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Il pensiero dipinto

La filosofia attraverso i quadri
by

Paolo Vidali

on 20 May 2013

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Transcript of Il pensiero dipinto

Il pensiero dipinto
la filosofia attraverso i quadri

Paolo Vidali
Martedì 26 marzo 2013
Liceo “Quadri” La mia storia della filosofia Cercando l’effetto straniante del rapporto tra immagine e pensiero Inseguendo un nesso tra opere e pensiero, ma non sempre Disinvolta nelle scelte e nell’interpretazione Che cos'è la filosofia? La filosofia è tensione verso la verità, non possesso.

Chi filosofa sa di non sapere,
sa di desiderare la verità,
ma anche di non possederla.

La tensione come un arco senza corda. Eros, figlio di Poros e Penia,
è come la filosofia,
dal racconto di Diotima in
Platone, Simposio, 201d, 211d la verità velata Antonio Corradini,1752,La Pudicizia, Cappella Sansevero a Napoli. Statua di Eros che incorda l'arco
da un originale di Lisippo La verità è alétheia, manifestazione, disvelamento.

Si apre la battaglia tra un verità legata all’essere (Parmenide), alla ben rotonda verità, e una verità come opinione mutevole (Protagora).

E’ la sfida mortale della filosofia, iniziale e decisiva.

Da una verità come coglimento (Parmenide)
a una verità come théoria (Platone),
a una verità come rapporto tra pensiero, linguaggio e realtà (Aristotele).

La verità può anche essere rivelata, come fa la Dea a Parmenide, ma è solo il logos, la ragione umana, che la saggia, la riconosce e la rende comunicabile. Esercito in fuga
La battaglia di Isso
Mosaico proveniente da Pompei, conservato a Napoli nel Museo Archeologico Nazionale: raffigura la battaglia di Isso,in Cilicia, dove Alessandro Magno sconfisse il re persiano Dario III nel 333 a.C. c’è uno schieramento prima della battaglia, così come c’è un ordine prima dell’esperienza.
La realtà che conosciamo è già ordinata prima del nostro incontrarla.
“quando un solo oggetto, cui non possono applicarsi differenze, si arresta in noi, allora per la prima volta si presenta nell’anima l’universale (poiché si percepisce bensì l’oggetto singolo, ma la sensazione si rivolge all’universale, per esempio, all’uomo non già all’uomo Callia)” Secondi Analitici II, 19, 100a 15- 19; si veda anche Fisica I, 1, 184a-b). La filosofia antica filosofia medievale Giotto, Cappella Scrovegni,
inizio 1300 Gli angeli che srotolano il mondo rimandano a un mondo come testo
La verità come rivelazione, nei testi sacri e nella natura
Il segno come cifra della ricerca
Il simbolo come unione di realtà e fede Cattedrale di Notre-Dame
1163 - 1250 Filosofia scolastica: Sic et non di Abelardo (1079-1142), quaestio, composizione degli opposti

Cattedrale gotica: Luce-ombra, interno-esterno, gravità- leggerezza, ragione-fede L'Uomo vitruviano, disegno a matita e inchiostro su carta (34x24 cm) di Leonardo da Vinci, 1490 circa Già il sommo Padre… aveva posto gli spiriti ad ornamento della regione superna; già aveva seminato di anime immortali i globi eterei e riempito di ogni genere di animali le impure e lercie parti del mondo inferiore. Ma compiuta la sua opera, l'artefice divino vide che mancava qualcuno che considerasse il significato di così tanto lavoro, ne amasse la bellezza, ne ammirasse la grandezza. Avendo, quindi, terminata la sua opera, pensò da ultimo - come attestano Mosè e Timeo- di produrre l'uomo. [...]Stabilì, dunque, il sommo Artefice, dato che non poteva dargli nulla in proprio, che avesse in comune ciò che era stato dato in particolare ai singoli. Prese pertanto l'uomo, fattura priva di un'immagine precisa e, postolo in mezzo al mondo, così parlò «Adamo, non ti diedi una stabile dimora, né un'immagine propria, né alcuna peculiare prerogativa, perché tu devi avere e possedere secondo il tuo voto e la tua volontà quella dimora, quell'immagine, quella prerogativa che avrai scelto da te stesso. Una volta definita la natura alle restanti cose, sarà pure contenuta entro prescritte leggi. Ma tu senz'essere costretto da nessuna limitazione, potrai determinarla da te medesimo, secondo quell'arbitrio che ho posto nelle tue mani. Ti ho collocato al centro del mondo perché potessi così contemplare più comodamente tutto quanto è nel mondo. Non ti ho fatto del tutto né celeste né terreno, né mortale, né immortale perché tu possa plasmarti, libero artefice di te stesso, conforme a quel modello che ti sembrerà migliore. Potrai degenerare sino alle cose inferiori, i bruti, e potrai rigenerarti, se vuoi, sino alle creature superne, alle divine.» O somma liberalità di Dio Padre, somma e ammirabile felicità dell'uomo! Al quale è dato di poter avere ciò che desidera, ed essere ciò che vuole. I bruti nascendo, assorbono dal seno materno ciò che possederanno. Gli spiriti superiori furono invece, sin dall'origine, o poco di poi, ciò che saranno eternamente. Il Padre infuse all'uomo, sin dalla nascita, ogni specie di semi e ogni germe di vita. Quali di questi saranno da lui coltivati cresceranno e daranno i loro frutti: se i vegetali, sarà come pianta, se i sensuali, diventerà simile a un bruto, se i razionali, da animale si trasformerà in celeste; se gl'intellettuali, diverrà angelo e figlio di Dio. E se di nessuna creatura rimarrà pago, rientrerà nel centro della sua unità, e lo spirito, fatto uno con Dio, verrà assunto nell'umbratile solitudine del Padre che s'aderge sempre al di sopra di ogni cosa. Pico della Mirandola,
De Dignitate hominis (1496) L’uomo diventa il soggetto che dà una misura al mondo, ne fissa confini e strutture, lo fonda e lo disegna
In due modi... Contrast (Order and Chaos)
di M.C. Escher, 1950 La forma dell’evidenza e della certezza che rimuove il dubbio
«La prima era di non accettare mai per vera nessuna cosa che non riconoscessi tale con evidenza, cioè di evitare diligentemente la precipitazione e la prevenzione e di non comprendere nei miei giudizi nulla più di quanto si presentasse così chiaramente e distintamente al mio spirito, da non lasciarvi alcuna occasione di dubbio.” Cartesio, Discorso sul metodo, 1637, trad. it. in Opere filosofiche, Utet, Torino 1981, pp. 144-145. Gerrit Dou
"The Night School “
(1660) Rijksmuseum, Amsterdam Locke, la candela e la sonda
“Il nostro spirito è come una candela che noi abbiamo davanti agli occhi e che diffonde luce sufficiente a illuminarci in tutte le nostre faccende. Dobbiamo contentarci delle scoperte che possiamo fare per mezzo di questa luce. Faremo sempre buon uso della nostra intelligenza se vorremo considerare tutti gli oggetti in quel rapporto e proporzione in cui essi si trovano rispetto alle nostre facoltà, e su quei fondamenti, in cui essi si offrono alla nostra conoscenza; e se non domanderemo perentoriamente e senza discrezione una dimostrazione e una completa certezza, laddove è possibile ottenere soltanto una probabilità; e questo basti a regolare tutti i nostri interessi. […] Avviene a noi, per questo riguardo, ciò che avviene a un pilota che viaggi per mare. Gli torna di estremo vantaggio sapere qual sia la lunghezza della fune della sonda, anche se egli non possa riconoscere, per mezzo della sonda che possiede, tutte le diverse profondità dell'oceano. E' già opportuno che sappia che la fune è lunga abbastanza per toccar fondo in certi punti del mare, che a lui importa conoscere per ben dirigere la sua rotta, e per evitare i bassifondi che potrebbero farlo andare in secca. Non è affar nostro in questo mondo conoscere tutte le cose, bensì quelle che riguardano la condotta dello nostra vita. “
(J. Locke, Saggio sull'intelligenza umana, (1690), I, Introduzione, pp. 29-30) Esperimento su un uccello nella pompa pneumatica, Joseph Wright of Derby, 1768, Cos’è la scienza moderna?
Ricerca
curiosità
rigore che prevale sul sentimento
téchne che rende possibile la scienza
pensiero che indaga ...
La lampada, fioca,
è ragione che illumina,
debole ma sufficiente. Las meninas
Diego Velázquez, 1656
Museo del Prado, Madrid Il soggetto, centro e vertigine Nella filosofia dell'Ottocento si consuma la crisi della ragione,
nelle sue forme spalancate all’infinito,
o inquietanti e dolorose. Caspar Friedrich,
Viandante nella nebbia,1818 Gustav Klimt.
La Filosofia,
1899-1907 “È davvero incredibile, come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori, e come opaca irriflessiva, sentita dal di dentro, trascorra la vita di quasi tutta l’umanità. È un languido aspirare e soffrire, un sognate traballare attraverso le quattro età della vita fino alla morte, con accompagnamento d’una fila di pensieri triviali. Gli uomini somigliano a orologi, che vengono caricati e camminano, senza sapere il perché; ed ogni volta, che un uomo viene generato e partorito, è l’orologio della vita di nuovo caricato, per ancora una volta ripetere, frase per frase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica già infinite volte suonata. Ciascun individuo, ciascun volto umano e ciascuna vita non è che un nuovo breve sogno dell’infinito spirito naturale, della permanente volontà di vivere, non è che una nuova immagine fuggitiva, che la volontà traccia per gioco sul foglio infinito dello spazio e del tempo, lasciandola durare un attimo appena percettibile di fronte all’immensità di quelli, e poi cancellandola, per da luogo ad altre.
Poiché l’agitazione e il tormento della giornata, l’incessante ironia dell’attimo, il volere e il temere della settimana, gli accidenti sgradevoli d’ogni ora, per virtù del caso ognora intento a brutti tiri, sono vere scene di commedia. Ma i desideri sempre inappagati, il vano aspirare, le speranze calpestate senza pietà dal destino, i funesti errori di tutta la vita, con accrescimento di dolore e con morte alla fine, costituiscono ognora una tragedia. Così, quasi il destino avesse voluto aggiungere lo scherno al travaglio della nostra esistenza, deve la vita nostra contenere tutti i mali della tragedia, mentre noi non riusciamo neppure a conservare la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.”
A. Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, trad. it. a cura di P. Savj Lopez, Laterza, Roma-Bari 1986, pp. 424 – 425. Filosofia contemporanea Magritte, “L’uso della parola” 1926 La svolta linguistica
un accesso “immediato” all’essere o alla verità è impossibile
Vediamo con gli occhi della lingua,
l’essere che può essere compreso è il linguaggio
il linguaggio come medium, come habitat del pensiero Il linguaggio e la filosofia Il possibile e il reale
la scacchiera di Wittgenstein Sergio Alessandro Ughi, Il bianco abbandona, 2002 1 Il mondo è tutto ciò che accade.
1.1 Il mondo è la totalità dei fatti, non delle cose.
2. Ciò che accade, il fatto, è il sussistere di stati di cose.
2.01 Lo stato di cose è un nesso di oggetti (enti, cose).
2.012 Nella logica nulla è accidentale. Se la cosa può occorrere nello stato di cose, la possibilità dello stato di cose deve essere già pregiudicata nella cosa.
2.0123 Se conosco l’oggetto, io conosco anche tutte le possibilità del suo occorrere in stati di cose.
2.013 Ogni cosa è come in uno spazio di possibili stati di cose. Questo spazio posso pensarlo vuoto, ma non posso certo pensare la cosa senza lo spazio.
4.024 Comprendere una proposizione è sapere cosa accade se essa è vera. (La si può dunque comprendere senza sapere se è vera.)
4.05La realtà è confrontata con la proposizione. La filosofia come integrazione di soggetto e oggetto Escher, Galleria di stampe,1956 Il soggetto si scopre nell’oggetto, contemporaneamente parte e artefice.
E noi, che ne parliamo, dove siamo?
Siamo nel punto inaccessibile della ricerca filosofica,
nella tensione verso la verità,
nella costante approssimazione che tende verso essa,
senza poterla raggiungere. Grazie dell'attenzione
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