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Realismo, Impressionismo e Post-Impressionismo

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Verdiana Carpinelli

on 4 April 2015

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Transcript of Realismo, Impressionismo e Post-Impressionismo

La rivoluzione del Realismo
I movimenti realisti nascono, in Europa, per rispondere in modo artistico alla
richiesta di vero e di quotidiano.
Non più elementi e personaggi falsi o inconsistenti bensì una documentazione analitica e ben distaccata della realtà.
La prima mostra dell'Impressionismo:
Le caratteristiche dell' Impressionismo:
Nella maturazione dell'esperienza impressionista gioca un ruolo fondamentale anche il progeresso della scienza e della tecnica.
la fotografia aiutava gli artisti a cogliere più dettagli e aspetti della realtà che sfuggivano all'occhio umano.
la chimica industriale primi colori in tubetto, facili da trasportare e immediati da usare, aggevolarono la pittura en plein air.
Claude Monet
Fin da giovanissimo si dimostra assai dotato per la pittura; grazie al sostegno economico della zia riesce a trasferirsi a Parigi per frequentare una scuola d'arte.
Egli però non si iscriverà mai a regolari corsi accademici, ma preferirà acquistare le sue conoscenze nei circoli culturali (al fianco del già noto Manet) o dalla pittura en plein air.
Monet non ebbe immediatamente successo, anzi, gli anni a seguire furono per l'artista anni di duro lavoro, accanitissimo, con poche soddisfazioni.
Nell'ultima fase della sua vita Monet si rifugia nel giardino da lui accuratamente progettato nella sua casa di Giverny, al fine di avere a portata di mano un frammento rigoglioso di natura al quale ispirarsi per le sue opere.
L'impressionismo
Realismo, impressionismo e
post-impressionismo

Verdiana Carpinelli V W
Il Realismo in Francia
Il Realismo in Italia
fRANCIA
ITALIA
Si sviluppa in Francia come metodo scientifico per indagare la realtà.
Il primo fine dell'artista
descrivere con attenzione le caratteristiche del mondo che lo circonda, astenendosi il più possibile da un qualsiasi giudizio o commento soggettivo.
Il capostipite del Realismo francese è Jean-Désiré-Gustave Courbet
Jean-Désiré-Gustave Courbet
Vita e formazione:
autodidatta
rifiuta ogni tipo di influenza o compromissione
apre una singolarissima scuola per pittori
partecipa attivamente all'insurrezione di Parigi, ma in seguito alla Restaurazione verrà ingiustamente condannato
Il suo motto, esplicativo delle scelte artistiche:
"Fai quello che vedi, che senti, che puoi".
La scelta dei temi:
Courbet anche nella scelta dei temi si concentra soprattutto sui
piccoli fatti quotidiani
, riportati sulla tela con l'impersonale distacco di un osservatore attento.

Il suo scopo è esaltare l' "
eroismo della realtà
"
Della sua vasta produzione artistica ricordiamo:
Gli spaccapietre (1849)
L'atelier dell'artista (1855)
Lo stesso Courbet definisce questa opera un' "allegoria reale" nella quale espone tutti i suoi ideali artistici e umani:

Descrizione dell'opera
Al centro della composizione Courbet rappresenta se stesso intento a dipingere un paesaggio della cittadina natale di Ornans, con un cielo estremamente realistico.
Alla sinistra dell'opera sono rappresentati quelli che l'artista definisce "coloro che conducono un'esistenza banale, il popolo, la miseria, la povertà, la ricchezza, gli sfruttati, gli sfruttatori, le persone che vivono nella morte altrui".
Fra essi un bracconiere, una prostituta, una popolana che allatta il figlio, un prete, un banchiere ebreo.

Nei loro volti senza sorriso si legge il pesante fardello della vita e dei suoi dolori, accentuato dalla testa reclinata e dall'atteggiamento pensoso.
La
Verità
, unica vera musa dell'artista, le sta accanto nuda, osservando con tenerezza l'opera che egli sta ultimando.
Un bimbo dai vestiti laceri guarda incuriosito: in questo modo Courbet vuole farci capire che la Verità, oltre ad essere nuda, è anche innocente.
Anni '40-'50
Firenze è una delle capitali culturali più libere d'Italia
Gli intellettuali amano ritrovarsi nel famoso Caffé Michelangelo
Nasce il fenomeno dei Macchiaioli
Il fenomeno dei
Macchiaioli
rivolta all' accadeismo e volontà di ripristinare il senso del vero.
la realtà viene rappresentata attraverso
macchie

di colore
, che a differenza delle virgolettature (Impressionismo), consistono in campiture di colore più o meno ampie, stese in modo omogeneo e accordate in base alle diverse tonalità.
i dipinti macchiaioli appaiono massicci e ben strutturati. La realtà viene rappresentata in maniera globale e non come somma di molteplici impressioni.
I temi:
vengono abbandonati i soggetti a carattere storico e mitologico, cari alla tradizione accademica. I Macchiaioli preferiscono rivolgere la propria attenzione a semplici
paesaggi di campagna
, alla rappresentazione del
duro lavoro
nei campi, della
vita cittadina
.
Alla destra del dipinto si trova invece quella che Courbet definisce come "la gente che mi aiuta e mi sostiene nella mia idea e partecipa alla mia azione".

Vale a dire gli ideali, i sogni, le allegorie, tra i quali ricordiamo:
la Poesia (impersonata da Charles Baudelaire, chinato a leggere)
l' Amore
la Filosofia
la Musica
la Letteratura
Giovanni Fattori - Bovi al carro (1867-1870)
Giovanni Fattori - In vedetta (ca 1872)
Telemaco Signorini Il Ghetto di Firenze (1882)
La rivoluzione dell'attimo fuggente
Si sviluppa nella grande città di
Parigi
viva, moderna,
dipinta in tutti i suoi aspetti
Gli impressionisti sono figli della stessa borghesia mercantile e imprenditoriale che contribuirà a costruire il mito di
Belle époque
.

Privo di una base culturale omogenea i vari aderenti
provenivano da esperienze artistiche e sociali tra le più disparate.
I giovani artisti impressionisti si riunivano in un locale parigino al numero 11 della Grande Rue des Batignolles: il
Café Guerbois
.
Il Café Guerbois inizialmente fu un ritrovo casuale e saltuario. Ben presto, diventò però un appuntamento settimanale, se non giornaliero.
" Niente poteva essere più interessante di quelle frequenti e lunghissime riunioni e di quei contrasti di opinione sempre animati; essi tenevano vivo il nostro spirito e ci davano una carica di entusiasmo che si sosteneva per settimane, finchè non davamo finalmente espressione delle idee maturate là".
Tra i più celebri frequentanti ricordiamo Claude Monet:
Alcuni giovani artisti ( Claude Monet, Edgar Degas, Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir) dopo aver visto le proprie opere rifiutate dalle principali e prestigiose esposizioni ufficiali ( i
Salons
) decisero di organizzare una mostra alternativa dei loro lavori.
La mostra si tenne
:
14 Aprile 1874
nello studio fotografigo del noto Félix Nadar, che concesse loro gratuitamente i proprio locali
La mostra si risolse in un vero e proprio fallimento. L'unica nota di rilievo fu che, grazie a questa mostra, il noto critico
Louis Leroy,
osservando un dipinto di Monet ("Impressione, solo nascente"), conferì al gruppo di giovani artisti l'appellativo di "
impressionisti
", dando il nome al loro movimento.
Viene abolita la
prospettiva geometrica
, tipica dell'arte tradizionale.

Non è più ammesso imprigionare gli spazi della rappresentazione pittorica nella ristretta visione del reticolo prospettico.

A tal proposito assisteremo in questo periodo alla valorizzazione delle
stampe giapponesi
, tipicamente bidimensionali.
Si ha l'abolizione quasi totale del disegno e delle linee che ornano gli oggetti definendone i volumi.
L'Impressionismo, a differenza del Realismo, non ha intenti sociali. Essi rappresentano la realtà e dipingono quelli che sono i temi del tempo: i teatri, i caffé, i boulevards, le corse di cavalli, un cabaret. I soggetti, dunque, cambiano rispetto alla tradizione.

Gli artisti impressionisti amano inoltre dipingere
en plein air
(all'aria aperta), nella campagna, o lungo le rive della Senna.
Ciò che più conta è l'
impressione
che un determinato stimolo esterno suscita nell'artista, il quale tende ad eliminare il superfluo per arrivare a cogliere la sostanza delle cose e delle situazioni, nel continuo tentativo di ricercare l'
impressione pura.
Difatti, al contrario della tradizione, l'artista non ritocca l'opera. Egli dipinge ciò che vede, le sensazioni che la realtà suscita in lui, all'istante.
(un esempio di stampa giapponese)
Gli Impressionisti tendono ad abolire i forti contrasti chiaroscurali e a dissolvere il colore locale in accostamenti di colori puri. La giustapposizione di
colori puri
(primari e secondari), pur essendo distinti sulla tela, si fondono nella retina del nostro occhio consentendo al cervello di percepirli come colori omogenei di grande intensità e brillantezza.
La
luce
gioca un ruolo fondamentale in questo contesto, in quanto determina in noi la percezione dei vari colori e l'esperienza quotidiana ci insegna che ogni colore ci appare più o meno scuro in relazione alla quantità di luce che lo colpisce.
Claude Monet - Campo di papaveri a Vétheuil (1880)
Le pennellate, pertanto, non sono più fluide e lungamente studiate come nei dipinti accademici, ma date per veloci tocchi virgolati, per picchiettature, per trattini e per macchiette.
Vita e formazione:
Édouard Manet
La formazione artistica di Manet comincia nel 1850 presso il pittore accademico Thomas Couture Manet non apprezza il suo modo di fare arte, considerandola addirittura vuota e innaturale.
Lasciato l'atelier comincia a viaggiare (Olanda, Germania, Austria e Italia) ammirando i grandi del passato Tiziano, Velàzquez, Tintoretto.
A partire dal 1878 l'artista comincia a soffrire di paralisi agli arti inferiori. Ma nonostante ciò, Manet continua a dipingere senza posa fino alla morte.
Manet e il suo rapporto con l'Impressionismo
Manet si discosta un po' dal mondo impressionista:
egli non partecipa alle esposizioni degli Impressionisti,in quanto non voleva far parte di questo gruppo. Egli aveva tentato più volte nella sua vita la via dei Salons. Egli non si vuole confondere con loro.

A differenza degli Impressionisti egli non rifiuta l'ate del passato, la tradizione, e le sue tecniche; Manet si recava molto spesso nei musei (es. il Louvre) e passava intere giornate a studiare e imitare le grandi opere.

Inoltre Manet ancora ricalca l'importanza del disegno, forse influenzato dallo studio della pittura rinascimentale e barocca. Realizza disegni rifiniti, ombreggiati ad acquerello o minutamente particolareggiati con i pastelli.
Colazione sull'erba (1866)
Olympia (1863)
Il dipinto si ispira alle Veneri di Giorgione e Tiziano.
Fu ampiamente criticato:
in primo luogo il soggetto fu ritenuto volgare, poco aggraziato, in quanto si trattava di una prostituta rappresentata (come qualcuno ha teorizzato) proprio sul posto di lavoro.
In secondo luogo fu criticata l'abilità pittorica di Manet: incapace di modellare i corpi e accusato di usare i colori in modo primitivo e pasticcioso.
il nome stesso di Olympia, era difusissimo a quell'epoca come nome d'arte di molte prostitute.
Nel mazzo di fiori Manet è gia quasi impressionista. Li rappresenta attraverso macchie confuse e disordinate di colore, stese con tocchi rapidi e giustapposti che da lontano, nel loro insieme, acquistano un grande effetto reale.
La presenza del gatto è stato interpetatoa in una chiave simbolica: difatti esso rappresenta l'animale più propenso al tradimento nella cultura popolare, in forte antitesi invece con la figura del cane (= fedeltà)
Il corpo sgraziato della ragazza appare privo delle morbide sinuosità con le quali i pittori accademici erano soliti rappresentare i nudi femminili.
Impressione, solo nascente - (1872)
La cattedrale di Rouen e le sue molteplici rappresentazioni
Affascinato ed entusiasmato sempre di più dai problemi della luce si dedica a diverse serie nelle quali ritrae un medesimo soggetto in molteplici sfaccettature.
Esso infatti non cambia, ma la luce si; Monet con questo vuole dimostrare come uno stesso soggetto può suscitare diverse sensazioni in diversi momenti del giorno.
La Cattedrale di Rouen presenta circa una trentina di riproduzioni: l'artista dipinge la medesima facciata in diverse condizioni climatiche e a diverse ore del giorno.
Lo stagno delle ninfee (1899)
Lo stile di Monet
Monet scompone le immagini, i soggetti delle proprie rappresentazioni con pennellate a virgola e molto rapide.

Crea macchie di colore.

Il suo modo di fare arte si orienta sempre più verso il non figurativo.
Edgar Degas
Assai precocemente Degas si avvicina all'ambito artistico: visita numerosi musei, ove ammira soprattutto i grandi del Rinascimento italiano.
La sua personalità è assai complessa e articolata: sebbene sia inserito nell'ambiente impressionista egli sostiene ancora fermamente l'importanza del disegno e della pittura in atelier.
Inoltre secondo l'artista, cogliere l'impressione è assai difficile, e dunque l'immediatezza della pittura en plein air può coglierla in modo del tutto riduttivo e superficiale.
Arrivato a Parigi entra in contatto con i grandi del suo tempo (es. Manet, Monet) che lo introducono nel Cafe Guerbois.
Pierre-Auguste Renoir
Sin da piccolo Renoir fu avvicinato all'ambiente artistico. In principio per bisogno economico, più tardi come vera e propria passione.
Entrò a far parte del Café Guerbois e partecipò a tre delle otto mostre dell'arte impressionista, aggiudicandosi il titolo di rappresentante più spontaneo e convinto del movimento.
Nel 1881 l'artista si reca in Italia e rimane colpito dallo straordinario ciclo degli affreschi vaticani di Raffello.
Di ritorno da questo viaggio egli si riavvicina molto al classico. Inizia la fase classica di Renoir che si esprime principalmente nella rappresentazioni dei nudi (tema della bagnante, donna nuda), immagini che torneranno ad avere una propria fisicità, solidità. Il paesaggio alle loro spalle, però, conserva quelle caratteristiche tipicamente impressioniste (paesaggio frammentato).
Lo stile di Degas
Pur avendo partecipato a sette delle otto mostre impressioniste egli persiste nel definirsi "
realista
": Ciò però non significa rappresentare le cose e i personaggi così come li vediamo, ma studiandoli e riflettendo su questi, senza mai affidarsi all'immediatezza delle sensazioni. Il suo fine è "
stregare la realtà
".
Difatti egli dedica tempo e passione soprattutto ai disegni e agli schizzi preparatori delle proprie opere.
La lezione di danza - (1873-1875)
L'assenzio - (1875-1876)
Non denuncia mai completamente la
prospettiva
. Essa è sempre presente ma realizzata in maniera anomala. Il punto di fuga che generalmente veniva posto al centro, nelle opere di Degas si trova al di fuori del quadro per dare la sensazione che la reltà continui al di là del quadro.
Scene di divertimento, della vita quotidiana (ballerine o corse di cavalli) O anche donne che curano il proprio corpo: la donna che si pettina, che si lava nella tinozza (tema proveniente dall’Oriente, dalle stampe giapponesi). Una novità per l'arte del periodo.
Gli impressionisti non hanno l'abitudine di mescolare colori sulla tavolozza per dare sfumature. Essi accostano pennellate di colore diverso, in maniera che da lontano essi si fondano e ci diano le sfumature. Anche se di fronte ad un quadro impressionista si pensa che le pennellate siano date in maniera casuale, sappiamo che invece dietro c'è uno studio attento.
Taglio di tipo fotografico, come fosse un'istantanea
L'artista rappresenta il momento in cui una giovane ballerina sta provando dei passi sotto l'occhio vigile del maestro, mentre le altre ragazze, osservano attendendo il proprio turno.
La luce proviene probabilmente da una grande finestra che immaginiamo posta sul lato destro della composizione, ma in parte anche dal fondo, attraverso un'altra finestra della stanza.
Egli non rifiuta nè il disegno, nè la prospettiva, nè l'utilizzo dei cosiddetti "non colori": bianco e nero.
Le ballerine e il maestro sono dipinti nei minimi particolari, secondo quanto Degas stesso diceva: "come se si guardassero dal buco della serratura".
Renoir: pittore della felicità
Per Renoir la pittura era gioia di vivere, capacità di stupirsi ogni giorno di fronte alle meraviglie del creato.

Soggetti della sua arte sono sempre momenti gioiosi come balli, colazione, momenti di vita conviviale.

Quando seguiva i corsi accademici di pittura egli era noto per il suo carattere carismatico, tanto che l'insegnate una volta, si rivolse a lui in tono polemico chiedendogli se stesse lì per imparare o semplicemente per divertirsi, e Renoir a questa domanda rispose: "
Se non mi divertisse la prego di credere che non dipingerei affatto
".

Renoir inoltre fu un artista che fino alla fine dei suoi giorni conservò quel suo spirito gioioso anche quando iniziarono a manifestarsi i primi sintomi di una malattia reumatica che nel giro di pochi anni lo porterà alla paralisi completa degli arti inferiori, e alla semiparalisi di quelli superiori. Non smise mai di dipingere, anzi, quando l'artrosi gli impediva di disegnare egli si faceva legare i pennelli alle dita per poter continuare a creare.
Lo stile di Renoir:
Mentre Monet usava delle pennellate molto rapide e a virgola, Renoir dipinge in
punta di pennello.

Elemento fondamentale sono le vibrazioni luminose, i tocchi di luce, i riflessi, realizzati attraverso piccole pennellate con colori chiari come il
giallo
o il
bianco
.

Non rinuncia mai alla solidità dela figura. Essa conserve sempre la sua
struttura e consistenza
. (Forse derivato dai suoi viaggi in Itali)

Predilige l
'arte del disegno
, come Degas.

Moulin de la Galette - (1876)
La Grenouillère - (1869)
Renoir si concentra sulle presenze umane, e non sulla natura circostante.
Per rappresentare la mobilità dell'acqua e dei mille riflessi che la colorano, Renoir adotta una pennellata più minuta, frammentando la luce in piccole chiazzette di colore e conferendo all'insieme una sensazione di gioiosa vivacità.
Il Post-Impressionismo
Con il termine "tendenze post-impressioniste" intendiamo tutto quel complesso insieme di orientamenti artistici che si svilupparono dapprima in Francia, ma che ebbero importanti ripercussioni anche nel resto dell'Europa e furono fondamentali per lo sviluppo delle Avanguardie storiche.
Il Post-Impressionismo si pone come critica al movimento precedente (Impressionismo) perchè gli rimprovera di aver rappresentato una natura sterile, un mondo fatto di sole apparenze, senza invece andare ad indagare quali sono i disagi della realtà.
Caratteristiche del Post-Impressionismo:
Rifiuto della sola impressione visiva.

Si cerca la solidità dell'immagine, la sicurezza del contorno, la certezza e libertà del colore.
I principali esponenti
Paul Cézanne
Paul Gauguin
Vincent van Gogh
Nato a Aix-en-Provence da una famiglia benestante, da giovanissimo iniziò il suo approccio con l'arte.
Per tutta la vita cercò di intraprendere la via dei Salons, ma le sue opere venivano puntualmente rifiutate.
Partecipò alla prima mostra dell'Impressionismo ma si distaccò ben presto dalla loro visione effimera di una realtà sfuggente.
A Parigi incontra una delle persone che più gli saranno accanto nella sua vita: Émile Zola. Quest'ultimo però scriverà durante la sua carriera un'opera nella quale racconta le vicende di un pittore fallito. Cézanne la prende sul personale e l' amicizia finisce.
Lo stile di Cézanne
Dall'Impressionsimo apprese il dipingere en plein air e la ricerca della massima luminosità dei colori.

Il disegno in Cézanne è fondamentale: realizzato con linee ondulate che si sovrappongono nel limitare i contorni. Il tratteggio invece indica le zone in ombra e modella i volumi.

Era un artista piuttosto lento e meticoloso, amava la solitudine. (Un ritratto fatto da Cézanne poteva richiedere decine di sedute).

Parte sempre da un attento studio della realtà, ricerca un nuovo linguaggio per esprimersi.

Indaga più in profondità ciò che vede, cerca di sostituire l'impressione con la sensazione, qualcosa di più durevole. Vuole fondere l'
apparire
(Impressionismo) con l'
essere
.
La montagna Sainte-Victoire - (1904-1906)
La casa dell'impiccato - (1872-1873)
I giocatori di carte - (1898)
Episodio di vita quotidiana.
Personaggi rappresentati geometricamente: braccia= cilindri; cappelli = semisfere; tavolo = parallelepipedo;)
Assenza di luminosità ( antitesi all'Impressionismo)
Paul Cézanne nelle sue opere sottolinea l'importanza di considerare come forme essenziali per dipingere la Sfera, il Cilindro e il Cono.
Sarà considerato il precursore del Cubismo.
Paul Gauguin viaggiò moltissimo durante tutta la sua vita: Oceania, Europa e Sud America.
Desideroso di una vita semplice si trasferì a Pont-Aven.
Visse per un breve periodo (circa due mesi) ad Arles assieme a Van Gogh, che sognava di fondare una comunità di artisti nel Meridione francese: l' "
Atelier del Mezzogiorno
".
Fu inizialmente un Impressionista, poi entrò a far parte dell'Espressionismo.
Considerato anche il precursore del Simbolismo, si legò a Matisse e ai Fauves dato l'utilizzo comune che facevano del colore: antinaturalistico, accentuato, vivace, in funzione delle sensazioni che si volevano trasmettere.
Lo stile e le opere:
Seppur gli inizi della sua carriera furono impressionisti, già nel 1888 il suo modo di dipingere era cambiato:
I colori erano dati per
ampie campiture piatte
.
Più che i colori complementari egli faceva uso di quelli primari:
rosso, giallo, blu
.
Introduce la tecnica del
cloisonnisme
.
Recupera la
bidimensionalità
.
Aha oe feii? - (1892)
Il Cristo giallo - (1889)
Il Cloisonnisme
Tecnica che consiste nel contornare con un marcato segno nero oggetti e personaggi dipinti.
Esso acquista un forte valore espressivo, contribuendo a mettere in risalto ciò che viene dipinto.
Opera soggettiva, come tipico degli artisti del '900.
Gauguin era anticlericale (contro l'istituzione della Chiesa) ma era credente nel suo animo.
Rappresenta un'iconografia classica calata nell'ambiente bretone (es. abiti delle donne tipici della zona)
Non ci sono volumi, o prospettive geometriche.
Quadro caratterizzato da:
antinaturalismo (colori vivaci, non corrispondenti all'oggettivo).
cloisonnisme.
l'essenzialità del paesaggio dietro (figure e forme appena abbozzate, semplici).
Figlio di un pastore protestante ebbe da subito un forte approccio con la religione.
Nasce e vive la sua giovinezza in Olanda, trasferendosi poi a Parigi, dove porta avanti studi incostanti. Si licenzia da una casa d'arte francese, lascia l'accademia.
Entro in contatto con personalità di spicco del periodo, poche delle quali lo compresero profondamente: Renoir, Degas, Seurat, Monet.
Nel 1887 iniziò l'amicizia con Gauguin, che finì tragicamente un anno più tardi dopo quasi due mesi di coabitazione nella sua famosa "casa gialla" ad Arles. Le differenti opinioni artistiche dei due erano oggetto di numerose liti che culminarono in un gesto quasi autopunitivo di Van Gogh che si tagliò parte di un orecchio.
Qualche tempo più tardi volle farsi ricoverare in una clinica per alienati mentali ( Saint- Rémy de Provence).
Il 27 Luglio si suicidò sparandosi al cuore; morì due giorni dopo tra le braccia del fratello Theo.
Uomo solitario ed istintivo, dalle violente passioni.

Considerato il precursore dell'Espressionismo tedesco, insieme al norvegese Edvard Munch, entrambi volenterosi di esprimere nelle loro opere il loro disagio interiore.

Uomo incompreso da molti. Durante la sua vità potè contare su suo fratello Theo (diminutivo dI Theodorus) che lo aiutò finanziariamente e moralmente.

Questa consapevolezza di essere un uomo incompreso e alienato dalla realtà lo portarono in un primo momento a soffrire di depressione, e in un secondo tempo ad una forma di alienazione mentale che gli procurava tremende crisi durante le quali perdeva qualsiasi tipo di rapporto con la realtà.

Tuttavia a momenti di disagio si alternavano in lui episodi di serenità, spensieratezza, esaltazione.

Artista interessato al socialismo umanitario: rappresentava soggetti delle classi più emarginate (prostitute, o vedi ad esempio l'opera "I mangiatori di patate").

Egli voleva creare una scuola di pittori nel meridione della Francia, chiamata l'"Atelier del Mezzogiorno", per poter studiare e approffittare delle particolari condizioni climatiche della Provenza (sole, luce). Invitò a tal proposito moltissimi artisti del suo tempo, dei quali rispose solamente Paul Gauguin.
La personalità di Van Gogh:
La formazione e lo stile:
Nel periodo giovanile in Olanda usava prevalentemente colori cupi, scuri, terrosi.
Prendeva ispirazione dai pittori realisti. Dal fratello Theo, infatti, si faceva mandare le stampe di alcuni quadri di Courbet, dal quale imparò l'attenzione verso gli emarginati della società, di Millet dal quale riprese il rapporto con la terra, il mondo contadino, e di Daumier, dal quale apprende la deformazione della realtà.
Quando si trasferisce a Parigi inizierà ad entrare in contatto con il movimento impressionista, e difatti comincerà ad utilizzare colori più accesi e vivaci, più luminosi, accostando colori complementari per rafforzarne la resa.

La pennellata di Van Gogh non è frammentata. Come gli Impressionisti egli utilizza una pennellata a virgola, con striature, che vibra.
Durante la sua permanenza a Parigi, produsse una grande quantità di autoritratti, realizzati in diversi momenti del giorno e con diversi abiti.
Interessato ai temi sociali: in particolar modo alla situazione degli emarginati.
I mangiatori di patate - (1885)
Notte stellata - (1889)
Autoritratti - (1887-1889)
"Notte stellata" viene realizzata durante la sua permanenza nella casa di cura di Saint-Rémy. Egli dipingeva ciò che vedeva dalla finestra della sua stanza.
Come si può notare, il pittore rappresenta un momento reale, dipinge ciò che vede, ma lo trasforma, adattandolo al suo stato d'animo. Difatti il cielo si trasforma qui in un turbinio di stelle, in vortici, realizzati con piccole e delicate pennellate a virgola.
In primo piano subito balza all'occhio un alto e scuro cipresso che governa la scena. Esso sembra muoversi, e rappresenta in oltre la volontà di speranza dell'artista, la sua aspirazione verso l'infinito, la pace che egli vorrebbe raggiungere in cuor suo.
La natura sembra ispirarsi ai dipinti del romantico tedesco Friederich, nelle sue forme.
Le colline sul fondo, realizzate con linne ondulate, sembrano onde minacciose.
Il cielo a sua volta pare percorso da pericolosi vortici, da turbinii di stelle.
I colori non rispecchiano fedelmente l'oggettività della realtà.
(Basti guardare la luna giallo/arancio).
Campo di grano con volo di corvi - (1890)
Veduta di Arles con iris in primo piano - (1888)
Altre opere:
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