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Stress lavoro correlato

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Transcript of Stress lavoro correlato

La legge di Yerkes-Dodson
Human performance curve
Cos'è lo stress
Percezione e Manifestazione
EUSTRESS
Lo stress è una risposta “naturale” “fisiologica” “normale” dell’organismo (EUSTRESS) che permette di affrontare situazioni problematiche o vissute come problematiche.
DISTRESS
Se situazioni problematiche, si presentano troppo spesso (ricorrenti), assumono caratteristiche di eccessiva difficoltà, durano troppo a lungo e diventano quasi croniche, allora lo stress assume caratteristiche negative (DISTRESS).
PERCEZIONE SOGGETTIVA DELLO STRESS
Noi non siamo uguali di fronte ad un agente “stimolante-stressante”: ogni individuo, in base al proprio patrimonio ereditario, alle esperienze vissute, alla preparazione culturale, alla fragilità psicologica, alle capacità intellettuali ecc … si rapporta in maniera del tutto personale alle diverse situazioni, perciò sono diversi i comportamenti e gli atteggiamenti di fronte agli stimoli stressogeni.

MANIFESTAZIONI DELLO STRESS A LIVELLO INDIVIDUALE
Manifestazioni emotive:
irritabilità, ansia, disturbi del sonno, depressione, ipocondria, alienazione, spossatezza, problemi relazionali.
Manifestazioni cognitive
: difficoltà a concentrarsi, a ricordare e memorizzare, ad apprendere cose nuove, a essere creativi e a prendere decisioni.
Manifestazioni comportamentali
: abuso di sostanze (alcool, fumo di sigaretta, droghe), atteggiamenti superficiali sul lavoro o nel traffico, comportamenti distruttivi.
Manifestazioni nell'ambiente di lavoro
: assenteismo, frequente avvicendamento del personale, scarso controllo dei tempi di lavoro, problemi disciplinari, molestie, riduzione della produttività, aumento dell’incidenza degli infortuni, errori e aumento dei costi di indennizzo e delle spese mediche.
Reazioni fisiologiche
: problemi alla schiena, indebolimento del sistema immunitario, ulcere peptiche, disturbi cardiaci, ipertensione, dolori viscerali, disturbi gastrointestinali, crisi di pianto.

Teoria
Introduzione
Stadi dello stress
Tra le novità introdotte dal D.Lgs.81/2008 e s. m .i. in tema di valutazione dei rischi, rientra sicuramente la esplicita previsione del rischio da stress lavoro correlato.
Secondo quanto disposto dall’art. 28 della norma in oggetto, la valutazione dei rischi deve riguardare “
tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori ivi compresi quelli riguardanti i gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’Accordo Europeo dell’ 08/10/2004

L’accordo europeo sopra richiamato, per definire il valore e le politiche da adottare per la prevenzione dello stress da lavoro, lo definisce come “uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali e che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di far fronte in maniera adeguata alle richieste o alle attese nei loro confronti”
ALLARME
: modificazioni biochimico-ormonali, il corpo mobilita energie e risorse per difendersi in modo efficace.
RESISTENZA
: l’organismo si riorganizza in senso stabilmente difensivo.
ESAURIMENTO
: si esaurisce la capacità di adattamento ed avviene il crollo delle difese.
Stress lavoro correlato
Seconda fase - Tre livelli di rischio
INDICE DI RISCHIO BASSO
Laddove il punteggio corrisponda ad un RISCHIO BASSO ci si troverà in una situazione che non evidenzia particolari condizioni organizzative che possono determinare la presenza di stress correlato al lavoro.

Si prevede quindi la necessità di ripetere la valutazione in caso di cambiamenti organizzativi aziendali o comunque ogni 2 anni.
Non è necessario proseguire con l’indagine approfondita (secondo livello)
INDICE DI RISCHIO MEDIO
Se il punteggio corrisponde ad un rischio MEDIO: gli indicatori evidenziano condizioni organizzative che possono determinare la presenza di stress correlato al lavoro.

Per ogni condizione di rischio identificata si devono adottare le azioni di miglioramento mirate. Dovrà effettuarsi un monitoraggio annuale degli indicatori.

Se le azioni intraprese non determineranno un miglioramento entro un anno, sarà necessaria la somministrazione di questionari aggiuntivi (secondo livello); le linee guida INAIL lasciano alla discrezionalità del datore di lavoro la decisione di procedere comunque con una fase di indagine approfondita per meglio comprendere i segnali di disagio emergenti
Pratica
Strategie di coping
La portata stressogena di un evento è data, oltre che dalla percezione cognitiva ed emotiva dello stimolo, anche dalla valutazione che l’individuo compie delle proprie risorse e capacità di far fronte allo stimolo stressante: ossia dalle STRATEGIE DI COPING

COPING
= INSIEME DI SFORZI COGNITIVI E COMPORTAMENTALI ATTUATI PER CONTROLLARE SPECIFICHE RICHIESTE (INTERNE O ESTERNE ALLA PERSONA) CHE VENGONO VALUTATE COME ECCEDENTI LE RISORSE DELLA PERSONA. Modalità che definiscono il processo di adattamento ad una situazione stressante.

Si individuano 2 tipi di coping

COPING
CENTRATO SUL PROBLEMA
: affrontare il problema in modo diretto. Si ricercano soluzioni per fronteggiare la crisi. Il problema viene analizzato razionalmente, scomposto in singoli compiti e vengono elaborati e seguiti piani di intervento

COPING
CENTRATO SULL’EMOZION
E: vengono modulate le emozioni e regolate le reazioni emotive negative che derivano dalla situazione stressante; si cerca di avere il controllo delle emozioni, di vedere il lato positivo, di mantenere prospettive di speranza.
Stress lavoro correlato
Strumenti di indagine
IL TESTO UNICO 81/2008 E LO STRESS LAVORO CORRELATO. CHI FA COSA
Come già detto il datore di Lavoro, coadiuvato da tutti i soggetti che collaborano alla gestione della sicurezza deve, nell’ambito della valutazione dei rischi, mettere in atto una corretta strategia per l’individuazione del rischio da stress lavoro correlato nella propria organizzazione e predisporre adeguati strumenti di intervento e monitoraggio per contrastare tale rischio.
Al datore di lavoro è data la possibilità di scegliere tra diversi strumenti di indagine; in questo capitolo si analizzerà brevemente la proposta metodologica di INAIL, utilizzata dal nostro ateneo per la prima valutazione del rischio in oggetto.
Nelle organizzazioni con oltre 10 dipendenti, per la valutazione del rischio stress lavoro correlato, il datore di lavoro deve essere affiancato da un’equipe allargata composta da: RSPP, Medico competente, RLS , ASPP ed altre figure significative dell’organizzazione oltre ad eventuali consulenti esterni.
Il processo di valutazione si compone di due livelli di intervento distinti: non sarà necessario effettuare entrambi. Seguono le due fasi della valutazione.
Caratteristiche della personalità
Si tende a considerare lo stress come un fenomeno che dipende soprattutto da eventi esterni; spesso è invece il modo in cui questi ultimi vengono percepiti ed interpretati, la modalità con cui si reagisce sono ciò che li rende stressanti.

A fare la differenza è dunque lo stile personale, l’atteggiamento e la modalità di comportamento.

La psicosomatica, a partire dalla metà del ‘900, ha individuato delle caratteristiche psicologiche specifiche che potenzialmente rappresentano veri e propri fattori di rischio nei confronti delle malattie.

Dagli studi fatti emergono dati molto interessanti del rapporto esistente tra PERSONALITA’ e TOLLERANZA allo STRESS. L’esito di tali studi ha portato alla suddivisione del la popolazione umana in due gruppi, definiti TIPO A E TIPO B (Friedman e Rosenman, 1959).

Il tipo A è quello più esposto alla stress, oltre ad essere più esposto ad alcuni tipi di malattie (cardiovascolari, ictus, infarto ecc…), non tanto per le caratteristiche della personalità, quanto per il modo in cui viene organizzata la risposta alle situazioni stressanti.
Tipo A
Competitività spinta e diffusa a tutti gli aspetti della vita, tendenza alla sfida ed alla lotta,;
Aggressività (spesso repressa);
Impazienza, insofferenza per i diversi ritmi altrui e per l’insufficienza degli altri;
Tensione muscolare, discorso “esplosivo”, ipervigilanza, difficoltà al rilassamento;
Tendenza a voler fare e ottenere un illimitato numero di cose in un limitato periodo di tempo;
Necessità di avere costantemente il controllo totale delle situazioni;
Spinta all’acquisizione di cose, oggetti, beni e in generale al consumo;
Spesso fumo, alcool, attività orali ripetitive;
Poca attività fisica;
Pochi interessi alternativi al lavoro;
Alimentazione irregolare ed eccessiva.
Tipo B
Competitività selettiva e proporzionata alla reale importanza degli obiettivi da raggiungere;
Aggressività "fisica" indotta da stimoli adeguatamente frustranti. Aggressività di base ridotta;
Capacità di adeguarsi e di tollerare la diversità degli altri ed i loro differenti ritmi;
Rilassamento muscolare, discorso tranquillo, vigilanza "fasica" facilità di rilassamento;
Tendenza a proporzionare le cose da fare e da ottenere in rapporto al tempo disponibile;
Ridotta importanza dell'avere costantemente il controllo in tutte le situazioni;
Relativa indifferenza al consumo e all'acquisizione di cose inutili;
Fumo e alcool molto limitati;
Attività fisica;
Interessi alternativi al lavoro;
Alimentazione controllata.
Fattori di rischio
CONTENUTI LAVORATIVI

AMBIENTE DI LAVORO E ATTREZZATURE
Condizioni fisiche di lavoro, problemi inerenti l’affidabilità, la disponibilità, l’idoneità la manutenzione o la riparazione di strutture ed attrezzature di lavoro.

PIANIFICAZIONE DEI COMPITI
Monotonia, cicli di lavoro brevi, lavoro frammentato o inutile, sottoutilizzazione, incertezza elevata.

CARICO/RITMI DI LAVORO
Sovraccarico o sottocarico di lavoro, mancanza di controllo sul ritmo, alti livelli
di pressione temporale.

ORARIO DI LAVORO
Lavoro a turni, orari di lavoro rigidi, imprevedibili, eccessivamente lunghi
o che alterano i ritmi sociali.

Principio per cui la prestazione ottimale è ottenuta a livelli intermedi di attivazione, mentre a livelli bassi e alti la prestazione è minore. La rappresentazione grafica di questo principio, con il livello di attivazione sull'asse x o delle ascisse e il livello di prestazione sull'asse y o delle ordinate, assume l'andamento di una U rovesciata.
Lo Stress è dannoso quando:
la stimolazione è troppo intensa e/o troppo prolungata;
manca il recupero tra una stimolazione e l’altra;
la stimolazione è di lieve entità, ma sotto soglia di consapevolezza (effetto accumulo);
non è possibile sottrarsi a stimolazione
CONTESTO LAVORATIVO

CULTURA ORGANIZZATIVA
Scarsa comunicazione, bassi livelli di sostegno per la risoluzione di problemi e lo sviluppo personale, mancanza di definizione degli obiettivi organizzativi.

RUOLO DELL’ORGANIZZAZIONE
Ambiguità e conflitto di ruolo, responsabilità di altre persone.

SVILUPPO DI CARRIERA
Incertezza/blocco della carriera, insufficienza/eccesso di promozioni, bassa retribuzione, insicurezza dell’impiego, scarso valore sociale attribuito al lavoro.

AUTONOMIA DECISIONALE/CONTROLLO
Partecipazione ridotta al processo decisionale, carenza di controllo sul lavoro.

RELAZIONI INTERPERSONALI SUL LAVORO
Isolamento fisico o sociale, rapporti limitati con i superiori, conflitto interpersonale, mancanza di supporto sociale.

INTERFACCIA FAMIGLIA/LAVORO
Richieste contrastanti tra casa e lavoro, scarso appoggio in ambito domestico.

Mobbing
Lo stress lavoro correlato non ha nulla a che vedere né con la violenza sul lavoro né con la sopraffazione né con lo stress postraumatico.

Anche la vittima di mobbing è soggetta a stress, ma bisogna distinguere le origini dei due processi.

Nel mobbing infatti c’è l’intenzionalità
che non è invece riscontrabile nello stress lavoro correlato.
Il mobbing è una persecuzione voluta e sistematica da parte di una o più persone, per un periodo di tempo prolungato, allo scopo di danneggiare la vittima con l’emarginazione, la discriminazione fino alla perdita del posto di lavoro.

Si tratta in sostanza di MOLESTIE MORALI sul luogo di lavoro: secondo alcuni testi esiste mobbing se c’è almeno un “attacco” alla settimana per almeno 6 mesi
INDICE DI RISCHIO ALTO
In caso di corrispondenza del punteggio al RISCHIO ALTO: gli indicatori evidenziano condizioni organizzative con sicura presenza di stress correlato al lavoro.

Si deve effettuare una valutazione della percezione dello stress dei lavoratori (secondo livello).

E' necessario oltre al monitoraggio delle condizioni di stress la verifica di efficacia delle azioni di miglioramento.
Sulla base dei dati raccolti e del punteggio ottenuto a seguito della compilazione della check list, ad ogni area potrà essere attribuito un livello di rischio BASSO-MEDIO-ALTO
Lo stesso avverrà infine in riferimento alla somma totale dei tre punteggi, che offrirà al datore di lavoro un quadro generale dell’intera organizzazione, o delle singole parti prese in esame circa l’esistenza di un rischio complessivo BASSO-MEDIO- ALTO

Prima fase - Raccolta di informazioni
1
EVENTI SENTINELLA
indici infortunistici; assenze per malattia, turnover, procedimenti e sanzioni, segnalazioni del medico competente, specifiche e frequenti lamentele formalizzate da parte dei lavoratori.
Nb tali eventi vanno valutati sulla base di parametri omogenei, individuati all’interno dell’organizzazione. Nel caso di UNIFe, per es. si è proceduto distinguendo per tipologie di lavoratori ( PTA, Ricercatori, Docenti ecc..). I dati devono essere riferiti agli ultimi 3 anni
3
FATTORI DI CONTESTO DEL LAVORO
ruolo nell’ambito dell’organizzazione, autonomia decisionale e controllo, conflitti interpersonali al lavoro, evoluzione e sviluppo della carriera, comunicazione (es. incertezza circa le prestazioni richieste)
2
FATTORI DI CONTENUTO DEL LAVORO
ambiente di lavoro e attrezzature, carichi e ritmi di lavoro, orario e turni, corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti

Le informazioni possono essere acquisite dal SPP, dal servizio del personale, dal Responsabile dell’ufficio legale, dal medico competente, dal RLS, ecc.

A supporto di tale attività,
INAIL propone l’utilizzo di una check list di indicatori verificabili
, frutto del lavoro di una equipe di ricercatori nata per la prevenzione del disagio psico sociale nei luoghi di lavoro; la check list si basa su studi matematici ed algoritmi.

Gli indicatori appartengono a 3 categorie:
Strumenti di ricerca e controllo
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