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Book

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by

Martina Pieragostini

on 17 March 2014

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Transcript of Book

Il marchio può raffigurare:
animali
sport
stemmi
figure geometrice
figure umane
figure mitologiche
natura
Grandi raggruppamenti stilistici
Pittogramma
Un pittogramma è un segno visivo, un'immagine creata dall'uomo per comunicare in modo rapido e chiaro senza l'uso della parola per attrarre l'attenzione su qualche cosa. Caratteristica tipica di ogni pittogramma è l'alto livello di astrazione, necessario per comunicare nel modo più rapido possibile e in uno spazio limitato a disposizione.
Quattro sono quindi gli obiettivi che si pone:

1. essendo un prodotto dell'ingegno e non della natura, un pittogramma si pone l'obiettivo di essere il più possibile auto-esplicativo. Deve essere trovato un simbolo che in qualche modo sia facilmente associabile ad esso tramite l'esperienza condivisa del target di riferimento;

2. non solo il contenuto del simbolo rappresentato deve essere chiaramente comprensibile, ma anche la sua rappresentazione grafica deve essere semplice, diretta abbastanza da rendere possibile una veloce e chiara identificazione;

3. il pittogramma non fa uso di parole; è una trasposizione grafica di un simbolo culturalmente neutrale e il più universalmente conosciuto;

4. un pittogramma deve veicolare una precisa realtà: informazione, direzione o proibizione. Se ce n'è più di una perde la sua chiarezza e velocità d'interpretazione.


MARCHIO
LOGOTIPO
LOGOMARCHIO
Evoluzione dei caratteri tipografici
2013/2014
Book
La Bibbia delle 42 linee di Gutenberg , come noto, era composta in caratteri gotici. Quando l'arte tipografica comincia a dilagare per l'Europa compaiono molto presto caratteri diversi. La prima tipografia in Italia, a Subiaco, impiantata da Arnold Pannartz e Conrad Sweynheym, usa già caratteri ispirati alla calligrafia umanistica, e da allora chiamati romani. A Venezia, ben presto centro della tipografia italiana, il francese Nicholas Jenson incide il prototipo dei caratteri oggi conosciuti come Garamond.
Uno dei primi grandi incisori di caratteri, il bolognese Francesco Grifo, lavora per il grande editore, Aldo Manuzio. Egli incide due memorabili serie di caratteri, per il De Aetna di Pietro Bembo (1495), e per l'Hypnerotomachia Poliphili (1499). Inoltre incide il primo carattere corsivo, ispirato alla variante "cancelleresca" della calligrafia corrente. Manuzio utilizza tale carattere per le edizioni tascabili, in quanto permetteva una maggiore compressione del testo.
'400
'500
Successivamente il maggiore sviluppo della tipografia si ha nella Francia di Francesco I. Qui opera, soprattutto per la famiglia di stampatori parigini degli Estienne, Claude Garamond (1480-1561), il primo ad usare in coppia tondo e corsivo. I caratteri Garamond presenti oggi sul mercato, sono molto vari in quanto sino ad anni recenti non erano stati identificati i suoi punzoni originali , ed erano quindi disegnati ispirandosi a caratteri incisi successivamente da epigoni del maestro. Tutta la famiglia di caratteri ha alcune caratteristiche comuni:

la lunghezza delle ascendenti e delle discendenti
una certa spigolosità del raccordo tra i due occhi della "g"
l'asimmetria delle grazie superiori della "T"
l'occhio della "P" aperto
l'assenza di grazie nelle lettere "C" ed "S"
nel corsivo le maiuscole sono meno inclinate delle minuscole
'600
Nel 1640 il cardinale Richelieu istituisce l'Imprimerie Royale. Luigi XIV, nel 1692, istituisce una commissione per lo studio di un carattere progettato secondo principi scientifici. Il carattere viene costruito su una griglia quadrata di 2304 moduli (48x48), venne inciso da Philippe Grandjean (a cui era stato affidato il compito di sviluppare la tipografia reale), ed è noto col nome di Romain du Roi. Ha queste caratteristiche:

le grazie sono orizzontali;
accentuato contrasto tra tratti spessi e sottili
tutte le lettere sono considerate parte di un unico insieme.

E' il primo carattere ad essere svincolato dalla calligrafia ed è antecedente dei caratteri moderni. E' protetto da un severo divieto di riproduzione, ma viene presto copiato dai tipografi, con opportune modifiche. Pierre Simon Fournier (1721-1768) incide un suo carattere fortemente personalizzato, più flessibile e coordinato. Introduce molti fregi e decorazioni, molto usate nel successivo periodo della stampa. Fournier porta avanti gli studi della Imprimerie Royale per la definizione di una misura precisa del corpo dei caratteri (il punto).
A stabilire definitivamente la misura del punto tipografico (almeno per l'Europa) è François Ambroise Didot.
'700
Giambattista Bodoni, lavora dapprima a Roma per riordinare il patrimonio tipografico della stamperia vaticana; nel 1766 viene chiamato a Parma da Ferdinando di Borbone, per cui impianta la stamperia di corte. Sceglie di utilizzare i caratteri di Fournier. Muore nel 1813, dopo una vita ricca di onorificenze. Nel 1818 la vedova e l'assistente Luigi Orsi pubblicano postumo il monumentale Manuale Tipografico. I caratteri incisi dal Bodoni ben presto si discostano dalle forme del Fournier, abbandonando le decorazioni eccessive. I caratteri bodoniani sono così caratterizzati:

contrasto accentuato e struttura verticale ben inquadrata
assotigliamento e orizzontalità delle grazie
A partire dalla fine del Settecento le applicazioni della tipografia si moltiplicano: volantini, locandine, manifesti, giornali, pubblicità commerciale. L'uso di caratteri a corpi grandissimi (costruiti in legno) e di caratteri gotici per aumentare il nero sulla pagina non bastano più.
Le direttrici di sviluppo di nuovi caratteri sono tre:

caratteri iperdecorati e supercontrastati
, usati spesso in composizioni patchwork di caratteri diversi fra loro
ultra-Bodoni,
ovvero caratteri che esasperano il peso dei tratti e la sottigliezza delle grazie; l'estremizzazione di questa tendenza porta alla "comparsa" dei caratteri senza grazie
egiziani,
ovvero caratteri che esasperano lo spessore delle grazie rispetto a quello delle aste, portandole ad essere altrettanto, se non più spesse; essi sono di due tipi, con grazie raccordate (ad es. il Clarendon, 1843) e con grazie non raccordate (ad es. il Rockwell, 1933 ).
'800
'900
1) TIMES NEW ROMAN:
Stanley Morison, consulente della Monotype per la ristrutturazione del suo parco caratteri dal 1922, viene incaricato nel 1929 dal Times di progettare un carattere per la composizione dell'intero giornale. Dopo vari tentativi Morison prende a spunto il Plantin, carattere prodotto dalla Monotype sulla base dei punzoni di Garamond. Il 3 ottobre del 1932 esce il primo numero composto con il nuovo carattere, così caratterizzato:

la base cinquecentesca è quasi impercettibile
le lettere sono più piene, i tratti ascendenti e discendenti più corti, lo spessore più marcato
le grazie sono più regolari e uniformi
è molto leggibile in corpi piccoli
2) FUTURA
: Il principale carattere proventiente dall'ambito del Bauhaus è il Futura di Paul Renner (1927). I problemi principali si hanno con le minuscole: la prima versione, più marcatamente costruttivista, di alcune lettere (a, g, m, n, r), deve essere ridisegnata per migliorarne la leggibilità. Quello che permette al carattere di avere un grande successo è una certa dose di compromesso rispetto ai precetti costruttivisti:

le lettere maiuscole hanno una perfetta modularità geometrica (lettera "O" perfettamente circolare, spessore dei tratti costante, combinazione di poche forme geometriche di base
nelle minuscole lo spessore dei tratti curvi si assottiglia nel raccordo con i tratti dritti, per evitare inspessimenti percettivi
aggiustamenti percettivi nel rapporto tra lettere tonde e dritte (ad es. la "o" è più alta rispetto al tratto della "i")
3) HELVETICA:
Il carattere per eccellenza degli anni Sessanta è l'Helvetica (1957) di Max Miedinger, ridisegno di un carattere di fine Ottocento della fonderia Berthold, associato indissolubilmente al design e alla grafica italiana. Il carattere, eccezionalmente neutro, compatto, adatto ad un uso formalista all'interno della pagina, si caratterizza così:
riesuma la zampa a ricciolo della "R" tipico dei caratteri romani moderni
le terminazioni delle lettere c, e, s, C, G, S sono quasi orizzontali
la curva inferiore della g è appiattita
Origine della forma dei caratteri

La distinzione fondamentale nell'ambito del disegno dei caratteri da stampa è la presenza o meno delle grazie. Essendo i primi caratteri romani ispirati alle iscrizioni lapidarie romane di epoca imperiale, di esse mantengono le cosiddette grazie, ovvero dei tratti ornamentali non distintivi posti alle terminazioni delle aste principali dei caratteri scolpiti. Se nelle iscrizioni lapidarie tali tratti avevano una precisa funzione, all'epoca della stampa tali tratti mantenevano una funzione esclusivamente grafica, pur mantenendo la forma triangolare e il raccoldo "dolce" con le aste tipici delle grazie "scalpellate". In seguito la forma delle grazie varierà molto, assottigliandosi, e il raccordo diverrà ad angolo, tuttavia bisogna aspettare fino all'Ottocento per vedere caratteri totalmente privi di grazie, i cosiddetti bastoni. Tuttavia bisogna notare che in realtà i bastoni si rifanno a un modello ancora più antico rispetto a caratteri con grazie. Infatti le incisioni romane più antiche erano prive di grazie, analoghe quindi ai "moderni" caratteri bastoni.
Grazie e bastoni:
Caratteri gotici e romani:
Garamond:
Il Romain du Roi:
I caratteri bodoniani:
Decorazioni e spessore delle grazie:
Times New Roman, Futura e Helvetica:
carattere tipografico che non ha i tratti terminali chiamati appunto grazie. Questo carattere è diventati lo standard per il testo visualizzato sullo schermo.
( Helvetica, Arial, Futura, Tahoma, Verdana )
GRAZIE:
caratteri tipografici che possiedono alle estremità degli allungamenti ortogonali, detti per l'appunto grazie. (
Times New Roman, Garamond, Bodoni, Rockwell
)
BASTONI:
CALLIGRAFICI:
caratteri che simulano la calligrafia. Non si prestano molto bene a grandi quantità di corpo di testo, poiché l'occhio umano li trova più difficili da leggere rispetto a molti serif o sans-serif.
( Magnificat, Old script, Exmouth)
sono tutti quei caratteri che non rientrano nelle categorie sopra accennate. Sono molto usati per i fumetti e per i cartoni.
( Comic sans, Quartz, Trixie )
FANTASIA:
Ideogramma
L'ideogramma è una rappresentazione grafica in cui i dati sono rappresentati per mezzo di immagini simboliche. Risulta utile quando si vuole dare un'idea immediata dell'argomento trattato ed è facilmente comprensibile perché basta un'occhiata per capire di cosa si sta parlando. Per questo motivo è molto utilizzata sui giornali.
MARCHIO:
Il marchio, in diritto, indica un qualunque segno suscettibile di essere rappresentato graficamente, in particolare parole, disegni, lettere, cifre, suoni, forma di un prodotto o della confezione di esso, combinazioni o tonalità cromatiche, purché siano idonee a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli delle altre. Per essere tutelato giuridicamente, il segno che si intende registrare come marchio, deve avere i seguenti requisiti di tutela:

originalità
verità
novità
liceità

Il difetto dei requisiti sopra esposti comporta la nullità del marchio, che può riguardare anche solo parte dei prodotti o servizi per i quali il marchio è stato registrato.

LOGOTIPO:
Un logo è la scritta che solitamente rappresenta un prodotto, un servizio, un'azienda o un'organizzazione. Tipicamente è costituito da un simbolo o da una versione o rappresentazione grafica di un nome o di un acronimo che prevede l'uso di un lettering, cioè un carattere tipografico (font), progettato nei minimi dettagli per essere riconoscibile e distinguibile da qualsiasi altro logo.
Un logo professionale è ormai diventato una necessità: infatti permette di riconoscere l'azienda a cui il logo si riferisce con effetto quasi immediato. Il suo compito è quello di ispirare fiducia e superiorità rispetto ad un altro marchio. Al giorno d'oggi si tende ad accompagnare il logo con uno slogan che aiuti a rafforzare l'identità del marchio.
LOGOMARCHIO:
Il marchio abbinato al logotipo rappresenta l'identità e la forza dell'organizzazione di fronte alla pluralità dei suoi pubblici.
Animali
Sport
Stemmi
Figure geometriche

Figure umane
Figure mitologiche
Natura
EVOLUZIONE MARCHIO AUTOMOBILI
EVOLUZIONE MARCHIO FOOD AND DRINKS

EVOLUZIONE MARCHIO TECNOLOGIA
CASE HISTORY
Fusione tra le compagnie aeree Air France e KLM:
Air France:
Air France è la compagnia aerea di bandiera della Francia, nonché la prima del Paese, la seconda d'Europa e l'ottava del mondo per passeggeri trasportati per chilometro nel 2010 secondo la IATA. In parte privatizzatata, oltre il 15% delle quote socetarie appartiene allo Stato francese. Il business di Air France è suddiviso in tre settori: trasporto passeggeri, trasporto cargo, assistenza e manutenzione aeromobili. La compagnia fu fondata il 7 ottobre 1933 a seguito della fusione delle quattro principali compagnie aeree francesi: Air Orient, Air Union, Compagnie internationale de navigation aérienne e Société générale des transports aériens, sotto la forma di una società anonima. Il 26 giugno 1945, all'indomani della fine della guerra, l'aviazione civile fu nazionalizzata e la compagnia divenne allora proprietà dello Stato. La società fu rinominata con il nome "Société Nationale Air France" il 1º gennaio 1946. Il 16 giugno 1948 con un atto parlamentare fu istituita la "Compagnie nationale Air France" nella quale confluivano l'insieme dei beni, diritti e obbligazioni delle società Air France (Ancienne Société Air France), Air Bleu e Air France Transatlantique, il governo possedeva il 70% delle azioni della compagnia e la data di costituzione fu fissata al 1º settembre 1948. Il 1º luglio 1948 fu ufficialmente inaugurata la rotta Parigi-New York con un DC-4 in meno di 20 ore di volo.
Air France-KLM è una compagnia aerea franco-olandese con sede nell'area dell'aeroporto Roissy-Charles de Gaulle vicino Parigi. Fu creata grazie alla fusione consensuale avvenuta tra le compagnie aeree Air France (francese) e KLM (olandese) il 5 maggio 2004.Il 12 gennaio 2009 Air France-KLM ha acquistato il 25% del capitale della nuova Alitalia per 323 milioni di euro. Al 2014 Air France detiene il 7,08% di Alitalia.
KLM:
La KLM (in italiano Compagnia Reale d'Aviazione) è la compagnia aerea di bandiera dei Paesi Bassi. Ha come unico hub l'aeroporto di Amsterdam-Schiphol. La KLM fu fondata il 7 ottobre 1919 da Albert Plesman e attualmente è la più vecchia compagnia a operare sotto lo stesso nome. Il primo volo avviene il 17 maggio 1920, da Londra ad Amsterdam e trasporta due giornalisti inglesi ed alcuni giornali. KLM aveva diverse compagnie sussidiarie: KLM Cityhopper, KLM Exel e KLM Alpi. Nel 1997, e stringe un'alleanza strategica con Alitalia che dà vita a due joint-venture per il settore passeggeri e cargo. Nel 2000 la compagnia olandese rompe unilateralmente l'alleanza. L'amministratore delegato dell'Alitalia Domenico Cempella nel contestare la brusca risoluzione della collaborazione ricorre ad un arbitrato internazionale. Nel 2002 il lodo si risolve in favore della compagnia italiana, con KLM obbligata a pagare una penale netta di circa 170 milioni di euro. Nel settembre 2003, KLM viene assorbita da Air France e nasce il gruppo Air France-KLM. La sua identità indipendente è garantita per i successivi cinque anni, quindi le proprie operazioni verranno fuse con quelle della compagnia francese.
Evoluzione dei due marchi :
Air France
KLM:
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