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IMPRENDITORE, PRODUZIONE E COSTI DELL'IMPRESA

CREATA DA: GIANLUCA SANI, FRANCESCO CRISPINO, ALESSIO BIANCONI.
by

Gianluca Sani

on 4 June 2016

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Transcript of IMPRENDITORE, PRODUZIONE E COSTI DELL'IMPRESA

IMPRENDITORE, PRODUZIONE E COSTI DELL'IMPRESA
L'IMPRESA
Che cos'è l'impresa?
L'impresa è un organizzazione di persone e di cose con a capo un
imprenditore
, il cui obiettivo è quello di acquistare fattori produttivi. Essi saranno destinati al
ciclo produttivo
al fine di realizzare un prodotto finito. All'impresa possiamo affidare l'attività della
produzione
.
IMPRENDITORE
L'imprenditore è colui che esercita un'attività economica organizzata allo scopo di produrre e scambiare beni e servizi. (Art. 2082 c.c.)
PRODUZIONE
La produzione è l'attività economica fondamentale dell'impresa, atta a trasformare determinati beni ed energie in altri beni o servizi al fine di soddisfare bisogni.
CICLO PRODUTTIVO
Il ciclo produttivo è l'insieme delle operazioni finalizzate a trasformare i fattori produttivi in prodotti finiti.
Le attività dell'imprenditore
IMPRENDITORE
organizza i fattori produttivi e funge da intermediario fra fornitori e consumatori
Si procura i fattori produttivi
Vende beni e offre servizi
COSTI
RICAVI
PROFITTO
(ricavi>costi)
PERDITA
(ricavi<costi)
IL PROBLEMA DELLE SCELTE PER L'IMPRENDITORE
L'imprenditore, al fine di svolgere al meglio il suo lavoro all'interno dell'impresa, deve prendere una serie di decisioni. Queste consistono in una gamma di scelte determinanti per il futuro dell'azienda.
Queste importanti decisioni da compiere sono:
scegliere il ramo d'attività da intraprendere (
CHE COSA E QUANTO PRODURRE
);
eligere le dimensioni dell'impresa (piccola, media o grande), la
forma giuridica
(impresa individuale, società di persone o di capitali) e identificare la
collocazione geografica e logistica
;
cercare e organizzare i fattori produttivi (
COME PRODURRE
);
sostenere in anticipo i costi dei fattori impiegati;
innovare i processi produttivi e i prodotti per stare al passo con le aziende concorrenti;
come distribuire la ricchezza prodotta tra coloro che hanno contribuito a realizzarla (
PER CHI PRODURRE
);
collocare prodotti sul mercato scegliendo anticipatamente precise strategie distributive.
Legato al ruolo determinante dell'imprenditore è il rischio che egli si assume per l'impresa.

Lo scopo finale del lavoro dell'imprenditore è quello di incrementare il fatturato dell'impresa e massimizzare il profitto.

L'impresa è un'attività esclusivamente egoistica che mira al vantaggio personale di chi la svolge.
FORMA GIURIDICA
DELL'IMPRESA
L'imprenditore è tenuto a compiere la scelta della forma giuridica dell'impresa:
Quando parliamo di
impresa individuale
ci riferiamo al fatto che imprenditore, proprietario e responsabile siano lo stesso soggetto, che non si basa sull'aiuto di nessun collaboratore, ma svolge appunto, individualmente, le attività dell'impresa.
Nel secondo caso l'imprenditore si associa ad altre persone per la gestione dell'impresa stessa. Nelle
società di persone
grava sui soci la responsabilità illimitata e personale per le obbligazioni assunte.
Nelle
società di capitali
, invece, la responsabilità dei soci è limitata alla quota di capitale da essi conferita. L'amministrazione è affidata ad amministratori nominati dai soci stessi.
IMPRESA
INDIVIDUALE
SOCIETÀ
DI PERSONE
DI CAPITALI
Imprenditore:
Amministratore:
Vantaggi:
Svantaggi:
Proprietario
Società e soci
Società
Titolare imprenditore
Soci illimitatamente responsabili
Organo amministrativo
Bassi costi di costituzione e gestione
Ripartizione del rischio tra i soci
Ripartizione e limitazione del rischio per i soci. Facilità di finanziamento
Responsabilità gravante interamente su un solo soggetto
Minore facilità decisionale e maggiori costi
Alti costi di costituzione e gestione, perdita per i soci dell'amministrazione diretta dell'impresa
LOCALIZZAZIONE E DELOCALIZZAZIONE DELL'IMPRESA
L'ambiente è inteso come l'insieme degli elementi umani (popolazione), geografici (luogo specifico), climatici, sociali e politici (Stato, enti pubblici, Comune, Provincia, Regione, ecc.).

Per localizzazione dell'impresa si intende la scelta imprenditoriale riguardante il luogo nel quale avviare l'attività produttiva.
La localizzazione è lo stabilimento delle attività nella propria regione o nel proprio Stato.

Si oppone alla localizzazione la delocalizzazione. Essa rappresenta l'organizzazione della produzione dislocata in regioni o Stati diversi, dovuta al fatto che queste regioni o Stati diversi siano più adatti per lo svolgimento delle attività.
LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELL'IMPRENDITORE
Con la figura dell'imprenditore è cresciuta anche la considerazione sociale per la funzione svolta ma, insieme ad essa, sono cresciute le sue responsabilità (dell'imprenditore) nei confronti dell'ambiente e del sistema economico. Il nostro
imprenditore dovrà compiere scelte sempre più importanti, per perseguire l'obiettivo della crescita economica nel rispetto dell'ambiente e dei diritti delle persone.
Si parla di responsabilità sociale
dell'impresa o
Corporate Social Responsability
(Csr) per indicare una nuova sensibilità dell'imprenditore verso le conseguenze sociali e ambientali del proprio agire.

LA PRODUZIONE
Nel momento in cui parliamo di produzione, ci riferiamo sempre al cosiddetto
processo produttivo
che permette di trasformare i fattori produttivi in prodotti finiti.
Esistono tre tipi di fattori produttivi e sono:
Il FATTORE NATURA
Il FATTORE LAVORO
Il FATTORE CAPITALE
Possiamo distinguere i fattori produttivi anche in:
fattori fissi che vengono utilizzati più volte nel ciclo produttivo.
fattori variabili che invece, vengono usati solo una volta nella produzione.
CARATTERISTICHE



TEMPO PER LA MODIFICA
Fattori variabili
Fattori fissi
Vengono utilizzati una sola volta nel processo produttivo: per esempio le materie prime
Possono essere aumentati nel breve periodo per far fronte all'aumento della domanda
Vengono utilizzati più volte nel processo produttivo:
per esempio impianti e macchinari
Possono essere aumentati solo nel lungo periodo.
Determinano la capacità produttiva dell'impresa e vengono sostituiti quando diventano obsoleti
FUNZIONE DELLA PROODUZIONE E RAPPORTI DI SCALA
Esiste una relazione tra i fattori produttivi e il prodotto realizzato.
Detta
FUNZIONE DELLA PRODUZIONE
:
Y=f(x1,x2,x3,...xn)
Risultato della produzione
Quantità dei fattori produttivi impiegati
Dunque la funzione della produzione non può essere definita come il rapporto tra le quantità di output ottenibile e la quantità di fattori produttivi necessaria per ottenerla
I RAPPORTI DI SCALA
La variazione della produzione non si verifica sempre nella stessa misura. Quindi possiamo avere tre possibilità:
RAPPORTO DI SCALA
COSTANTE
: la produzione cresce in modo proporzionale all'aumento dei fattori produttivi;
RAPPORTI DI SCALA
DECRESCENTE O DISECONOMIA DI SCALA
:
la produzione cresce in misura meno che proporzionale all'aumento dei fattori produttivi;
RAPPORTO DI SCALA
CRESCENTE O ECONOMIA DI SCALA
: la produzione cresce più che proporzionale all'aumento dei fattori produttivi.
Fattori
FATTORI PRODUTTIVI
Materie prime, terreni, risorse naturali,
minerarie e energetiche
Manuale, intellettuale,
creativo, imprenditoriale
Reale
: macchinari, impianti,
attrezzature e tutti i beni e i servizi prodotti da altre imprese e impiegati nel processo produttivo.
Finanziario
: denaro utilizzato per acquistare i fattori produttivi.
I fattori combinati dall'imprenditore danno origine al
processo produttivo.
Quest'ultimo risente delle conseguenze e della tecnologia su di esso applicate.
OUTPUT
NATURA
LAVORO
CAPITALE
IMPRESA
ECONOMIE DI SCALA
Quando parliamo di economie di scala quando il costo medio per ogni unità prodotta diminuisce al crescere dell'output (più aumentano i fattori produttivi tecnologici, più i costi si riducono). Le imprese, per sfruttare le economie di scala, tendono ad assumere dimensioni sempre più grandi e a coprire spazi sempre più vasti di mercato. Esse possono realizzarsi sia sfruttando una singola unità produttiva di grandi dimensioni, che aumentando il numero degli impianti.

I vantaggi delle economie di scala sono numerosi: ad esempio il costo di un tecnico inviato dall'impresa all'estero per dare assistenza alla clientela è lo stesso (costo di un solo biglietto aereo) sia che il tecnico esegua uno o più interventi; le imprese di grandi dimensioni, poiché offrono maggiori garanzie alle banche che le finanziano, riescono a spuntare interessi più bassi sui prestiti ricevuti.
LA PRODUTTIVITÀ DEI FATTORI DELLA PRODUZIONE
Trattando dei rapporti di scala, ci siamo posti di fronte al caso di un incremento di tutti i fattori produttivi. Già in tale occasione emerso come la scelta della combinazione dei fattori impiegati sia importante per la buona gestione dell'impresa e per il suo successo sul mercato.
La produttività dei fattori di produzione si divide in:
produttività
totale
: produzione ottenuta con una determinata quantità del fattore produttivo considerato;
produttività
marginale
: variazione del prodotto totale che si verifica aumentando di una unità il fattore produttivo considerato;
produttività
media
: è data dai rapporti fra il prodotto totale e la quantità di fattori utilizzata.
Il dato della produttività marginale segnala il contributo apportato soltanto da questa alla produzione.
LA LEGGE DEI RENDIMENTI DECRESCENTI
Dobbiamo chiederci ora che cosa accade alla produzione qualora aumenti un solo valore produttivo, mentre restano inviariati tuti gli altri.
Gli economisti, soprattutto quelli della scuola marginalista, hanno constatato che solitamente la produzione cresce a seguito dei primi incrementi del fattore produttivo, ma che gli incrementi succesivi provocano aumenti di produzione sempre minori, fino al punto in cui essi diventano irrilevanti, se non addirittura svantaggiosi per la produzione. In pratica accade che restando invariati gli impianti e tutti gli altri fattori produttivi, l'aggiunta di operai permette inizialmente uno sfruttamento sempre più razionale e sistematico delle risorse dell'impresa, fino al punto in cui ulteriori operai non sono più in grado di apportare aumenti significativi della produzione o, addirittura, rischiano di provocare dei danni.
COME PRODURRE?
Il problema delle scelte si presenta all'imprenditore nel momento in cui è chiamato a decidere con quali e quanti fattori produttivi intende realizzare la produzione.
Egli deve rispondere ad una delle domande economiche fondamentali: COME PRODURRE?
All'imprenditore si presentano varie soluzioni, alcune incentrate sull'utilizzo di impianti meccanizzati ad alta efficienza, altre basate sull'impiego della manodopera ed altre ancora nelle quali si utilizzano sia macchinari che manodopera. Fra tutte le combinazioni egli dovrà scegliere la più vantaggiosa.

La produttività marginale ponderata.
È il rapporto tra la produttività marginale e il prezzo del fattore produttivo (P/P).
Produttività marginale ponderata
=
Produttività marginale
Prezzo del fattore produttivo
LA CRESCITA DELLA PRODUTTIVITÀ
La combinazione dei fattori ottimale di fattori produttivi, quella che realizza la massima quantità di prodotto in rapporto alla somma spesa, si ha nel momento in cui le produttività marginali ponderate dei fattori sono uguali.
La combinazione ottimale di fattori produttivi non rimane sempre la stessa. Molteplici circostanze possono modificare i prezzi e le produttività dei fattori rendendo necessario l'adeguamento della tecnica produttiva per conservare e migliorare la condizione di equilibrio.

Un ruolo importante da questo punto di vista è svolto dalle innovazioni introdotte dal progresso tecnico; esso non necessariamente si basa sulle innovazioni tecnologiche, ma può discendere da una miglior organizzazione del lavoro o della gestione aziendale che riduce gli errori ed accresce il rendimento dei fattori produttivi.
Il progresso tecnico consente di ridurre i costi rendendo possibile la produzione con un minor impiego di lavoro o capitale. Le innovazioni che consentono di ottenere un risparmio di lavoro sono dette "labour saving" mentre quelle che permettono di risparmiare capitale sono dette "capital saving".
L'innovazione del processo produttivo comporta un aumento della produttività dei suoi fattori, causando l'aumento della produzione totale; si tratta di un fenomeno naturale per l'economia.

Affinché le innovazioni si trasformino in una maggior competitività delle imprese, occorre che il sistema economico nel suo complesso sia pronto ad accoglierle ed a stimolarle. L'adeguatezza del sistema si misura sotto vari aspetti, ovvero quello delle infrastrutture, quello della formazione professionale e quello dell'ordinamento giuridico; si tratta di un compito affidato alle autorità nazionali ed ora anche a quelle Europee.
I COSTI DELLA PRODUZIONE
L'imprenditore, per conseguire il massimo profitto, può agire in due modi:
ridurre le spese della produzione (COSTI)
aumentare le entrate della vendita dei propri prodotti (RICAVI)
Quanto più la forbice costi-ricavi si divarica, maggiore sarà il guadagno per l'impresa, tenendo conto che l'incremento dei ricavi dipende dal prezzo di vendita e dalla quantità venduta.

L'imprenditore, nei mercati di libera concorrenza, può cercare di prevedere le preferenze dei consumatori o di indirizzarne le scelte (MARKETING). Tramite analisi di mercato, sondaggi e ricerche motivazionali, si studiano i gusti dei consumatori in modo da preparare in anticipo la produzione, modellandola sui gusti dei consumatori.
COSTI DELL'IMPRESA
I costi di produzione sono gli oneri che l'impresa deve sopportare per procurarsi i fattori produttivi.
Alcuni di questi costi sono :
Salari e stipendi
Rendite
Costi per servizi
Interessi
Prezzi dei beni
FATTORI PRODUTTIVI
Procurati da terzi
Costo = somma pagata
Di proprietà dell'impresa
Costo figurativo =
mancata entrata di denaro
COSTO DI
PRODUZIONE
In senso
CONTABILE
In senso
ECONOMICO
Solo costi espliciti
Costi espliciti e impliciti
È l'insieme delle somme di denaro effettivamente sostenute dall'imprenditore per acquistare i fattori produttivi
È una nozione più ampia che comprende anche i costi-opportunità
Il costo dell'impiego di un fattore in un ciclo produttivo è dato dall'opportunità perduta per non averlo impiegato nel miglior modo alternativo. Il costo-opportunità può essere definito come il valore di ciò a cui si rinuncia per utilizzare il fattore produttivo.

In questo senso possiamo distinguere i fattori produttivi che l'imprenditore si procura da terzi e per i quali il costo coincide con il prezzo pagato, dai fattori produttivi di proprietà dell'impresa, per i quali il costo è imputato facendo riferimento ai prezzi di mercato (costo figurativo).
I costi sociali sono conseguenze negativre per la collettività: si tratta dei costi che l'attività di impresa provoca allla collettività e per i quali l'impresa non sarebbe chiamata a pagare una somma di denaro.
COSTI SOCIALI
COSTI FISSI E COSTI VARIABILI
Esistono due grandi categorie di costi:
I costi fissi sono quelli che non variano al variare della quantità prodotta. Alcuni di questi costi sono: i costi per l'assicurazione, i canoni di affitto, gli interessi pagati alle banche, ecc...
Quindi questi costi sono destinati a maturare, quando l'imprenditore, raggiunge il limite della capacità produttiva e sostituisce gli impianti con altri più efficienti e costosi.
COSTI
FISSI
COSTI
VARIABILI
I costi variabili sono tutti quei costi che variano in funzione della quantità prodotta. Alcuni di questi costi sono: i costi per le materie prime, per l'energia, per la manodopera, ecc...
L'aumento di tali costi tuttavia non avviene in modo uniforme, ma con gradualità non sempre costante mano a mano che la produzione cresce.
COSTI TOTALI
Il
costo totale
è dato dalla somma dei costi fissi (CF) e dei costi variabili (CV) che può definirsi come l'insieme delle spese sostenute dall'imprenditore per realizzare l'intera produzione.
CF + CV = CT
COSTO MEDIO E COSTO MARGINALE
Dopo aver parlato dei costi totali possiamo parlare del costo medio e del costo marginale
COSTO
MEDIO
COSTO
MARGINALE
Il costo unitario medio o costo medio è dato dal rapporto tra il costo totale e la quantità prodotta.

CUM = CT / Q

Il valole del costo medio varia all'aumentare sia dei costi fissi, sia dei costi variabili. Il costo medio ha un andamento regolare che aumenta in base all'aumento della produzione.
Il costo marginale (CMg) corrisponde alla variazione del costo totale che deriva dalla produzione di una unità aggiuntiva di prodotto.

CMg = CT - CT (n-1)

Anche il costo marginale segue l'aumentare della produzione con un andamento prima
decrescente
e poi
crescente,
ma l'intensità delle variazioni aumenta rapidamente. Infatti in questa tipologia di costo i costi fissi non influiscono in alcun modo.

L' OFFERTA
La condizione di ottimo tecnico, in cui i costi di produzione hanno il valore più basso, non va scambiata con quella di ottimo economico, caratterizzata dal raggiungimento del massimo profitto possibile.
Per il momento possiamo constatare che più alto è il prezzo, maggiore sarà la quantità offerta che l'impresa sarà disposta a offrire.

La legge dell'offerta dice che
la quantità offerta è in funzione diretta del prezzo di vendita: essa aumenta all'aumentare del prezzo e viceversa.
L'EQUILIBRIO
COSTI-RICAVI
L'imprenditore deve evitare che i ricavi ottenuti dalla vendita siano inferiori ai costi sostenuti per realizzarla: in questo caso parliamo di
PERDITA
; Quando i ricavi eguagliano i costi di produzione si ottiene un punto (detto
punto di pareggio o equilibrio
) che corrisponde a una quantità di ricavi ottenuta per non avere né una perdita né un ricavo; se invece i ricavi sono maggiori dei costi sostenuti per realizzarla parliamo di un
GUADAGNO
o
PROFITTO.
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