle rivolte.

Il pensiero di Giuseppe Mazzini
Giuseppe Mazzini
fu un
politico e patriota genovese
, dedicò la sua vita alla causa dell’unità nazionale d’Italia.
Egli attribuiva il
fallimento dei moti liberali del 1820-1821
a tre cause principali:

la fiducia riposta nei sovrani
(che non se n’erano mostrati degni),

la mancanza di una direzione unitaria


l’incapacità di coinvolgere il popolo
nelle rivolte.

La Giovine Italia
In gioventù
Mazzini
si era iscritto alla
carboneria
e ne aveva sperimentato personalmente gli errori.
Ma ormai da quella setta lo separavano il carattere nazionale del suo programma, che mirava alla
partecipazione del popolo
, considerato come il vero motore delle rivoluzioni.
A
Marsiglia
, dove viveva in esilio, fondò nel 1831, una nuova associazione: la
Giovine Italia
, a cui affidò il compito di realizzare il risorgimento della patria.
Proprio in questo periodo si cominciò a indicare con il nome di
Risorgimento
il processo storico basato sull’
idea di nazione
.

I primi moti mazziniani
I
primi moti mazziniani
(nel 1833 e nel 1834) furono scoperti ancor prima di cominciare o vennero rapidamente repressi.
Uno
sfortunato tentativo
fu compiuto nel 1844 dai fratelli
Attilio ed Emilio Bandiera
. Benché Mazzini non avesse dato la sua approvazione, i due fratelli sbarcarono in Calabria, persuasi di poter sollevare il popolo contro i
Borboni
. Ma vennero scambiati per briganti, assaliti dagli stessi abitanti che volevano liberare, presi prigionieri e fucilati.
Papa Pio IX
Nel
1846
fu eletto al trono pontificio
Pio IX
. Poco dopo la sua elezione egli concesse alcune riforme
• allentò la
censura
sulla stampa,
• istituì una specie di
parlamento laico
(la consulta di Stato),
• permise che si costituisse una
guardia civica
• avviò delle trattative con Piemonte e Toscana per formare una
lega doganale
, cioè un accordo economico tra gli Stati per abolire le tasse sulle merci scambiate lungo le frontiere

In tutta Italia si susseguirono
manifestazioni
e cortei in onore del papa e gli altri principi dovettero seguire il pontefice sulla via delle riforme. In tutta Italia si susseguirono manifestazioni e cortei in onore del papa e gli altri principi dovettero seguire il pontefice sulla via delle riforme.

La Francia da repubblica a impero
In Francia era stato eletto
presidente della repubblica Luigi Napoleone Bonaparte
, un nipote del grande Napoleone. Nel 1851, Luigi Napoleone pose fine alla repubblica e diede alla Francia una nuova Costituzione che riconosceva al presidente, cioè a lui stesso, grandi poteri. Nel 1852 si approvò con una maggioranza schiacciante
la rinascita dell’impero
. Per sottolineare la discendenza dal grande Napoleone, Luigi prese il nome di
Napoleone III
e diede vita a un governo autoritario e conservatore.
Napoleon III
A partire dal 1852 fu presidente del consiglio dei ministri il piemontese
Camillo Benso, conte di Cavour
.

Egli era un sostenitore di una politica di riforme da attuarsi gradualmente all’interno di una monarchia costituzionale. Sin da giovane, aveva viaggiato a lungo nei Paesi più progrediti d’Europa e si era persuaso che lo
sviluppo economico
doveva andare di pari passo con il
progresso politico
.

Divenuto ministro, volle fare del
regno di Sardegna un Paese moderno
. Per dare slancio all’economia, firmò trattati di libero scambio con altri Paesi,
costruì canali, strade e ferrovie
(nel 1859 il Piemonte aveva 807 chilometri di linee ferroviarie, più di ogni altro Stato italiano), e fece di Genova il
primo porto d’Italia
.

Sotto la sua guida il Piemonte divenne, in pochi anni, uno
Stato prospero e in pieno sviluppo.
Camillo Benso conte di Cavour ritratto da Antonio Ciseri
La guerra di Crimea
Grazie all’azione diplomatica di Cavour, il piccolo Piemonte poté stringere le alleanze militari di cui aveva bisogno per battere l’Austria.

L’occasione fu offerta dalla
guerra di Crimea
, scoppiata fra
impero russo e impero ottomano
. Temendo che la Russia si rafforzasse troppo,
Francia e Inghilterra
presero le parti della Turchia. A fianco delle truppe franco-inglesi anche il Piemonte inviò 18.000 uomini. La partecipazione al conflitto permise a Cavour di intervenire al
congresso di Parigi
, che si tenne nel 1856, dopo la sconfitta della Russia.

In questa conferenza internazionale Cavour poté esporre il
problema italiano
, che i giornali inglesi, francesi e tedeschi resero noto all’opinione pubblica di tutta Europa e gettò le basi di un’
alleanza con Napoleone III
, che aveva tutto l’interesse ad aiutare il Piemonte, per ridurre il potere dell’Austria.

La battaglia per il bastione di Malachov dell'8 settembre 1855, fase finale dell'assedio di Sebastopoli e del conflitto.
L’accordo segreto di Plombières
Continuavano intanto le trattative di
Cavour
con
Napoleone III
in vista di un’alleanza. Ma nel gennaio 1858 un evento minacciò di far fallire ogni intesa. A Parigi alcuni esuli mazziniani, guidati da
Felice Orsini
, lanciarono tre bombe contro la carrozza dell’imperatore.
Napoleone III rimase illeso, ma fra la folla vi furono più di cento fra morti e feriti. Orsini fu arrestato e, prima di salire sulla ghigliottina, scrisse all’imperatore scongiurandolo di difendere la causa italiana.
Napoleone si convinse che per bloccare i rivoluzionari italiani era necessario
cacciare gli Austriaci dall’Italia
.

Gli accordi di Plombières
Nel luglio 1858, a
Plombières
, in Francia, si svolse un incontro segreto fra l’imperatore e Cavour. Napoleone III si impegnò ad
aiutare militarmente
il Piemonte in una guerra contro l’Austria, purché fosse l’Austria ad attaccare per prima. Dopo la vittoria sarebbe sorto un
regno dell’Alta Italia
(comprendente il Piemonte, il LombardoVeneto, Parma, Modena e la Romagna). In cambio dell’aiuto prestato,
le regioni di Nizza e della Savoia
, appartenenti entrambe al regno di Sardegna, sarebbero passate alla
Francia
.
Le cause della seconda guerra d'indipendenza
Il Piemonte con il pretesto di compiere esercitazioni, ammassava truppe sul confine del Lombardo-Veneto. L’Austria, allarmata, ordinò al Piemonte di disarmare e, poiché ciò non avvenne, il 26 aprile 1859 dichiarò guerra: era l’inizio della seconda guerra d’indipendenza.
La seconda guerra d'indipendenza
Accorsero migliaia di volontari da ogni parte d’Italia: quindicimila andarono a formare
il corpo dei Cacciatori delle Alpi
, che si batté vittoriosamente al comando di
Garibaldi
. Giungeva intanto l’esercito francese che era molto più numeroso di quello del Piemonte.
Napoleone III
assunse il comando delle operazioni e vinse gli Austriaci a Magenta, in Lombardia: ai primi di giugno l’imperatore e Vittorio Emanuele II entrarono a Milano. Di lì a poco gli Austriaci, che tentavano la rivincita, furono nuovamente battuti a Solferino e a San Martino.

Intanto
la Toscana, i ducati di Parma e Modena e la Romagna
, dopo aver cacciato i loro sovrani, chiedevano l’annessione, cioè l
’unione, al regno di Sardegna
.

Queste richieste erano in
contrasto con i piani
di Napoleone III, che voleva tenere l’Italia sotto il suo controllo, e preoccupavano moltissimo i cattolici francesi, timorosi per la sorte dello Stato pontificio. Napoleone allora decise di porre fine alla guerra all’insaputa di Vittorio Emanuele e concluse con l’Austria
l’armistizio di Villafranca
(11 luglio 1859). Con esso la
Lombardia veniva ceduta a casa Savoia
; il
Veneto invece restava ancora in mani austriache
.
Napoleone III e Vittorio Emanuele II entrano a Milano l'8 giugno 1859
L’espansione del regno di Sardegna
Toscana, Emilia e Romagna,
che sarebbero dovute tornare ai sovrani cacciati, rifiutarono di sottomettersi e si prepararono a resistere con le armi. Nel marzo 1860 i governi provvisori indissero dei plebisciti per decidere l’annessione al Piemonte: a schiacciante maggioranza le popolazioni votarono per l’unione.

In tutta la penisola i democratici facevano piani per
liberare il regno delle Due Sicilie
.

Tuttavia i tentativi dei fratelli Bandiera (1844) e di Carlo Pisacane (1857), entrambi conclusi tragicamente, avevano mostrato quanto fosse rischioso uno sbarco nel Mezzogiorno d’Italia. Perciò Garibaldi attendeva un’occasione propizia. Quando a
Palermo
scoppiò una
rivolta popolare
, nell’aprile 1860, il generale decise di passare all’azione.
La spedizione dei mille
La notte fra il 5 e il 6 maggio 1860, dopo essersi impossessato di due piroscafi,
il Piemonte e il Lombardo
,
Garibaldi
salpò dal
porticciolo ligure di Quarto
alla volta della Sicilia. Aveva con sé poco più di un migliaio di volontari in camicia rossa:
i Mille
. Le parole d’ordine della spedizione erano «
Italia e Vittorio Emanuele
!»: insieme, stavano a significare che Garibaldi e i suoi uomini avrebbero combattuto in nome del re per costruire un'Italia monarchica sotto la dinastia dei Savoia.
La partenza dei Mille da Quarto, Genova.
In Sicilia
L’11 maggio
i Mille
sbarcarono
in Sicilia
e fin dal primo scontro batterono l’esercito borbonico a Calatafimi. Ma la battaglia decisiva per la conquista della Sicilia fu combattuta a
Milazzo
, dove
Garibaldi
fu raggiunto da 15.000 volontari arrivati dal continente: le truppe dei Borboni vennero nuovamente sconfitte e dovettero abbandonare l’isola. In meno di un mese tutta la
Sicilia era sotto il controllo dei garibaldini
. Garibaldi comandava ormai un vero piccolo esercito, a cui si erano aggregati, oltre ai volontari del continente, anche molti
insorti siciliani
, soprattutto contadini.
L’avanzata di
Garibaldi
nel meridione era seguita, da rivolte di contadini che speravano di liberarsi dalla loro secolare miseria e di potersi impadronire di un pezzo di terra. Sbarcando in Sicilia, Garibaldi aveva abolito la
tassa sul macinato
(cioè sulle farine), che colpiva soprattutto i più poveri. Ma, anche se la giustizia sociale gli stava a cuore, egli lottava soprattutto per
cacciare i Borboni
e
unificare l’Italia
: perciò non poteva tollerare illegalità e disordini che avrebbero potuto togliergli l’appoggio di molti borghesi possidenti. Così, quando i contadini siciliani insorsero contro i
latifondisti
e occuparono le terre, i garibaldini intervennero prontamente e repressero la rivolta. Episodi come questo indussero
i grandi proprietari terrieri siciliani
a pensare che solo la protezione del
forte regno piemontese
poteva difendere le loro proprietà. E, in gran numero, assecondarono la rivoluzione garibaldina.
Le speranze deluse dei contadini del Sud
Continuava intanto
la guerra contro i Borboni
. Dopo la caduta di Milazzo Garibaldi sbarcò
in Calabria
e qui la sua marcia si fece inarrestabile. Le città del regno cadevano una dopo l’altra, mentre l’esercito borbonico si sfasciava e il giovane re
Francesco II
, abbandonava la capitale per rifugiarsi nella fortezza di Gaeta.

Il 7 settembre 1860 Garibaldi entrò a
Napoli
quasi senza combattere. La trionfale avanzata dei garibaldini preoccupava molto
Cavour
. Egli temeva che Garibaldi proclamasse una
repubblica nel sud d’Italia
e che volesse proseguire la sua marcia fino alla
conquista di Roma
. In quest’ultimo caso l’intervento francese in difesa del papa sarebbe stato inevitabile. Perciò bisognava togliere l’iniziativa militare a Garibaldi e affidarla all’
esercito regio
.
Interviene l’esercito regio
Con il consenso di
Napoleone III
un esercito piemontese occupò
le Marche e l’Umbria
, nello stato pontificio. Poco dopo, quando Garibaldi ebbe sconfitto l’esercito borbonico nella battaglia del Volturno (2 ottobre), lo stesso
re Vittorio Emanuele
prese il comando delle truppe e si diresse verso sud per bloccare i garibaldini. Intanto venivano proclamati i plebisciti che decisero l
’annessione al Piemonte del regno delle Due Sicilie, delle Marche e dell’Umbria
.

Il 26 ottobre
Garibaldi e Vittorio Emanuele si incontrarono a Teano, presso Caserta:
il generale consegnò al sovrano sabaudo le terre conquistate
, rinunciando a ogni ricompensa e a ogni potere.
Nuove annessioni al Piemonte

Viene proclamato il regno d’Italia
Il regno di Sardegna
comprendeva ormai quasi tutta la penisola: mancavano solo, a nord, i
l Veneto con Trento e Trieste,sottoposti al dominio austriaco
,e, al centro,
il Lazio con Roma
. Il 17 marzo 1861 il parlamento di Torino poteva proclamare
Vittorio Emanuele II re d’Italia
.
Capitale
del nuovo regno d’Italia restava
Torino
, benché
Cavour
, prima della sua morte, avvenuta nel giugno 1861, avesse fatto dichiarare Roma «capitale predestinata del regno»
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