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Antonio Canova

Breve storia sulla vita dello scultore ed analisi di alcune opere
by

Federica De Pieri

on 11 June 2012

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Transcript of Antonio Canova

Il francobollo raffigura un particolare della scultura ''Ebe'' realizzata da Antonio Canova nel 1816 e conservata presso la Pinacoteca di Forlì.

Ebe era la dea greca dell'eterna giovinezza, figlia di Zeus e di Era.
Il suo compito nell'Olimpo era di versare il nettare e l'ambrosia agli dei.
In suo ricordo è rimasto questo nome augurale che significa appunto ''giovinezza''. Antonio Canova Antonio Canova nacque a Possagno, nei pressi di Treviso, nel 1757 all'interno di una famiglia di scalpellini Canova è un grande esponente del Neoclassicismo ed incarna i principi neoclassici dello storico dell'arte tedesco Johann Joachim Winckelmann PRINCIPI NEOCLASSICI DI WINCKELMANN E CANOVA:
Attenzione alle proporzioni e all'anatomia per ricreare la "grazia" delle opere antiche e la loro bellezza ideale, definita "nobile semplicità e calma grandezza";
L'arte non deve mostrare forti passioni o eccessiva tragicità poichè essi non sono sentimenti educativi. Il sentimento non viene però rifiutato in assoluto, ma solamente ripulito, viene fatto "decantare" tramite una serie di passaggi che eliminano l'eccessiva emotività;
Le opere non devono essere banale copia dell'arte classica antica poichè esiste una distanza tra le due epoche artistiche. L'arte classica del passato va rielaborata ed attualizzata. Il suo metodo di lavoro prevedeva la realizzazione di schizzi e disegni, a partire dai quali poi realizzava dei bozzetti in creta. Gli assistenti traevano da quest'ultimi dei calchi in gesso, in base ai quali poi sbozzavano il marmo. Lo stato definitivo veniva infine realizzato da Canova. Amore e Psiche
1783-1789
Parigi, Museo del Louvre Secondo la favola, Psiche è amata da Amore, che si congiunge a lei nel buio della notte e con l'ordine di non essere guardato mai in viso. Una notte Psiche, aizzata dalle sorelle invidiose, contempla il suo amante dormiente, al lume di candela. Una goccia di olio però cade da quest' ultima e cade sulla spalla di Amore che si desta dal suo sonno e fugge via da Psiche dicendole che non lo avrebbe mai più rivisto. Venere, la madre di Amore, viene a conoscenza dell'accaduto e costringe Psiche a divenire sua schiava sottoponendola a numerose prove. Una di queste consisteva nel recarsi nell'Ade da Proserpina per farsi consegnare un vasetto con un pò di bellezza. Venere raccomanda alla fanciulla di non aprire il vaso, ma la giovane, spinta dalla curiosità, disobbedisce. Dal vaso si sprigiona allora un sonno profondo e Psiche cade addormentata. Amore, non resistendo alle pene amorose e al desiderio di rivedere la giovane amata, va da lei e la risveglia pungendola con una delle sue saette. Infine Zeus, mosso a pietà da Amore, dona a Psiche l'immortalità ammettendola fra gli dei come sposa eterna di Amore. Canova ha ripreso un episodio della favola narrata nel romanzo di Lucio Apuleio: L'asino d'oro Canova raffigura i due amanti nell'attimo appena precedente al bacio, per non raffigurare il momento in cui ci si abbandona alle passioni.
E' comunque ben percepibile la tensione dei due corpi, che si stanno sfiorando con sottile erotismo. Le linee forza del gruppo sono due archi che si intersecano ad x al centro della scultura: dall'ala destra di Amore fino alla sua gamba sinistra e dall'ala sinistra fino alla gamba destra di Psiche Le braccia dei due amanti invece si intrecciano a formare due piccoli cerchi che incorniciano i loro volti ed il bacio che stanno per scambiarsi. Ebe
1800-1805
San Pietroburgo, Ermitage Canova fu criticato ed accusato di aver realizzato un volto senza espressione, ma lo scultore rispose che volutamente la dea mancava di una forte espressione perchè altrimenti sarebbe sembrata una baccante e non una divinità. Il francobollo raffigura un particolare della scultura ''Ebe'' realizzata da Antonio Canova nel 1816 e conservata presso la Pinacoteca di Forlì. Ebe era la dea greca dell'eterna giovinezza, figlia di Zeus e di Era.
Il suo compito nell'Olimpo era di versare il nettare e l'ambrosia agli dei.
In suo ricordo è rimasto questo nome augurale che significa appunto ''giovinezza''. Le scultre di Canova sono tutte in marmo, unico materiale adatto alla scultura, in quanto poteva rendere al meglio la morbidezza e la flessibilità della carne.
Tutte le sculture canoviane sono condotte al sommo grado di finitura, levigate sino a che il marmo opaco non diventa totalmente liscio, traslucido, cioè quasi trasparente. Paolina Borghese come Venere vincitrice
1804-1808
Roma, Galleria Borghese Paolina è raffigurata come Venere vincitrice.
Infatti con gesto grazioso tiene in mano il pomo della vittoria offerto da Paride alla dea giudicata da lui la più bella. Paolina è raffigurata adagiata su un triclinio, con il busto sollevato e appoggiato a due cuscini.
Il triclinio nascondeva al suo interno un ingranaggio che consentiva alla scultura di ruotare, per poter essere ammirata da più punti di vista. Canova ha utilizzato una cera rosata sulle parti nude della statua per imitare l'incarnato. Maria Paola Bonaparte, conosciuta semplicemente come Paolina Bonaparte, era figlia di Carlo Maria Bonaparte e di Letizia Ramolino. Sorella prediletta da Napoleone, lei stessa fu sempre molto affezionata al fratello maggiore.

Donna di grande bellezza, sposò nel 1797 il generale Victor Emanuel Leclerc, amico di Napoleone, di cui rimase vedova nel 1802. L'anno successivo, su richiesta del fratello, sposò un personaggio la cui famiglia faceva parte dell'antica nobiltà romana: il principe Camillo Borghese.

Piuttosto irrequieta, amante dello sfarzo e della vita di corte, Paolina fece molto parlare di sé a causa del suo comportamento anticonformista: ad esempio sembra che abbia posato nuda, nel 1805, per essere immortalata da Antonio Canova nella celebre statua di Venere vincitrice. Come molte sculture neoclassiche, anche alcune opere di Canova trattano temi ricchi di ideali, insegnamenti e di storie che narrano come il bene vince sul male. Teseo sul Minotauro
1781-1783
Londra, Victoria and Albert Museum Canova presta molta attenzione alle fonti storiche perchè pone in mano a Teseo una clava e non una spada L'eroe è seduto sopra il corpo esanime del Minotauro che ha ucciso; è il simbolo della razionalità che vince sull'irrazionalità.
La differenza tra bene e male è inoltre sottolineata dalla diversa lavorazione del marmo: Teseo è ben levigato, mentre il Minotauro è ancora allo stato grezzo. Il bello diviene espressione del bene e il brutto del male. Il volto di Teseo non appare molto trionfio nonostante la sua vittoria.
I sentimenti non sono mai espressione di eccessive passioni. Altro elemento tipico del Neoclassicismo è la rappresentazione della morte. Essa sembra quasi ricomporre le varie parti di un essere umano e ne ridimensiona gli aspetti negativi per far emergere invece quelli positivi.

Anche nella letteratura appare questa esaltazione della morte:
"...A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti..."
(Le tombe dei grandi spingono gli uomini grandi a compiere grandi imprese)
(Ugo Foscolo, Dei sepolcri, vv.151-152) Monumento funebre a Maria Cristina d'Austria
1798-1805
Vienna, Augustinkirche Maria Cristina d'Austria fu la figlia di Francesco Stefano di Lorena e Maria Teresa d'Asburgo. Era la preferita della madre e questa predilezione venne dimostrata dalla concessione di poter sposare chi voleva, cosa assai rara per l'epoca.
Nel 1766 sposò Alberto di Sassonia-Teschen, il quale nel 1759 si era arruolato nell'esercito dell'imperatrice. La coppia riuscì ad avere solo una bambina, Maria Teresa di Sassonia, che nacque e morì il 17 maggio 1767. Divennero poi genitori adottivi dell' arciduca Carlo, figlio dell'imperatore Leopoldo II e di sua moglie Maria Ludovica di Borbone-Napoli.
La madre Maria Teresa insediò la figlia e il genero a Bratislava nel 1766, dopo aver affidato a lui l'incarico di governatore d'Ungheria.
Maria Cristina è sepolta presso la Cripta Imperiale a Vienna: il marito fece erigere in sua memoria nella Augustinerkirche il monumento funebre opera di Antonio Canova. La sepoltura si presenta come una grande piramide.
L'altezza verticale è moderata dallo spesso architrave d'entrata, sostenuto da due stipiti inclinati. L'immagine della defunta è racchiusa in un serpente che si morde la coda, simbolo di eternità, portata in volo da una fanciulla al cui fianco c'è un angioletto con la palma. La processione con le ceneri procede verso l'interno della tomba, verso la morte, fermandosi appena prima di entrare. Dalle differenti età delle persone si può comprendere come la morte possa giungere in qualsiasi momento.
La lentezza dell' incedere delle varie figure è sottolineata dagli strascichi e tutti sono collegati tra loro da una ghirlanda di fiori. In basso a destra ci sono un leone accasciato, simbolo della forza ormai declinata, a cui si appoggia un genio alato che tende la gamba oltre i gradini, entrando nello spazio dello spettatore. Antonio Canova A cura di:
Federica De Pieri
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