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Validation Therapy

L'approccio Validation Therapy applicato a un gruppo di anziani con demenza. Dall'esperienza all'analisi, all'interno di un percorso effettuato al Centro Servizi per Anziani “A. M. Bonora” di Camposampiero (PD)
by

Manuel Luise

on 2 November 2013

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Transcript of Validation Therapy

Therapy
UNIVERSITÀ PONTIFICIA SALESIANA DI ROMA

IUSVE ISTITUTO UNIVERSITARIO SALESIANO VENEZIA
Aggregato alla Facoltà di Scienze dell’Educazione
Venezia - Mestre
Baccalaureato – Laurea Triennale
Corso di Laurea in Psicologia dell'Educazione
L'approccio Validation Therapy applicato a un gruppo di anziani con demenza
Dall'esperienza all'analisi, all'interno di un percorso effettuato
al Centro Servizi per Anziani “A. M. Bonora” di Camposampiero (PD)
Relatore
Salvatore Capodieci
Candidato
Marisa Antonello
Anno Accademico 2012/2013
Correlatore
Rosanna Primavera
Validation

Naomi Feil
Invecchiamento
Dati
Alzheimer
I quattro stadi del disorientamento
Primo stadio: malorientamento
2
Secondo stadio: confusione temporale
Terzo stadio: movimenti ripetitivi
3
4
1
Presupposti teorici
Obiettivi
La struttura
L'équipe
Il gruppo
Applicazione del metodo Validation
Indagine iniziale
(ex-ante)
Seduta standard
Verifica differenziale
(ex-post)
Conclusioni
restituire la stima di sé
migliorare la comunicazione verbale e non
ridurre l’ansia
aumentare la socializzazione e l’autostima
diminuire l’aggressività e i comportamenti ripetitivi
evitare la chiusura in se stessi
far sentire il valore della vita vissuta
migliorare il portamento ed il benessere fisico
aiutare a chiarire i contrasti non risolti del passato
ridurre la necessità di contenzione fisica e chimica
favorire l’assunzione di ruoli
recuperare il senso dell’umorismo
aumentare la consapevolezza della realtà
ben orientati nel tempo e nella realtà;
linguaggio ancora appropriato e fluido;
accaparratori o vittimismo;
oggi per dar sfogo a emozioni non consapevoli di ieri;
rifiuto rapporti intimi, stretti;
si sentono minacciati dai sentimenti;
è necessario sintonizzarsi sul loro bisogno di contatto e non sul proprio
Le persone in questo stadio hanno smarrito i contatti con il tempo e la realtà presenti.
Seguono il corso della loro mente, non più quello dell’orologio, si ritirano nel passato non solo a causa dei danni organici, ma per risolverlo a modo loro prima di morire; le capacità cognitive sono molto deteriorate, le regole sociali sono perdute, lasciano fluire liberamente le emozioni.
Le capacità di linguaggio e di pensiero logico sono gravemente compromesse, ma mantengono il bisogno umano di esprimere le emozioni, di sentirsi al sicuro, utili.
Recuperano, dal retaggio della prima infanzia, espressioni e movimenti basilari, con i quali si autostimolano ripetendoli più e più volte con un certo ritmo, come ad esempio movimenti della bocca, suoni tipo lallazioni, movimenti circolari delle mani, dondolio del corpo ed altro.
Dell’età produttiva, riprendono i movimenti del loro lavoro: sfregare, battere, piegare, che rifanno in continuazione per sentirsi ancora attivi.
Questa fase segna il ritiro quasi completo della persona dal mondo esterno: essa si chiude in se stessa conducendo un’esistenza simile a quella di un vegetale.
Quarto stadio: vita vegetativa
In questo stadio le sedute sono molto brevi ma frequenti, basate essenzialmente sul tocco, la voce e sulla musica, con l'obiettivo di far percepire la presenza di un altro essere umano che li accompagni fino alla fine.
analisi scheda storia e comportamento
individuazione diagnosi e livello di deterioramento cognitivo (MMSE)
valutazione multidimensionale
(MMSE e NPI)
individuazione soggetti idonei per caratteristiche fisiche e psicologiche
indagine passato e storia personale
valutazione fase di appartenenza
M. L.
intollerante verso alcune persone (ospiti e/o personale)
spesso ruolo di leader
esprime ogni settimana i propri sentimenti al fine di rielaborare la sua visione della realtà, i suoi vissuti, di rimodulare i significati negativi riguardo a se stesso in modo da riconquistare la possibilità di essere di aiuto agli altri
1ª fase con lieve disorientamento
carattere forte, con tendenza all’autosvalutazione
bisogno di raccontarsi (soprattutto emozioni)
critico verso l'organizzazione-gestione del nucleo di residenza
sensibile alla sofferenza e portavoce dei bisogni
attende ogni seduta con forte motivazione per avere spazio e tempo per sé
esprime molte volte a più persone quanto è importante per lui il momento del gruppo Validation per esprimere se stesso, per rinforzare le relazioni nella comprensione dell'altro e per ritrovare quella fiducia che l'equipe e il gruppo sono in grado, ogni volta, di rinforzare in lui
2ª fase
temperamento mite, silenzioso, passiva, non consapevole dei propri deficit, bassa autostima, ma grande sensibilità d'animo
molto disposta all'apertura emotiva
esprime entusiasmo nel lasciarsi coinvolgere dalle dinamiche proposte e dal ruolo sociale affidatole
prende spontaneamente iniziative e produce espressioni verbali molto positive, migliorando con continuità il tono dell'umore e ringraziando per quanto riusciva a riacquistare in termini di fiducia e soddisfazione nel sentirsi accolta, curata e accudita.
riconosce l'importanza della rivisitazione dei rapporti affettivi del proprio passato, valorizzandone gli aspetti positivi
subisce le perdite ma conclude le proprie valutazioni con spirito positivo e fiducioso nei confronti della vita
riesce a infondere aiuto e rassicurazione ai membri del gruppo
G. A.
B. A.
soggetto con lieve deterioramento
stati d'ansia endogeni e costanti
acquisisce consapevolezza a proposito dell’origine del suo disagio ansiogeno
esprime chiaramente il motivo di disturbo: il contesto nel quale è inserita (rumore e confusione determinati dal numero di persone presenti nell’ambiente fisico frequentato)
evento positivo che ha portato ad un’attenuazione del disturbo: avere la possibilità di comprendere le condizioni esterne e quelle interne della sua ansia
accolto in condizioni di grave deterioramento cognitivo
con forte assopimento
con rallentamento ideo-motorio
con movimenti ripetitivi involontari
lascia trasparire una sufficiente capacità di comprensione
percorso riabilitativo su vari livelli (in parallelo = Validation)
ha recuperato notevoli capacità cognitive, motorie e relazionali
punteggi MMSE = 0/30 ex ante e 23/30 ex post
punteggi NPI = 8 ex ante e 2 ex post
riconosce e apprezza il percorso attuato all'interno del gruppo
riconosce i miglioramenti
dimostra consapevolezza della propria condizione affermando più volte il desiderio di rimanere all’interno della struttura ove è ricoverato e di non voler più tornare più a casa
T. F.
B. E.
soggetto caratteriale ma carismatico
con stati di confusione e importante disorientamento
i disturbi comportamentali sono evidentemente aumentati, in particolar modo nel periodo pomeridiano, a causa della sindrome del tramonto quale disturbo specifico della fase dementigena in atto
Il percorso si è svolto presso il Centro Servizi per anziani “A. M. Bonora” di Camposampiero (PD)

L’Ente, sorto nel 1887, ha lo scopo di promuovere, realizzare e gestire servizi residenziali, semi-residenziali estesi al territorio ed altre iniziative sociali e assistenziali a favore delle persone anziane e non che si trovino in stato di bisogno
Attualmente il Centro Servizi dispone di 245 posti letto suddivisi in quattro residenze (Acero, Betulla, Ciliegio, Mimosa) e un Hospice, in grado in accogliere persone con diverse patologie ed esigenze assistenziali.
La VT è stata condotta presso la residenza Mimosa che accoglie ospiti con demenze di grado lieve e moderato-severo per un totale di quaranta posti residenziali.
Il progetto è stato condiviso con l'equipe allargata, in particolar modo con gli operatori d'assistenza della residenza Mimosa che, non solo si sono occupati dell'aspetto assistenziale, ma hanno colto gli eventuali feedback post seduta direttamente dagli ospiti coinvolti
Psicologo
Educatore
Professionale
operatore Validation
di 1° livello
Gruppo VT
aumento della speranza di vita:
prevalenza e incidenza delle patologie degenerative legate all'età = sempre più elevate
sfida da affrontare nel prossimo futuro:
dai singoli individui
dall'intera società per le conseguenze socio-economiche che ne conseguono
obbliga i sistemi nazionali a trovare efficaci e tempestivi adeguamenti alla configurazione della struttura socio-economica
obiettivo: far fronte al sensibile aumento quantitativo della popolazione anziana, con particolare riferimento agli ultraottantenni
condizione contraddistinta da una diminuzione delle prestazioni cognitive tale da compromettere le usuali attività (lavoro, hobby,
interessi) e le relazioni
Cause: malattie del cervello (Alzheimer)
insieme di sintomi, che hanno come conseguenza l’alterazione progressiva di alcune funzioni quali la memoria, il ragionamento, il linguaggio, la capacità di orientamento, la capacità di svolgere compiti motori complessi, ed inoltre, alterazioni della personalità e del
comportamento
non è una malattia ma una sindrome
deriva dal latino "dementia" (senza mente) e trasmette, anche nella radice della parola stessa, il significato di disturbo mentale acquisito, centrato su un deficit cognitivo
perdita della memoria a breve e lungo termine associata a deterioramento di altre funzioni cognitive;
decorso cronico e progressivo (afasia, aprassia, agnosia, deficit del pensiero astratto o delle capacità critiche) tale da compromettere in modo significativo le attività lavorative, relazionali e sociali, con un peggioramento del precedente livello funzionale, in presenza di un normale stato di coscienza
sintomi
Demenza
Primaria o degenerativa
Secondaria
eziologia
Forma di progressivo deterioramento delle funzioni cognitive che accompagnano alcune malattie del SNC con prevalente interessamento delle strutture sottocorticali
Parkinson-demenza, demenza a corpi di Lewy, Corea di Huntington, Paralisi Sopranucleare Progressiva, Degenerazione corticobasale, Idrocefalo normoteso e
altre a prevalente interessamento della corteccia cerebrale come demenza di Alzheimer e Malattia di Pick
Forma di deterioramento dovuta ad una patologia primaria, anche non del SNC, ma che ha una ricaduta su di esso.

Le demenze secondarie si dividono in: vascolari, tossiche, metaboliche, meccaniche, infettive, infiammatorie e neoplastiche.

patologia degenerativa del sistema nervoso centrale, descritta per la prima volta nel 1906 dal neuropatologo Alois Alzheimer in una donna di 52 anni

suddivisione progressione della malattia in 3 stadi = specifici gruppi di sintomi, segni cognitivi e funzionali
sintomi
demenza in forma lieve (sottovalutato + attribuito a declino fisiologico).
segnali esordio demenza:
perdita progressiva della memoria,
difficoltà nelle attività quotidiane,
problemi di linguaggio,
disorientamento temporale e spaziale,
diminuzione della capacità di giudizio,
difficoltà nel pensiero astratto,
collocazione inappropriata degli oggetti,
cambiamenti del tono dell'umore e di comportamento,
cambiamenti di personalità e mancanza di iniziativa
esami di laboratorio = diagnosi di demenza (non diagnosi certa: verificabile in sede autoptica. Esame istologico rileva segni: placche senili e gomitoli neurofibrillari nel cervello)
diagnosi e decorso
Fase iniziale
Fase terminale
Fase intermedia
perdita di memoria
aprassia





senso di inadeguatezza
fenomeni depressivi non attribuibili a cause esterne
graduale riduzione abilità cognitive (interferiscono con normale svolgimento attività lavorative e/o sociali)
alterazioni comportamentali (deliri, allucinazioni, vagabondaggio)
complessivo peggioramento delle condizioni generali
disturbi dell’attività motoria
difficoltà masticazione e deglutizione (conseguente disfagia)
perdita totale abilità cognitive
impoverimento funzioni cognitive
difficoltà a trovare le parole e a ricordare gli eventi recenti
iniziale disorientamento temporale
difficoltà ad eseguire attività abituali
evidente disorientamento spazio-temporale
deficit di memoria di entità moderato-grave
disturbi del linguaggio
aprassia costruttiva, ideativa, ideo-motoria
agnosia.
Il soggetto deve essere ricondotto alla cura della propria persona
grave difficoltà nel riconoscere volti o luoghi familiari
linguaggio spontaneo ridotto (gergo semantico o mutismo)
perdita controllo sfinteri
quadro di rigidità diffusa
Alzheimer è la più frequente tra le demenze degenerative: 40-50%
Interessa il 6,5% dopo i 65 anni
e l' 11-39% dopo gli 85 anni
Ogni anno nel mondo vi sono 4,6 milioni di persone che risultano affette da demenza: un nuovo caso ogni sette secondi
min
3,5 su 1000
max
10 su 1000
media
7,5 su 1000
800.000
97.000 x anno
di cui
40-50% Alzheimer
25% demenze vascolari
6.000.000
1,14% - 1,27%
70.000
di cui 30.000 Alzheimer
predisposizione setting
OSS: preparazione igienico-assistenziale
ospiti accompagnati nel luogo x seduta
posto assegnato rimane il medesimo
saluto individualizzato, breve contatto fisico e visivo per ognuno
richiesta: pensiero, desiderio, emozione...
ognuno impersona ruolo sociale assegnatogli
benvenuto, accoglienza, inizio seduta
leader materno: dare senso e consolazione
preghiera: motivazione e dedica (video)
canto: intonazione e coinvolgimento
danza: incentivazione espressione - ascolto e movimento
assistenti: favorire e stimolare flusso comunicazione
individuazione argomento discussione
discussione (ricerca di positività)
dinamica emozionale
spazio e tempo per tutti
massimo coinvolgimento e ascolto
riformulazione concetti esposti
rispecchiamento emozioni e stati d'animo
condivisione sentimenti
ringraziamento intervenuti
conduttore: conclusione argomento (video)
richiesta verifica e assenso
preghiera o canto
condivisione del cibo
ringraziamenti
congedo (saluto individuale: contatto fisico affettivo ed empatico)
equipe: compilazione schede di registrazione
Monaco di Baviera, 1932
Studio di un caso
MMSE
NPI
“L'aspetto delle cose varia secondo le emozioni;
e così noi vediamo magia e bellezza in loro,
ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.”
(Kahlil Gibran)
radici nel pensiero rogersiano: 'terapia centrata sul cliente'
è importante mettere la persona al centro dell'attenzione (non la sua malattia!), rispettando il significato della sua situazione e valorizzando le sue risorse oltre che a contenere i deficit
individui = emotivamente più espressivi: comparsa della demenza (dissoluzione del concetto cognitivo di sé: maggior accesso a esperienze organismiche)
il terapeuta si rivolga all'esperienza soggettiva, alla «realtà interiore» - Empatia
NO obiettivi cognitivi e comportamentali SI affettivi
Empatia: è centrale nella qualità della relazione tra terapeuta e membro del gruppo
disorientamento “globale” = NO processo patologico dovuto a danno neurologico - SI risultato di processo psicodinamico: ritorno a momenti psicologici significativi del passato per risoluzione di un conflitto emotivo aperto
modello di Erikson: “otto età di un uomo” con relativo «compito» di sviluppo. Influenza di elementi interpersonali (rapporti chiave e modelli di ruolo)
Feil aggiunge stadio "risoluzione vs vegetazione"
Validation = riferimenti teorici per la tradizione umanistica: Rogers e Maslow - per la tradizione psicoanalitica: Erikson, Freud e Jung
decorso = graduale e lento, durata media: circa 10 anni fra diagnosi e morte.
evoluzione comune per tutti i malati, anche se sintomi e manifestazioni variabili
i pazienti dovrebbero essere accettati per quello che sono
c’è sempre una ragione dietro il comportamento dell'anziano malorientato
l'anziano disorientato, nello stadio finale della sua esistenza, cerca di portare a compimento le questioni irrisolte della propria vita; noi li accompagniamo nel processo di risoluzione
i sentimenti dolorosi espressi, riconosciuti e legittimati, tenderanno ad affievolirsi attraverso l'empatia di un ascoltatore fidato
gli anziani disorientati esprimono liberamente le loro emozioni per guarire se stessi
ascoltare con empatia costruisce la fiducia, riduce l'ansia e ristabilisce la dignità
Principi della Validation Therapy
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