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Untitled Prezi

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by

Nadir Alessandro Bkairi

on 18 April 2013

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Transcript of Untitled Prezi

CAPITOLO 9 PROMESSI SPOSI L'urtare della barca contro la sponda del lago scuote Lucia dall'addio ai suoi monti. Renzo e le altre due donne montano sul baroccio che lì porterà a Monza. Tanto il barcaiolo che il barocciaio rifiutano i quattrinelli di Renzo, aspettandosi una ricompensa più alta e abbondante, quella celeste. In un'alba gelida e silenziosa, qualche ora dopo, sono condotti dal barocciaio nell'osteria di Monza dove consumano la magra colazione. Renzo si distacca dalle due donne e prosegì per Milano. Lucia e Agnese, guidate dal barocciaio, vennero condotte al convento dei cappuccini. Al padre guardiano, presentarono la lettera di padre Cristoforo, il quale raccomandava le donne con molto calore e sentimento. Mentre leggeva la missiva, padre guardiano era pensieroso e di tanto in tanto fissava le donne con espressioni di interesse e pietà, quando all'improvviso, quasi contento d'acer trovato una soluzione al caso disse: "Non c'è che la sinora: se la signora vuol prendersi quest'impegno..." invitando le donne a seguirlo. Durante il cammino verso il monastero il barocciaio rivelò a Lucia ed alla madre chi fosse la signora, dicendo che era una monaca, figlia di potenti venuti di Spagna, e che in convento poteva far alto e basso e che nelle sue mani sarebbero state sicure come sull'altare. Arrivati al monastero, il padre guardiano congedò il barocciaio dicendogli di tornar da lui più tardi per la risposta a fra Cristoforo. Dopo essere entrato nel parlatorio solo, ritornò quasi subito per introdurre le donne. La signora stava ritta dietro la grata in attesa; qui il Manzoni completa la descrizione di questa monaca inquietante sui venticinque anni, di una bellezza sbattuta, sfiorita, scoposta; due occhi neri neri, vivacissimi e stanchi, ritratto che pare anticipare la storia triste di una infelice vittima di un intrigo tebebroso E' un ritratto fisico che risulta essere anche morale: ci dà l'immagine di un'anima inquieta, di una creatura enigmatica. La monaca desidera insistentemente conoscere i gravi pericoli da Lucia, mettendo a tacere Agnese: "State zitta voi: già lo so che i parenti hanno sempre una risposta da dare in nome de' loro figlioli". Agnese viene fatta allontanare e viene fatta accompagnare da una conersa presso la fattoressa, mentre la monaca si abbandona a strani discorsi con Lucia. Il narraore rinuncia e riferirli, preferendo chiarire le ragioni del suo comportamento attraverso la storia della sua vita. Maria Anna figlia del principe don Antonio De Leyva, signore di Monza, fu costretta dal padre, preoccupato di mantenere il decoro della famiglia, a farsi suora, vittima di una delle peggiori piaghe del '600: l'usanza del maggiorasco. Il destino di Gertrude era segnato sin dall'inizio, ancor prima che venisse al mondo. La pseudoeducazione ricevuta da bambina, dalle bambole vestite da monaca ai "quando sarai madre badessa", era stata rivolta allo scopo di conficcarle nella mente che la sua unica strada era quell di farsi suora. Cresciuta fra le educande in convento, sentendo parlare di nozze, di festini e vestiti, credetto di esser libera di scegliere la sua vita. Ma inizio a scontrarsi con la realtà del suo stato, quindi vennero i cedimenti, le reazioni, gli abbattimenti. Una volta scrisse la supplica per essera accolta in convento. Poi scrisse una lettera di ribellione al padre. In casa, prima dell'esame di vocazione, subì un trattamento che le portava disperazione; dopo lo scandolo di un biglietto indirizzato ad un paggio, fu chiusa in camera. La vergogna, il rimosrso, la risperazion Pochi giorni dopo, un dispetto della serva la invelenisce intollerabilmente; la voglia di chiedere aiuto al padre e di ritrovare l'amicizia dei familiari, la porta a scrivere una lettera piena di afflizione al padre, dicendosi pronta a tutto ciò che piacesse a chi dovevava accordarlo.
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