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Oratoria - Retorica

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by

Serena Poluzzi

on 9 April 2014

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Transcript of Oratoria - Retorica

Oratoria - Retorica
Storia
Dall'aggettivo greco "rhetorikè" (oratoria), sottointeso il sostantivo téchne (arte), l'oratoria viene intesa come l'
arte del parlare in pubblico
, che ebbe grande importanza presso i popoli antichi, specialmente presso quelli di nobile intelligenza e che primi pervennero a un' organizzazione civile di tipo democratico.

Tali furono i Greci, i quali non solo ebbero in onore la facondia, ma per primi stabilirono le norme dell'arte della parola, che essi dissero

retorica
.
Oratoria e retorica greca
Aristotele
Alla retorica diede attenzione Aristotele, che giunse a realizzare una
sintesi tra pensiero platonico e pensiero gorgiano-isocrateo,
partendo dal principio che
somma eloquenza è somma sapienza
; riconobbe la possibilità di ridurre la retorica ad arte, in quanto essa è parte della logica e corrispondente alla dialettica.

Dopo Aristotele le correnti filosofiche riconobbero generalmente il valore della retorica, che entrata nelle
scuole
per l'insegnamento dell'arte del parlare e dello scrivere, divenne elemento costitutivo dell'educazione della gioventù.
Oratoria e retorica romana
Probabilmente le più antiche orazioni pronunciate a Roma sono le orazioni funebri (
laudationes funebres
), che si tenevano per intessere le lodi dei defunti e delle loro famiglie.

A Roma la retorica, vinte le tenaci
avversioni
che ostacolarono anche la penetrazione della filosofia, si insediò e per più di un secolo l'attività politica e la giudiziaria le offrirono un vasto campo di esercizio, finchè nell'ultimo secolo della repubblica, quando a Roma vennero molti greci, si considerava immancabile dalla cultura dei giovani di famiglia altolocata.

Il primo trattato romano di retorica a Roma fu l'anonima
Rhetorica ad Herennium
, falsamente attribuita a Cicerone: questa segue la divisione degli argomenti usata nelle scuole dell' ellenismo (inventio, dispositio, elocutio, pronuntatio, memoria), ma trae esempi, anzichè dalla tradizione mitologica ellenica, dalle vicende storiche contemporanee di Roma.
Origini
Sorse in Grecia nel V secolo a.C., poichè trovò nelle condizioni sociali, politiche e culturali della polis, il clima propizio per svolgersi e per prosperare, in quanto mirava a costituire, al di sopra delle antiche distinzioni tra aristocratici e plebei, una
nuova classe dirigente
.

Prima condizione di questa attitudine era il dominare le assemblee con il "
logos
", nel duplice significato di "parola" e di "ragionamento".

L'impulso allo sviluppo letterario della retorica giunse in Grecia dall'esterno: secondo la tradizione riferita da Aristotele, il primo trattato di retorica nacque in Sicilia, a
Siracusa
, quando vi fu abbattuta la dinastia dei Dinomenidi e quando alla caduta dei tiranni tenne dietro una lunga serie di processi tra gli antichi e i nuovi possessori delle proprietà fondiarie, che i tiranni avevano confiscato. Venne così composto il
primo manuale di retorica
: un repertorio nel quale erano indicati gli accorgimenti oratori e dialettici per sostenere le proprie ragioni in giudizio.
Dai poemi di
Omero
si trae sicuro indizio dell'importanza che l'oratoria ebbe nelle assemblee per i membri dell'aristocrazia. Poi, fuori dall'epos, il primo personaggio storico la cui eloquenza viene ricordata come fattore determinante del successo politico, fu
Pisistrato
, tiranno di Atene, la quale, offrendo sconfinata libertà ai cittadini, fu l' ambiente ideale per lo sviluppo dell'oratoria.

Ad Atene sorge e si svolge contemporaneamente al
dramma attico
(tragedia e commedia antica), che è genere oratorio, in quanto è parola e azione, esprime passioni e idee analoghe a quelle della politica dibattuta nell'agorà, proiettandole però su un piano mitico-eroico: dalla drammaticità l'oratoria riceve l'
impulso di ricerca dell'evocazione e della persuasione
.
Grandi oratori greci
Temistocle
: seppe trarre gli Ateniesi alla battaglia di Salamina e alla vittoria sui Persiani;
Pericle
: lodatissimo da Platone e da Plutarco, con lui l'oratoria si fa genere letterario e da lui in poi l'oratore ("rhetor") sarà in Attica l'uomo politico;
Corace
e
Tisia
: nel primo trattato sulla retorica scrissero come il discorso nelle sue varie parti dovesse essere condotto e articolato per generare nel pubblico il gradimento e la persuasione;
Gorgia da Lentini
: il primo che attuò in Grecia il concreto insegnamento della retorica: tornato esule ad Atene, aprì una scuola, esercitando sugli Ateniesi e sui Greci una vasta influenza.
Logografi
L'abuso della libertà favorì il
moltiplicarsi dei processi
: dinanzi alle assemblee deliberanti o giudicanti, colui che disponeva di più pronto eloquio e di opportuni artifici aveva in pugno il successo.

Nei processi invalse l'uso di proferire discorsi precedentemente preparati e messi per iscritto da professionisti, i
logografi
.
Generi di oratoria
Oratoria giudiziaria
Oratoria deliberativa
Oratoria epidittica
(o dimostrativa): sorta dapprima in occasione di certe cerimonie sacre propiziatorie dell'intervento divino per equità del giudizio, servì poi anche alla divulgazione delle dottrine filosofiche;
Oratoria encomiastica
: esalta virtù collettive e individuali
Oratori attici
Antifonte
: primo logografo e primo maestro di eloquenza ad Atene
Lisia
: raggiunse la perfezione dell'atticismo
Demostene
: sommo tra oratori attici, la cui eloquenza fu soprattutto politica e rivolta alla difesa della libertà ateniese contro i re della Macedonia
Disertus - Fecundus
A Roma, dove la lotta tra patrizi e plebei rendeva assolutamente necessario saper parlare davanti a un pubblico, si distingueva l' oratore (orator) "
fecundus
", che era chi possedeva naturale eloquenza, da quello "
disertus
", colui che disponeva della facoltà di esprimersi con ordine e chiarezza, datagli da un precedente studio della retorica.
Grandi oratori latini
M. Cornelio Cartego
: il primo di cui si ricordi la qualità di "orator"
M. Porcio Catone il Censore
: con lui inizia la storia dell'oratoria romana; tenne un ideologia conforme al suo ideale di oratore "
vir bonus dicendi peritus
" ("L'uomo valoroso esperto nel dire")
Tiberio
e
Gaio Gracco
: "grandis verbis, sapiens sententiis, genere toto gravis"
M. Antonio
: riponeva la forza dell'oratore nell'
actio
, cioè il modo di porgere e di gestire
M. Tullio Cicerone
M. Tullio Cicerone segna il massimo splendore dell'oratoria romana. Cicerone al tempo delle più fervide polemiche tra i sostenitori de due stili retorici che più si contendevano il favore dei cultori, l'
asianesimo
(proveniente dall'oratoria greca, gli oratori asiani usavano introdurre nella purezza del greco attico parole di greco ionico, quello cioè parlato in Asia Minore) e l'
atticismo
(proveniente dall'oratoria greca, gli atticisti sostenevano un'imitazione dei classici austera, ascetica, quasi confinata), dedicò alla prima delle cinque parti della retorica il trattato "
De inventione
": divenuto poi grande oratore, nel "
De oratore
", delineò il ritratto dell'oratore perfetto, il quale deve tenere conto del peso degli argomenti (tesi degli atticisti), dell'elaborazione formale e del porgere (tesi degli asiani); mentre nel "
Brutus
" tracciò la storia dell'oratoria romana; nell' "
Orator
" analizza le teorie dei vari stili.
Quintiliano
A
restaurare valori di contenuto morale e civile
nell'insegnamento della sua insitutio oratoria mirò Quintiliano, con l'identificazione della retorica con la cultura e della formazione culturale con la formazione morale. Nel IV secolo le scuole di grammatica e retorica prosperano, ma non c'è più in esse neppure l'ombra delle aspirazioni morali e civile di Quintiliano.
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