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SCIENZA ED ETICA: LA RICERCA DELL'ETHOS COMUNE ATTRAVERSO IL

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Laura Bertinato

on 30 June 2015

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Transcript of SCIENZA ED ETICA: LA RICERCA DELL'ETHOS COMUNE ATTRAVERSO IL

La clonazione
Per clonazione si intende un processo, naturale o artificiale, che porta alla formazione di geni, cellule o individui geneticamente identici fra loro, detti
cloni
.
La clonazione ebbe i primi risultati a partire dal 1952, in seguito ad un esperimento di Briggs e King, che era stato formulato solo in via teorica da Hans Spemann.
Essi prelevarono il nucleo di una cellula embrionale di rana (allo stadio di blastula) e lo trasferirono in una cellula uovo precedentemente enucleata, constatando che esso dava origine nel 60% dei casi ad un nuovo individuo.
DOLLY: IL PUNTO DI SVOLTA
Dopo una fase di stallo nelle ricerche, nel 1996 un gruppo di ricerca guidato da Ian Wilmut trasferì 277 nuclei in altrettanti oociti: di questi solo 29 giunsero allo stadio di morula e vennero impiantati nell'utero di 13 pecore. Dei 29 blastocisti solo uno arrivò a nascere, la famosa pecora Dolly.
Si possono distinguere due tipi di clonazione:
la clonazione riproduttiva, in cui l'organismo clonato viene poi trasferito nell'utero di un'esemplare della medesima specie per completare lo sviluppo prenatale
la clonazione terapeutica, in cui agli embrioni generati dal trasferimento nucleare vengono prelevate le cellule (cellule staminali embrionali o ES) per utilizzarle, determinando così la loro morte
Le 4 parole chiave dell'etica
Le parole chiave per capire i fondamenti dell'etica sono quattro:
responsabilità
rischio
discorso
partecipazione
SCIENZA ED ETICA: LA RICERCA DELL'ETHOS COMUNE ATTRAVERSO IL DIALOGO
Bertinato Laura
Classe V D A.S. 2014/2015
Liceo Scientifico Statale N. Copernico

Il procedimento usato per creare Dolly viene chiamato "clonazione per trasferimento di nucleo", in inglese SCNT (Somatic Cell Nuclear Transfert). Esso consiste nel prelevare il nucleo di una cellula somatica adulta per poi introdurlo in un'ovocita precedentemente enucleato, e cioè privato del proprio nucleo.
Gli aspetti di cui tenere conto per rendere il più efficace possibile il processo sono diversi.
Per la riuscita del trasferimento la cosa più importante è che ovocita e nucleo da impiantare siano alla medesima fase del ciclo cellulare.
Poichè il trasferimento del nucleo è seguito dalla rottura della membrana nucleare, che permette la liberazione dei fattori che innescano la replicazione del DNA, è necessario che l'ovocita si trovi nella fase precedente la replicazione del DNA, detta fase S.
La fase precedente è la fase G1, in cui
la cellula si accresce in dimensioni,
ma esiste anche un'altra fase, detta
G0 o di "quiescenza", in cui le cellule
vengono bloccate dando loro poco
nutrimento e rallentando così l'attività cellulare.

Ci sono due modi in cui il trasferimento effettivo del nucleo può avvenire:
l'intera cellula somatica donatrice viene inserita nell'ovocita (spazio perivitellino), cui fa seguito un'elettrofusione.
il nucleo è prima prelevato da una cellula somatica e poi inettato nel citoplasma dell'ovocita.
In seguito la divisione cellulare (che nella fecondazione naturale è innescata dal liquido seminale) viene stimolata da una scarica elettrica e/o da sostanze chimiche come l'etanolo.
Successivamente gli embrioni sopravvissuti vengono coltivati in vitro per un periodo variabile (1d-1w).

La riprogrammazione
Nella fecondazione naturale ovocita e spermatozoo (cellule aploidi) sono cellule strutturate per fondersi e dare origine ad uno zigote unicellulare (diploide) in grado di portare a termine lo sviluppo.
Dunque, l'ovocita con il nucleo impiantato deve essere in grado di riprogrammare il nucleo diploide della cellula somatica per trasformarlo in un nucleo embrionale funzionante.
Affinchè la riprogrammazione abbia successo è necessaria una riprogrammazione epigenetica, che influenzi il DNA senza che venga modificata la sequenza nucleotidica.
Tuttavia, una non corretta riprogrammazione epigenetica non impedisce lo sviluppo corretto, e può non ripresentarsi nel fenotipo anche dopo la nascita.

Il trasferimento
La fase del ciclo cellulare
Clonazione riproduttiva e terapeutica
Gli inizi
Le cellule staminali embrionali
Le cellule staminali embrionali hanno proprietà particolari che le rendono un elemento rivoluzionario per la medicina:
rimangono indifferenziate per lungo tempo
possono continuare a dividersi indefinitamente (in coltura)
una volta introdotte nell'organismo possono specializzarsi in qualsiasi tipo cellulare (sono cioè totipotenti)
Queste caratteristiche le rendono una fonte di prim'ordine per sostituire cellule che si sono deteriorate, o che in seguito a traumi o a particolari malattie sono andate distrutte per sempre.
Dove nascono le cellule staminali?
Al momento della fecondazione, l'unione tra ovocita e spermatozoo dà origine ad uno zigote, il quale si divide in 2, 4, 8, 16 cellule, fino a formare un agglomerato di forma sferica, che viene chiamato morula.
Dopo questo stadio l'embrione approda a quello di blastocisti, e assume la forma di una sfera cava in cui è presente una parte periferica, destinata a diventare la placenta, e una massa di cellule aderenti alla parete interna, detta Inner Cell Mass (ICM): è proprio da qui, dalla ICM, che vengono prelevate le cellule precursori delle preziose cellule staminali embrionali, ottenute per la prima volta nel 1998.
Come si ottengono le cellule ES
Le cellule staminali embrionali possono essere ottenute da embrioni umani originati da fecondazione in vitro oppure da embrioni generati tramite il trasferimento di nucleo.
I vantaggi della clonazione terapeutica
Rispetto alla fecondazione in vitro, la clonazione terapeutica offre vantaggi non trascurabili: la tecnica in questo caso prevede l'impianto in un ovocita di nuclei provenienti da cellule somatiche del paziente stesso, che quindi avranno lo stesso corredo genetico ed elimineranno le possibilità di rigetto al momento dell'inserimento nell'organismo delle nuove cellule ES (in questo modo geneticamente quasi totalmente identiche alle altre del paziente).
Inoltre le cellule ES ottenute in questo modo consentono di creare, selezionando per l'impianto un nucleo portatore di una particolare patologia, un modello cellulare in vitro di tale malattia per poterla studiare.
Il dominio dell'uomo sull'uomo
Con l'avanzare del progresso tecnologico è aumentata anche la possibilità per l'uomo di volgere il microscopio su se stesso, di studiarsi, e di manipolarsi dall'interno per migliorare la propria vita. Le moderne tecnologie, che sono strettamente collegate (anche se c'è chi dice di no) alle nuove scoperte scientifiche, mettono davanti ai nostri occhi un progresso impensabile, ma non dobbiamo dimenticarci dei rischi che sono intrinsechi a tali scoperte.
Di qui l'esigenza di volgersi all'etica, considerata come l'insieme di valori in grado di orientare l'uomo nelle sue scelte e nell'esercizio del suo giudizio morale.

RESPONSABILITA'
La sua etimologia è importante per capire cosa essa significhi in ambito etico: deriva dal latino respondere, che implica la risposta di qualcosa e di fronte a qualcuno. L'etica della responsabilità è un'etica concreta, è compromissione con l'agire reale, accettazione dei nostri limiti umani.
L'etica della responsabilità si basa sulla valutazione dell'efficacia delle azioni e sul risultato da conseguire nella dimensione concreta. Il concetto di efficacia non va però interpretato come strumentalismo puro, che prescinde dagli ideali, ma più come una tensione verso gli ideali, che nel contempo sono contestualizzati nel reale.
DISCORSO
Le difficoltà nell'etica applicata
Confrontandosi con il mondo concreto l'etica si imbatte nel problema principale che sta nella sua applicazione: quello che Max Weber (influenzato da J.S.Mill) chiama "politeismo di valori", riferendosi alla pluralità di sistemi valoriali che sono presenti in una società globale come la nostra.
Questo concetto ci porta ad un'altra delle parole chiave: DISCORSO.
L'etica del discorso nasce dall'esigenza di cercare una convergenza tra sistemi etici diversi, che si trovano a coesistere nella società e a cercare di ottenere un consenso allargato.
Essere responsabili implica la disponibilità di ognuno di noi ad un confronto aperto, all'abbandono dei propri pregiudizi e all'analisi critica (nel senso più kantiano del termine) delle proprie posizioni, senza scetticismi o luoghi comuni. L'obiettivo fondamentale del discorso è, attraverso un atteggiamento responsabile, quello di far emergere un terreno comune, un ethos comune, da cui partire per formulare delle regole condivise da tutti.
RISCHIO
Il rischio consiste nella difficoltà di valutazione degli effetti e delle conseguenze, e per questo costituisce anch'esso un ostacolo all'applicazione dell'etica della responsabilità.
Il rischio si è moltiplicato esponenzialmente negli ultimi anni per via del passaggio da SISTEMI NATURALI (in cui la natura controlla le trasformazioni) a SISTEMI CULTURALI (in cui i mutamenti avvengono per mano dell'uomo): inzialmente il controllo dell'uomo (quello che Hannah Arendt chiama homo faber) ha portato grande progresso, ma con l'accrescersi del sistema le capacità dell'uomo di controllarlo (che non sono infinite in estensione) si sono rivelate inadeguate.
Il dominio della tecnica
Con uno scarso controllo del sistema, la valutazione delle conseguenze impreviste aumenta pericolosamente, rendendo sempre più difficile prendere delle decisioni responsabili.
Il dilatarsi dell'area di rischio è la dimostrazione che all'uomo sfugge il controllo, del suo passaggio da controllore a controllato.
Prima
Uomo soggetto
Tecnica strumento
Dopo
Uomo strumento
Tecnica soggetto
PARTECIPAZIONE
La partecipazione sociale è la chiave per l'approdo ad un sistema di regole che siano condivise da tutti.
Essa presuppone un'acquisizione di conoscenze che necessita di un'interazione più stretta tra scienza e società, oltre che tra scienza ed etica.

L'interazione tra competenza e società presuppone un RICONOSCIMENTO RECIPROCO.

Il dialogo implica una partecipazione attiva di ognuno di noi, nel quale viene meno la fondazione teoretica di ognuno, per confrontarsi sul terreno della PRASSI.
L'etica è patrimonio di tutti e frutto di un lavoro comune, di convergenza tra sistemi valoriali.
Hannah Arendt e la politéia
Nella sua opera Vita Activa, Hannah Arendt cerca di indagare le dinamiche nel tempo del "fare" umano.
L'azione umana è suddivisa in tre parti:

LABOR ANIMAL LABORANS

WORK HOMO FABER

ACTION ZOON POLITIKON

Per la Arendt l'agire politico è l'attività che più contraddistingue e nobilita l'uomo.
Vi è un excursus sull'evolversi del rapporto tra le tre sfere dell'azione umana nelle epoche storiche:
GRECIA PRE-PLATONICA
SOCIETA' INDUSTRALE
SOCIETA' POST-INDUSTRIALE
primato della sfera politica
predominio dell'homo faber
trionfo del labor
La riflessione della Arendt è pessimistica, per via dell'abbandono dell'uomo contemporaneo dell'agire politico come attività primaria, ma non priva di speranza.
Se (come abbiamo già detto) le situazioni da fronteggiare sono in larga misura imprevedibili, l'approccio a tali situazioni deve essere creativo, derivante da un confronto libero e aperto.
RUOLO DI LEXIS E PRAXIS
Léxis e pràxis
Bibliografia:
"Biotecnologie- scienza e nuove tecniche biomediche, verso quale umanità?" di Pietro Greco, Cittadella Editrice, 2004 (esclusa l'appendice finale)
"Etica, Scienza e Società- i nodi critici emergenti" di Giannino Piana, Cittadella Editrice, 2005 (solamente la parte iniziale relativa ai capisaldi dell'etica)
libro di testo "Filosofia", vol.3 (dal secondo Ottocento a oggi), S.Givone, F.P.Firrao, a cura di F.Moriani, Bulgarini editore
libro di testo "Percorsi di filosofia, storia e temi" (da Schopenhauer alle teorie novecentesche sulla politica), N.Abbagnano, G.Fornero, Paravia editore
appunti personali
file Power Point (forniti dalla docente di scienze)
Sitografia:
http://www.istitutobioetica.org/index.htm
https://en.wikipedia.org/wiki/Cloning
https://en.wikipedia.org/wiki/Somatic_cell_nuclear_transfer
http://www.treccani.it/enciclopedia/clonazione-tecniche-di-traferimento-nucleare_(Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica)/
https://it.wikipedia.org/wiki/Clonazione
https://it.wikipedia.org/wiki/Clonazione_umana
Iconografia:
https://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_cellulare
http://www.hhmi.org/biointeractive/somatic-cell-nuclear-transfer-animation
http://milindo-taid.net/2014/hannah-arendt-the-language-remains-1964/
Il Positivismo
Il Positivismo, movimento culturale sviluppatosi nell'Ottocento, pone la conoscenza scientifica al primo posto tra le discipline e si fa promotore di un sapere unitario ed efficace.
La filosofia diventa uno strumento subordinato alla scienza, che diventa il valore più alto e nella dottrina filosofica di Comte finisce per essere deificata.
Nell'ultima parte del suo pensiero Comte ipotizza l'esistenza di una società scientifica e positivista, governata da lui stesso (il Gran Sacerdote) e dagli scienziati.
Sfondo: Blu Cielo, V. Kandinskij, 1940
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