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il cioccolato

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by

Alessandro Greco

on 17 May 2015

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Transcript of il cioccolato

il Cioccolato
Aspetto economico
Il cioccolato rappresenta anche uno dei motori dell’economia del futuro.
I prodotti derivati dal cioccolato già oggi valgono 110 miliardi di dollari di giro d'affari, rispetto ai 61 miliardi dei prodotti a base di zucchero e ai 25 delle gomme da masticare, e da qui al 2018 il divario aumenterà ancora di più.
http://www.panorama.it/economia/cioccolato-tentazione-ferrero/
Cioccoturismo
Ogni anno sono molte le fiere dedicate al cacao e al cioccolato in ogni parte del mondo; in Italia tra le più frequentate si possono ricordare: la Fiera del Cioccolato di Firenze, il Cioccoshow di Bologna in Piazza Maggiore, il CioccolaTò di Torino, la manifestazione itinerante Altrocioccolato (Perugia 2001-2003, Gubbio 2004-2009, Castiglione del lago 2010-2012, Città di Castello 2013-2015) dedicata al gusto ed al consumo consapevole del cioccolato, l'Eurochocolate di Perugia e il Choccobarocco di Modica (famosa per il Cioccolato modicano, la cittadina organizza una manifestazione, originariamente legata all'Eurochocolate, poi divenuta indipendente col nome di "Choccobarocco". E infine vi sono la meno famosa Fiera del cioccolato di Cervia (Ravenna) e la Showcolate a Napoli presso la Mostra d'Oltremare.
Aspetto emotivo-relazionale
Aspetto storico
Aspetto poetico-letterario
La bontà del cioccolato è confermata anche dai componimenti letterari in prosa e in poesia che venivano declamati durante i conversari salottieri tanto cari al ‘700.
Riteniamo di particolare interesse il componimento poetico di tal P. Zucchi Olivetani intitolato “Sopra la cioccolata“; ecco le parti più significative: “Il suo gusto è gradevole e piacevole in qualsiasi momento, facile da preparare, mescolando il cacao in acqua calda si otterrà una bevanda squisita. Utile alla mente, tonifica il muscolo cardiaco e dolcifica i succhi gastrici; ha provate doti sedative, stimola gli umori e possiede poteri afrodisiaci”. Il poeta continua affermando che gli effetti del cioccolato sono utili per i dotti e per il clero, per coloro che studiano e per tutti coloro che sanno apprezzare le virtù di questo squisito alimento.


Si ricorda dell'unica volta in cui ne I Promessi Sposi compare la parola cioccolata: il padre della futura Monaca di Monza, per festeggiare la bambina che ha finalmente ceduto alle pressioni della famiglia e ha deciso di entrare in convento le fa servire una cioccolata calda. Con tutto il rispetto per il grande Alessandro Manzoni siamo in presenza di un probabile anacronismo. IL romanzo ambientato in un periodo che va dal 1628 al 1630, e la Monaca di Monza non può avere meno di trent'anni, perciò è stata bambina nei primi anni del Seicento quando il cacao era appena arrivato a corte.

Riccardo Cassini nel suo divertente Nutella Nutellae: «Tanto gentile e tanto onesta pare / la Nutella mia dopo la spalmatura», scura, densa, compatta, liscia come l'olio spalmata sul pane, rappresenta la foresta dei sensi, del gusto innanzitutto, dove ci si immerge con voluttà e piacere, dove si ritrova il peccato (di gola, s'intende) ma anche la redenzione. In fondo una fetta di pane e Nutella placa gli animi, riconcilia con la vita, dà un tono trionfalistico alle nostre giornate:
Nutella d'Italia,
nutella d'Italia,
l'Italia s'è desta
sul pane al principio
spalmata ci resta.

La fabbrica di cioccolato (Charlie and the Chocolate Factory) è un film del 2005 diretto da Tim Burton.
Il film ha come interprete principale Johnny Depp ed è tratto dall'omonimo romanzo di Roald Dahl.
Charlie Bucket è un bambino povero che vive in una malandata casetta di legno assieme ai genitori e ai quattro nonni. Gli piace molto la cioccolata, ma la povertà della sua famiglia gli concede una sola tavoletta per il suo compleanno.

La cioccolata mette allegria
Porgete un pezzo di cioccolato ad un bambino e ne avrete in cambio un sorriso

le virtù del cioccolato
Un tempo veniva celebrato come il “cibo degli Dei” e in effetti non abbiamo difficoltà a credere che il cioccolato fosse davvero uno degli alimenti irrinunciabili per le divinità, alla ricerca di vigore e bellezza.
Non c’è alcun dubbio ormai che il cioccolato sia un'autentica sorgente di preziose sostanze che garantiscono numerosi effetti benefici e non solo sull’umore.

Cioccolato : allegria e benessere
Non tutti sanno, ma il cioccolato è davvero una riserva di allegria e benessere, una vera riserva di salute. Il cioccolato favorisce:
il rilascio delle endorfine, sostanze che stimolano alcune zone del cervello, prevenendo depressione e stress,
stimola anche la produzione di serotonina, una sostanza che favorisce la tranquillità e il sonno e grazie all’apporto di fosforo favorisce la concentrazione e l’attenzione;


è ricco di polifenoli, sostanze antiossidanti che combattono l’invecchiamento cellulare e numerose malattie cardiovascolari
è ricco di tannini presenti nel cioccolato aiutano a combattere la carie perché impediscono la proliferazione batterica ed il fluoro contenuto migliora lo smalto.
E' buono, è sano, è legale, è economico, è condivisibile.
La cioccolata non ha confini linguistici.
La storia del cacao e del cioccolato ha avuto inizio quasi 4000 anni fa .

ORIGINI
I primi usi del cacao risalgono alla civiltà Olmeca, in quello che oggi è il Messico del sud e il centro America. I Maya furono i primi a creare la prima piantagione di cacao, nello Yucatan nel 600 DC.
LEGGENDA
La leggenda dice che la coltura del cacao fu sviluppata dal terzo re Maya: Hunahpu. Un'altra leggenda, questa volta azteca, dice che in tempi remoti una principessa fu lasciata, dal suo sposo partito in guerra, a guardia di un immenso tesoro; quando arrivarono i nemici la principessa si rifiutò di rivelare il nascondiglio di tale tesoro e fu per questo uccisa; dal suo sangue nacque la pianta del cacao, i cui semi sono così amari come la sofferenza, ma allo stesso tempo forti ed eccitanti come le virtù di quella ragazza.

USI :
1.COLTURA
Gli aztechi iniziarono la coltura del cacao, e in seguito la produzione di cioccolata; associavano il cioccolato a Xochiquetzal, la dea della fertilità. Con valore mistico e religioso, il cacao veniva consumato dall'élite durante le cerimonie importanti,[5] offerto insieme all'incenso come sacrificio alle divinità e a volte mischiato al sangue degli stessi sacerdoti. A conferma di ciò, sono stati trovati diversi esempi di raffigurazione della pianta del cacao su alcuni vasi e codici miniati Maya.


2. MONETA

Colombo incontrò il cacao nel suo quarto viaggio, ma non lo assaggiò.
I conquistatori spagnoli, invasa la penisola dello Yucatan, scoprirono presto il valore dei frutti del
cacao, che i nativi usavano sia per preparare bevande che per comperare merci, schiavi (che costavano 100 frutti) e i servizi di una prostituta (10 frutti).

2. BEVANDA
I semi venivano arrostiti in pentole di coccio e triturati con delle pietre. Veniva preparata una bevanda, grassa e amara, a cui venivano aggiunte spesso spezie, vaniglia o miele. La bevanda però non venne apprezzata dai conquistatori spagnoli. Dal nome della bevanda, Xocoatl, deriva quasi certamente il termine cioccolato.

Aspetto geografico
la prima barretta di cioccolato del 1847
Aspetto scientifico-matematico
Sin oggi sono stati condotti molti studi relativi agli effetti benefici che il cioccolato apporterebbe al nostro organismo. Ecco le sue proprietà:

Il cioccolato
è ricco di
flavonoidi, potenti antiossidanti,
contenuti anche nel thè e nel vino, e che permettono di contrastare i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cutaneo, e di ridurre i problemi cardiovascolari e dunque il rischio di infarto. I flavonoidi, inoltre, svolgono un’azione antiinfiammatoria.

Il cioccolato è antidepressivo,
in quanto stimola la produzione di neurotrasmettitori come la serotonina. Inoltre contiene caffeina, un alcaloide che svolge un’azione psicoattiva e antidepressiva, stimolando il sistema nervoso centrale.
Da non dimenticare la presenza di tiramina,
utilizzata per la produzione di farmaci antidepressivi, e di anandamide, un altro neurotrasmettitore ad azione psicoattiva ed antidepressiva.
Il cioccolato contiene vitamine, sali minerali, potassio, magnesio, ferro e fosforo,
che la rendono un alimento energizzante adatto a combattere il senso di stanchezza, lo stress e ad aumentare la concentrazione.
Il cioccolato fondente
è il meno calorico - 100 gr. di cioccolato fondente contengono 502 calorie - e viene prodotto con almeno il 43% di cacao ed il 26% di burro di cacao,
il cioccolato al latte -
100 gr. contengono 543 calorie - e viene prodotto con almeno il 25% di cacao ed il 14% di latte e inoltre contiene anche il 25% di grassi (tra grassi del latte e burro di cacao),
il cioccolato bianco
è il più calorico: in 100 gr. ci sono 540 calorie, ma in cambio non offre alcun beneficio dal momento che viene prodotto con burro di cacao al 20% ed almeno il 14% di latte o derivati e non contiene cacao.
Apporto calorico del cioccolato
La pianta del cacao,
il cui nome scientifico è
“Theobroma cacao”
(Theobroma = cibo degli dei), attribuito dal naturalista Linneo,
è una pianta perenne che cresce nella zona tropicale compresa tra i 20-30 gradi di latitudine nord e sud,
trova il suo habitat ideale intorno ai 400 metri d'altezza, su terreni ricchi di azoto e potassio, in un clima umido tra i 20 ed i 30 °C. Dal tronco sottile, raggiunge i 6-7 metri d'altezza nelle piantagioni ma allo stato spontaneo raggiunge anche i 10 metri. Il frutto si chiama cariosside dalla forma ovoidale lungo circa 20-25 cm e largo circa 10-12 cm e il suo peso varia dai 200 grammi ad 1 chilogrammo. Il colore varia a seconda della varietà, dal giallo all'ocra e fino al rosso. Il cacao viene coltivato all'ombra di altre piante dalla folta chioma che la proteggono dal vento, dalle piogge e dalla luce diretta del sole. I fiori, molto abbondanti, crescono direttamente sul tronco e sui rami principali, ma solo pochi, impollinati dai moscerini, riusciranno a trasformarsi in frutti. All'interno del frutto si trovano circa 30-40 semi ovoidali, lunghi 2-3 centimetri, immersi in una gelatina biancastra mucillaginosa altamente zuccherina.
La storia del cioccolato comincia con la storia del cacao.
Indietro, nel tempo delle leggende, sembra che i primi coltivatori della pianta del cacao fossero i Maya, nel 1000 A.C. circa, e successivamente i Toltechi e gli Aztechi.
La leggenda narra che il dio Azteco Quetzalcoatl donò al mondo il seme del cacao con il quale preparare una bevanda amara e piccante notevolmente energetica. In onore del dio il seme venne chiamato “cacahualt” per poi mutare in “chocolatl”. Nel 600 DC circa, sempre nell'America centrale, i Maya usavano i semi del cacao come moneta di scambio, come unità di calcolo e per produrre una bevanda chiamata “xocoatl”. Questa bevanda, ottenuta tostando e macinando i semi, quindi mescolati ad un liquido e sbattuti fino ad ottenere una bevanda schiumosa, poco o niente aveva a che fare con la cioccolata che siamo abituati a consumare oggi. Questa bevanda, scarsamente appetitosa almeno secondo il gusto moderno, veniva apprezzata perché era capace di eliminare la fatica e stimolare la forza fisica e mentale.
CIOCCOLATO, AMORE MIO


3 MILIARDI
sono i chilogrammi di cacao grezzo che ogni anno vengono lavorati in tutto il mondo.
1,25 MILIARDI
erano i semi di cacao che facevano parte del tesoro reale di Montezuma II e che Hernan Cortes nel 1520 rubò agli Aztechi. Tanti, ma oggi non basterebbero nemmeno per fabbricare i
36 MILIONI
di Kg di Nutella che ogni anno in tutto il mondo vengono spalmati sul pane.
720 MILA
sono le tonnellate di prodotti a base di cioccolato che ogni anno escono dalle industrie dolciarie tedesche ( la Germania è il maggiore produttore in Europa ), mentre solo
207 MILA
tonnellate sono quelli che escono dalle industrie dolciarie italiane.
76 MILA
sono, sempre in Italia, le tonnellate di cioccolato venduto sotto forma di cioccolatini e quasi
30 MILA
sono le tonnellate di quello venduto in tavolette, al latte o fondente.

338
sono gli anni trascorsi da quando il cuoco dei banchieri Fugger, a Regensburg, riempì di cioccolato una pallina di marzapane, dando modo al maresciallo francese Choiseul du Plessis-Praslin di chiamarla “ pralina “.
100
erano i semi di cacao necessari presso gli Aztechi per comprare uno schiavo e
50
erano quelli necessari per comprare una schiava. Perciò, con due tavolette di cioccolato al latte, che richiedono
35
semi, chiunque potrebbe cominciare a costituirsi un esercito di servitori.
10
sono i chilogrammi di cioccolato che ogni anno consumano a testa i tedeschi, anche in questo primi in Europa, e
4,5 Kg
pesano le tavolette di cioccolato più grandi regolarmente in produzione, più dei
3,5 Kg
di cioccolato che ogni anno consumano a testa gli italiani, che sono soltanto dodicesimi in Europa.

Aspetto estetico-relazionale
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