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LA FENOMENOLOGIA DEI BITCOIN

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Marco Zardet

on 28 June 2014

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Transcript of LA FENOMENOLOGIA DEI BITCOIN

Grande risalto mediatico ha avuto la vicenda del sito cambiavalute Mtgox. Oltre al servizio di cambiavalute Mtgox offriva la possibilità di depositare bitcoin in attesa di essere prelevati. Questa piattaforma era una delle più importanti del settore, gestiva fino al 21% degli scambi di Bitcoin in altre monete e in passato il suo tasso di cambio era punto di riferimento per la definizione di un prezzo standard dei bitcoin.
Dal 23 gennaio, però, con le imprevedibili dimissioni del CEO Mark Karpeles, inizia il declino. Il giorno successivo l'account twitter di Mtgox viene svuotato di tutti i suoi contenuti e poche ore dopo il sito diventa irraggiungibile. Gli utenti del sito, che avevano depositato bitcoin in attesa di scambiarli o di prelevarli, non hanno potuto così più recuperare ciò che possedevano. Dopo un lungo silenzio durato più di un mese, in cui molte voci e indiscrezioni si sono susseguite, Mtgoz ha dichiarato di aver smarrito 750.000 bitcoin, pari circa a 350 milioni di dollari al cambio di quei giorni. La vicenda è diventata ancora più misteriosa col ritrovamento improvviso di 200.000 bitcoin a metà marzo. Ora il sito giapponese ha dichiarato ill fallimento e i depositanti hanno perso per sempre le loro somme.
Ci sono molte teorie sulla scomparsa di questi bitcoin, molti pensano a un attacco hacker, altri ad un errore tecnico durante le normali transazioni, alcuni ad un furto fittizzio costruito ad hoc dal sito.
È doveroso dire, però, che tra gli addetti del settore aleggiava già lo spettro di un possibile fallimento della piattaforma, e da molti mesi agli utenti era stato consigliato di ritirare le somme depositate. Tuttavia, la possibilità di acquisto di Bitcoin a somme molto più basse del valore di mercato ha spinto molti investitori a cercare di speculare, facendoli perdere gran parte delle monete virtuali acquistate. Bisogna ribadire tuttavia che, nel caso in cui i bitcoin fossero stati rubati, è impossibile spenderli senza conoscere la chiave privata a essi associata.
Il sito giapponese è tuttora sottoposto alle indagini da parte delle autorità competenti, che stanno cercando di fare chiarezza sul caso.

Un altro incidente, che non ha però destato molto scalpore, è stato l'attacco da parte di alcuni hacker al blog personale del CEO Mark Karpeles. I cybercriminali hanno pubblicato un post con il file 'MtGox2014Leak.zip' , che si è rivelato un malware in grado di individuare e rubare i file dal wallet bitcoin di coloro che, imprudentemente, hanno effettuato il download.
Negli ultimi mesi la crescente popolarità del sistema, con il relativo incremento esponenziale di valuta, ha suscitato molto interesse: sempre più attività commerciali accettano il pagamento in Bitcoin e i primi 'bancomat', strumenti con i quali è possibile convertire denaro in criptovaluta e viceversa, sono stati installati.
Bitcoin è sempre più usato per i pagamenti online, e c'è la possibilità che in futuro il monopolio dei sistemi di trasferimento di denaro Paypal e Western Union venga messo in discussione vista la gratuità dei trasferimenti della criptovaluta.
Molti investitori hanno cominciato a speculare sfruttando la volatilità del tasso di cambio, attraverso Bitcoin le donazioni online si sono rese molto più facili, ma purtroppo la possibilità di transazioni anonime ha favorito il commercio illecito e il riciclaggio di denaro, come avvenuto nel caso Silk Road scoppiato lo scorso ottobre. Anche per questo motivo, oltre che per l'impossibilità di attuare manovre monetarie a seconda dei bisogni dello Stato, i governi tendenzialmente non sono bendisposti nei confronti della criptovaluta.
Molti sostenitori dell'universo Bitcoin sono convinti che in futuro la criptovaluta possa sostituire la valuta a corso legale battuta dalle banche centrali, ma questa è una visione assolutamente utopistica, almeno per ora..
Negli ultimi mesi i giornali hanno parlato molto di questo nuovo fenomeno. Ma cosa sono e come funzionano esattamente i Bitcoin?
Le caratteristiche fondamentali
Oltre all'assenza di un ente centrale, cioè di un organo che vigili sugli enti minori fornitori di servizi e che decida sulle politiche monetarie da adottare (caratteristica che ne determina la natura assolutamente decentralizzata), Bitcoin presenta altre differenze fondamentali rispetto alle valute stampate dalle Banche Centrali, cioè:
Essendo una valuta non riconosciuta dai governi ha un valore puramente convenzionale e non è in grado di estinguere obbligazioni pecuniarie se non pattuito da entrambi le parti;
Nessuno può controllarne il valore a causa della natura decentralizzata del metodo di creazione della valuta, il tasso di cambio quindi non è definito ed è estremamente fluttuante;
La quantità massima di Bitcoin in circolazione è stata limitata a 21 milioni, perciò un fenomeno inflazionistico per via dell'eccesso di moneta nel sistema non è possibile;
Le transazioni sono anonime, e avvengono fuori dai tradizionali canali bancari, quindi non sono possibili il controllo governativo, il sequestro delle somme detenute, il blocco e l'annullamento di una transazione. Tuttavia ogni transazione è pubblica, quindi chiunque può vedere la storia di ogni singolo Bitcoin,
• A differenza degli altri metodi di trasferimento di denaro online, le operazioni sono gratuite.
Come avviene il trasferimento dei bitcoin?
LA FENOMENOLOGIA DEI BITCOIN
Cosa sono i Bitcoin?
«E’ semplice: quello che si possiede viene registrato su una specie di gigantesco libro contabile residente online. Quando si effettua un pagamento, non si fa altro che aggiornare quel libro contabile con un solo click, senza bisogno di spostare fisicamente alcuna valuta e senza passaggi intermedi. Per l'utente, tutto questo si traduce nella possibilità di effettuare pagamenti 24 ore su 24, sette giorni su sette, superando qualsiasi confine nazionale per pagare chiunque in qualsiasi paese».
Il Bitcoin è una moneta elettronica, creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Essa quindi è presente solo online e non in forma fisica (nella pratica ogni Bitcoin è rappresentato da un codice alfanumerico univoco), e si basa sul trasferimento di valuta usando crittografia a chiave pubblica e sfruttando una rete Peer to Peer in cui tutti gli utenti attivi sono dei nodi.
Tutte le transazioni sono pubbliche e memorizzate in un database distribuito (Blockchain) che viene utilizzato per confermarle ed impedire la possibilità di spendere due volte la stessa moneta. Caratteristica peculiare è quindi quella di non essere controllato da nessun ente centrale.
Il nome Bitcoin può essere associato sia alla valuta digitale vera e propria che alla tecnologia software open source che ne consente il possesso ed il trasferimento.
Jon Matonis, Executive Director della Bitcoin Foundation
Il Bitcoin nell'economia reale
Il Bitcoin è un sistema del tutto legale in gran parte del mondo (per ora), ma gli enti governativi stanno iniziano a guardare con diffidenza verso questa nuova tecnologia, che potrebbe ridurre in futuro la possibilità di influire sull'economia reale mediante manovre monetarie o addirittura ledere la sovranità monetaria, compromettendo il monopolio della moneta a corso legale. Perciò i governi in futuro potrebbero cercare di limitare o eliminare del tutto il sistema Bitcoin.
Oltre all'
imposizione fiscale sui BTC
, altre soluzioni più drastiche potrebbero essere adottate, come ad esempio la chiusura dei siti privati dei fornitori di servizi come i cambiavalute, anche senza una sentenza (come avvenuto nel 2012 per Megaupload). Questa strategia non è tuttavia adeguata perchè i siti presi di mira potrebbero spostarsi nella cosiddetta "dark web", cioè venire allocati su server crittografati, diventando incontrollabili.
L'unico metodo per fermare questo fenomeno sarebbe allora quello di proibire l'accettazione dei Bitcoin, ciò però avrebbe effetti dannosi sull'economia e, se la soluzione non fosse adottata da tutti i governi, causerebbe una fuga di capitali non indifferente verso i paesi in cui il metodo di pagamento resterebbe legale.
La natura peer-to-peer del sistema rende molto complicato per i governi controllare il fenomeno, non è possibile 'buttare giù una porta, confiscare i server, e arrestare i proprietari'. Bitcoin non ha nè proprietari nè amministratori, e per questo non deve 'piegarsi' alle volontà dei governi, accettando norme antiriciclaggio, antievasione o impedendo pagamenti 'problematici'.
Stati (e banche) VS BITCOIN
«Quando mostro alle persone l'economia Bitcoin, chiedono "Ma è legale?" e "È un imbroglio?" Immagino che ci siano avvocati ed economisti che stiano cercando di dare una risposta a queste non semplici domande. Sospetto che la lista delle persone che cerca di dare questa risposta si arricchirà ben presto di legislatori.»
Danny O'Brien , giornalista inglese
Il sistema Bitcoin ha trovato il supporto di molti volti noti dell'informatica e dell'economia...
Il funzionamento del sistema più nello specifico..
“Questa innovazione si svolge interamente al di fuori del sistema bancario, non abbiamo l’autorità per sorvegliarla o regolamentarla”.
Janet Yellen, presidentessa della FED
Finora è stato analizzato l'aspetto più 'economico' della criptovaluta, ma come funzionano tecnicamente le transazioni, il possesso e la generazione di nuova moneta?
La caratteristica fondamentale del software è che si basa su un modello di rete peer to peer, cioè tutti i nodi della rete svolgono una funzione attiva, eliminando il bisogno dell'utilizzo dei server. Bitcoin quindi non poggia su un database centralizzato ma su un archivio distribuito tra i vari nodi della rete in cui vengono registrate dinamicamente tutte le transazioni effettuate (la blockchain).
IL POSSESSO DEI BITCOIN
Ogni Bitcoin, definito con un codice univoco alfanumerico, appartiene a una sola persona. Per il possesso è sufficiente salvare i dati necessari ad utilizzare le proprie monete (le chiavi) su uno o più device sotto forma di "portafogli" digitali (i cosiddetti "
Wallet
") oppure è possibile detenere i Bitcoin su siti internet con funzioni simili a banche e a cambiavalute online. In caso di perdita delle credenziali di accesso ai portafogli online, o in caso di danneggiamento del device contentente il software per gestire il Wallet, non è possibile recuperare i Bitcoin perduti. Diventa quindi necessario attrezzarsi al meglio in caso di imprevisti, ad esempio con frequenti backup.

I WALLET BITCOIN
Il
Wallet
è il programma che permette di entrare nella rete Bitcoin e di effettuare transazioni con il mondo utilizzando i BTC posseduti, i portafogli contengono le informazioni necessarie (indirizzi e chiavi) per effettuare e ricevere pagamenti. I Wallet possono essere di diversi tipi:
- App per smarphone, come BitcoinWallet per Android, che permettono piccoli pagamenti con il codice QR o attraverso la tecnologia NFC;
- Servizi web, i portafogli online richiedono un certo livello di fiducia sul gestore: backup frequenti e una password complessa per evitare accessi fraudolenti sono fondamentali. Per accedere al proprio portafoglio basta un login, da qualsiasi dispositivo;
- Software applicativi veri e propri, come MultiBit, che offrono pieno controllo del portafoglio offline, ma in cui backup e sicurezza del denaro sono piena responsabilità del possessore. Per utilizzare questo tipo di portafoglio è però necessario scaricare sul proprio pc la
blockchain
(il database contenente tutte le transazioni effettuate da quando sono nati i bitcoin), ed è evidente come questo processo possa richiedere molto tempo, anche giorni interi (ad oggi la blockchain pesa circa 25 gigabyte).

Come per le mail, si possono ricevere bitcoin anche quando si è offline, e tutti i portafogli sono compatibili fra di loro, è cioè possibile effettuare pagamenti con qualsiasi programma verso qualsiasi tipo di Wallet.
COME OTTENERE I BITCOIN?
Per acquistare, o meglio per ottenere dei Bitcoin, si può agire in diversi modi:
- con i cambiavalute online: è possibile caricare un fondo in euro (o in qualsiasi valuta) tramite la propria banca, decidere un tasso di cambio soddisfacente e aspettare che altri utenti del sito decidano di scambiare Bitcoin in euro ad un tasso simile. I cambiavalute svolgono quindi una funzione di intermediari;
- tramite il
mining
;
-
come pagamento di beni o servizi;

Alla fine del 2013 la società di Las Vegas
Robocoin
ha installato i primi sportelli ATM di Bitcoin, in grado di caricare sull'e-wallet personale la somma in denaro inserita sotto forma di criptovaluta e viceversa, come veri e propri bancomat.
IL CASO MTGOX
IL MINING DI BITCOIN
Ma se non c'è un ente centrale, come vengono coniati nuovi bitcoin?
Le
transazioni
sono definite semplicemente come un cambio di proprietà della valuta, un trasferimento di valore tra indirizzi che viene salvato in un blocco della blockchain e trasmesso attraverso la rete.
Essi vengono effettuati senza la necessità della supervisione da parte di un ente esterno e perciò l'annullamento di una transazione è impossibile. Le transazioni sono fondamentalmente gratuite, ma per renderle più veloci gli utenti possono pagare una tassa, una specie di 'premio' per il lavoro dei miner.
Come già detto le transazioni sono pubbliche e memorizzate in un database distribuito a tutti i nodi(blockchain), utilizzato per confermare le transazioni e impedire di spendere due volte la stessa moneta.

Quando una transazione viene effettuata l'utente X, che vuole effettuare il pagamento, rinuncia alla sua proprietà aggiungendo l'indirizzo bitcoin dell'utente Y (nonchè la chiave pubblica di Y) e 'firmando' la somma trasferita con la sua chiave privata.
La transazione viene quindi inserita in un 'blocco candidato', i nodi della rete(miner) provano quindi a risolvere l'hash crittografico contenuto in quel blocco. Quando un nodo trova una soluzione al problema la annuncia al resto della rete, gli altri nodi che ricevono il blocco ne verificano la soluzione e la inseriscono nella Blockchain.
Nel caso di transazioni fraudolente l'operazione viene rifiutata da parte dei nodi onesti della rete, e perciò non viene completata.

Per facilitare la distribuzione della blockchain sono possibili anche versioni 'ridotte' del database, che riguardi solo determinate transazione ma che sia completamente verificabile nel tempo. Sono disponibili catene di blocchi contenenti solo le transazioni che riguardano l'utente, è anche possibile ripulire il database dalle transazioni che riguardavano bitcoin già riutilizzati in altre transazioni.

La generazione di nuovi bitcoin avviene grazie al
mining
.
Il mining, letteralmente 'processo minerario', non è altro che un processo di consenso utilizzato per includere i blocchi di transazioni in attesa nella blockchain, cioè nel database distribuito contenente tutte le transazioni e alla base del funzionamento del sistema. Il mining è quindi la verifica di regole crittografiche molto rigide sulle nuove transazioni da parte degli utenti per evitare il double spending, cioè la possibilità di spendere due volte gli stessi bitcoin. Esso si realizza con appositi software, a cui la rete sottopone dei problemi informatici da risolvere (hash). Per l'attività svolta i 'minatori', cioè gli utenti che mettono a disposizione i loro device, vengono ricompensati con una somma in bitcoin (reward), che viene generata per l'occasione.
Inizialmente per avere dei profitti dall'attività di mining era sufficiente un device con una CPU potente, col passare del tempo per sopperire ai costi dell'energia elettrica consumata è diventato necessario sfruttare la potenza di calcolo delle GPU (unità di elaborazione grafica) e sono state create diverse schede ad hoc(FPGA e ASIC).
Sono nati anche i primi pool di 'minatori', cioè gruppi di persone che uniscono le potenze di calcolo dei loro computer in modo da risolvere più velocemente i problemi informatici e successivamente spartirsi i ricavi secondo determinati criteri. La probabilità di risolvere i problemi è proporzionale alla potenza messa a disposizione.
Il processo di mining è progettato intenzionalmente per essere sempre più difficile e ad altà intensità di lavoro, e i bitcoin generati per il lavoro svolto sono destinati a diminuire in modo prestabilito, riducendo così la ricompensa per i lavoratori.
L'ideatore ha stabilito un numero massimo di 21 milioni di Bitcoin, man mano che ci si avvicinerà a questo numero le tasse di transazione pagate dagli utenti (fino ad ora facoltative ed utilizzate per rendere il trasferimento più veloce) diventeranno parte sempre più importante delle ricompense per il mining.
Il processo di mining richiede sempre più potenza di calcolo
Per l'attività di mining sono stati creati degli hardware appositi

Molto probabilmente, in futuro gli sportelli ATM bitcoin sostituiranno i siti cambiavalute, troppo pericolosi e soggetti a frequenti attacchi da parte di hacker.
Prezzo e valore
Che differenza c'è tra il prezzo ed il valore del Bitcoin?
Il prezzo di un Bitcoin è dato dalla quantità di moneta a cui può essere scambiato in un preciso momento e viene definito dall'incontro tra domanda e offerta, con meccanismi simili a quelli usati in borsa.

Il valore, invece, è cio che causa interesse da parte delle persone, con il conseguente successo o meno nel lungo periodo. Nel caso dei BTC il valore è dato dalla rete, nella quale più persone (nodi) e più scambi generano un maggior valore.

Se ne evince che il prezzo del BTC è per definizione molto volatile, mentre il suo valore dipende dall'uso che se ne fa in rete, più in generale dalla popolarità del sistema. Prezzo e valore sono tuttavia strettamente collegati, come dimostrato dai seguenti grafici:

I grafici mettono a confronto il numero di ricerche su Google e le visite su Wikipedia della pagina dei Bitcoin con il suo prezzo di mercato.
Si può osservare la stretta relazione che intercorre tra prezzo di mercato e interesse generato sui cittadini, nel periodo della bolla derivato dalla crisi di Cipro e dal prelievo forzoso sui conti correnti dei ciprioti.
Fonte: Ladislav Kristoufek, BitCoin meets Google Trends and Wikipedia
L'imposizione fiscale sui Bitcoin
In un sistema che si basa sul trasferimento anonimo di moneta e in cui è quasi impossibile risalire alla quantità di moneta posseduta da ciascun utente sorge il problema di una possibile imposizione fiscale.
Infatti è impossibile applicare una tassa sul trasferimento o sul possesso di criptovaluta, in questo caso una tassazione potrebbe venire imposta però nel momento in cui i BTC vengono scambiati in moneta reale sfruttando gli appositi servizi.
Ma come valutare i Bitcoin ai fini fiscali?
La criptovaluta potrebbe essere valutata come un qualsiasi bene, come una moneta vera e propria oppure potrebbe essere considerata alla stregua di titoli azionari, in questo caso verrebbe applicata la tassa sulle plusvalenze finanziarie(il cosiddetto capital gain).
Il 26 febbraio 2014 il senatore statunitense Joe Manchin scrisse una lettera composta da 11 punti in cui criticava fortemente bitcoin e le criptovalute.
Tra i temi trattati i problemi del valore intrinseco dei bitcoin, del legame con i traffici illegali, dell'evasione fiscale, la possibilità che la criptovaluta possa essere rubata, l'anonimità e l'irreversibilità delle transazioni, la deflazione e la fluttuazione dei prezzi.
Come risposta, per provocazione, il 5 marzo il parlamentare Jared Polis, riprese gli stessi 11 punti della lettera trasformandoli in una critica contro il dollaro.
La mappa mostra un'interessante visione d'insieme del parere dei diversi governi sul Bitcoin. In
verde
i paesi tendenzialmente permissivi, in
giallo
quelli con un parere controverso, in
rosso
i paesi in cui la tecnologia è stata vietata. Il sito Bitlegal.net offre in modo aggiornato il parere ufficiale di ogni Stato.
La crittografia e gli indirizzi Bitcoin
La sicurezza dei trasferimenti di valuta in bitcoin è garantita grazie ad un sistema di crittografica a chiave asimmetrica.
Ogni Wallet bitcoin può conteniere un numero arbitrario di coppie di chiavi crittografiche(pubbliche e private), ogni possessore di un wallet può quindi generare quante chiavi desidera.

Le
chiavi pubbliche
, i cosiddetti "
indirizzi bitcoin
", sono sequenze casuali alfanumeriche di 27-34 caratteri, fungono da punti d'invio e di ricezione per tutti i pagamenti, possono essere considerati come dei codici IBAN per i c/c bancari. Gli indirizzi bitcoin non contengono informazioni riguardo ai loro proprietari, sono generalmente anonimi e sono necessari per ricevere i pagamenti.

Ogni chiave pubblica ha la sua corrispondente chiave privata, necessaria a spendere la moneta, per una questione di sicurezza è opportuno salvare le chiavi private legate agli indirizzi su diversi supporti, infatti la chiave privata è l'unico elemento che permette di spendere moneta e in caso di smarrimento di essa i Bitcoin vengono persi per sempre.

Attraverso la crittografia a chiave privata gli utenti che devono pagare una determinata somma saranno sicuri che solo il destinatario potrà beneficiare del pagamento e il beneficiario sarà sicuro dell'identità di colui che paga.
Cosa sono i blocchi?
Un
blocco
è una lista di transazioni Bitcoin.
Generalmente, circa ogni 10 minuti un nuovo blocco contenente le nuove transazioni viene aggiunto alla blockchain.
Per garantire l'integrità delle transazioni ed impedire che un utente spenda due volte la stessa moneta (double spending) ogni blocco contiene l'hash del blocco precedente.
Accanto ai tradizionali wallet software sono nati anche i primi portafogli fisici...
i paper wallet
le monete (casascius)
I device (le card)
Criptovaluta e non solo...
Il modello per l'utilizzo dei BTC è una pratica soluzione digitale per il trasferimento di dati con garanzia di sicurezza e di certezza della transazione.
Sfruttando questo protocollo è stato creato BitMessage, un sistema che permette di mandare e ricevere messaggi in modo totalmente decentralizzato, sicuro e segreto. Gli utenti di BitMessage devono solo scambiarsi un indirizzo di 36 caratteri.

Oltre allo scambio di valuta e messaggi, in un futuro prossimo, la tecnologia Bitcoin potrebbe essere implementata per altri usi come contratti, voti, firme digitali e password.
Gli 'Altcoin' , le alternative a Bitcoin
Sfruttando la natura opern source del sistema, molte criptovalute sono nate e si sono diffuse sulla scia del successo di Bitcoin. Alcune di queste riprendono il progetto pari pari, altre propongono interessanti novità, tra cui:
Litecoin, che richiede calcoli meno complicati per le transazioni, e le rende quindi fino a 4 volte più veloci dei trasferimenti di BTC,
Zerocoin, che rafforza ulteriormente l'anonimato nelle transazioni,
Minacoin, la prima criptovaluta garantita da riserve auree,
Peercoin, la criptovaluta inflazionaria, la quantità massima non è definita in precedenza, questo causa meno volatilità nel tasso di cambio e riduce il rischio 'bolla'
Ripple, inizialmente una rete di scambio, ora ha creato una sua criptovaluta, virtualmente incontraffabile, l'unica criptovaluta che permette di andare in debito.

In Italia è in corso attualmente una sorta di esperimento 'criptomonetario' chiamato Liracoin, il nome allude chiaramente alla volontà da parte del creatore di riacquistare la sovranità monetaria persa con l'ingresso dell'Italia nell'euro.
Molti speculatori investono molto sulle criptovalute nei momenti di startup, per via delle grandi impennate dei tassi di cambio che le criptovalute possono subire.
Il curioso caso Auroracoin
In Islanda Bitcoin e le altre criptovalute 'estere' sono vietate, infatti per via della gravissima crisi economica che ha devastato il paese nel 2008 i movimenti di capitali verso l'estero non sono consentiti.
Per ovviare a questo problema, uno sconosciuto ha creato l'Auroracoin, una criptovaluta simile a Litecoin. Nel tentativo di dare un impulso all'economia, il 25 marzo 2014 è stata distribuita a tutti i 330.000 cittadini, con un processo chiamato 'Airdrop', una somma corrispondente circa a 380 dollari.
L'esperimento è parzialmente fallito perchè i cittadini, una volta ritirata la somma mediante la tessera sanitaria, hanno cercato di cambiare in massa l'Auroracoin in corone(la valuta statale).
Questo ha portato ad una diminuzione di più del 50% del prezzo di mercato della criptovaluta, tuttavia il fenomeno non ha causato una disgregazione immediata del sistema e Auroracoin avrà forse la sua possibilità di rilanciare l'economia islandese.
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