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I PROMESSI SPOSI

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by

Monica Odone

on 12 January 2015

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Transcript of I PROMESSI SPOSI

Alessandro Francesco Tommaso Antonio Manzoni (Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873) è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano. È considerato uno dei maggiori romanzieri italiani di tutti i tempi, principalmente per il suo celebre romanzo
I promessi sposi
, caposaldo della letteratura italiana. Fu senatore del Regno d'Italia.
Preceduto dal
Fermo e Lucia
,
spesso considerato
romanzo a sé,
fu edito in una prima versione nel
1827

(detta edizione ventisettana)
;
rivisto in seguito dallo stesso autore, soprattutto nel linguaggio, fu ripubblicato nella versione definitiva fra il
1840
e il
1841-42

(edizione quarantana).
Il romanzo si apre con una finzione letteraria: la trascrizione dell'inizio di un manoscritto (una
Historia
) di un romanzo del
Seicento
, nello stile altisonante e ampolloso proprio della lingua del tempo. In esso è scritto che, mentre la Storia ufficiale si occupa solo dei grandi avvenimenti e dei personaggi famosi, il nostro Autore vuole raccontare la storia di umili persone del popolo.
Tale finzione o "
falso
" letterario serve a inquadrare le vicende narrate in uno sfondo storico.
Si crea così una duplice prospettiva nella quale vengono visti gli avvenimenti:
una secondo i fatti narrati, attribuiti all'autore del manoscritto; l'altra secondo i commenti e le riflessioni di Manzoni sulle vicende trattate.
Nella narrazione l'
intreccio
si discosta poco dalla
fabula
e solo quando la trama lo richiede. Ciò accade per esempio quando l'autore tratta parallelamente le vicende di Renzo e Lucia, le vicende storico-sociali
(carestia, guerra, peste)
o quando compie delle
analessi
per le biografie di fra Cristoforo, della monaca di Monza, dell'Innominato e del cardinale Federigo Borromeo .

L'intreccio è l'insieme
degli eventi della storia
nella successione in cui l'autore
li ha voluti disporre.

La fabula è l'insieme
degli elementi di una storia
considerati nel loro ordine logico e cronologico. È l'autore della fabula
che decide come collocare le varie scene nella narrazione. L'autore può infatti raccontare una storia sia rispettando la
fabula, cioè mantenendo l'ordine naturale degli eventi, sia montandoli in modo personale, secondo un ordine artificiale,
per ottenere particolari effetti narrativi
come la suspense.

Quando fabula e intreccio non coincidono emergono delle
anacronie
, le
analessi
e le
prolessi
. Le analessi
(o 'regressioni', che nel cinema sono denominate flashback)
, sono racconti di fatti accaduti in precedenza (ricordi, esperienze passate, memorie, ecc..) rispetto alla vicenda narrata. Le prolessi
(che nel cinema sono denominate flashforward)
sono invece le 'anticipazioni' di eventi successivi.

L'Autore poi, per narrare le vicende, si affida ad un "narratore eterodiegetico" (
esterno
) e "onnisciente" il quale conosce tutto della storia.
Il narratore partecipa ai fatti, li spiega, li commenta, inserendovi proprie considerazioni e riflessioni,
usando spesso anche l'ironia.
Alcune volte sono presenti altre voci narranti, in particolare quella dell'ipotetico autore del manoscritto seicentesco.


Il romanzo, secondo le intenzioni di Manzoni,
è fondato su tre perni principali:
- il VERO per soggetto,
- l'UTILE per scopo,
- l'INTERESSANTE per mezzo.

1. Il vero per soggetto:
l'autore mette al centro
la ricostruzione storica degli eventi
che caratterizzarono quei luoghi
a quel tempo.

3. L'interessante per
mezzo:

l'argomento del romanzo deve essere
moderno, popolare, e quindi
avere forti legami con la realtà
contadina ed operaia.
2. L'utile per scopo:
l'opera deve mirare ad educare l'uomo ai valori che Manzoni vuole diffondere.

I Promessi Sposi sono una
vicenda di umili
.
Si attua un capovolgimento della storia:
gli umili sono i veri protagonisti,
non come eserciti o gruppi sociali, ma ciascuno per sé,
con il suo gruzzolo di sentimenti e di idee e le sue opere buone.
C'è, nel romanzo, la vita del villaggio
e ogni vicenda storica è vista in quanto aderisce alla vita degli umili.
Il romanzo ha uno sfondo popolano
dove gli umili sono solidali nella sventura.
Non vi sono solenni quadri storici,
ma è presente la fisionomia varia e minuta di un'epoca.


Il romanzo manzoniano è stato sempre considerato dalla critica tradizionale
il romanzo della Provvidenza divina
. L'intervento di Dio è vivo in tutto il romanzo, ma avvertito con la fede semplice degli umili: "
quel che Dio vuole, Lui sa quel che fa; c'è anche per noi
"; "
lasciamo fare a Quel lassù
"; "
tiriamo avanti con fede, Dio ci aiuterà
".
Il senso di tutta la storia del romanzo sta nelle parole di fra Cristoforo a Renzo e Lucia: "
Ringraziate il cielo che v'ha condotti a questo stato, non per mezzo dell'allegrezze turbolente e passeggere, ma co' travagli e tra le miserie, per disporvi ad un'allegrezza raccolta e tranquilla
".
La "
provida sventura
" è il dolore che redime, che purifica ed eleva spiritualmente l'animo.
La
Provvidenza
è intesa come una fiducia in Dio e nella sua Grazia, un invito ad affidarsi
alla Fede e agli insegnamenti cristiani
di fronte alle avversità della vita.
Domina nello sfondo del romanzo il paesaggio di Lombardia, con i suoi cieli, i suoi monti, le sue acque, la sua mite luce autunnale. Il paesaggio è calato nella realtà storica ed umana del romanzo.
L'autore non si dilunga in descrizioni paesaggistiche, tuttavia l'aria del paese natìo circola in tutti i capitoli, evocata dalle azioni degli uomini.
Manzoni segue la concezione,
propria del Romanticismo, di un paesaggio proiezione di emozioni, sensazioni, stati d'animo dei personaggi.
Per esempio il paesaggio è oggettivo e realistico nel primo capitolo ("
Quel ramo del lago di Como.
."); descritto con affettuosa nostalgia e profonda, accorata intimità da Lucia nell'"
Addio ai monti...
."; pauroso e minaccioso nel bosco sull'Adda quando l'animo di Renzo è pieno di timori, ansie, tensione e stanchezza.

I PERSONAGGI
Lucia
Renzo
Simboleggia l'innocenza, i valori puri del cattolicesimo.
Don Abbondio
Simboleggia chi, pur investito di responsabilità istituzionali, si piega al più forte.
E' la protagonista. Fidanzata di Renzo, tessitrice, orfana di padre vive con la madre Agnese.
Simboleggia gli ingenui volenterosi.
Timorata di Dio, dotata di una morale solida, ma anche capace di sottili astuzie. Lucia appare più equilibrata e coerente di Renzo e di Agnese, anche se talvolta cede alle loro pressioni e si lascia convincere ad agire contro i propri principi, come quando accetta di partecipare al matrimonio a sorpresa.
E' il protagonista. Operaio tessile e contadino, condizioni economiche medie, orfano, fidanzato di Lucia.
E' di animo buono, dai valori morali semplici e onesti, ma anche ingenuo e impulsivo e per questo capace di cacciarsi nei guai,
come accade a Milano
.
Personaggio principale, per codardia si trasforma in aiutante dell'antagonista. Uomo meschino, è un debole, che tenta di avere il minor danno proprio a discapito dei più poveri. Curato del paese, vocazione non spirituale ma di convenienza, non benestante .Pauroso, egoista e codardo si ispira alla regola di "
scansare tutti i contrasti e cedere quelli che non può scansare
" .
Don Abbondio è vittima del suo tempo e delle ingiustizie; non riuscendo ad affrontarle tenta di scansarle. Viene paragonato ad un vaso di terracotta che viaggia insieme ad altri vasi di ferro su un carro. Egli risulta vittima della società perché non possiede un carattere forte e determinato.
Agnese
Tessitrice, madre di Lucia.
Aiutante dei protagonisti (simboleggia i valori materni).
Pragmatica, sicura di sé, dotata di furbizia "di paese".
E' un personaggio materno, protettivo, impulsivo.
Don Rodrigo
Antagonista, infatuato di Lucia, simboleggia i prepotenti e il malgoverno spagnolo dell' epoca.
Nobiluomo orgoglioso e maligno
Prepotente, capriccioso, offensivo, sarcastico, violento.
Padre Cristoforo
Aiutante dei protagonisti, personaggio storico,
simboleggia un cristianesimo coraggioso, capace di prendere posizione in difesa dei più deboli.
Padre cappuccino, appartenente a una benestante famiglia di mercanti, in gioventù arrivista e arrogante.
Dimostra irrequietezza interiore, umiltà, grande spiritualità religiosa, sebbene capace di atti d'ira.
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